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sabato 11 gennaio 2025

Scendere dal Monte per la Strada delle Longhe

L'unica stradina del Monte di Mezzocorona si percorre camminando sulle frone, il lastricato che doma le impennate dei pontaroi pù erti.
Il Monte di Mezzocorona è un piccolo pianoro-altipiano "fuori porta" che si affaccia sulla Val d'Adige dai suoi 900 metri di quota. E' una ariosa balconata che si raggiunge solo in funivia o a piedi dal borgo di Mezzocorona. E' un'alternativa ai sentieri SAT 505 Burrone Giovanelli (è una ferrata) e SAT 500 Mezzocorona-Monte (che è un sentiero di montagna). Tranquilla perchè chiusa al traffico privato.
Il percorso è molto vario e d'autunno i colori sono veramente  belli.
I benestanti della piana rotaliana avevano e mantengono qui una casa dove salire "ai freschi".
In senso orario dall'alto: il belvedere in acciaio, una segnaletica al Monte, il ponte
sospeso, l'ingresso alla centrale elettrica di Mezzocorona due scatti lungo la Stra-
da delle Longhe. Al centro la faggeta attorno al Bait dei Manzi.
👉La Strada delle Longhe è l'unica "strada" che collega il Monte al fondovalle. La sua ripidezza la rende però adatta ai soli mezzi fuoristrada. La pendenza non concede tregua, con punte del 40%. Sono circa 5 km di discesa continua, che spiana solo quando si arriva al Bait dei Manzi. In parte è in cengia ed è molto panoramica, aperta verso valle. Passa anche accanto all'accesso nord del recente "ponte tibetano" per poi lo aggirarlo e passarvi sotto, e finalmente arrivare al Monte.
👉E' lastricata con le "frone" (piccole lastre di porfido interrate di taglio). Dalla località Ischia alla Rocchetta sale fino al Bait dei Manzi in un'ora e mezzo di faticosa ascensione (la pendenza arriva al 40%). Era la via per le case estive del Monte di Mezzocorona e per Malga Kraun.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Nota: chi volesse abbreviare e velocizzare l'escursione può evitare di passare dal sito dell'antica stazione a monte della funivia (restaurata e trasformata in un sito museale) e dal belvedere metallico affacciato sulla Piana Rotaliana.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 853 (stazione a monte delle funivia)
Quota massima raggiunta: m 1.083
Quota di arrivo: m 223 (parcheggio Cassa Rurale)
Dislivello assoluto: m 230
Dislivello cumulativo in salita: m 600 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 1.000 circa
Lunghezza con altitudini: km 11,5
Tempo totale netto: ore 4:00
Difficoltà: E

giovedì 10 agosto 2023

A Sankt Jakob in Kastelaz (a Tramin/Termeno)

E' una passeggiata urbano-rurale che dalla piazza di Termeno sulla strada del vino sale alla chiesetta medioevale di Skt. Jakob in Kastelaz.
L'interno affrescato, finalmente riportato alla luce. Risale al dodicesimo secolo.

La chiesetta del Kastelaz con la parrocchiale del paese sullo sfondo, nel paesaggio
saggio vitato della Bassa Atesina. Per una veduta d'insieme della Bassa c'é un po-
sto magico: la Rotwand/Parete Rossa presso il laghetto Göllersee di Aldein/Aldino.
Si tratta di un comodo e breve anello che dalla piazza del paese sale nel bosco aggirando un cocuzzolo coltivato a vigna fino a sbucare sul sagrato della piccola chiesa medioevale. Il ritorno avviene dal sentiero selciato e scalinato chiamato "Kirchenweg" (la via della chiesa), l'accesso diretto dalla piazza del paese.
Le decorazione a motivi geometrici policromi dietro l'altare si affiancano ad altre, a
tema più squisitamente medioevale, con i loro bravi demoni e la paura dell'inferno.
👉La medioevale St. Jakob in Kastelaz risale al XII secolo. Fu costruita su un preesistente luogo di culto pagano. La chiesa rimane chiusa nei giorni feriali, la domenica invece l'abbiamo trovata aperta.
Nel 1441 tutti gli affreschi vennero ricoperti con la calce e solo alla fine del XIX se-
colo gli affreschi furono resi nuovamente visibili.
👉La chiesa romanica di St. Jakob in Kastelaz contiene uno dei cicli di affreschi più antichi del mondo di lingua tedesca. Si dice che i muri di fondazione risalgano a un tempio romano di Iside. L'abside della navata romanica sinistra presenta affreschi di grande interesse, in particolare il ciclo inferiore con i singolari "bestiari" (esseri umani-animali), sopra i 12 apostoli nella volta, il Cristo in trono con i quattro evangelisti, dipinto probabilmente intorno al 1250. La navata destra è gotica con affreschi di Ambrosius, assistente del maestro Johannes von Bruneck.
La tradizionale formula "Christus mansionem benedicat" tracciata col gesso per la
benedizione degli edifici Epifania sugli ingressi alla chiesa e al campanile.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉Vedi anche il Sentiero Kastelaz da Termeno a Cortaccia nel sito turistico del Lago di Caldaro. Nelle vicinanze da vedere la suggestiva gola col sentiero nella gola Rastenbach, è nascosta dalle pieghe del terreno e dai boschi che coprono il terreno sopra il lago di Caldaro.

Quote e dislivelli:
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quota di partenza: m 276 (piazza di Termeno).
Quota massima raggiunta: m 394.
Dislivello assoluto: m 118.
Dislivello cumulativo in salita: m 118.
Dislivello cumulativo in discesa: m 118.
Lunghezza con altitudini: km 1,97.
Tempo totale netto: ore 1:00 AR.
Difficoltà: T.

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: da Bolzano imboccare la strada del vino (SS42 poi SP 14) in direzione sud mentre da Trento dirigersi verso Nord sulla statale o sull’autostrada ed uscire a Termeno (parcheggi in paese).
Particolari degli affreschi. In basso a destra: dettaglio dell'affresco con la leggenda "del pollo" che narra "del figlio di una coppia in pellegrinaggio a Santiago di Compostela fu ingiustamente accusato di furto e condannato a morte. Un'intera settimana dopo, i genitori trovarono vivo l'impiccato, San Giacomo lo trattenne (si vede nella parte superiore dell'affresco). Lo hanno riferito al giudice, il quale ha affermato che il figlio era morto come il pollo nel suo piatto. Ma poi il pollo si è alzato ed è volato via!".


lunedì 3 luglio 2023

A Malga Kraun dal Monte di Mezzocorona, una tradizionale gita fuori porta per "nar ai freschi"

Sul Monte di Mezzocorona, per un'ultima volta con la funivia tascabile.
...si parte dalla stazione a monte della mini-funivia a cinque posti, una vera scatoletta di sardine in via di sostituzione con un impianto più capiente (speriamo non facciano sfracelli). Il percorso é facile e vario, "bucolico" e con un buon approdo, sia estivo che invernale.


So che non ci sarà una ripetizione, perciò il viaggetto me lo godo tutto, sospeso in
quel metro quadrato che si mangia seicento metri nel giro di un respiro, col naso
appoggiato alla parete di roccia. Questa é la stazione a monte. Troppo modesta?




E' una scampagnata che parte dal Monte, lo slargo erboso sopra il roccione che incombe sul paese di Mezzocorona, dove la Piana Rotaliana cede il posto alla lunga catena che separa la Val di Non dalla Val D'Adige.
E' una bella e facile escursione fattibile sia d'inverno che d'estate, quando la fuga dall'afa del fondovalle prende il nome di "nàr ai freschi".
👉Comunque chi volesse salire sul Monte a piedi dal paese ha a disposizione un panoramico ma ripido sentiero tra le rocce esposte a Sud, secondo me da riservare alle mezze stagioni.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉D'inverno e fuori stagione estiva la meta dell'escursione può diventare l'adiacente bivacco, ricavato nello stallone di Malga Kraun. E' ampio e bene attrezzato con stufa a legna, tavolo, panche, acqua (no d'inverno) e otto posti letto con materassi sistemati a coppie in letti a castello a due piani. La porta vetrata fa entrare la luce anche nei giorni invernali.

Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 878 (stazione a monte funivia
Quota massima raggiunta: m 1.236 (bivacco di Malga Kraun)
Dislivello assoluto: m 358
Dislivello cumulativo in salita: m 400 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 400 circa
Lunghezza con altitudini: km 11,2
Tempo totale netto: 4:00
Difficoltà: E

Descrizione. del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: la piccola stazione della funivia del Monte si raggiunge dal centro di Mezzocorona e dispone di un parcheggio dedicato a pagamento. Vedi l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

sabato 6 maggio 2023

Una visita al Ponte dei Regai, il ponte sommerso che ad ogni primavera riemerge dal lago di Cles

Sacrificato per far posto all'acqua destinata  alla centrale idroelettrica di Taio (com'era già successo in Venosta con il paese di Graun/Curon).
Di solito questo paesaggio che riaffiora dalle acque si mostra da inizio aprile a fine maggio. Ma quest'anno (molto siccitoso) era già emerso dall'acqua a febbraio. Sullo sfondo la catena delle Maddalene, il Monte Pin e il Monte Ozol. Il ponte é nell'insenatura sulla dx.
Il vecchio ponte dei Regai, che scavalcava il Rio di San Romedio lungo la strada
che dalla forra di Santa Giustina prendeva sulla destra, direzione Terza Sponda.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Con la grossa differenza che in Val Venosta ad essere cancellato fu un intero paese di fondovalle, il cui campanile fu l'unica costruzione risparmiata dalla dinamite.
A Cles la costruzione della diga sconvolse l'intera viabilità della zona circostante la stretta forra del torrente Noce, che venne completamente sommersa.
👉Per limitarci alla zona appena a monte della grande diga in cemento armato, i ponti scomparsi furono ben tre: oltre al Ponte dei Regai (meta della nostra gita), anche il Ponte Alto sul Noce, il Ponte della Mula o Largaiolo.
NB: la foto aerea é stata presa ad invaso pieno (quando il ponte viene sommerso). 
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉I lavori di costruzione della diga e dell'impianto elettrico erano iniziati già negli anni ’40, su iniziativa della Edison ma si arrestarono a causa della guerra. Il lavori furono portati a termine nel 1951 quando il nuovo invaso idroelettrico (lago artificiale) venne inaugurato. All’epoca la diga di Santa Giustina era la più alta d’Europa, 152 metri di parete quasi in verticale.
Il Ponte dei Regai con più a valle il Ponte Pont dela Mula (che si rende visibile solo
in occasione dei lavori di manutenzione straordinaria dell'impianto idroelettrico).
👉Normalmente il vecchio ponte dei Regai, che scavalcava il Rio di San Romedio, affiora solo in primavera, periodo in cui la neve sulle nostre montagne non si scioglie ancora con abbondanza e invece l’utilizzo di energia elettrica è ancora alto, quindi il momento per godersi il paesaggio lunare che ci regala questo pezzo di Val di Non è proprio da aprile a fine maggio. Ma quest'anno (molto siccitoso) era già emerso dall'acqua a febbraio.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 541 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 541
Quota minima raggiunta: m 518 (Ponte dei Regai)

lunedì 13 febbraio 2023

Il modesto Monte Ozol, dove inizia la Val di Non

E' quella piccola cima boscosa che domina da Nord la "terza sponda" nonesa. Sospesa sopra Cles, unisce e separa sudtirolesi e nonesi.
Monte Ozol
Verso Sud il Monte Ozol si affaccia sulla Val di Non.
Maddalene
Verso nord-est l'Ozol si affaccia sulle Maddalene (e sulle più lontane Dolomiti).
Vedi le altre foto in Google Foto.
Separa la enclave tedesca di Laurein-Proveis (Lauregno-Proves in italiano) dai comuni nonesi di Revò, Romallo, Cloz, Brez e Fondo.
👉Si trova a Nord del Lago di Santa Giustina, dal quale è visibile, e segna il confine geografico fra le comunità linguistiche italiana e tedesca. Si trova su una dorsale secondaria poco battuta dai turisti. Se poi ci si va d'inverno, la tranquillità è garantita anche la domenica.
All'inizio il percorso si svolge quasi interamente nel bosco, su strada forestale per lo più pianeggiante che si affaccia sul versante occidentale e consente scorci verso la lunga 
scarponi bullonati
Neve dura e tratti ghiacciati: il fondo più adatto a questi "scarponi bullonati" auto-
costruiti nel garage di casa coi quali si può camminare bene anche sull'asciutto.
catena delle Maddalene di cui costituisce una propaggine orientale (la dorsale Monte Ozol-Monte Nuovo-Rufer ne è separata solo dalla stretta e breve Valle di Rumo che confluisce ne Lago di Santa Giustina).
👉Dal Passo di Cloz in poi in poi si cambia versante e gli scorci si aprono a meridione, verso l'alta Valle di Non, ed a Est, verso le Dolomiti.
Sulla cima boscata dell'Ozol è ricavato un  posto pic-nic frequentato dai locali. La cima è preceduta da un'anticima panoramica aperta verso sud.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1398
Monte Ozol
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
(parcheggio acuto)
Quota massima raggiunta: m 1.571
Quota minima raggiunta: m 1.363
Dislivello assoluto: m 173
Dislivello cumulativo in salita: m 230 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 230 circa
Lunghezza con altitudini: km 10,9
Tempo totale netto: ore 2:00 AR
Difficoltà: T-E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: Chi viene da Trento deve risalire la Val di Non fino a Cles, superarla e portarsi a Revò. Da Revò si seguiranno le indicazioni per Lauregno e Proves. A Lauregno si prende a destra per Castelfondo fino a giungere in località Forcella di Brez, dove si può lasciare l'auto. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

domenica 1 agosto 2021

Il sentiero per San Romedio é tutto scavato nella roccia (perchè era il tracciato di un acquedotto...)

Come i Waale venostani, é un ardito percorso scavato direttamente nella roccia per incanalare l'acqua fino agli assetati "pomàri".
Oggi la conduttura non é più visibile, é interrata sotto il piano di calpestio, ormai diventato un largo sentiero protetto da robuste staccionate a prova di distrazione. La logica é quella dei Waale, i canali d'acqua venostani che cercavano l'acqua dove c'era e la portavano a valle con arditi percorsi lunghi chilometri e chilometri.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Si parte dal parcheggio del Museo Retico di Sanzeno, e si arriva allo scenografico santuario di San Romedio, appollaiato su uno sperone roccioso.
Il percorso si sviluppa all'inizio fra i meleti, poi nel bosco e infine scavato nella parete rocciosa di uno stretto canyon, sfruttando l'antica roggia, scavata nella roccia nel corso dell'Ottocento.
👉Il percorso in roccia si snoda lungo il tracciato di una roggia di irrigazione realizzata a metà ‘800 per i meleti nonesi, trasformata successivamente in un più ampio sentiero 
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
pianeggiante, scavato nella roccia viva e a picco sul canyon che presenta viste mozzafiato, rendendolo adatto a tutti i camminatori.
Si sbuca alla strada asfaltata di servizio al santuario e da qui si prende un altro breve sentiero pedonale che conduce al Santuario San Romedio.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 670 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 730 (santuario)
Dislivello assoluto: m 60
Dislivello cumulativo in salita: meno di 50 metri
Dislivello cumulativo in discesa: meno di 100 metri
Lunghezza con altitudini: km 2,9 solo andata
Tempo totale netto: un'ora solo andata
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: si lascia l'autostrada del Brennero a San Michele all'Adige, quindi si segue la statale 43 in direzione Cles. Giunti al bivio di Dermulo si gira a destra, in direzione Mendola, e dopo 4 km si arriva a Sanzeno.
Il santuario di San Romedio è costituito da cinque chiese, costruite su una ripida parete di roccia, stratificate nell’arco di nove secoli. I diversi livelli di questa sorta di torta Dobos devozionale sono collegati tra loro da una scenografica scalinata di ben 130 gradini.

lunedì 10 giugno 2019

Dalle parti del lago di Tret (Val di Non)

Un facile anello primaverile dove la "terza sponda" della valle confina con il Sudtirolo, vicino al Passo delle Palade.
lago di tret
L'invaso venne realizzato nel 1920 per fini turistici. Si voleva valorizzare la zona
del Passo della Mendola che, al centro di progetti, aveva anche una sua tramvia.
Si procede tra i boschi in una zona tranquilla, procedendo su forestali e sentieri facili.
Solo la presenza di neve (e ghiaccio) residui nei tratti più in ombra la fa classificare come percorso da ciaspole; in questo aprile sarebbero bastati i ramponcini per disimpegnarsi nelle chiazza di neve dura.
Ma noi due furbi non avevamo nè gli uni nè le altre.
Bello lo specchio d'acqua circolare di questo laghetto artficiale, che si trova proprio lungo il confine amministrativo e linguistico fra Trentino e Sudtirolo, a 1.609 metri di quota.
lago di tret
Il laghetto ricade sotto i confini amministrativi del comune di  Unsere Liebe Frau im Walde-St. Felix (Senale-San Felice in italiano) e il suo toponimo in tedesco è Felixer Weiher. In italiano la sua denominazione ufficiale è Lago di Santa Maria.


lago di tret
Il rientro avviene un suggestivo lariceto, ancora in veste invernale.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.340 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.721
Dislivello assoluto: m 381
Dislivello cumulativo in salita: m 50
Dislivello cumulativo in discesa: m 50
Lunghezza con altitudini: km 7,9
Tempo totale netto: ore 3:00 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua una descrizione dettagliata.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Come arrivare: percorrendo la strada verso il Passo delle Palade e giunti all'altezza del paese di Tret, la si abbandona e si devia per l'albergo "Rifugio Scoiattolo" che si trova in località Le Plaze di Tret, dove si lascia la macchina.


venerdì 29 marzo 2019

Torre di Visione e Baita Portolo da Vigo di Ton

E' un giro a bassa quota, facile ma con tratti esposti e attrezzati. Siamo appena sopra la Rocchetta, dove la Rotaliana diventa terra d'Anaunia.
torre di visione
Il sito dell'antico castello "Torre di Visione" è facilmente raggiungibile dai Masi di Vigo di Ton, mentre più difficoltoso e a tratti attrezzato è il percorso circolare che ci porta alla Baita Portolo prima di ridiscendere ai Masi. Nel riquadro la vista che dalla Torre di Visione si apre sulla piana Rotaliana, ostacolata dalla foschia. In grande la vista verso Nord, che si apre sulla Val di Non.
Torre di Visione
Dopo la Torre di Visione, il percorso si fa più difficoltoso, con tratti esposti e ripidi
che richiedono fermezza di piede e assoluta mancanza di vertigini. Nella foto vedia-
mo uno di questi tratti, che solo in parte sono protetti da attrezzatura.
Vedi le altre foto in Google Photo.
La stretta della Rocchetta costituisce la porta d'ingresso nelle valli del Noce e Vigo di Ton (con la frazione di Masi di Vigo) è il primo paese che si incontra.
Lascio la parola a Gigi, che si è occupato di stendere una corposa relazione, completa di una tabella coi dati altimetrici (leggermente discordanti da quelli registrati dal GPS):
GPS Torre di Visione
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
"Nel piazzale antistante la chiesa di Masi di Vigo, a quota 415 metri si trova il parcheggio da cui si parte. Si segue una strada prima asfaltata e poi sterrata che sale in circa 15 minuti giunge al bivio con il sentiero 516A (segnavia Frassati – percorso Tor di Visione), ci incamminiamo a destra, in direzione sud, lungo un ben bosco di faggi; questi alberi saranno nostri compagni per tutto il giro. La sterrata, dopo una salita, ci porta in una spianata dove troviamo: il bivio con il sent. 516/, un bel punto panoramico (con una brutta e inutile terrazza) sulla Val di Non e il Brenta e una piazzuola d’atterraggio per elicottero.
Ora scendiamo in un piccolo avvallamento, la sella di Tor Visione,

sabato 24 novembre 2018

A spasso fra le malghe del Roen (Val di Non)

Si parte e si arriva dalla Malga di Romeno (raggiungibile in auto). Il resto è un facile giro ad anello che passa dalla cima del Monte Roen e ritorna alla Malga di Romeno (con pernottamento alla Malga di Don).
monte Roen
Gli ampi pascoli alti sulla piatta sommità dell'ampio Monte Roen, che digrada lentamente verso Ovest fino alle distese di meleti della Val di Non, mentre invece verso Est precipita verticale sulla Val d'Adige con un salto di 1.900 metri.
monte Roen
La cima del Roen vista dall'anticima meridionale. Sullo sfondo a destra si distin-
guono i tralicci vicini al belvedere del Monte Penegal, in basso a destra si intrav-
vede il "Sentiero dei Camosci", che costeggia la parete rocciosa rivolta alla Val
d'Adige e collega la Testa Nera col Rifugio Oltradige.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Noi montagnini edonisti e goderecci ce la siamo presa molto comoda: abbiamo fatto una prima tappa alla Malga di Smarano e Sfruz per l'aperitivo, poi una seconda tappa a Malga Sanzeno (per preparare il pranzo e fare la siesta) ed infine un'altra (per la cena e il pernottamento) al bel bivacco ospitato alla Malga di Don.
GPS malghe del roen
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Molte malghe del Roen sono diventate di fatto dei bivacchi, completi di tutto quel che serve all'escursionista ma sempre in grado di far storcere il naso a chi si aspetta bagno, doccia e lenzuola in montagna: ed in fondo è meglio così...
Escursionismo e turismo sono cose infatti diverse, con "pubblici"
diversi, aspettative, stili e comportamenti molto diversi; per questo è bene che i due "pubblici" continuino a mantenersi separati.

Quote e dislivelli (dati del GPS ):
Quota di partenza/arrivo: m 1.760 (parcheggio Malga di Romeno)
Quota massima raggiunta: m 2.095 (Monte Roen)
Dislivello assoluto: m 335
Dislivello cumulativo in salita: m 570 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 570 circa
Lunghezza con altitudini: km 10 circa
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: da Mezzolombardo si risale la Val di Non fino al bivio di Dermulo. Prendere a destra e proseguire fino a Romeno. Qui si lascia la strada principale e si prende per Amblar, da dove si individua la stradina alpestre che porta al parcheggio di Malga di Romeno, dove si lascia l'auto.
malghe del monte roen
Dall'alto e in senso orario: la Malga di Romeno è affiancata da un rifugio-agritur, quella di Smarano e Sfruz è in grado di offrire qualche birra, quella di Sanzeno dispone di un'ampia cucina attrezzata e di numerosi posti letto spartani, quella di Don ha una confortevole cucina ottimamente arredata e attrezzata e anche tre spartani posti letto, infine la Malga di Amblar che dispone solo di un tavolato per dormire, ma al piano terra ha un'ampia cucina attrezzata.

domenica 2 settembre 2018

Al Corno di Tres dal Rif. Predaia (Val di Non)

Questo boscoso monte "bifronte" può essere raggiunto sia dal versante atesino (salendo da Favogna, sopra Kurtatsch/Cortaccia) che dal versante noneso (salendo da Predaia, sopra Vervò).
corno di tres
Vista verso Sud dalla cima del Corno di Tres. In primo piano il boscoso Roccapiana. Dietro, nella foschia, i monti di Trento e, sotto la coltre di nuvole, il Gruppo di Brenta.
corno di tres
Lungo il sentiero di cresta marcato SAT 500: vista sulla Val d'Adige.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Si trova infatti su quella lunghissima cresta di mammelloni boscosi che separa la Valle di Non dalla Val d'Adige e si estende senza soluzione di continuità dal Roccapiana (sopra Mezzolombardo) a Passo Mendola.
👉Qui la salita viene affrontata dal versante noneso lungo il percorso più agevole, breve e diretto, quello che parte dall'altipiano della Predaia e più precisamente dalla Malga Rodeza, ora agritur raggiungibile anche in auto dal rifugio Predaia.
gps corno di tres
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Noi abbiamo preferito lasciare il mezzo al parcheggio accanto al rifugio Predaia e percorrere a piedi, sempre all'ombra, il tratto fino alla Rodeza.
In più, sempre per rimpolpare un'uscita altrimenti un po' scarna, per il ritorno alla Rodeza abbiamo scelto un tragitto ad anello, che attraverso il sentiero panoramico di cresta SAT 500, ci ha riportati alla malga-agritur.
Affrontato al mattino, è un giro che va benissimo per le afose giornate estive perchè il guadagno di quota (peraltro contenuto) avviene sul versante "revérs",

venerdì 20 marzo 2015

Castel Leuchtenburg e Rosszähne (Bassa Atesina)

Un breve giro ad anello nella Bassa Atesina, facile ma ricco di storia.
Leuchtenburg Castelchiaro
Il castello (qui la vista verso Caldaro con il Monte Roen sullo sfondo) aveva un muro di cinta rotondo che racchiudeva alcuni edifici abitabili. Risale al XIII secolo ed apparteneva ai signori di Rottenburg. Nel 1339 fu espugnato insieme al vicino castel Varco dal principe-vescovo di Trento. Infine Castelchiaro entrò in possesso dei signori di Tirolo, che lo concessero in feudo ai Capitani di Caldaro. Il castello fu a lungo sede di Corte di giustizia. Dopo il 1610 il castello non venne più abitato e cadde in rovina.
Leuchtenburg Castelchiaro
I punti notevoli in questa breve escursionesono due, le rovine del castello
e questo affascinante belvedere di pietra rossa.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Leuchtenburg Castelchiaro
Il tracciato in Google Earth.
Risalendo la Val d'Adige in direzione Bolzano lo sguardo m'era caduto sullo sperone di porfido che divide in due la Bassa Atesina, la bassa dorsale che taglia in due il fondovalle e che si chiama Mitterberg/Monte di Mezzo. Sta in mezzo al fondovalle, con il lago di Caldaro da un lato e l'Adige dall'altro e culmina con il massico torrione medioevale di Leuchtenburg/Castelchiaro, punto strategico ben visibile anche dalla Bassa Atesina, fra Ora e Bronzolo.
Tutto il Monte di Mezzo è caratterizzato da tracce di fortificazione retiche, successivamente modificate dai romani. Sul sentiero che porta dalla strada alle rovine, inoltre, si costeggia un muro di difesa preistorico.
👉Attualmente il rilievo è tutto coperto dalla vegetazione ma quando il suo fianco occidentale era tenuto sgombro dalle coltivazioni dovevano spiccare i massi aguzzi della sua sommità, torrioni di porfido rosso chiamati Rosszähne (Denti di
Cavallo). E' fra questi denti che si raggiunge la massima elevazione della

lunedì 26 maggio 2014

Rastenbachklamm (Bassa Atesina)

Le scarne acque del rio Rastenbach si fanno strada nel porfido e scendono dall'antica chiesa di San Pietro fino al Lago di Caldaro.
Il belvedere posto lungo il sentiero attrezzato che risale la gola del rio Rastenbach, sopra il Lago di Caldaro.
Il belvedere con vista sul lago, dove sbuca il sentiero della Rastenbach Klamm.
Vedi le altre foto in Google Foto.
La gola del rio Rastenbach è nascosta dalle pieghe del terreno e dai boschi che coprono il terreno sopra il lago di Caldaro; in questo giro circolare la si risale dal lago (anzi, da un maso sopra il lago) con una piacevole passeggiata di mezza stagione che raggiunge, favorita da scale e aiutini vari l'antico, storico insediamento di San Pietro, dove ci sono i resti di una delle prime chiese di questo pezzo di Alpi.
Scarica la traccia GPS.
👉Il sentiero si snoda nel bosco e utilizza diverse passerelle e scalini in legno che risalgono un ambiente selvaggio che i viaggiatori inglesi dell'Ottocento avrebbero definito "pittoresco".
Le rovine di San Pietro sono a 589 metri d’altitudine, e sorgono accanto ai ruderi del medievale castello Altenburg/Castelvecchio.
Poco più sopra il percorso sbuca all'interno del nucleo abitato di Altenburg, con la bella chiesa di San Vigilio, appollaiata su uno spuntone che dai suoi 614 metri di quota s'affaccia con bella vista sulle coltivazioni a vite della Bassa Atesina. Il percorso si chiude circolarmente scendendo dal sentiero che

mercoledì 19 marzo 2014

Le Malghe di Coredo dalla Predaia

Con le ciaspole per boschi e forestali, fino alla Wetter Kreuz (la"croce del temporale", ormai in terra tedesca).
Un facile e rilassante itinerario estivo che d'inverno si rivela parecchio più impegnativo.
La Wetter Kreuz (croce del temporale), posta lungo il confine fra le due
province autonome. Simili croci, che fanno parte delle più antiche tradizioni
dei contadini di montagna, sono ancora presenti in molti posti del Sudtirolo;
a loro si affidava il compito di proteggere uomini e raccolti dal cattivo tempo.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.

L'idea iniziale era di arrivare fino alla Testa Nera del Roen/Schwarzer Kopf, il noto affaccio panoramico dell'alta Val di Non sulla Bassa Atesina. Ma la ripetizione invernale della lunga camminata che dalla Predaia porta alla Testa Nera del Roen e ai suoi panorami si è rivelata più faticosa del previsto.
Scarica la traccia GPS da Every Trail.
La tanta neve e la traccia non sempre battuta mi hanno convinto ad abbreviare il giro, saltando la salita alla Testa Nera. Dalla bocchetta che ospita la Wetter Kreuz/Croce del Temporale sono sceso direttamente alla Malga Vecchia di Coredo, subito imitato da Paolo. Solo il vecchio Gigi ha sfoderato la riserva di testardaggine necessaria per la Testa Nera. Utilizzerò le sue foto per un confronto con i panorami estivi, qui ci sono solo quelle fino alla Wetter Kreuz (e ritorno).

Quote e dislivelli:
Quota di partenza/arrivo: m 1.396 (Rif. Predaia)
Quota massima raggiunta: m 1.868 (appena sopra la Bocca di Val Calana che è a metri 1.844)
Dislivello assoluto: m 472 (quote cartina)