lunedì 15 luglio 2019

Dobbiaco anni Settanta

Le pellicole a colori erano un lusso che in pochi potevamo permetterci. Per le foto fortunosamente recuperate da una scatola dimentica devo ringraziare Gigi, compagno di tante escursioni.
Edilizia tradizionale e berlina Fiat 125 nel centro del paese, con le Dolomiti di Sesto sullo sfondo.
Trasporto del letame dalla stalla in paese ai prati e campi da concimare. Per molti il trattore era ancora un lusso...
I mucchi di letame in attesa di essere sparsi sulla campagna dei dintorni del paese. La meccanizzazione dei lavori agricoli era ancora molto parziale e la trazione animale era ancora molto diffusa. Verrà archiviata alla fine del decennio.


martedì 9 luglio 2019

Da Maso Corto al lago di Vernago, scendendo tra i masi dell'alta Val Senales

Le abitazioni permanenti a quota duemila non sono cosa comune. Non lo erano soprattutto in una valle alpina stretta, fredda e ostica come la Val Senales.

maso corto vernago
Nell'ostica Val Senales, che fino al termine dell'Ottocento non disponeva di un collegamento stradale con la Val Venosta, troviamo alcuni fra gli insediamenti umani più alti del Sudtirolo. In foto il Finailhof, oggi lanciatissimo come agritur in quota, nel tratto di percorso che sovrasta il lago artificiale di Vernagt/Vernago.

Köfelhöfe (Masi del Covolo)
L'insediamento dei Köfelhöfe è il primo che si incontra (a quota 1.926). Come tipo-
logia si tratta di un Haufenhof, un grosso maso articolato in un insieme di edifici
con funzioni differenziate, granaio, rimessa, magazzino, forno, lavatoio, mulino, etc.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Si trovano immediatamente a valle dell'area brutalizzata dalla funivia per l'ex-sci estivo di Croda delle Cornacchie: la testata di valle purtroppo è stata definitivamente compromessa dalle iniziative speculative degli anni Settanta della famiglia del maso Kurzras, insieme artefice e vittima dei propri appetiti e della propria miopia imprenditoriale: il giovane "imprenditore" si suicidò nel 1984 dopo l'ennesimo fallimento.
👉Tra la testata di valle e il lago artificiale di Vernago sono ancora in piedi diversi masi storici.
GPS Maso Corto-Vernago
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Noi percorreremo in discesa un piacevole sentiero di collegamento che si snoda in sinistra orografica, panoramico ed elementare. E' uno dei vecchi sentieri di vicinato, i collegamenti pedonali in quota che mettevano in comunicazione i masi prima dell'avvento della stra di fondovalle e dell'asfalto.
Scesi dalla corriera al capolinea, percorriamo brevemente la statale fino all'ingresso sul sentiero che lambisce il Köfelhöfe (m 1.948), prosegue restando in quota appena sopra il Marchegg Hof (m 1.884)

giovedì 27 giugno 2019

Un salmone alla piastra in questi torridi giorni di gran caldo africano? Si può fare anche questo...

I "vedo e prevedo" minacciano sfracelli: ma i tre termometri all'ombra la vedono un po' diversa: "solo" 35° quello rivolto a Sud, 36° quello rivolto a Nord e 36° quello che lavora nella penombra della baracca. 
salmone alla piastra
In queste nostre valli che si vogliono a tutti i costi africaneggianti il salmone, pescione grassone del Grande Nord, sembrerebbe una scelta da escludere in partenza, almeno oggi, ma a ben vedere non è detto che debba proprio essere così....
salmone alla piastra
E' vero: l'erba e l'ombra delle piante dell'orto fanno la differenza, e in valle non è
proprio come nelle periferie cementizzate delle città. Comunque: lasciar riposare
in frigo il salmone, bene immerso nel trito di prezzemolo, peperoncino e scalogno
rimescolati nell'olio di oliva.
Tre semplici avvertenze:
1) Comprarlo in svendita nei grossi centri commerciali, dove nessuno lo vuole perchè "fa caldo".
2) Metterlo a dormire per una notte in frigo (no freezer) assieme a un trito di prezzemolo, scalogno e peperonicno (se lo scalogno non c'è la cipolla va bene).
3) Dopo la nottata in frigo, scaldare bene la piastra e adagiarcelo sopra dalla parte della pelle. E' coriacea e regola la cottura, evitando bruciature eccessive: tanto poi comunque andrà gettata via... Dopo si gira e si cuoce (sempre ad occhio) per un tempo più breve.
salmone alla piastra
La terza regola: scottare ben bene il trancio appoggiandolo alla piastra dalla parte della coriacea pellaccia nordica. Solamente dopo questa prima scottata va rivoltato, va staccata la pellaccia e va poi rapidamente ripassato sui due lati. In foto: appena dopo la prima ribaltatura dopo la scottata sulla "pellaccia".

mercoledì 26 giugno 2019

Zupponi da bivacco: una bella frittata irrobustita da cipolla, zucchine e pomodorini

E' una semplice frittata preparata a casa, abbondantemente rinforzata da anelli di cipolla e zucchine con in più qualche pomodorino sparso.
mangiare in bivacco
Bivaccata a Malga Loverdina, nel Gruppo di Brenta. L'estate siccitosa aveva prosciugato la fontana. Sul tavolo esterno due zupponi che non sporcano le stoviglie in dotazione: quello a base di uova (Paolo) e quello a base di verdure (Gigi). I beveraggi sono a parte.

mercoledì 19 giugno 2019

La transumanza delle pecore in Val Senales

Le pecore pernottano nei luoghi di raduno predisposti nell'alta valle a Maso Corto e a Vernago. Seguono poi due percorsi, quello del Giogo Basso (che passa dal Similaun Hütte/Rif. Similaun) e quello del Giogo Alto (che passa dalla Schutzhaus Schöne Aussicht/Rif. Bella Vista).
transumanza val senales
L'avanguardia parte col buio. Poi segue il grosso, che qui vediamo impegnato a circa 2.800 metri di quota, un centinaio di metri sotto al rifugio "Bella Vista". I piùgrande gregge della giornata ha ormai assunto il suo assetto di marcia e procede in automatico. I pastori sono lì solo per fare fronte a qualche emergenza, e anche i cani sono rilassati.
transumanza val senales
I cani sono pochi, perchè non ne servono di più.
Io ho seguito la via che passa dal Giogo Alto. In ogni caso la meta è costituita dai pascoli alti che si trovano al dilà del crinale alpino, oggi in territorio austriaco. Un tempo appartenevano al maso Gurschler, il più vasto del Sudtirolo... Ma questa è tutta un'altra storia.
Oltre alle foto posto qui qualche nota rubacchiata qua e là nel Web.
Tra i più resistenti e "salterini" sono da segnalare gli agnelli, specie quelli più pic-
coli: sono in gradio di alzarsi - con un sol balzo - di quasi un metro da fermo.
transumanza val senales
Certi passaggi sono interamente scavati nella neve...

Transumanza in val Senales
La transumanza in val Senales è un’antichissima tradizione che ogni anno si rinnova, quando sulle malghe dell’arco alpino si è disciolta la neve. Migliaia di pecore attraversano il Giogo Tasca, il Giogo Alto e il Giogo Basso, partendo dalla val Venosta e da Senales alla volta dei pascoli austriaci dell’Otztal, ancora di proprietà dei contadini di Senales. A metà giugno, inizia per le pecore la lunga marcia che le vede per tre giorni percorrere circa 45 km, con un dislivello complessivo di 5.000 metri. Le pecore, insieme ai loro pastori e ai cani, ripercorrono le tracce dei primi esploratori della valle.

Inizia il lungo viaggio
La grande migrazione inizia da Lasa (m 868), lungo il percorso si aggiungono le pecore del Montesole di Corces e di Silandro; dopo una prima tappa alla malga di Corces (m1.987), le pecore riprendono il cammino transitando vicino al lago di Corces e al laghetto Nero. Giunti al Giogo Tasca, (m 2.772) i gruppi si dividono, quelli diretti nel Rofental imboccano il Giogo Occidentale e discendono verso Maso Corto (m 2.011), mentre quelli diretti nel Niedertal passano per il Giogo Orientale e raggiungano Vernago (m 1.711). A Maso Corto e Vernago, dove si uniscono a gruppi provenienti da altre località, le pecore, all’interno dei recinti, formano un miscuglio di colori, perché ogni esemplare ha dei segni di riconoscimento. Con grande abilità i pastori scelgono e
transumanza val senales
E si avvalgono della guida sicura del pastore.
 separano gli animali; le pecore più robuste e più esperte vengono individuate e isolate: sono loro a guidare il gruppo, a spingere con l’esempio le compagne recalcitranti. Infatti, durante la transumanza, ogni esitazione può essere fatale per animali e pastori; sono molte le storie che raccontano di tragedie legate a questa attività.

Il duro cammino attraverso i passi
Code autostradali sotto il rifugio "Bella Vista" al Giogo Basso.
E’ il momento della partenza che rende questo evento unico e spettacolare senza privarlo del profondo significato umano: la fatica, il dolore, l’imprevisto e a volte anche la morte sono compagni di viaggio di chiunque intraprenda queste imprese, uomini o animali. Alle prime luci dell’alba, tutto è pronto per iniziare l’ultima giornata di fatica, bisogna attraversare il Giogo Alto (m 2.842) e il Giogo Basso (m 3.019). Da Maso Corto, come da Vernago, i pastori si preparano a partire; il gregge viene diviso in gruppi, il primo ha il compito di verificare che il percorso sia agibile, mentre l’ultimo è composto dalle femmine gravide, dai capi più vecchi e dagli ultimi nati. In quota la neve è abbondante, le pecore si arrestano, bisogna tirarle e prendere in braccio gli agnelli fino a quando la pista non è tracciata.
Giunti ai rifugi Bellavista e Similaun, il peggio è passato; da qui, in poche ore, dopo avere attraversato i ghiacciai, le pecore giungono ai pascoli austriaci dell’Otzal, dove rimarranno per circa tre mesi. Riprenderanno la strada del ritorno a metà Settembre, prima che la neve renda impraticabile il cammino.

Un viaggio anche spirituale
L’evento della transumanza può essere osservato dal punto di vista antropologico per quanto riguarda lo studio delle antiche popolazioni di queste valli e dal punto di vista etologico per quanto riguarda il comportamento relazionale degli animali e dei loro pastori durante l’esodo. In questa circostanza i pastori garantiscono una relazione di cura e protezione con il loro bestiame a dir poco esemplare. Osservata da un angolazione più spirituale questa lunga processione di pecore appare come l’accorato rosario di una lunga veglia.

domenica 16 giugno 2019

Zupponi da bivacco: una fresca insalata fatta di yogurt, salmone e erba cipollina

Un fresco intruglio che appartiene alla grande famiglia degli zupponi quattrostagioni: quelli che si possono preparare in qualsiasi stagione, semplicemente perchè basta fare la spesa nei supermercati.
salmone yogurt erba cipollin
Ma per l'erba cipollina, se appena si può, è meglio affidarsi all'orto o alla piantina in vaso sul davanzale di casa. Formula sperimentata al nuovo bivacco "Alla Mdonnina", in Vigolana.


lunedì 10 giugno 2019

Dalle parti del lago di Tret (Val di Non)

Un facile anello primaverile dove la "terza sponda" della valle confina con il Sudtirolo, vicino al Passo delle Palade.
lago di tret
L'invaso venne realizzato nel 1920 per fini turistici. Si voleva valorizzare la zona
del Passo della Mendola che, al centro di progetti, aveva anche una sua tramvia.
Si procede tra i boschi in una zona tranquilla, procedendo su forestali e sentieri facili.
Solo la presenza di neve (e ghiaccio) residui nei tratti più in ombra la fa classificare come percorso da ciaspole; in questo aprile sarebbero bastati i ramponcini per disimpegnarsi nelle chiazza di neve dura.
Ma noi due furbi non avevamo nè gli uni nè le altre.
Bello lo specchio d'acqua circolare di questo laghetto artficiale, che si trova proprio lungo il confine amministrativo e linguistico fra Trentino e Sudtirolo, a 1.609 metri di quota.
lago di tret
Il laghetto ricade sotto i confini amministrativi del comune di  Unsere Liebe Frau im Walde-St. Felix (Senale-San Felice in italiano) e il suo toponimo in tedesco è Felixer Weiher. In italiano la sua denominazione ufficiale è Lago di Santa Maria.


lago di tret
Il rientro avviene un suggestivo lariceto, ancora in veste invernale.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.340 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.721
Dislivello assoluto: m 381
Dislivello cumulativo in salita: m 50
Dislivello cumulativo in discesa: m 50
Lunghezza con altitudini: km 7,9
Tempo totale netto: ore 3:00 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua una descrizione dettagliata.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Come arrivare: percorrendo la strada verso il Passo delle Palade e giunti all'altezza del paese di Tret, la si abbandona e si devia per l'albergo "Rifugio Scoiattolo" che si trova in località Le Plaze di Tret, dove si lascia la macchina.