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mercoledì 19 novembre 2025

A Malga Resia dal lariceto della Val di Roia

Dal ponte Kopferbrücke alla Reschner Alm lungo la ex-strada militare che risale il versante italiano del Piz Lat/Dreiherrenspitze.
Il Piz Lat si trova al confine fra Italia, Svizzera e Austria. Guarda da nord il lago del campanile che esce dalle acque che calamita frotte di turisti in cerca del selfie (protagonista anche del premio letterario Strega). Al centro della foto spicca il Piz Clopaj, suo dirimpettaio. Tra le due montagne passa la statale di Passo Resia.


Vedi le altre foto in Google Foto.
Malga Resia si trova sulle pendici italiane del Piz Lat. La via meno faticosa per raggiungerla a piedi prevede la risalita in macchina della Val Roia fino al ponte Kopferbrücke, dove si trova un ampio parcheggio gratuito.
Dal parcheggio parte una strada forestale (chiusa al traffico motorizzato dalla 10:00 alle 16:00 di ogni giorno - dato dell'estate 2025) in leggera salita, passando idilliaci prati da sfalcio alpini, prende quota attraverso i bosco inizialmente di abeti e più in alto di larici, si raggiunge dopo circa 1 ora di passeggiata la Malga di Resia, che è oggi una frequentata locanda con
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
servizio di trattoria e pernottamento.
👉La pendenza costante, l'invidiabile tenuta delle opera di sostegno ed il fondo perfetto tradiscono la natura militare costruita per presidiare i confini. Il fondo sterrato è così perfetto che pare un tavolo da biliardo, i prati da fieno sembrano ripassati con il rasoio, l'intero paesaggio sembra il dipinto di un paesaggista amante della montagna.

Nota sul Piz Lat: il punto trigonometrico della triplice frontiera non è collocato sulla vetta della montagna, ma sul suo fianco nord, a circa 800 metri dalla cima e a 2.180 metri di altezza perchè la vetta fisica è confine solamente tra l'Italia e la Svizzera. La cresta di vetta fa da spartiacque tra la Val Venosta (percorsa dall'Adige) e l'Engadina (percorsa dall'Inn, tributario del Danubio). Dal monte si dominano tutta l'alta Engadina e la Val Venosta. Dal 1919 (fine della WW1) è confine fra i tre stati. Nelle Alpi Giulie c'è attualmente un'altra situazione "triconfinaria" che riguarda il Monte Mangart, la cui cima si trova fra Italia, Slovenia e Austria. Altri esempi di triplice frontiera non mancano, sia a livello geografico che storico.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.852
Quota massima raggiunta: m 2.033
Quota minima raggiunta: m 1.796
Dislivello assoluto: m 181
Dislivello cumulativo in salita: m 240 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 240 circa
Lunghezza con altitudini: km 6:00 AR
Tempo totale netto: ore 2 AR
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: dal centro del paese di Resia si seguono le indicazioni per l'impianto di risalita di Schoeneben. Raggiuntolo, si prosegue lungo la stradina asfaltata che sale verso la Val di Roia e dopo qualche chilometro di salita costante si individua il parcheggio Kopferbrücke, ben segnalato sul bivio verso destra. Dal parcheggio si imbocca la forestale per la malga Resia. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

giovedì 21 agosto 2025

Malga Brenta Alta: da qui passò anche Freshfield

La malga Brenta Alta è a quota 1.250 in Val Brenta, la valle che da Sant'Antonio di Mavignola sale verso il Brenta e punta al Rif. Brentei.
Dietro la malga da sinistra: Torre di Brenta, Sfulmini, Campanile Alto, Brenta Alta, Bocca di Brenta, Brenta Bassa, Cima Margherita, Tosa e Crozzon (foto di Moreno Borz). "Proprio al centro di tanta bellezza, imponente di fronte a noi si ergeva una roccia colossale, uno dei più prodigiosi monumenti delle forze della natura." (D.W. Freshfield)
Malga Brenta Alta si trova proprio al di sotto il Rifugio Brentei nella omonima breve
valletta che da sale dalla Valle di Campiglio puntando verso il cuore del Brenta cen-
trale, con il Crozzon di Brenta in bella evidenza.
Questa antica malga della Val Brenta si trova lungo il tradizionale percorso di accesso al nodo centrale del Gruppo, la via battuta dai pastori che portavano le pecore fin sulla scala di Brenta e successivamente dai primi alpinisti, protagonisti di quel turismo esplorativo di fine Ottocento che ha fatto la storia delle Dolomiti e dell'intero arco alpino.
👉Malga Brenta Alta era di proprietà delle Regole, gli statuti che disciplinavano l'uso collettivo dei beni comuni come boschi, prati, sorgenti e torrenti, ed è stata ricostruita nel 2003 ma il suo interno riesce ancora a
Quattro miei scatti del 2014, di ritorno dalla Bocchette Centrali.
restituire le atmosfere di un tempo. E' stata abitata dai pastori durante l'alpeggio estivo fino al 1949, ed ora è un semplice punto d'appoggio, un bivacco sempre aperto come riparo di emergenza.
👉Nei documentazione scritta locale il suo nome compare nel 1893 cioè parecchio tardi, quando ormai serviva anche come punto di appoggio per gli esploratori, topografi e pittori che avevano iniziato a frequentare la Val Brenta dalla seconda metà dell'Ottocento.
Una vecchia foto del 1949, quando era ancora in attività.
A dispetto del nome, non si tratta di una malga vera e propria, ma di un punto d'appoggio per i pastori delle pecore. Ciò spiega la mancanza dello stallone e della "casara" per la lavorazione del latte.
"Su questo austero soppalco assieme ai pastori dormirono anche i primi esploratori, topografi e pittori, molti dei quali inglesi (John Ball, Francis Fox Tuckett, Amelia Edwards), che a partire dalla seconda metà dell'ottocento cominciavano a frequentare e far conoscere al mondo le straordinarie bellezze del Brenta."
(Moreno Borz, blog Vecchiescarpe).

lunedì 23 ottobre 2023

I vasti pascoli di Passo Brocon a fine stagione

Mentre le vacche si preparano a lasciare l'alpeggio, tra i pascoli delle malghe è già tornato il silenzio dopo il caos motoristico dell'estate.
Ecco i pascoli di Passo Brocon a fine stagione. Siamo dove i Lagorai scavallano dal Tesino al Vanoi. Nei Lagorai si trovano ancora malghe che lavorano e vendono il loro formaggio sul posto, e magari aprono anche un punto vendita in valle (vedi il caso di Malga Casapinello, che ha un punto vendita in piazza a Borgo Valsugana). Altre invece insistono a portare i motorizzati quassù da loro.

Da Malga Arpaco ad inizio settembre 2023: vista verso Est.
Quest'anno la stagione estiva si é prolungata in modo anomalo, sfondando il calendario di un intero mese: forse sono errori nel calcolo astronomico insiti nel nostro calendario Gregoriano (in vigore dal 1582), errori che secolo dopo secolo avrebbero accumulato con il passare del tempo un mese di ritardo. Gianfranco (contadino) dice che siamo in ritardo di "una luna" perché a fine settembre c'era ancora "la luna di agosto".
Da Malga Arpaco ad inizio settembre 2023: vista verso Ovest con in primo piano il
Pizzo degli Uccelli e il Col della Boia, tra i quali si snoda il "trodo dei fiori".
👉Le foto sono tutte prese dai pascoli di Malga Arpaco, che é la più grossa delle superstiti. Negli anni ha figliato anche un ristorante chiamato "agritur" e anche una dependance che vende i suoi prodotti di alpeggio.
Nelle sue immediate vicinanze sopravvivono anche gli edifici di molte altre malghe: Malga Coazzo, Malga Zanca, Malga Dotessa di Sopra, Malga Valarica di Sopra, Malga Vallorsella, per citare le più vicine. Ma non tutte sono ancora in attività.
Ad inizio stagione lungo il "trodo dei fiori", il sentiero che va dal Pizzo degli Uccelli al Col della Boia, famoso per le sue fioriture. Da sinistra a destra e poi sotto: un cespuglio di rododendri e un loro dettaglio, poi genziane, mughi in fiore, botton d'oro (Trollius europaeus), raponzolo delle rocce (Phyteuma betonicifolium), genzianelle, infine i fiori gialli della vulneraria (Anthyllis vulneraria).


venerdì 14 aprile 2023

Prima dell'asfalto, quando arrivare fino al Pian di Bedole era un mezzo azzardo, e ne valeva la pena

Ci si riusciva, ma non era facile arrivarci in auto. Si riusciva a passare, ma a proprio rischio e pericolo e mai d'inverno. E sempre con auto alte da terra. Era una sorta di inconsapevole "into the wild" ante litteram.
Val di Genova
L'ingresso nella fredda e remota Val di Genova in una giornata di fine autunno, ai giorni nostri. Nel riquadro, invece, la robusta Opel Kadett fotografata al Pian di Bedole nel freddo ma secco fine autunno del novembre 1978. Oggi la valle si può risalire a piedi lungo il Sentiero delle Cascate, che scavalca il Sarca più di una volta, correndo di qua e di là del Sarca, lungo entrambi i versanti orografici.
mangiare in montagna
A Malga Bedole nel novembre 1978 quando le maglie in pile ancora non esistevano,
alle prese con luganeghe infilzate in uno stecco, un'abitudine che conservo tuttora.
Risalire la Val di Genova fino al Pian di Bedole era un'avventura da Grande Nord nell'immaginario di noi cittadini e lo stesso succedeva per l'antica stradina della Val Senales, l'esile traccia carrabile che risaliva il fondovalle prima di Leo Gurschler.
👉La Val di Genova era così stretta, lunga, fredda e ostica che finì col diventare sinonimo di "orso". Sia per la presenza dell'animale che per quella del Re di Genova, Luigi Fantoma, "orso" lui pure,  che però agli orsi veri dava instancabilmente la caccia, tanto che divenne famoso.

sabato 16 luglio 2022

A Malga Casapinello da Malga Colo (Lagorai)

Una bella girata a piedi per fare scorta di burro, tosella e ricotta, che sono i tre prodotti di malga quando la stagione dell'alpeggio è agli inizi.
malga casapinello
Le malghe hanno riaperto da poco e le praterie alpine sono in pieno fiore. Sarà inutile cercare formaggi invecchiati: non c'è stato il tempo. Bisogna invece puntare sulla ricotta (fresca o affumicata) oppure sulla bianca e morbida tosella. Ma soprattutto sul burro...
burro di malga
La forma da mezzo chilo in uso alla Malga Casapinello (in pratica è come una firma
che distingue una malga dall'altra).
Nello zaino il burro riesce a mantenere la propria consistenza per un paio d'ore. Con questa idea ben fissa in testa decido di trasformare la consueta puntata in auto fino alle malghe in una piccola escursione a piedi prolungata fino alla malga che sta più avanti, oltre l'ultimo parcheggio in quota.
malga casapinello
In questo torrido luglio del 2022 anche le mucche cercano refrigerio nell'ombra del
bosco e il pastore dei Lagorai si riposa in malga (capre e pecore sono recintate).
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👉Il burro migliore è proprio quello d'inizio stagione, quando le vacche da latte possono brucare l'erba in fiore, quella più ricca dell'intera estate. In malga se ne ricava un burro di colore giallo intenso, molto diverso da quello delle latterie industriali, che è di colore bianco e molto più povero di sapori e aromi.
👉La rustica tosella è quel bianco formaggio fresco a pasta molle (ancora quasi allo stadio di cagliata e quindi con una notevole parte di siero al suo interno) che va consumato entro pochi giorni e che era destinato a soddisfare la quotidiana necessità di sfamare i malgari perchè così si risparmiava il più pregiato, richiesto e remunerativo formaggio di malga. Di solito la tosella viene passata alla griglia o in padella, ma può essere anche impanata e fritta o anche abbrustolita nel forno a grill. Essendo priva di sale, va insaporita dal consumatore durante la cottura.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉La ricotta fresca (così come la tosella) va trasportata in un contenitore tipo Tupperware a tenuta stagna. Per la sua variante affumicata (più secca) basta invece avvolgerla in carta oleata o foglio di alluminio.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.745 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.893
Quota minima raggiunta: m 1.707
Dislivello assoluto: m 147
Dislivello cumulativo in salita: m 275 circa

venerdì 1 luglio 2022

A Malga Mendana dalla Busa delle Mee (Lagorai)

Facile e inconsueto giro in quota lungo le forestali che portano prima a Malga Sette Selle e poi a Malga Mendana, nei Lagorai meridionali.
malga sette selle
Gli edifici di Malga Sette Selle, con il Sasso Rosso (sx) e il Sasso Rotto (a dx) sullo sfondo. Sono luoghi di antica colonizzazione e ancora molto legati alla cultura di monte e di paese, con diverse malghe ancora attive. Con qualche brutta eccezione.

valsugana
Dall'alta Valle di Sette Selle: la Valsugana con il largo massiccio del Monte Grappa
che ne sbarra lo sbocco in pianura. In ombra la piccola catena che la separa dall'al-
topiano del Tesino, con il Monte Mezza e la contigua Cima la Presa, più il Monte Le-
fre
, che resta più spostato verso chi guarda.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Posti snobbati dal turista più modaiolo, che sembra apprezzarli solo a parole ("Oddio, vorrei vivere qui tutto l'anno!"), ma che in realtà se ne tiene distante ("Io all'apericena non rinuncio!"). E per fortuna che è così!
👉Qui le ristrutturazioni di baite e malghe sono curatissime, puntigliose e vengono fatte con pietra, legno e scandole, eppure nessun architetto o geometra è mai morto di fame anche se qui gli aspiranti arkistar hanno poca decorrenza.

Nota sull'escursione: terminato il lungo avvicinamento in auto, si tratta di una ariosa camminata tra i pascoli alti in una zona dei Lagorai meridionali,
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
 tra Val dei Mocheni e Cima d'Asta, che gravita sulla Valsugana ma ha caratteri prettamente alpini. Questi monti minori sprigionano grande fascino e bellezza e osservano dall'alto il solco della Valsugana, sempre più congestionato e lontano. Un altro mondo.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.721 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.962
Dislivello assoluto: m 241
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350

lunedì 27 settembre 2021

Formaggi e ricotte di fine stagione nei Lagorai

A fine estate il burro di malga se ne é già andato tutto, già prenotato ancora ad inizio stagione. E' ormai una regola, e buono che sia così: significa che il lavoro dei malgari viene apprezzato.
mangiare in montagna
Ma anche a metà settembre, con la stagione che volge al termine, il formaggio si trova. Non dappertutto perché c'é malga e malga, insomma bisogna girare. Ma alla fine eccoli qui, sul tavolo di casa, a fine settembre, pronti per la merenda.
mangiare in montagna
Malga Valtrighetta, nei Lagorai lato Valsugana, nei suoi ultimi giorni di attività 2021.
👉Anzi, la stagione avanzata é da raccomandare a chi preferisce i formaggi "vecchi" e più saporiti a quelli più freschi e morbidi.
Purtroppo il numero delle malghe che ancora si dedicano alla lavorazione del formaggio in loco continua a calare, complice anche la burocrazia soffocante che impone standard industriali anche alle terre alte.
👉La prossima estate tornerò ad alpeggio appena iniziato, per fare una piccola scorta di burro: quello della prima é il migliore perché il latte contiene le fioriture di fine giugno.
mangiare in montagna
Due belle fette di formaggio di malga: più fresco a sinistra e più invecchiato a destra, più una piccola forma di ricotta affumicata.

martedì 26 maggio 2020

I più svegli si stanno già attrezzando e giocano d'anticipo sulle burocrazie del Belpaese

E' il caso di Malga "Monte Foraoro", nelle primissime prealpi venete, ed è solo un esempio (mentre altri disquisiscono in punta di diritto...).
La "Malga Foraoro" (altipiano di Asiago) ci manda qualche segnale di concretezza positiva. Ne abbiamo tanto bisogno per affacciarci al dopo Coronavirus. (foto di Graziella Toffanin, che ringrazio)

venerdì 12 dicembre 2014

Transumanza ad ostacoli in fondovalle

Fra lamiere, cemento e asfalto ogni anno il passaggio si fa più stretto.
Scendendo dai pascoli alti dei Lagorai in Valsugana, dicembre 2014.
In Valsugana la transumanza delle pecore che scendono dai Lagorai per svernare nel Veneto è, allo stesso tempo, un avvenimento radicato nella storia dell'agricoltura locale e un percorso ad ostacoli.
👉Ogni anno per i pastori diventa un po' più difficile passare. Il fondovalle è sempre più pieno di strade, guard-rail, rotonde,  recinzioni; il consumo di territorio continua, passare è difficile e la pianura diventa ogni anno un po' più lontana.

sabato 13 settembre 2014

Malga Caserine di Dentro (Val Campelle)

malga caserine di dentro
Malga Caserine di Dentro (che è anche agritur) si trova in alta Val Campelle, cioé
nei Lagorai sul lato della Valsugana.
Ogni sabato a Strigno (Valsugana) c'è un mercatino contadino. Si svolge nel piazzale della chiesa ed è piccolo piccolo, ma è proprio lì che mi sono imbattuto in un banchetto di formaggi di malga piuttosto interessante.
ricotta
La ricotta vaccina fresca (in alto) e quella affumicata prodotta a Malga Caserine.
Comprando qualcosa ho scoperto che arrivavano da una delle tante malghe dei Lagorai, una di quelle ancora in attività.
Sono tornato a casa con poìna (ricotta), ricotta affumicata, tosella e una caciotta fresca "primo sale".
👉Riguardo a Malga Caserine, ho scoperto anche alcune cosette interessanti. Mentre in città si fa un gran parlare di "neorurali" e "ritorno alle origini" in questi paesi tagliati fuori dai grandi flussi c'è chi mantiene ben saldi i piedi per terra, non prende a calci il passato ma ne fa quasi una leva per sostenersi in un'esistenza dignitosa, anche in questi anni di crisi. Alle abilità tramandate aggiunge il plus di una cultura universitaria.
👉Il malgaro è un allevatore e malgaro di Samone, il paese all'imboccatura della 
caciotta e tosella
Una caciotta "primo sale" e fette di tosella di Malga Caserine di Dentro.
valle. Chi l'aiuta si è laureata a Padova; nel 2007 ha fatto uno studio di caso su 
Malga Montalon, l'anno dopo Malga Caserine. Poi, nel 2009 ha iniziato la sua collaborazione con Malga Caserine, dapprima come semplice tuttofare. Ora sa fare il formaggio.
I paesani che diventano cittadini del mondo?
👉Nel frattempo, purtroppo, quella che era stata il suo campo-scuola, la non lontana Malga Montalon, si è avviata ad un declino che al momento sembra inarrestabile. Peccato, perchè negli anni in cui era gestita dal "prof"  Oswald Tonner era diventata un caso conosciuto non solo dagli addetti ai lavori ma anche dalla stampa quotidiana e blogger.
In ogni caso il "prof" sembra aver ben seminato, qui in Lagorai...
malga caserine di dentro
Malga Caserine di Dentro si raggiunge agevolmente in pochi minuti a piedi dai parcheggi di Ponte Conseria, in alta Val Campelle. Nel Web la si trova anche sotto la voce "Malga Casarina di Dentro" o "Malga Casarina" o ancora "Malga Caserina di Dentro" ma é sempre lei. La cartografia IGM 1:25.000 la riporta come "Malga Caserine di Dentro".


giovedì 21 agosto 2014

Alla Malga di Naturno da San Vigilio

La NaturnserAlm/Malga di Naturno (m 1.910) si affaccia sul versante solatìo della bassa Venosta e permette una visione d'insieme dell'Alta Via di Merano, il lungo e formidabile tracciato in quota che rimbalza di maso in maso da Tirolo alla Val Senales. 
Al centro della foto campeggia lo Schnaltzer Leger/Alpe di Senales, il massiccio che condivide con il Texelgruppe/Gruppo di Tessa (sulla dx) la rete di percorsi dell'Alta Via Meranese. Sono sentieri facili, uno più bello e panoramico dell'altro che, un pezzo alla volta, entrano a far parte nel mio carnet di passeggiate in quota.



La Naturnser Alm/Malgadi Naturno, che i più raggiungono dal
versante venostano, salendo da Rabland(Rablà fino ai 1.600
di Aschbach/Rio di Lagundo in funivia, poi a piedi. Con
Aurelio seguiamo un approccio meno diretto, salendo dal
versante di Lana (sempre senza rinunciare alla funivia...).
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
Con un buon binocolo, si possono studiare i percorsi e i masi toccati dall'Alta Via di Merano stando comodamente seduti ai tavoli della Naturnser Alm.
Saliamo da Lana, periferia di Merano, portandoci in quota prima in funivia e poi con una seggiovia che ci scodella alla storica "stazione di villeggiatura" di Vigiljoch/Monte San Vigilio (m 1.814).
Scarica la traccia GPS.
Il posto, molto alla moda ai tempi della belle époque (la funivia venne aperta nel 1912, la seconda d'Europa) appare oggi un po' scaduto di tono, nonostante il tentativo bio-bau di un grosso "cinque stelle resort" costruito abbattendo il precedente hotel più tradizionale. Mezzo interrato e fuori posto, esibisce una rampa garage in stile condominiale e il "suo lato B" sembra una piccola base Nato, con l'erba sul tetto piatto ad evidenziare ciò che vorrebbe nascondere.
Le eleganti villette in legno immerse nel bosco costruite ai tempi d'oro ci sono ancora, ma appaiono stranamente vuote e trascurate anche se siamo in agosto; più in sù, a pochi metri dalla famosa chiesetta di San Vigilio, c'è un albergo e poco oltre gru e ruspe sembrano intenzionate a duplicare il metodo "bio-bau-resort" sperimentato più in basso, una formula certamente in grado di ammorbidire le commissioni edilizie comunali.
Le perplessità terminano quando, sui 2.000 metri, incomincia

giovedì 13 dicembre 2012

Quadretto alpestre

Le altre foto sono in Picasa Web Album.
Un posto così s'incontra più facilmente nei depliant turistici che nella realtà.
Potrebbe essere ovunque, più vero del vero, più stereotipato di una location pubblicitaria.
Ma in fin dei conti mi piace, forse sono banale, ma in montagna non cerco la bio-bau delle Dolomiti, ma il paesaggio segnato dalla civiltà contadina e qualche indizio su come ci si viveva prima che i camini smettessero di fare fumo.
Non è che chi ha le chiavi di questi posti abbia già dimenticato come si accende il fuoco?
A proposito: dove sarà mai questo posto così stereotipato da sembrare uno spot del Mulino Bianco?

sabato 22 settembre 2012

Il lento declino di Montalon

Il bosco si sta lentamente mangiando i pascoli della malga che fino allo scorso anno era in piena attività anche se era priva di strada d'accesso.
Il tracciato in Google Earth.
Aveva attirato l'attenzione per le peculiari caratteristiche del malgaro Oswald, un sudtirolese che gestiva l'alpeggio da anni portandosi dietro, a piedi, gli animali fin dai monti di Salorno con una transumanza di più giorni.
Tipo ruspante, capace di rimettere in funzione la zangola del burro con la vecchia ruota a pale che si usava "stì ani"..
Vedi l'articolo nel blog terre-alte.
👉Purtroppo da quest'anno la malga ospita solo manze da carne e la lavorazione del latte è di conseguenza cessata. Il ragazzo che la porta avanti non ha intenzione di tornare; lamenta l'indifferenza e l'abbandono della proprietà. Come mezzo di trasporto per le scorte alimentari per sè e per i cani si serve di un asino.
Questa malga gravita sulla Val Campelle e, come molte altre in passato, era di proprietà di una famiglia nobiliare della Valsugana, che però non se ne cura più.
escursioni_estive escursioni_Lagorai
Vedi le altre foto dell'itinerario in Picasa Web Album.
Come arrivare: da Borgo Valsugana si risale la Val Campelle fino all'Hotel SAT Lagorai, dove si può lasciare l'auto. Dapprima su strada forestale e poi su sentiero segnalato si vincono i 600 metri di dislivello in un'ora e mezza, fino ai 1.872 metri della malga.

sabato 1 settembre 2012

Malga Miesnotta di Sopra

Ai piedi della grande parete sud di Cima di Cece, nei Lagorai orientali.
La ex-casara della Malga Miesnotta di Sopra sotto la pioggia. Sullo sfondo a destra lo stallone.

Malga Miesnotta di Sopra sullo sfondo di Cima di Cece.
La ex-casera della malga è stata rusticamente restaurata dal Parco Naturale di Paneveggio, che ne ha ricavato anche due locali-bivacco nel sottotetto.
I posti letto sono una dozzina e piuttosto spartani, su reti con materasso messe qua e là, privi di coperte.
C'è anche la possibilità di scaldarsi con stufa a legna e l'acqua della fontana esterna è abbondante.
Il posto meriterebbe maggiore cura; già si comincia a percepire qualche segno di abbandono, eppure a me è piaciuto lo stesso.
Il piano terra della casara, con il vecchio focolare in pietra con (a sinistra, rovescia-
to) il grande paiolo in rame per fare il formaggio.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉Anzichè partire a piedi da Caoria, siamo saliti col bus navetta (0439 719106) attivo nei mesi estivi fino al ponte Stel. Da lì, dapprima su strada forestale fino a Malga Miesnotta di Mezzo e poi su sentiero, in poco più di due ore si vincono i restanti 750 metri di dislivello. Nel nostro caso pioveva, ma pazienza.
Il sentiero si svolge interamente nel bosco fino ai ruderi della Miesnotta di Sotto ma poi il panorama si apre. Bello il colpo d'occhio su Cima di Cece, incredibilmente vicina (servono però altre due ore di cammino per arrivare in cima).


sabato 15 ottobre 2011

All'Europa per fortuna piacciono le malghe

Bovini nei pascoli di Malga Movlina (Val d'Algone, Gruppo di Brenta).
 Sullo sfondo le vette della Presanella ancora innevate (giugno 2011).
Dall'UE stanno arrivando ai conta- dini del Trentino e Sudtirolo 91,2 milioni di euro in più. Il nuovo pro- getto di politica agricola comunita- ria prevede infatti che gli aiuti ai coltivatori vengano versati sulla base degli ettari coltivati e non più sulla produzione totale. Tra il model- lo padano e quello alpino l'UE sceglie il secondo.
L'Euregio è stata inserita nelle zone svantaggiate di montagna, dove fare agricoltura è più difficile, a discapito della pianura padana e delle ampie lande venete: "meno capannoni e più malghe".

domenica 3 luglio 2011

La strada per Malga Movlina

Pur non essendo un punto di ristoro o di bivacco Malga Movlina (m 1.786)
Malga Movlina. A sinistra il Carè Alto, a destra la Presanella.
Guardando a sud dai pressi della malga. Al centro in lontananza si
distingue la catena del Monte Baldo, che sta sopra il Lago di Garda.
va tenuta in considerazione per la sua posizione veramente panoramica e utile per le escursioni nel sottogruppo del Vallon e per le salite al Rifugio Dodici Apostoli. Si trova nel settore meridionale del Gruppo di Brenta.
Si raggiunge salendo la lunga Val D'Algone (o Val Algone) in auto sino al Rifugio Ghedina (m 1.128) su stradina asfaltata: da qui in poi accesso consentito ad un numero limitato di vetture (50 al giorno) previo pagamento di un ticket di 4 Euro ad un distributore automatico presso l'Albergo Brenta.
Il percorso è su strada bianca e si conclude appena sotto la malga (ampio parcheggio).
Fino a pochi anni fa la malga era caricata con vacche da latte; ora vi pascolano un centinaio di manze e un piccolo gregge di capre.
Con il latte di capra vi si producono formaggi, caciotte e cacioricotte.

Lo stallone di Malga Movlina sullo sfondo della Presanella.
Pare che: "Il giorno 6 giugno del 1155, alla presenza del Principe Vescovo di Trento, Eberardo, e del suo notaio Olderico, i due duellanti in armi sono uno di fronte all’altro, pronti alla sfida nell’interesse rispettivamente delle comunità di Rendena e del Bleggio. Di lì a poco il Rendenero cadrà trafitto dalla spada dell’avversario ed il “Giudizio di Dio” sancirà la proprietà dell’alpeggio di malga Movlina ai Bleggiani. Di questo duello esiste documentazione storica e questa ci dà l’idea di quanto fossero importanti il pascolo e le malghe nei tempi passati".
 (Fonte: www.trentinoagricoltura.com).

martedì 8 marzo 2011

Le due Malghe Marcai a Passo Vezzena

Passeggiata fra le malghe dove si produce un celebre formaggio.
Il tracciato Garmin (cliccare per ingrandire)..
Salgo dalla Valsugana al Passo Vezzena, porta di ingresso trentina alla Piana di Vezzena, che fa parte del sistema di altipiani tra il Veneto al Trentino.
D'estate questa è zona di malghe, dove si produce un apprezzato formaggio tipico.
D'inverno sono ovviamente tutte chiuse main cambio offrono silenzio e tranquillità.

Forma di formaggio Vezzena.
E sono appunto due malghe - ora ammantate di neve - la meta di questa ciaspolata.
L'altro ieri sono caduti 30 centimetri di neve fresca, che rimane polverosa nel bosco ma è già marcia sotto il sole velato nelle zone aperte. escursioni_estive
L'orientamento non è affatto facile, e solo il GPS ci ha impedito di allungare il giro oltre il preventivato.

martedì 26 ottobre 2010

I volti delle stagioni

Malga Cagnon di Sotto (catena dei
Lagorai, alta Val Calamento).
Sempre la Malga Cagnon di Sotto
ma in veste invernale.
In un pomeriggio autunnale uggioso come questo vengono in testa strane idee.
Per dire: come ci immagineranno oggi le moltitudini di turisti estivi che sono andate per valli, sentieri, malghe, agritur... Cosa si saranno riportati a casa dopo le vacanze? Già, come ci vedono? Sanno che passata l'estate tutto cambia? Ma certo che sì, e se non lo sanno almeno lo immaginano.

venerdì 26 marzo 2010

Il sito "Rifugi e bivacchi" si rinnova

Non più tutto in una sola schermata, ma tre pagine distinte:
Alpi Occidentali, Alpi Orientali, Appennini.
Una modifica necessaria per permettere a Google Maps di "digerire" l'elevato numero di strutture già inserite. La velocità di caricamento è migliorata, mantenendo fermo il principio di base: raggruppare in una sola schermata un'ampia zona geografica.
Il sito Rifugi e bivacchi si è inoltre arricchito della collaborazione di Enrico, gestore del blog Montagna e non solo, che si occupa degli Appennini, e che ringrazio. Se qualcun altro vuole farsi avanti, sappia di essere il benvenuto!

giovedì 7 gennaio 2010

Rifugi, bivacchi, ricoveri, ripari e locande di montagna


Nel web troviamo con facilità elenchi di rifugi per zona geografica o club di appartenenza; non è invece facile vederli rappresentati sul territorio, tipo Google Earth o Google Maps.
Da qualche tempo ho cominciato a popolare una mappa di Google con i waypoints di rifugi, bivacchi, malghe, casere, ricoveri e ripari utili all'escursionista.
Ma - dopo i primi due o trecento waypoints - ho capito che solo in una pagina web dedicata sarebbe stato possibile vederli tutti assieme.
Così ho pubblicato all'indirizzo http://www.cipputi.it/rifugi/ tutte le pagine su una sola schermata. Il caricamento è più lento, ma è possibile vedere tutti i marcatori in una scheramta unica; zoomando ci si avvicina alla zona interessata e i marcatori "vengono fuori".
Il colore ne annuncia la natura: arancio per i rifugi, giallo per i bivacchi, giallino per i bivacchi spartani, bianco per ricoveri d'emergenza, grigio per i punti di appoggio come locande, alberghetti, etc. Ogni marcatore contiene una immagine e uno o più link a siti web già esistententi, così da rendere subito disponibili i dati aggiornati relativi a quella specifica struttura. Chi vuole contribuire è caldamente invitato a farlo: segnalazioni e/o fotografie possono essere inviate al mio indirizzo fausto@cipputi.it e da parte mia mi impegno a rispondere!