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mercoledì 19 marzo 2025

Ai due punti panoramici del Monte Corona, nei boschi fra la Val di Cembra e la Val d'Adige

Se ne stanno acquattati nel reticolo di sentieri che innervano il "mondo di mezzo" incuneato fra la Piana Rotaliana e la Val di Cembra.
E' una semplice passeggiata di mezza stagione sui fianchi del modesto Monte Corona, fino alla croce del Doss Paion e dopo - con una breve digressione - fino al punto panoramico di quota 953 (foto sotto). 
La Piana Rotaliana vista dal secondo punto panoramico, quello di quota 953.
Partenza e arrivo al micro-valico della Croce delle Serre, che mette in comunicazione Ville di Giovo con Faedo, un passaggio interno che divide la Valle di Cembra dalla Piana Rotaliana, le valli dell'Avisio dalla Val d'Adige.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Si lascia l'auto nel comodo spiazzo da pic-nic accanto alla Croce delle Serre (m 820) da cui parte il sentiero nel bosco che porta al belvedere in località "Doss Paion". Sulla cima attendono il camminatore, tavoli e panchine per il ristoro, la vista sulla bassa Val di Cembra e sulle catene montuose del trentino orientale, e la grande croce metallica posta a guardia dell’accesso. Si tratta di una salita moderata con qualche saliscendi e una leggera salita nella parte che raggiunge il primo belvedere, quello con la Croce del Paion.
Al ritorno una breve digressione ci porta verso l'altro punto panoramico, attrezzato con panchine e vista aperta sulla Piana Rotaliana.
👉La Val di Cembra dispone di altri belvederi panoramici fuori dai grandi flussi turistici, in primis quello del Piz delle Agole, giusto sulla verticale del

martedì 17 maggio 2022

Al Piz delle Agole, panoramico balcone sulla Val di Cembra (valle di porfido, grappa e vino bianco)

Una facile ma remunerativa camminata che ci porta in fretta ad un inaspettato balcone panoramico sulla Val di Cembra.
piz delle agole
E' una modesta altura di 1.100 metri scarsi, un belvedere porfirico affacciato sulle valli dell’Avisio. Dal Piz delle Agole la vista spazia sulla valle del porfido, della grappa e del vino bianco. Sullo sfondo i Lagorai (a sx del Cristo) e il panoramico Dosso di Costalta (a dx).
Zoomata sui Lagorai. Sono ben visibili il Fregasoga, il Monte Croce e il Rujoch, con
la sottostante radura del Rifugio Tonini, sempre in attesa di ricostruzione.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' una escursione facilissima e adatta a tutti, da fare anche in mezza giornata, 2 ore circa tra andata e ritorno, soste escluse.
Dalla capanna sociale SAT "Maderlina" si cammina per circa un’ora per strada forestale e larghi sentieri, incontrando numerose radure, piccole aree umide e diverse baite in porfido e legno. Angoli nascosti che vale la pena di scoprire con calma e senza fretta. Una camminata rilassante e adatta a tutti.
👉Il Piz si trova su uno sperone di porfido che fa parte dl largo boscoso altipiano secondario che si sviluppa
patugo
Tornando a casa: il patugo cembrano Ã¨ un piatto oggi misconosciuto, un mangiare
contadino fatto di patate, fagiolini e zucchine. Semplice e diretto. Un ammazzafa-
me per quanti non potevano permettersi la carne. La cucina di una valle povera.
 come propaggine quasi pianeggiante della vena principale dei Monti di Cembra. E' proprio sulla verticale del capoluogo di valle, Cembra. 
👉Si parte dalla Capanna sociale della SAT "Maderlina" e il percorso attraversa boschi di faggi, pini, abeti e larici, punteggiati di bellissime radure con specchi d'acqua, stagni, con numerose e caratteristiche baite. Specchi d'acqua e stagni ovunque. C'è tutto un sistema complesso di acquitrini e canali alimenta i laghetti.
Dalla zona del Lago Santo, sopra l'abitato di Cembra, si diparte una fitta rete di sentieri e antiche strade. Bisogna districarsi, ma si possono
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
fare traversate molto interessanti, come quella che porta al Rifugio Potz Mauer per esempio, un affaccio sopra Salorno, dove già si parla un'altra lingua...

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.010
Quota massima raggiunta: m 1.079
Dislivello assoluto: m 69
Dislivello cumulativo in salita: m 195
Dislivello cumulativo in discesa: m 195
Lunghezza con altitudini: km 6,1
Tempo totale netto: ore 2:00 AR
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: ci si arriva da Cembra percorrendo la strada provinciale del Lago Santo fino al piccolo bivio che va a sinistra in direzione Maderlina. In prossimità del rifugio SAT Maderlina si parcheggia la macchina.

lunedì 8 aprile 2019

Alla Krabes Alm di Altrei (ovvero alle Malghette di Anterivo) dopo la tempesta

Facile anello attraverso i pregiati boschi del Monte Corno, al confine linguistico tra le Valli dell'Avisio e la Bassa Atesina.
krabes alm altrei
Dal vasto prato dell'antica malga Krabes Alm lo sguardo spazia sulle valli di Fiemme e Fassa, che geograficamente costituiscono un tutt'uno con la Val di Cembra. Sono toponimi, cioè nomi convenzionali perchè il corso d'acqua che le ha tracciate tutte e tre è unico: si tratta dell'Avisio, che nasce dalla Marmolada e confluisce nell'Adige a Lavis, presso Trento.
krabes alm altrei
Vista verso Sud, con un grande larice piegato dalla tempesta Vaia dell'ottobre 2018.
Vedi  le altre foto in Google Foto.
Si transita anche dalla Krabes Alm (conosciuta come Le Malghette in italiano) che d'estate funziona come apprezzato punto di ristoro. Un posto da dove il panorama si apre verso la Val di Fiemme e Fassa, così come verso il gruppo del Bondone, la Vigolana e la catena del Baldo.
GPS krabes alm altrei
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Il territorio di Altrei ricade sotto la provincia di Bolzano ed è uno dei comuni più ricchi della zona. Questo grazie ai suoi estesi e sani boschi di abete rosso, che fornisce un ottimo legname, molto apprezzato dai compratori e che suscita l'invidia dei paesi vicini.
👉Qui come altrove la cosiddetta "tempesta Vaia" del 28 ottobre 2018 ha colpito duro e i segni della grande devastazione sono ancora drammaticamente evidenti. Ci vorrà molto lavoro solo per il recupero del legname da opera e poi, in subordine, per la sistemazione dei sentieri...

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.220 (parcheggio)

lunedì 6 marzo 2017

Alla Forsthütte da Gfrill/Cauria (Salorno)

La bonaria, boscosa e tondeggiante Madrutta (Madrutberg in tedesco) è spaccata in verticale dalla parete rocciosa  che precipita su Laghetti di Egna.
Madrutta Madrud
L'escursione si svolge per lo più nei boschi, su strada forestale all'andata, su sentiero e forestale durante il ritorno ad anello. Ma volendo può limitarsi alla prima metà, dal parcheggio auto alla Forsthütte (baita forestale) che guarda sulla vallata. 

Madrutta Madrud
Le ampie falde della capanna forestale riparano tavolo e panche dalle intemperie.
La Madrutta è in sè una cimetta insignificante ed anzi difficile da localizzare con precisione, visto che è interamente coperta da boschi che ostacolano la vista, ma offre quattro punti panoramici niente male.
Uno è rivolto verso il piccolo nucleo abitato di Gfrill/Cauria e gli altri due si aprono sulla Bassa Atesina e sulla stretta di Salorno.
Madrutta Madrud
La valle dell'Adige verso Trento dallo spiazzo panoramico di quota 1.170.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Uno di questi quattro belvedere coincide con la capanna forestale "Madrud Forsthütte", quasi a sbalzo sul salto di roccia sopra la piatta valle dell'Adige: un salto di comodi 1.100 metri.
La discesa dalla capanna forestale fino alla ex-teleferica è ripida e richiede attenzione:viene chiamata "Sentiero del Diavolo".
Alla fine della giornata i molti su e giù fanno schizzare in alto il dislivello accumulato, che viaggia sui 6-700 metri, anche se non si direbbe...
GPS Madrutta Madrud
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Chi ha una vocazione più turistica può però limitarsi al più breve, comodo e veloce andata e ritorno su forestale dal parcheggio alla capanna forestale, con pic-nic e vista sulla valle.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.273 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.498
Dislivello assoluto: m 225
Dislivello cumulativo in salita: m 870
Dislivello cumulativo in discesa: m 875
Lunghezza con altitudini: km 10,8

lunedì 9 maggio 2016

Il giro del Monte Cislon (Trodena)

Nel Parco Naturale del Monte Corno, tra Anterivo e Trodena. Facile passeggiata nel bosco di questi monti minori tra la Val di Fiemme la Val d'Adige e la Val di Cembra.
Giro del Monte Cislon
Questa primavera con le sue ripetute nevicate in quota costringe a restare bassi. Battendo i percorsi di mezza montagna  si scoprono scorci e angoli che altrimenti non si andrebbero mai a scovare.  E' un po' come succede coi giretti invernali nei dintorni di Bolzano.
Giro del Monte Cislon
Il belvedere che s'affaccia ad Ovest proprio di fronte alla catena Roen-Mendola-
Macaion offre un ampio panorama sulla Bassa Atesina e la conca di Bolzano.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Ci sono tre buone ragioni per affrontare questa passeggiata nei boschi del Monte Cislon: il breve passaggio aereo della Hochwand che s'affaccia verso l'altopiano di Aldino, il bel punto panoramico sulla Bassa Atesina, con la catena Roen-Mendola-Macaion in primo piano ed infine il vasto lariceto che si attraversa interamente prima di scendere al punto di ristoro di Malga Cislon.

Quote e dislivelli:
Quota di partenza/arrivo: m 1.222
GPS Giro del Monte Cislon
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
(parcheggio).
Quota massima raggiunta: m 1.441
Dislivello assoluto: m 219
Dislivello cumulativo in salita: m 768
Dislivello cumulativo in discesa: m 779
Lunghezza con altitudini: km 9,9
Tempo totale netto: ore 3:15
Difficoltà: F

Descrizione del percorso: dal parcheggio (m 1.222) si segue il sentiero AVS 2 che sale nel bosco sino a transitare lungo la parete

lunedì 2 maggio 2016

Monte Prato del Re (Salorno)

Semplice passeggiata di primavera sul confine linguistico. Dalle parti di Gfrill/Cauria, appena sopra Salorno, tra la Val d'Adige e la Val di Cembra.
Königswiese Monte Prato del Re
Con la giornata un po' così,  l'allenamento un po' così e poca voglia di ciaspole su neve marcia optiamo per una breve gita sui bassi monti boscosi che separano le genti trentine da quelle tedesche. E' una zona di ristorantini e facili mete escursionistiche; tra le più gettonate c'è di sicuro il Fichtenhof di Gfrill (strapieno) mentre quello più frequentato dai domenicali è la Speck Stube Perkeo (sì, un bel terrazzo aperto sulla Bassa Atesina, ma è l'unica cosa degna di nota).
Königswiese Monte Prato del Re
I prati del Maso Drei Fichten Hof, da dove si parte per raggiungere la tondeggiante
Königswiese/Monte Prato del Re, qui ben visibile con la sua coltre di conifere.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Un facile giro nel bosco a bassa quota, senza storia ma rilassante, che è quello che conta se in alto c'è troppa neve e in basso devono ancora arrivare le foglie. La meta è una bassa cima tondeggiante, la Königswiese/Monte Prato del Re, sulle montagne di Salorno.
Il giro è breve e all'ora di pranzo siamo già di ritorno. Districarsi tra i localini del posto non è facile, specialmente la domenica pomeriggio. Dopo aver dribblato i due più frequentati
GPS Königswiese Monte Prato del Re
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
della zona, finalmente atterriamo ai tavoli esterni di quello storico, l'unico che era già aperto a Pochi di Salorno prima che l'asfalto arrivasse anche quassù.
Siamo al confine linguistico, fatto reso plasticamente evidente dai vicini di tavolo: uno col grembiule blu e la faccia rossa, l'altro con la giacca e le scarpe della domenica anni Settanta, vero archetipo del "bacàn taliàn" e della sua idea di eleganza. I due dialetti si compenetrano e, complice l'alcol, si slitta continuamente dal trentino

domenica 14 luglio 2013

Sul Trudner Horn da Gfrill

Il Trudner Horn-Monte Corno (m 1.781) si trova al confine fra le provincie autonome di Trento e di Bolzano, fra i solchi dell'Adige e dell'Avisio. 
Dalla Horn Alm-Malga Corno: vista verso la Val di Fiemme.
Dà il nome al Parco Naturale omonimo e fa parte delle Alpi d'Avisio ma i monti che lo circondano sono molto più famosi e così finiscono col monopolizzare l'attenzione dei grandi flussi turistici.
Dalla vetta: vista sulla Bassa Atesina e sulla Mendola.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Eppure i suoi rilievi boscosi, per la loro posizione mediana rispetto ai gruppi più noti, offrono panorami vari ed aperti in un contesto montano non impegnativo e adatto a tutti e a tutte le stagioni. Soprattutto le mezze stagioni, direi.
👉Dal parcheggio di Gfrill-Caurìa (m 1.330) alla cima (m 1.781) ci sono 450 metri di dislivello, che diventano 630 circa se si tiene conto dei saliscendi. Sia le foto che il testo sono di Gigi.

Il tracciato in Google Earth.
"Raggiunto il paese di Salurn/Salorno, seguendo le indicazioni stradali, saliamo in loc. Buchholz/Pochi per proseguire fino a raggiungere il bel paesino di Gfrill/Cauria. Qui troviamo, nei pressi della Chiesa, un comodo parcheggio a fianco di cui c’è una stradina con i segnavia per Malga Corno (Sentiero Europeo n° 5).
Lasciata l’auto, seguiamo la sterrata non prima di aver scattato qualche bella foto; Gfrill, infatti, sorge in un’invidiabile posizione panoramica; sullo sfondo una splendida vista sulle Dolomite di Brenta.
Entrati nel bosco, poco dopo i segnavia ci fanno prendere a destra una mulattiera che taglia alcuni tratti della forestale.

mercoledì 19 giugno 2013

Al Roccolo del Sauch

Un tempo i piccoli volatili erano parte integrante della dieta ed i roccoli non erano una rarità.
Il doppio roccolo visto dalla forestale che porta al vicino Rif. Sauch.
I roccoli servivano per la cattura degli uccelli di passo. Si trattava di costruzioni vegetali con i rami abil-mente intrecciati e potati per dare forma alla trappola in cui volatili venivano attirati.
Veniva così creata una galleria pe-donabile con pianta a ferro di ca-vallo e con al centro uno spiazzo erboso.
Il roccolo visto dall'interno di uno dei due "tondi".
Vedi le altre foto in Google Foto.
Dopo che un gran numero di volatili si era posato nello spiazzo, dal ca-sello veniva agitato lo spauracchio, preceduto dal fischio dell’uccella-tore.
La fuga in senso orizzontale portava gli uccelli dritti verso una rete pres-soché invisibile tesa tra le nume-rose arcate della galleria vegetale.
Il roccolo è costituito da tre parti fondamentali:
● il casello: torretta in cui staziona l’uccellatore; situata nella parte più alta del roccolo e completamente nascosta dalla vegetazione;
Il tracciato in Google Earth.
● il tondo: piccolo prato rivolto verso valle su cui si trovano piante potate in forme rotondeggianti da cui spuntano i secchi, rami privi di foglie su cui veniva posti i richiami;
● il colonnato con pergola: circonda il roccolo ed è formato da piante (abeti e faggi) potate in modo ca-ratteristico tra cui erano nascoste le reti di cattura; a ferro di cavallo.
Il roccolo del Sauch è composto da piante di faggio e abete rosso po-tate con cura in modo da creare una galleria a ferro di cavallo, una specie di pergolato forato da una serie di archi. Più precisamente le gallerie sono due: si tratta infatti di un doppio roccolo, con due torrette destinate a due uccellatori.

domenica 2 giugno 2013

Al Rif. Potz Mauer da Cembra

Dopo esserci arrivati da Pochi di Salorno, ecco qualche foto invernale della stessa meta raggiunta però dal versante cembrano.
Tramonto invernale al Lago Santo di Cembra, punto di partenza e arrivo.
Vista sulla Val d'Adige verso il Monte Roèn. e la Bassa Atesina.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Il simpatico rifugio si trova lungo il Sentiero Europeo n. 5, che dal Lago di Costanza porta a Venezia. Fino agli anni Cinquanta il passaggio pedonale da Cembra a Salorno era molto battuto; numerosi erano i cembrani che lo percorrevano per scendere alla stazione ferroviaria e, col treno, andare a lavorare a Bol-zano. Non mancavano i matrimoni combinati fra i due paesi.
Se si risale ancora più indietro nel tempo, si nota che i due versanti del monte erano ancora più integrati tra loro.
Il percorso che li univa rivestì anche un rilievo militare durante le campa-gne napoleoniche del 1797 quando sia a Salorno (Val d'Adige) che a Piazzo (Val di Cembra) si tennero battaglie fra i francesi e gli imperiali.
Il tracciato in Google Earth.
Oggi, invece, le due realtà sono più separate e lontane che mai, il confine fra le due provincie autonome è una vera linea separatrice e gli escursionisti sono i soli frequentatori di queste antiche vie pedonali.
👉Il facile percorso inizia dal parcheggio del Lago Santo, raggiungibile per strada asfaltata da Cembra.
Il panorama sulla Val d'Adige è aperto solo per breve tratto dopo la località Zise.
Le perdite di quota portano, tra an-data e ritorno, il dislivello cumulativo a ben 900 metri, cosa poco intuibile considerando il solo guadagno dal parcheggio (m 1.208) al rifugio (m 1.292).  La relazione è dih Gigi.

venerdì 8 marzo 2013

Il Rif. Potz Mauer da Cauria di Salorno

Un posticino per famiglie e gente tranquilla, immerso nei boschi fra Salorno e Grumes, da una parte la Val d'Adige e dall'altra la Val di Cembra.
Da Caurìa-Gfrill, verso il Gruppo di Brenta.
Una menzione particolare alla gestione, poco propensa a rincorrere le mode e consapevole che, se non si è al centro delle Dolomiti, le persone vengono solo se c'è qualcosa di diverso dal localino sotto casa.
Il posto è raggiungibile sia da Salorno che dal Lago Santo di Cembra e si trova al confine fra le due provincie autonome.
L'ampia spianata con il rifugio Potz Mauer.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Arrivando da Salorno bisogna prendere la stra asfaltata che porta a Cauria-Gfrill, amena località montana con alberghetto e parcheggio (m 1.344).
Il sentiero, ampio e comodo, s'insifila ben presto nel bosco e porta senza difficoltà e con qualche saliscendi ad uno spiazzo che ospita il Bait del Zucherin (m 1.470 circa).
Da qui si scende gradualmente fino al rifugio Potz Mauer (m 1.292) che si trova al centro di una spianata nel bosco, che lo circonda tutto e che purtroppo preclude la vista sulla Val d'Adige.
Il tracciato in Google Earth.
👉Da notare che il "su e giù" che il sentiero compie nel bosco comporta, fra andata e ritorno, una salita cumulativa di 650 metri distribuita su un percorso di 13 chilometri.
Una cartina aiuta a districarsi fra le indicazioni dei numerosi sentieri e stradelle che solcano la zona.
Andata e ritorno su neve dura e a passo tranquillo: 4 ore.
👉Per chi preferisce salire dal versante cembrano, ecco il link al post col percorso che arriva dal Lago Santo di Cembra.