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giovedì 26 luglio 2018

La lunga cresta del Monte Cavallo sopra Vipiteno

Basta spingersi - anche appena appena - oltre le mete standard delle brochure APT ed è facile imbattersi in piacevolissime sorprese... come questa crestina aerea e panoramica alla portata di (quasi) tutti.
Rosskopf Monte Cavallo
Siamo praticamente alla periferia di Vipiteno, ma veleggiamo lungo sentieri di cresta che vanno tra prati in fiore e panorami di confine, e comunque sempre lontani dalla pazza folla. Vicino alle impegnative Telfer Weissen/Cime Bianche di Telves
Rosskopf Monte Cavallo
La croce di vetta del RossKopf/Monte Cavallo. A destra le Cime Bianche di Telves.
Gli impianti sciistici di Monte Cavallo ce l'hanno messa tutta per ridurre questa panoramica cima delle Alpi Breonie Occidentali ad una mera appendice della rete di piloni e funi così amata dagli sciatori, in pratica una semplice estensione del fondovalle sovracementato e strozzato fra capannoni, autostrada e ferrovia.
Rosskopf Monte Cavallo
La lunga cresta Rosskopf-Ochsenscharte vista dalla conca della Vallimingalm.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Perfino la segnaletica ufficiale AVS ci spinge a salire lungo la pista da sci, quando il vicino e tradizionale sentiero di cresta sarebbe molto meno faticoso e più
remunerativo.
Se però riuscite a vincere la repulsione e, dopo aver seguito la segnaletica AVS che vi ha spinti direttamente su per le piste da sci arrivate, forse un po' delusi, sulla cima del Rosskopf.
GPS Rosskopf Monte Cavallo
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Qui ha inizio la parte più interessante del percorso: un aereo sentierino che punta a Nord, sempre in cresta e con una serie di su e giù e anche non privo di qualche passaggio delicato. Estremamente aperto a panoramico, non va sottovalutato per l'esposizione e qualche passaggio un po' tecnico, ripido e anche scivoloso.
Poca cosa per chi ha piede fermo e non soffre di vertigini ma che potrebbe porre qualche problema agli altri.
👉Giunti all'Ochsenscharte (forcella dei buoi) si abbandona il percorso di cresta e si gira a destra, calando

sabato 4 gennaio 2014

Pernottare al Becherhaus/Rif. Biasi al Bicchiere (Val Ridanna)

Eh sì, questo è ancora un rifugio vero, dove il gestore è in piedi alle sei del mattino e prepara la colazione, non si limita a lasciare un thermos caldo sul tavolo la sera prima.
becherhaus
L'alba proietta l'ombra del rifugio sul ghiacciaio di Malavalle, un quadro che da solo vale la fatica dell'ascensione. Sullo sfondo sbuca il cono dello Zuckerhüttl/Pan di Zucchero, ormai in territorio austriaco, tra la e Sonklarspitze/Cima di Malavalle a sinistra  e la WilderPfaff/Cima del Prete a destra.
Il cono roccioso del Becher/Bicchiere (in alto a dx) dai pressi del lago Übeltal.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
Con i suoi 3.190 metri è il rifugio più alto delle Stubaier Alpen/Alpi Breonie. Si trova in incredibile posizione di fronte al ghiacciaio più grande delle Alpi orientali (la Übeltalferner/Vedretta di Mala-valle), appollaiato su un grande cono roccioso, il Bicchiere appunto (Becher in tedesco sta per "tazza").
E' stato ristrutturato da poco, anche i cameroni sono lindi e puliti, completamente rivestiti in legno.
Il tracciato in Google Earth.
I nuovi metri cubi hanno inglobato la vecchia struttura, l'edificio è grande, alla fine i piani sono cinque, ma dalle foto si vede che l'impatto non è dei peggiori, forse è anche il legno ad aiutare.
Il menù è fisso, c'è un solo tipo di vino (merlot) e di birra (Forst). Capricci al minimo, puntualità ed efficienza teutonica.
Settanta persone nella sala da pranzo, niente code, niente attese, niente schiamazzi, per lo più la gente parla e scherza senza disturbare.
Sono l'unico italiano questa sera e il gestore si rivolge esplicitamente a me quando annuncia e traduce "per gli italiani" il menù: minestra in brodo, riso con peperonata e carne al sugo, pane, dessert.
Ci sono tedeschi d'ogni latitudine e nazionalità: da Lubecca a Monaco, da Innsbruck a Bolzano. Di alcune parlate colgo a stento qualche parola.
La salita dal parcheggio è lunga e faticosa.
Ai 1.776 metri di dislivello bisogna infatti aggiungere le sostanziose perdite di quota dopo il rifugio Vedretta Pendente, che portano il totale a ben 2.200 metri, tutti in una giornata.
Le guide parlano di "almeno sei ore".
Al netto delle soste, il GPS ha