martedì 13 aprile 2010

Segnali di fumo dai Lagorai

La catena dei Lagorai si estende per 70 chilometri da Passo Rolle fino a Pergine e separa la Val di Fiemme-Fassa (a nord) dalla Valsugana (a sud). E' attraversata da una sola carrozzabile (peraltro chiusa d'inverno). Fino a qualche anno fa il trekking dei Lagorai andava fatto con la tenda perchè i bivacchi erano solo due e l'unico rifugio alpino stava nel sottogruppo di Cima d'Asta. Ora la più vasta area wilderness del Trentino, proprio in questi anni di crisi economica, sforna "buone pratiche" in controtendenza con il declino a cui sembrava destinata.
Qui non c'è molto posto per le sky-area (per fortuna queste aggressioni sono limitate ai margini). Invece le vecchie baite vengono ristrutturate e "fanno rete" tra loro, le malghe continuano a svolgere la loro funzione  producendo anche formaggi di qualità, e nel fondovalle si assiste ad un ritorno all'agricoltura, che si spinge fino alla piccola agro-industria a filiera corta. L'apertura della Ippovia del Trentino Orientale ha incentivato il recupero turistico di malghe abbandonate (una tendenza in atto da tempo grazie ai Comuni locali).
E' una sorta di "sviluppo autocentrato" che riscopre e mette in circolo risorse locali e stili di vita dati per spacciati perchè marginalizzati dalla modernità e dalla globalizzazione. E' una cifra di sviluppo che fa rima con progresso, integra il reddito della gente del posto, frena l'abbandono delle aree marginali, crea posti di lavoro.

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