lunedì 3 ottobre 2022

Alla Malga di Covelano dal Maso delle Nocciole

Siamo sopra Silandro, a metà valle. Sul suo versante "a rovescio", quello in destra orografica, ghiacciato d'inverno ma più fresco d'estate.
Göflaner Alm
La Göflaner Alm/Malga di Covelano trasformata in punto di ristoro. Di fronte vediamo le montagne delle Ötztaler Alpen/Alpi Venoste con l'intaglio della valle di Silandro: a sx (sotto il Sonnenberg/Monte Sole) il verde dei masi di Silandro e sulla dx la Zerminiger Spitze.
mangiare in montagna
Gli Spiegeleier (uova al tegamino) nella loro versione arricchita con patate e carne
che va per la maggiore da queste parti, sullo sfondo gli edifici della Göflaner Alm.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Poco più di una passeggiata, eppure già un'escursione. Che si snoda senza difficoltà tecniche tra i boschi che inframezzano i masi abbarbicati sul versante in ombra della Val Venosta, sopra Silandro.
👉Sia il punto di partenza che quello di arrivo sono attrezzati a ristoro, o ristorante che dir si voglia. Naturalmente la Göflaner Alm/Malga di Covelano, gode di maggior tranquillità, perché ci si arriva solo a piedi.
Goflaner Alm
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Volendo, dalla malga si può salire lungo la sterrata fino alle cave del bianco "marmo di Lasa" e poi da lì compiere una vera escursione in quota che con un ampio e molto panoramico percorso circolare riconduce infine al Maso delle Nocciole.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.558
Quota massima raggiunta: m 1.819
Dislivello assoluto: m 260
Dislivello cumulativo in salita: m 270
Dislivello cumulativo in discesa: m 270
Lunghezza con altitudini: km 9,66
Tempo totale netto: ore 3:15 AR
Difficoltà: E

martedì 27 settembre 2022

L'insalata trentina, che pare fatta per i barbecue...

E' croccante e amarognola questa lattuga verde e rossa, fra le più giuste per le tavolate all'aperto, quelle che pendono verso il berbecue.
mangiare in montagna
La insalata trentina dall'orto all'angolo del barbecue, sul tagliere assieme al ribes e ai Kaminwurzen. Il pane e il vino sono a parte...

mangiare in montagna
Una vaschetta di insalata (o lattuga) trentina pronta per il trapianto nell'orto.


Somiglia all’insalata canasta sia per l’increspatura delle foglie che per il loro colore fiammato di rosso, l’insalata gentile rossa trentina ha foglie ampie e molto mosse, ma riunite a cappuccio.
👉Facile da coltivare perchè è rustica e vigorosa. Forma un cappuccio verde chiaro e rosso, con foglie spesse e molto croccanti. Originaria del Trentino, è apprezzata per la tenerezza delle foglie e per il suo sapore delicato.
Si trova in commercio anche col nome di "lattuga rossa di Trento".
mangiare in montagna
Luganeghe trentine del salumificio Belli di Sopramonte con abbondante insalata trentina e pane di segale.


venerdì 23 settembre 2022

Il coloratissimo "Fontana Bona" in Val Genova

Ha fatto la storia della valle ed è ancora in piedi, sempre uguale a sè stesso. E' un alberghetto di montagna decorato in stile liberty.
Rifugio Fontana Bona
Le solarità estive delle decorazioni dal sapore liberty lo contraddistinguono sia al di fuori che all'interno. Questa simpatica locanda ha il vezzo di fregiarsi ancora del titolo di "rifugio", una civetteria che sembra provenire dalla lunga storia della Val Genova.
Rifugio Fontana Bona
Il bianco, il rosso e il blu delle decorazioni liberty che si ritrovano, però senza il blu,
anche nel più alpinistico rifugio "Adamello Collini" situato alla testata di valle, appe-
na sopra i vasti pascoli del Pian di Bedole, alla testata estrema della Val Genova.
E' conosciuto da sempre come "Fontana Bona" e talvolta anche come "Rifugio Fontana Bona". In realtà é un alberghetto di montagna sopravvissuto alle stagioni e che oggi per caso si trova in una delle valli più gettonate del Trentino.
👉Si trova infatti nella fascinosa Val di Genova, nella sua prima metà, a fianco strada, nel fondovalle solcato dall'impetuoso Sarca di Genova, nel territorio ora compreso nell'area del Parco naturale, lo stesso posto che nell'Ottocento era considerato un territorio pericoloso, popolato dall'orso e dalle valanghe...
Rifugio Fontana Bona
La sala da pranzo del "Fontana Bona" in una mattinata di metà settembre, con il rimando di colori fra il dentro e il fuori, impreziosito dall'autunno e dagli inserti  di vetro colorato alle pareti.


martedì 20 settembre 2022

Lo sciagurato raduno ferrarista in Val Genova

Proseguono nel silenzio delle istituzioni trentine i lavori per un evento talmente assurdo che é perfino difficile da credere. Ma è tutto vero.
In zona i lavori di preparazione sono stati portati avanti in un silenzio che sa tanto di omertà diffusa. L'evento-clou - il più esclusivo - si terrà nel prato di Malga Genova, all'altezza di Ponte Maria, e la clandestinità è tale che una ricerca in Google non ha dato risultati; una iniziativa da comitato ristretto del Partito degli Affari, da mantenere sotto traccia e tenere lontano dai riflettori (foto martedì 20 settembre, pomeriggio). La passerella in alluminio reticolare da Malga Genova a Ponte Maria è già stata stesa.
Marmitte, coppe dell'olio e pancia delle "rosse di Maranello" non avrebbero retto alla
strada forestale: ed ecco la tecno-soluzione: pannelli di alluminio a nido d'ape.
Sembrerebbe trattarsi di un esclusivo raduno di auto Ferrari in Val di Genova, cuore e simbolo stesso del Parco Naturale Adamello-Brenta.
👉La diserzione delle istituzioni che dovrebbero tutelare l'integrità della montagna di fronte a queste violazioni è completa: la Provincia Autonoma di Trento, l'Ente Parco Adamello-Brenta, la Comunità di Valle, i Comuni limitrofi, l'Azienda di Promozione Turistica. Tutti colpiti da afasia e tutti impegnati nel gioco dello scaricabarile: "non è di mia competenza, non è compito mio". E siamo a martedì 20 settembre...
Se in Val Genova tutto sembra svolgersi "sotto copertura" a Pinzolo si dà invece fiato alle trombe: qui i giochi saranno aperti anche ai ferraristi "pezzenti"; quelli che ne possiedono meno di dieci o sono semplicemente degli appassionati d'auto d'epoca.


lunedì 19 settembre 2022

Le doppie vite della tosella, il bianco formaggio fresco ancora intriso di siero, da mangiare subito

In malga la tosella serviva a sfamare il malgaro e i suoi aiutanti, che si accontentavano di quanto era avanzato in casera a fine giornata...
mangiare in montagna
Oggidì i palati fini hanno escogitato abbinamenti nuovi e diversi, per esempio quello fra la tosella alla piastra e il miele, roba che mi suonava strana ma che alla fine è piaciuta anche ad un convinto tradizionalista come me.
mangiare in montagna
La tosella si mangiava solo con la polenta: un passaggio sulla piastra della fornasela o in padella, che ne faceva una sorta di "bistecca bianca", era la destinazione più naturale, e rimane in uso ancora oggi: una fetta di tosella con la polenta...
mangiare in montagna
La proletaria Tosella (così diffusa nel Tesino e in Primiero (dove in dialetto tosèla
vuol dire "cagliata"
) mantiene il nome anche nella zona del Monte Grappa mentre
nel bellunese troviamo un formaggio identico ma dal nome diverso: lo Schiz.
Veniva fatta con quello che  a fine giornata restava della cagliata (tosèla in dialetto), quando tutte le forme del formaggio da invecchiare erano state riempite.
👉Veniva quindi tirato su dal "pentolone" anche questo "fondo" che, strizzato alla bell'e meglio, veniva poi trasferito sul desco dei malgari, gente che sapeva accontentarsi di un formaggio povero appena fatto e non ancora concluso, grondante siero ma comunque appetibile e che non poteva essere sprecato avviandolo all'alimentazione dei maiali, come invece avveniva col siero vero e proprio, ultimo step del ciclo del latte dopo il burro, il formaggio e la ricotta...
👉Arrivando dritta dritta dal paiolo del formaggio, la tosella è completamente priva di sale per cui va insaporita dal consumatore durante la cottura.

martedì 13 settembre 2022

Il vecchio Rifugio Cornisello in Val Nambrone

La demolizione del vecchio rifugio, ospitato in una baracca operaia lasciata lì dall'Enel negli anni Sessanta, è cominciata la mattina di questo 13 settembre e a mezzogiorno era già praticamente terminata.
A mezzogiorno di martedì 13 settembre 2022, dopo sole tre ore di attività il vecchio edificio non c'è più. Da qui inizia un anello in quota che transita dal Lago Nero ma soprattutto dallo storico rifugio Giovanni Segantini, una breve "alta via" ricca anche di storia.
Il locale mensa del vecchio Rifugio Cornisello, prima dell'abbattimento.
E' sempre stato un rifugio negletto e poco documentato. Sulla sua storia "elettrica" è calato un velo di imbarazzato silenzio, perchè legata agli anni dell'industria idroelettrica post WW2 e al suo impatto ambientale.
Anni che furono anni di progresso tecnico e di speranza nel futuro, che portarono un benessere diffuso ma che qui in Trentino lasciarono anche più di una cicatrice ambientale e una scia di polemiche e brutti ricordi difficili da cancellare.
Il vecchio rifugio in un collage del 2022, ultima estate prima della ricostruzione.
La strada che dalla Val Nambrone sale fin a qui, ai 2.120 metri di quota è appunto una strada "idroelettrica" e quindi soggetta alle ondate polemiche e alle opposte spinte dei micro-interessi locali: dopo i cantieri la diatriba si è spostata fra chi la voleva aperta e chi la voleva chiusa. Tempi andati ma non troppo, visto l'affollamento estivo...
Il progetto presentato nel 2022. Vedremo che cosa ne uscirà.
👉I turisti che si spingono fin quassù lasciano l'auto e si limitano al giro dei due laghi di Cornisello, in un quadro ambientale solcato dalle tracce delle ruspe, il lascito industriale dell'ENEL degli anni Sessanta.

sabato 10 settembre 2022

La "insalata di Pantelleria" ricopiata in Trentino

Viene dalle isole mediterranee questa insalata corposa, fresca e veloce da fare. L'ideale per le serate all'aperto nelle settimane più afose.
mangiare in montagna
Mix mediterraneo dove spicca la presenza della patata (che è arrivata qui solo dopo la scoperta delle Americhe). Sembra dire "hic manebimus optime", dove "hic" va dalle Alpi ai Nebrodi senza soluzione di continuità. Con l'erba cipollina al posto del basilico fresco.




mangiare in montagna
Patate lesse, pomodori, cipolla, sgombro, olive nere, capperi, erba cipollina.
La formula originale è: patate lesse tagliate a fette, una manciata di pomodori ciliegino, una cipolla (rossa) affettata, due cucchiai di olive nere, un cucchiaio di capperi e quattro sgombri sott'olio. Condire con olio, basilico (e origano), che per necessità ho sostituito con l'erba cipollina.
Piccole note: i capperi vanno "dissalati" ossia lavati in acqua, e gli sgombri, per me, hanno da essere quelli nella scatola gialla; la cipolla avrebbe da essere la rossa e di Tropea. L'olio, e va da sè, può essere sempre e solo quello di oliva.
mangiare in montagna
Qui vediamo le patate bollite con la buccia e poi spellate e tagliate a fette per preparare un piatto davvero poco mediterraneo come il Gröstl sudtirolese (salendo verso la Cima di San Cassiano, nei monti Sarentini, a Nord di Bolzano).