martedì 6 marzo 2012

Fortunato Depero tra genziane e mucche roteanti

Gran brutto affare quando gli immaginifici si danno alla politica.
Fortunato Depero: "Flora alpestre e rupestre", palazzo
della Provincia Autonoma di Trento, 1955 (particolare).
D'annunzio e Marinetti innanzi a tutti ma anche il roveretano Fortunato Depero, che fu tra i dieci estensori del manifesto futurista del 1909.
Una fra le più importanti piattaforme ideologiche della destra guerrafondaia e fanatica che soffiò sull'incendio della grande guerra mondiale (prima) e del fascismo (poi) porta infatti la sua firma.
Oggi ricordare queste cose crea imbarazzo e si preferisce sorvolare, lasciarle sullo sfondo. Ma le responsabilità di Depero, in quanto uomo pubblico, rimangono grandi. Stiamo quindi sul leggero...
La genziana di Koch.
Depero frequentava, in quanto trentino, i monti, e dunque la domanda sorge spontanea. Chi mai si legherebbe in cordata con uno che parlava così: Flora trasparente e fauna metallica. Paesaggi liquidi e illuminazioni costruite. Insetti lunari o partoriti dai torni e dalle dinamo, luci, automi, oggetti ed ordigni d'una stupenda inutilità drammatica formale. Fuoco dagli occhi, vampe dai pugni e dai cuori. Riflessi accuminati dai cristalli e dalle acque. Montagne capovolte e mucche e case roteanti nei gorghi e nelle spirali del vento." Da parte mia apprezzo di più  il Depero illustratore, cartellonista, artista pubblicitario.

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