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mercoledì 17 giugno 2026

Rimontare il Maiser Waal da Maia Alta a Saltusio

Il Maiser Waal prende l'acqua dal torrente Passirio all'altezza di Saltusio per servire il territorio di Maia Alta e scorre poco più in basso dello Schener Waal,  che invece serve le coltivazioni attorno a Scena...
Le acque catturate dal Passirio a Saltusio scorrevano (e scorrono tuttora) fino al cuore di Maia Alta, alimentando i lussureggianti parchi esotici, le fontane e i giardini delle splendide ville e dei castelli (come Castel Planta) della nobiltà mitteleuropea dell'Ottocento.

Da sinistra: la collina di Scena, il paese di Tirolo sovrastato dalla Mutspitze/Cima
Muta
e dallo Tschigat/Cigot, il Maiser Waal nel bosco, le cime attorno a Passo Pen-
nes
sullo sfondo dei meleti di fondovalle.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Questo antico canale irriguo, costruito quasi 600 anni fa, non è servito solo ai contadini per bagnare i campi, perchè a fine '800 è stato la vena d'acqua che ha permesso la nascita di Maia Alta come esclusivo quartiere residenziale della Belle Époque.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
I Waale sono le antiche canalette scavate a mano da generazioni di contadini per portare l'acqua dai ghiacciai e dai torrenti d'alta quota fino ai campi riarsi dal sole del fondovalle; col sentiero che li affianca per la manutenzione sono passeggiate adatte a tutti perché pianeggianti (hanno la pendenza minima necessaria all'acqua) e rilassanti, vi si cammina costantemente accompagnati dal mormorio del flusso d'acqua, lo stesso descritto magistralmente da Gianni Bodini nel suo "Lungo le vene d'acqua".
Sottoposto a pulizia e manutenzione annuale, ciascun Waal è affiancato da un sentiero che lo costeggia chiamato "Waalweg" (sentiero del canale). Il Waaler (il guardiano dell'acqua) era nominato dalla comunità, e doveva badare alla manutenzione ed anche far osservare le rigide leggi che regolavano la distribuzione della risorsa idrica.
Completamente privo di difficoltà tecniche,

lunedì 1 giugno 2026

A Forte Interrotto, con salita al Monte Mosciagh

La visita al Forte Interrotto, che guarda da sera la conca di Asiago, è poi proseguita nell'abetaia fino al  Monte Mosciagh, dove si arenò la grande Strafexpedition austriaca dell'estate 1916.
Il cortile interno della massiccia costruzione che, a dispetto del nome, non era una fortificazione di artiglieria ma una caserma a servizio delle truppe impegnate lungo il confine con l'Austria e i trinceramenti della prima linea.
La massiccia struttura dell'Interrotto, che guarda dall'alto la conca di Asiago.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Non solo la Strafexpedition, ma anche i successivi tentativi di riconquista  italiana si arenarono qui, sul limitare della vasta conca di Asiago.
La cima del Monte Mosciagh (m 1.556, dato IGM) è stata spazzata dalla tempesta Vaia dell'ottobre 2018 che l'ha pelata privandola degli alberi, rendendola simile a come doveva essere al tempo della grande guerra.
WW1: la conca asiaghese da meridione, col Mosciagh all'estrema destra. Da dx
a sinistra: Monte Mosciagh, Monte Catz, Monte Verena, Monte Interrotto (con il
Forte), Val d'Assa, Monte Rasta, Monte Erio, Camporovere, Cima Campolongo,
Asiago, Roana, Mezzaselva, Monte Toraro, Tonezza.
👉Il Monte Mosciagh ricorre nella raccolta "Sentieri sotto la neve" di Mario Rigoni Stern, nel racconto "Segni lontani" dove cita vari toponimi cimbri dell'Altipiano (tra cui Wassa Gruba, Dohrbellele, Tunkalbalt, Greflek, e appunto il Monte Mosciagh) e anche diversi proverbi della zona di Luserna, a testimonianza del forte legame dello scrittore con la storia e la lingua del suo territorio.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.268
Quota massima raggiunta: m 1.566
Dislivello assoluto: m 298
Dislivello cumulativo in salita: m 339
Dislivello cumulativo in discesa: m 340
Lunghezza con altitudini: km 7,5
Tempo totale netto: ore 3:00 AR
Difficoltà: E
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Descrizione del percorso: dal paese di Campovere (alla periferia ovest di Asiago) si prende la stradina asfaltata che si stacca dalla strada provinciale di Asiago e punta verso nord risalendo le pendici del monte Mosciagh. Stretta e tortuosa, dopo un pò si trasforma in sterrata e di qui in poi è bene procedere a piedi, lasciando l'auto in uno spiazzo sterrato sulla sinistra della strada.  La traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: il percorso in auto dalla Valsugana a Forte Interrotto è di circa 49 km e richiede circa 1 ora in

lunedì 29 dicembre 2025

La Waalrunde dei canali d'acqua a Sluderno

Lungo i sentieri delle rogge Berkwaal e Leitenwaal, in una escursione ad anello che si snoda all’imbocco della Matscher Tal/Val di Mazia.
A fine estate i canali d'acqua vengono chiusi per evitare che il ghiaccio invernale li danneggi, ma i colori autunnali conferiscono altre suggestioni ai tanti scorci di  una escursione che inizia e termina dalla stazione della Ferrovia della Val Venosta, transita da un castello medioevale, concatena tra loro due Waale in servizio ed uno tombato, passa da un insediamento preistorico e scende tra le case del paese seguendo un'antica Via Crucis. D'estate i atmosfere e colori dei sentieri delle rogge cambiano.
Sulla via del ritorno si cammina in piano sopra il centro di Sluderno. Sulla sx la mo-
le di Churburg/Castel Coira, dall'altra parte della Val Venosta il gruppo dell'Ortles.
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Al ritorno si passa anche dal sito archeologico di Ganglegg (età del bronzo) e per scendere in paese si sfrutta il tracciato del Griggenwaal, ormai intubato: ci si cammina sopra fino al piccolo belvedere della Via Crucis che scende direttamente in paese.
👉Ci avviamo risalendo dal centro paese alle prime pendici del Monte Sole, passando per Castel Coira, uno dei castelli più belli dell'Alto Adige. Proseguiamo in ripida salita fino a raggiungere i prati sopra il maso Vernalhof, sopra Sluderno. Qui si trova l'inizio della roggia.
Mappa schematica dei due Waale oggetto dell'escursione circolare chiamata Waal-
runde
 (tratta dal libro di Gianni Bodini "Lungo le vene d'acqua").
👉Il sentiero della roggia Berkwaal ci porta, attraverso un fitto bosco, nella Val di Mazia. Là dove la roggia viene alimentata dal torrente Saldura. Si passa sull'altro versante della Val di Mazia con una serie di piccoli ponti pedonali in legno fino ad arrivare sul pendio opposto, da dove prendiamo in direzione Sluderno percorrendo il Leitenwaal, che attinge l'acqua dal medesimo torrente. Passiamo poi per il Ganglegg, un insediamento d'altura dell'età del bronzo e del ferro. Si possono anche vedere alcune case, che sono state ricostruite secondo varie epoche. Dal Ganglegg prendiamo il sentiero in discesa che funge da bretella fra il Leitenwaal ed il fondovalle, per poi sboccare sulla roggia Griggwaal (ora intubata) e proseguire come sentiero fino al belvedere sul Monte Calvario, che si affaccia sul centro storico e dal quale si scende in paese attraverso una vecchia Via Crucis.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 835
Quota massima raggiunta: m 1.221
Dislivello assoluto: m 286
Dislivello cumulativo in salita: m 310

venerdì 28 novembre 2025

Sul Monte Spil (tra Pasubio e Vallarsa)

Tra malghe e prati alti sul fronte della WW1 sulla dorsale del Corno Battisti, con il gruppo del Pasubio da un lato e la Vallarsa dall'altro.
Il piatto Monte Spil sullo sfondo di Malga Monticello. L'inconsueto stallone dal tetto verde è un edificio in cemento armato risalente alla prima guerra mondiale, poi riadattato a ricovero notturno per le vacche.
Merenda a Malga Buse: segalino imbottito di salame lyoner e salsa tartara. In alto
a destra il bivio per il monte Corno Battisti, sempre sulla dorsale Pasubio-Vallarsa.
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Sul Monte Spil ci si arriva lasciando la stradina che porta - dapprima stretta ma asfaltata poi ancora stretta ma sterrata - sino al rifugio Lancia e si lascia l'auto al parcheggio chiamato "Sasson" ben conosciuto dai frequentatori del rifugio Lancia. 👉Questa è la via più breve e diretta, insomma quella più adatta a noi.
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Altrimenti ci si arriva dalla Vallarsa tramite gli antichi sentieri, vincendo il suo ripido versante settentrionale, che è ripido come pochi.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.428
Quota massima raggiunta: m 1.6767
Quota minima raggiunta: m  1.324
Dislivello assoluto: m 250
Dislivello cumulativo in salita: m 380 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 380 circa
Lunghezza con altitudini: km 6,8 AR
Tempo totale netto: ore 2:30 AR
Difficoltà: T-E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Tenere presente che se l'andata è "turistica" il ritorno è si breve, ma

mercoledì 19 novembre 2025

A Malga Resia dal lariceto della Val di Roia

Dal ponte Kopferbrücke alla Reschner Alm lungo la ex-strada militare che risale il versante italiano del Piz Lat/Dreiherrenspitze.
Il Piz Lat si trova al confine fra Italia, Svizzera e Austria. Guarda da nord il lago del campanile che esce dalle acque che calamita frotte di turisti in cerca del selfie (protagonista anche del premio letterario Strega). Al centro della foto spicca il Piz Clopaj, suo dirimpettaio. Tra le due montagne passa la statale di Passo Resia.


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Malga Resia si trova sulle pendici italiane del Piz Lat. La via meno faticosa per raggiungerla a piedi prevede la risalita in macchina della Val Roia fino al ponte Kopferbrücke, dove si trova un ampio parcheggio gratuito.
Dal parcheggio parte una strada forestale (chiusa al traffico motorizzato dalla 10:00 alle 16:00 di ogni giorno - dato dell'estate 2025) in leggera salita, passando idilliaci prati da sfalcio alpini, prende quota attraverso i bosco inizialmente di abeti e più in alto di larici, si raggiunge dopo circa 1 ora di passeggiata la Malga di Resia, che è oggi una frequentata locanda con
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servizio di trattoria e pernottamento.
👉La pendenza costante, l'invidiabile tenuta delle opera di sostegno ed il fondo perfetto tradiscono la natura militare costruita per presidiare i confini. Il fondo sterrato è così perfetto che pare un tavolo da biliardo, i prati da fieno sembrano ripassati con il rasoio, l'intero paesaggio sembra il dipinto di un paesaggista amante della montagna.

Nota sul Piz Lat: il punto trigonometrico della triplice frontiera non è collocato sulla vetta della montagna, ma sul suo fianco nord, a circa 800 metri dalla cima e a 2.180 metri di altezza perchè la vetta fisica è confine solamente tra l'Italia e la Svizzera. La cresta di vetta fa da spartiacque tra la Val Venosta (percorsa dall'Adige) e l'Engadina (percorsa dall'Inn, tributario del Danubio). Dal monte si dominano tutta l'alta Engadina e la Val Venosta. Dal 1919 (fine della WW1) è confine fra i tre stati. Nelle Alpi Giulie c'è attualmente un'altra situazione "triconfinaria" che riguarda il Monte Mangart, la cui cima si trova fra Italia, Slovenia e Austria. Altri esempi di triplice frontiera non mancano, sia a livello geografico che storico.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.852
Quota massima raggiunta: m 2.033
Quota minima raggiunta: m 1.796
Dislivello assoluto: m 181
Dislivello cumulativo in salita: m 240 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 240 circa
Lunghezza con altitudini: km 6:00 AR
Tempo totale netto: ore 2 AR
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: dal centro del paese di Resia si seguono le indicazioni per l'impianto di risalita di Schoeneben. Raggiuntolo, si prosegue lungo la stradina asfaltata che sale verso la Val di Roia e dopo qualche chilometro di salita costante si individua il parcheggio Kopferbrücke, ben segnalato sul bivio verso destra. Dal parcheggio si imbocca la forestale per la malga Resia. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

lunedì 10 novembre 2025

Sul Colle San Pietro dal paese di Torcegno

Passeggiata fra i prati del minuscolo altopiano sospeso sopra Borgo Valsugana; ritorno opzionale dal sentiero di arroccamento della WW1.
Il paese di Torcegno visto da Colle San Pietro. In basso a sinistra la Cappella Maria Ausiliatrice da cui si transita per salire sul colle.
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Questo breve giro di mezza costa è diviso in due parti: c'è l'andata, che inizia dal cimitero di Torcegno ed è una passeggiata fra prati e i boschi priva di difficoltà e poi c'è il ritorno il ritorno, che segue in discesa il vecchio sentiero di arroccamento della WW1, ed è un tracciato ripido, scalinato e scivoloso che richiede attenzione, fermezza di piede e ginocchia in ordine (e questa parte è escursionistica).
👉Se all'andata si sale a Colle San Pietro facendo la passeggiata,  una volta arrivati al castello si può scegliere se tornare scegliendo per il
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rientro la discesa lungo il sentiero di arroccamento della WW1 (come ho fatto io, vedi traccia - che è un rientro sicuramente più interessante ma anche più difficile), oppure optare per un ritorno dallo stesso percorso dell'andata. Diciamo che così si ha una via di fuga...

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 770
Quota massima raggiunta: m 871
Quota minima raggiunta: m 745
Dislivello assoluto: m 99
Dislivello cumulativo in salita: m 180
Dislivello cumulativo in discesa: m 176
Lunghezza con altitudini: km 3,6
Tempo totale netto: ore 1:15 AR
Difficoltà: T-E

I due castelli di Borgo Valsugana nel Cinquecento. Stampa riprodotta in una carto-
lina viaggiata nel Novecento. Lo scomparso Castel San Pietro è quello più in alto.
In basso si riconosce Castel Telvana con il Borgo lungo la Brenta.
Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Tenere presente che se l'andata è "turistica" il ritorno è si breve, ma è "escursionistico".

Come arrivare: Si raggiunge il paese di Torcegno dalla Statale della Valsugana e si parcheggia in centro. L'itinerario parte dal cimitero, che è attiguo alla chiesa. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

Notizie storiche su Castel San

martedì 28 ottobre 2025

Dal Colle dei Contadini al Colle dei Signori: una camminata nei boschi sul Colle di Bolzano

La dorata oasi vacanziera della borghesia mitteleuropea che scopriva il viaggio in treno e imparava a conoscere le prime funivie: come quella del Colle a Bolzano (1908) e quella di San Vigilio a Merano (1912).
Un posto mai raggiunto dal turismo fracassone, nato come esclusivo luogo di svago riservato alla alta borghesia della belle époque, che vi recava salendo direttamente dalla città con la prima funivia passeggeri dell'Impero Asburgico (nella foto: il Colle dei Contadini).
Il Colle dei Signori/Herrenkohlern con lo Sciliar sullo sfondo, visto dal sentiero che
lo collega al Colle dei Contadini.
Il Colle di Bolzano è oggi suddiviso in due zone distinte: il Colle dei Signori (Herrenkohlern in tedesco) e il Colle dei Contadini (Bauernkohlern); i due toponimi possono però indurre in confusione perchè quello più "signorile" è in realtà quello rimasto più rustico e quello "contadino" è in realtà quello divenuto più signorile ed esclusivo. Perchè questo bisticcio? Vediamo.
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👉L'area più vicina alla stazione a monte della funivia, sviluppatasi con ville e luoghi di svago per la grande borghesia bolzanina, è chiamata "Colle dei Contadini" (in tedesco Bauernkohlern). Inizialmente, era una zona con i masi dei contadini, ma con la costruzione della funivia (1908), è diventata un luogo di villeggiatura estiva riservato all'élite cittadina ed europea.
👉Quella parte del Colle che nelle cartografie è riportata col toponimo di "Colle dei Signori" (in tedesco Herrenkohlern) è la parte più lontana dalla funivia, che ancora oggi è rimasta la più legata alle attività agricole e la meno turisticizzata. Non è chiaro quando abbia avuto

lunedì 1 settembre 2025

Al belvedere Enzbirch dal maso Högger Hof

Una panchina sospesa a picco sopra Laives e la Bassa Atesina. Dove c'era un antico Steinzeitsiedung, un insediamento dell'età della pietra.
Ci si arriva dai boschi del Breitenberg/Monte Largo,  sull'altipiano di Deutschnhofen/Nova Ponente.
Quattro esperimenti col teleobiettivo 5x del Google Pixel 9Pro (equivale ad un 110
millimetri nel formato pellicola: puntando verso la Paganella (con Cima Roccapiana
e il Corno di Tres); la valle dell'Adige tra Bolzano e Merano; zoom sulla coppia Cor-
no Bianco
-Corno Nero e infine dettaglio su mas
o Göller, lungo il sentiero che sale
da Bronzolo alla Rotwand/Parete Rossa e al lago Göller See di Aldino. L'Enzbirch è
stato anche uno Steinzeitsiedung, un insediamento dell'età della pietra).
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' una facile passeggiata su forestale, carrareccia e sentiero che si snoda sull'altipiano di Nova Ponente, i cui panorami ariosi godono di un doppio affaccio: sui vasti pascoli dell'altipiano di Aldino-Pietralba e il Gruppo di Latemar alla partenza, sulla vallata dell'Adige da Laives a Merano dall'aereo belvedere Enzbirch (sulla verticale di Laives) alla panchina-belvedere.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.361 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.369
Quota minima raggiunta: m 1.218
Dislivello assoluto: m 8
Dislivello cumulativo in salita: m 200 circa
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Dislivello cumulativo in discesa: m 200 circa
Lunghezza con altitudini: km 3,9
Tempo totale netto: ore 1:30 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Gli ultimi metri prima della panchina richiedono assenza di vertigini e fermezza di piede perchè sono in una sassara che si affaccia sul vuoto. Questo impedisce di classificare il percorso come turistico (T). Fare attenzione.

Come arrivare: dal centro di Deutschonfen/Nova Ponente bisogna seguire le indicazioni turistiche (segnaletica marrone) per il maso Hoegger Hof, che si raggiunge dopo 4 chilometri di stradina asfaltata (ristoro, parcheggio). Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

mercoledì 6 agosto 2025

Il Forte di Busa Granda al Compet di Levico

Faceva parte di "Festung Trient" (fortezza Trento), il sistema difensivo che proteggeva Trento con un anello di fortificazioni in quota.
Il forte era sotterraneo. Dalla cupola corazzata sporgevano solo le tre bocche da fuoco puntate verso la Valsugana, parte di un sistema integrato che andava dal Bondone alla Marzola, alla Vigolana, all'altipiano di Vezzena-Lavarone, al Calisio e al Soprasasso.
Dalla cupola del forte guardando verso i laghi di Levico e di Caldonazzo. In eviden-
za la Vigolana, la Marzola, le Tre Cime del Bondone e lo Stivo. Sullo sfondo a de-
stra le lontane nevi dell'Adamello.
Il Forte di Busa Grande si trova nei pressi del Compet, il quadrivio che si trova sul fianco meridionale di Cima Panarotta, dove la strada Levico-Panarotta incrocia che arrivano da Vetriolo e da Vignola di Pergine. Il forte si trova a 1500 metri di quota e lo si raggiunge da Compet (1383 mt.) con una comoda e breve passeggiata su forestale di un chilometro e mezzo, del tutto priva di difficoltà.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉L"'Ersatzwerk Busa Grande" fu costruito al tempo della WW1 dal genio militare austro-ungarico per sorvegliare e difendere la Valsugana; faceva parte dell'anello di forti, capisaldi e trinceramenti che circondava la città di Treno per metterla al sicuro dalle forze armate italiane. Si tratta di un caposaldo di artiglieria con obici corazzati sotterranei dei quali sporgeva dal suolo solo le tre canne da fuoco Skoda-Pilsen da 105 millimetri. Sostituì il sottostante forte del Col de le Bene aumentando così la copertura visiva e di fuoco del settore.
👉Il forte, che è visitabile, può diventare la meta di una passeggiata: meglio se pomeridiana, quando il sole estivo non picchia più e non costringe

domenica 13 aprile 2025

Il giro del Lago di Levico (nella sua variante alta)

E' rilassante questo giro attorno al lago di Levico, una camminata ricca di scorci e atmosfere diverse: boschive, lacustri e turistiche.
Il primo colore che compare sul versante in ombra è quello dell'Anemone Epatica, la "violetta" chiamata Viola di San Giuseppe.
Per un breve tratto si costeggia il torrente Vignola, l'immissario del lago. 
Vedi le altre foto in Google Foto.
Ho scelto la sua variante che si snoda un po' più in alto: una breve salita al colle di Tenna attraversato dalla via consolare (cioè militare) Claudia Agusta Altinate, che partiva dal porto di Altino e guadagnava la via per le Gallie salendo a Feltre e giungendo a Trento attraverso il Tesino e la Valsugana. Il percorso esatto sul terreno continua ad essere un mezzo mistero, cosa che autorizza i sindaci dei paesini tesini e valsuganotti a piazzare qua e là i marcaposti "Via Claudia Augusta" a pacchi e a ciuffi,  e sempre senza temere i doppioni.
👉Trovandosi a bassa quota, è una passeggiata adatta anche ai mesi freddi, si può fare anche d'inverno.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.


Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 453
Quota massima raggiunta: m 589
Quota minima raggiunta: m 448
Dislivello assoluto: m 136
Dislivello cumulativo in salita: m 168 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 168 circa
Lunghezza con altitudini: km 9,300
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: T-E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di

mercoledì 19 marzo 2025

Ai due punti panoramici del Monte Corona, nei boschi fra la Val di Cembra e la Val d'Adige

Se ne stanno acquattati nel reticolo di sentieri che innervano il "mondo di mezzo" incuneato fra la Piana Rotaliana e la Val di Cembra.
E' una semplice passeggiata di mezza stagione sui fianchi del modesto Monte Corona, fino alla croce del Doss Paion e dopo - con una breve digressione - fino al punto panoramico di quota 953 (foto sotto). 
La Piana Rotaliana vista dal secondo punto panoramico, quello di quota 953.
Partenza e arrivo al micro-valico della Croce delle Serre, che mette in comunicazione Ville di Giovo con Faedo, un passaggio interno che divide la Valle di Cembra dalla Piana Rotaliana, le valli dell'Avisio dalla Val d'Adige.
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👉Si lascia l'auto nel comodo spiazzo da pic-nic accanto alla Croce delle Serre (m 820) da cui parte il sentiero nel bosco che porta al belvedere in località "Doss Paion". Sulla cima attendono il camminatore, tavoli e panchine per il ristoro, la vista sulla bassa Val di Cembra e sulle catene montuose del trentino orientale, e la grande croce metallica posta a guardia dell’accesso. Si tratta di una salita moderata con qualche saliscendi e una leggera salita nella parte che raggiunge il primo belvedere, quello con la Croce del Paion.
Al ritorno una breve digressione ci porta verso l'altro punto panoramico, attrezzato con panchine e vista aperta sulla Piana Rotaliana.
👉La Val di Cembra dispone di altri belvederi panoramici fuori dai grandi flussi turistici, in primis quello del Piz delle Agole, giusto sulla verticale del

domenica 2 febbraio 2025

Sotto Natale: scendere a piedi da Lagundo a Merano seguendo il Waalweg e la Promenade

Un trekking urbano che scavalca la congestione dei Christkindlmarkt. Lungo la roggia di Lagundo e la Passeggiata Tappeiner fino in città.
Il percorso si snoda tra il fondovalle e le pendici meridionali della Mutzpitz/Cima Muta, dapprima seguendo il sentiero dell'Arlunder Waal/Roggia di Lagundo e poi immettendosi sulla Tappeiner, la principale passeggiata urbana meranese.
Lungo il tratto centrale dell'Arlunder Waalweg con vista su Castel Tirolo e sul Picco
Ivigna. Sotto: il ponte sospeso lungo il collegamento fra le due passeggiate e uno
scatto lungo la Tappeiner Promenade. D'estate tutto è ancora più bello.
E' una via di mezzo tra una passeggiata "fuori porta" ed un variegato trekking urbano.
👉Dall'imbocco della Val Venosta si prende l'Arlunder Waalweg/Roggia di Lagundo, che scende piano piano verso la collina di Tirolo; un breve sentiero di collegamento (in parte su asfalto) porta poi all'imbocco della Tappeiner Promenade, la più famosa passeggiata di Merano, che taglia orizzontalmente la collina di Tirolo fino ad arrivare sulla verticale del Duomo di Merano.
Si prosegue brevemente fino alla Torre della Polvere da dove si scende dolcemente nel centro storico utilizzando la Gilf Promenade come bretella; sempre tra giardini e ville urbane si plana sul lungo-Passirio e da qui si scorrazza a piacere tra portici e viuzze.
👉Per tornare all'auto si prende il bus urbano che parte dal piazzale della stazione, dove si arriva dopo una
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passeggiata tra i portici del centro e/o il lungo-Passirio, con i suoi affollati mercatini. Si prende il Bus Nr. 213 per Parcines.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 527
Quota di arrivo: m 300
Quota massima raggiunta: m 549
Quota minima raggiunta: m 299
Dislivello assoluto: m 250
Dislivello cumulativo in salita: m 444
Dislivello cumulativo in discesa: m 672
Lunghezza con altitudini: km 11,3

giovedì 14 novembre 2024

Il canyon del Buso Vecio sull'Altopiano di Asiago

Si trova sul fondo dell'alta Val Frenzela, quella della Grande Guerra narrata da Emilio Lussu che fu poi trasposta nel film "Uomini contro".
In certi punti raggiunge appena il metro di larghezza, ci si passa solo a piedi e in fila indiana. Nemmeno un mulo someggiato ci passava. Per bypassarlo i soldati avevano ricavato nella roccia una stradina di arroccamento di pochi metri appena, ma che bastava.
Il canyon si trova proprio sotto il piccolo santuario noto come “Madonna del Buso"
nel tratto in cui le acque del torrente Frenzela hanno scavato le pareti di roccia. Il
cielo è tagliato dal viadotto stradale per Stoccareddo, 70 metri sopra il torrente.
Per raggiungere l'inizio del canyon basta scendere la scalinata a destra del santuario. Ci vogliono solo pochi gradini e forse 5 minuti, per arrivare sul greto del torrente.
Scesi sul greto si prosegue in salita sul letto asciutto (mentre poco più a valle, so-
pra la testa, a più di 70 metri di altezza, incombe il moderno viadotto che collega
le frazioni di Ronchi e Stoccareddo di Gallio.

👉La vita della Val Frenzela si è  sempre svolta più in basso, tentando di evitare le rocce flagellate dalle piene che scendevano a Valstagna sul Brenta.
👉Siccome il canyon è una strettoia quasi impercorribile, anche i soldati della WW1 lo vincevano zigzagando su una stretta strada bianca che lasciava il greto poco prima del canyon e vinceva il gradino fino alla Madonna del Buso (pochissimi metri, in realtà, ma decisivi).

L'ingresso al canyon si trova sotto al ponticello che porta alla Madonna del Buso.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Quote e dislivelli (dati stimati, il GPS impazzisce dentro il canyon):
Quota di partenza/arrivo: m 850 (parcheggio)
Quota minima raggiunta: m 810 (al termine della breve digressione lungo il greto)
Dislivello assoluto: m -40 circa
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Lunghezza: km 1 circa AR
Tempo totale netto: ore 0:45 circa.
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: il breve tracciato è interamente ricoperto di ciotoli tondeggianti e instabile, per giunta rimescolati dall'ultima piena. Meglio coprire le caviglie con scarponcini a collo alto che indossare scarpe da ginnastica. Se piove bisogna assolutamente tenersi alla larga: piene improvvise e non segnalate, quindi non scendere le scalette di accesso al greto. Le acque trasportano anche sassi, che non sono liquidi, ovviamente, ma mortali.

Come arrivare: all’uscita da Gallio (andando verso Enego/Foza) si giunge alla contrada Campanella, sulla destra seguire le indicazioni per Stoccareddo. Dopo aver fatto 3 tornanti girate alla prima strada a destra. Posteggiate la macchina vicino alla chiesetta della Madonna del Buso, che si trova sotto il viadotto per Stoccareddo.

Una valle per molte vie: la Val Frenzela è stata nel tempo tante cose diverse, via della lana, via del legno, via dei contrabbandieri, via dei soldati e degli sfollati.
👉Fino agli inizi del 1900, la valle fungeva da Via della Lana e veniva percorsa dalle greggi di pianura e dell’Altopiano per le transumanze in
autunno e primavera.
👉A partire dalla fine del XIV secolo

mercoledì 16 ottobre 2024

Sul Corno d'Aquilio salendo dal Passo Fittanze della Sega (altipiano dei Lessini)

Da Passo Fittanze partono anche i tracciati escursionistici per il Rifugio Castelberto (raggiungibile anche con la neve) e il Monte Tomba.
Dal Corno d'Aquilio (m 1.545) verso Sud: la bassa valle dell'Adige con i paesi di Peri e Rivalta dirimpettai in sinistra e destra Adige, il Lago di Garda con le propaggini della Catena del Baldo sulla destra.
Dal Corno d'Aquilio verso Nord, con le Piccole Dolomiti al centro.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Il Passo Fittanze della Sega mette in comunicazione il Trentino con il vasto altipiano veneto dei monti Lessini.
E' una delle due porte d'ingresso per chi viene da Nord; l'altra è la "sega di Peri", ossia la veronese SP 57, altrettanto ripida e tornantata, che dal paese di Peri sale al borgo di Fosse, poco distante da Sant'Anna di Alfaedo, da dove si giunge poi al Passo Fittanze.
Per chi viene da Trento l'accesso più comodo è dalla "Sega di Ala" che in 20 tornanti s'arrampica da Sdruzzinà (160 m.s.l.m.) al Passo Fittanze  (1.380 m).
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Da Passo Fittanze si raggiunge il Corno d'Aquilio con un facile e rilassante percorso attraverso i pascoli alpini e le malghe della Lessinia, una camminata del tutto priva di difficoltà tecniche.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.390 (Passo Fittanze)
Quota massima raggiunta: m 1.537
Quota minima raggiunta: m 1.382
Dislivello assoluto: m 152
Dislivello cumulativo in salita: m 353
Dislivello cumulativo in discesa: m 353
Lunghezza con altitudini: km 8,7
Tempo totale netto: ore 3:00 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: la stradina di Montagna conosciuta come "sega di Ala" si dirama dalla strada statale SS 12 dell'Abetone e del Brennero in località Sdruzzinà (poche case abitate in mezzo a vaste coltivazioni di vite) 3 chilometri a sud di Ala. La "sega di Ala" è interamente asfaltata. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.