martedì 18 aprile 2017

Le radici del tarassaco

Il Dente di Leone è commestibile dai fiori alla radice nei prati è la prima a segnalare l'arrivo della primavera, indipendentemente dal suo nome locale: che sia Dente di Cane o Tarassaco o Dente di Leone, poco conta.
Amarognole e pungenti, le radici del tarassaco vengono spesso trascurate e sono
una specie di "effetto collaterale" della deliziosa insalata primaverile di campo.
Quando si sveglia vuol dire che la primavera è finalmente arrivata.
Il suo giallo squillante spicca nel mare anonimo delle erbe prataiole ancora mezze addormentate.
Girando nel prato col coltello la si coglie recidendola alla base e perciò trascurando la radice, che è invece anch'essa commestibile ed anzi da non trascurare, sebbene poco conosciuta.
Una volta estratte dal terreno assieme alle foglie da insalata, le radici vanno pulite, lessate e condite con olio di oliva, le radici del tarassaco si offrono originali e appetitose, almeno per chi ama le tonalità amarognole. Basta un poco di olio.

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