giovedì 4 gennaio 2018

L'andare a piedi di Charles Latrobe

Certo che il titolo non lasciava dubbi: "The pedestrian, a summer's ramble in the Tyrol". Diciamo che il signor Latrobe si muoveva a piedi.
Charles Latrobe
Il testo di Latrobe risale al 1832 e appartiene a quel
"tour alpino" di scuola britannica che, in ambito do-
lomitico, è associato alla figura della viaggiatrice
Amelia B. Edwards (1889).
"Passeggiata d'estate in Tirolo" fu dato alle stampe dall'inglese Charles Joseph Latrobe nel 1832, data che lo colloca fra gli antesignani di quel "turismo esplorativo" colto e benestante che fece da battistrada al nascente interesse alpinistico per l'area dolomitica.
Dopo aver studiato e insegnato per un certo periodo, lasciò l'Inghilterra nel 1824 per Neuchâtel in Svizzera, dove trascorse più di due anni perseguendo i suoi interessi personali, viaggiando e scrivendo. Durante la sua permanenza in Svizzera, La Trobe divenne un appassionato alpinista e fu noto per la sua abilità nell'attraversare le Alpi senza l'aiuto di guide o facchini. Ha scritto delle sue passeggiate in montagna nel suo primo libro "The Alpenstock".
Il libro uscì una generazione prima delle celebri relazioni di viaggio di Gilbert & Churchill (1861-63) e di Francis Tuckett (1866), che furono viaggiatori evoluti, esploratori e apripista, precursori insomma dei primi alpinisti in senso proprio: i Grohmann, i Freshfield, etc.

"Insbuck (sic) è graziosamente situato ma Botzen è già Italia e anche se il clima è soggetto a grandi sbalzi i frutti dell'estate sembrano soffrire poco. Il melograno e il l'albero di fico maturano presso la base delle colline e questi prodotti tipici del sud sono molto belli e abbondanti."
Charles Latrobe
La cartina del Tirolo contenuta nell'edizione inglese liberamente consultabile in Google Books. Il libro si può anche scaricare in tre diversi formati. Nel capitolo IV Latrobe visita Bolzano (che ammira dall'altura del Virgolo), Gries, l'imbocco della Val Sarentino, scende a Bronzolo, Ora, Egna, Salorno, San Michele, Lavis e giunge finalmente a Trento, dove annota che "Gli asini e i muli fanno un tremendo frastuono a Trento. Inoltre le strade risuonano di tutti i tipi di giochi sportivi, conversazioni e canzoni nel fresco della sera e anche dopo il tramonto e la gente in generale sembra essere molto gaia". Il suo viaggiare lento lo porterà poi a Pergine da dove, percorsa l'intera Valsugana, approderà a Padova.

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