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mercoledì 6 maggio 2026

Promenaden: una moda figlia della belle époque

Non erano semplici passeggiate, ma veri e propri palcoscenici urbani dove il "vedere ed essere visti" era la prima regola vigente.
Uno schizzo che evidenzia l'atmosfera che si respirava sul Lungopassirio all'altezza della Kurhaus negli anni della belle époque, dove si celebrava il rito del presenzialismo cosmopolita della borghesia europea negli anni immediatamente precedenti la WW1.
Lo schizzo in realtà non inventa nulla perchè l'ho ricavato da una fotografia d'epoca
scattata all'altezza della Kurhaus (erano ben cinque le Promenaden a disposizione).
La moda delle passeggiate urbane esplose negli anni tra la fine dell'Ottocento e il 1914 tra la cosmopolita e gaudente borghesia europea, che si avviava verso l'ammazzatoio della WW1.
Le passeggiate urbane imponevano una rigida etichetta, con tanto di dress code.
P
er le donne: era l'epoca della silhouette a "S", dei cappelli monumentali e degli
ombrellini da sole per mantenere la trama diafana dell'incarnato femminile. Un a-
bito da passeggiata era un investimento patrimoniale.
Per gli uomini: servivano un bastone da passeggio, il cilindro o almeno la bombet-
ta, e il frac o la redingote. Il bastone non serviva per appoggiarsi, ma per dare ritmo
al passo e nobilitare la figura, insomma: era solo per darsi un tono o "tirarsela", co-
me si direbbe oggi.
👉Il centro delle grandi città europee cambiò volto per ospitare il rito della Promenade. I grandi boulevard parigini progettati da Haussmann o la Ringstraße di Vienna ne diventarono i luoghi d'elezione: ampie zone pedonali, caffè con tavolini all'aperto e chioschi della musica.
Per le passeggiate fuori porta la natura veniva addomesticata: parchi come il Bois de Boulogne di Parigi o il Prater di Vienna non erano solo polmoni verdi, ma estensioni del salotto cittadino, proprio come la Tappeiner di Merano o la Sant'Oswaldo di Bolzano.
👉A Merano, che era un centro termale, la passeggiata assumeva un carattere unico: non era solo sfoggio sociale, ma un vero e proprio rituale terapeutico (un rituale minuziosamente codificato). Le Promenaden più frequentate erano tre:
Kurpromenade: la Passeggiata Lungopassirio era il centro della vita mondana, proprio davanti al Kurhaus. Qui si passeggiava tra aiuole fiorite e padiglioni della musica.
Winterpromenade: sulla sponda destra del fiume, esposta al sole e protetta dai venti. La Passeggiata d'Inverno era la preferita nei mesi freddi, con la sua Wandelhalle (il porticato coperto), dove si era al riparo dalla pioggia e dalla neve e si sorseggiavano acque termali.
Sommerpromenade: la Passeggiata d'Estate sta sulla sponda opposta, più ombrosa e fresca grazie a fitti alberi di cedro e sequoie, ideale per le calde mattine estive.

domenica 2 febbraio 2025

Sotto Natale: scendere a piedi da Lagundo a Merano seguendo il Waalweg e la Promenade

Un trekking urbano che scavalca la congestione dei Christkindlmarkt. Lungo la roggia di Lagundo e la Passeggiata Tappeiner fino in città.
Il percorso si snoda tra il fondovalle e le pendici meridionali della Mutzpitz/Cima Muta, dapprima seguendo il sentiero dell'Arlunder Waal/Roggia di Lagundo e poi immettendosi sulla Tappeiner, la principale passeggiata urbana meranese.
Lungo il tratto centrale dell'Arlunder Waalweg con vista su Castel Tirolo e sul Picco
Ivigna. Sotto: il ponte sospeso lungo il collegamento fra le due passeggiate e uno
scatto lungo la Tappeiner Promenade. D'estate tutto è ancora più bello.
E' una via di mezzo tra una passeggiata "fuori porta" ed un variegato trekking urbano.
👉Dall'imbocco della Val Venosta si prende l'Arlunder Waalweg/Roggia di Lagundo, che scende piano piano verso la collina di Tirolo; un breve sentiero di collegamento (in parte su asfalto) porta poi all'imbocco della Tappeiner Promenade, la più famosa passeggiata di Merano, che taglia orizzontalmente la collina di Tirolo fino ad arrivare sulla verticale del Duomo di Merano.
Si prosegue brevemente fino alla Torre della Polvere da dove si scende dolcemente nel centro storico utilizzando la Gilf Promenade come bretella; sempre tra giardini e ville urbane si plana sul lungo-Passirio e da qui si scorrazza a piacere tra portici e viuzze.
👉Per tornare all'auto si prende il bus urbano che parte dal piazzale della stazione, dove si arriva dopo una
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
passeggiata tra i portici del centro e/o il lungo-Passirio, con i suoi affollati mercatini. Si prende il Bus Nr. 213 per Parcines.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 527
Quota di arrivo: m 300
Quota massima raggiunta: m 549
Quota minima raggiunta: m 299
Dislivello assoluto: m 250
Dislivello cumulativo in salita: m 444
Dislivello cumulativo in discesa: m 672
Lunghezza con altitudini: km 11,3

domenica 5 maggio 2024

La passeggiata di Sant'Osvaldo a primavera

La primavera e l'autunno sono la morte sua, per questione di gradi e di colori. E' molto vicina al centro storico e alla stazione: si arriva a piedi.
Le Promenaden sono le passeggiate urbane, uno dei più bei lasciti della belle époque austroungarica. Una elegante mezza via fra il parco pubblico, la curiosità botanica, l'arredo urbano.

La cornice metallica punta sull'hotel Reichrieglerhof, che è stato una meta della co-
smopolita borghesia austroungarica e che negli anni della belle époque veniva rag-
giunto anche da una funicolare urbana. Era posto lungo la Guntschna Promenade.
Le due Promenaden possono anche essere concatenate fra loro da un percorso più
impegnativo ma comunque fattibile in giornata, come descritto qui.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Merano ne ha molte di più, sia in centro che sui pendii della prima periferia urbana. Bolzano ne esibisce solamente tre: la centrale passeggiata Lungotalvera, la Guntschna Promenade/Passeggiata del Guncina e questa  Skt. Oswald Promenade/Passeggiata di Sant'Osvaldo, ognuna ben caratterizzata e diversa dalle altre due.
Attraversando il centro storico si incontrano tra le altre cose i chioschi dei salumi,
i vecchi "banchi del pesce" in pietra, il Cavallino Bianco, la Ca' de Bezzi e la bir-
Provenendo a piedi dalla stazione ferroviaria, ho scelto di raggiungere la passeggiata salendo dalla bretella mediana, e di percorrere il tratto pianeggiante che guarda verso la Val Sarentino per ridiscendere in città nei pressi del ponte sul torrente Talvera. Il ritorno alla stazione è avvenuto percorrendo la terza Promenade bolzanina: la Wassermauer Promenade cioè  la Passeggiata Lungotalvera.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Il percorso GPS comincia con il tratto più scenografico (ma anche più ripido), quello che inizia dall'imbocco centrale della Sant'Osvaldo e con una bretella  sale in fretta (100 metri di dislivello circa) alla Sant'Osvaldo, prosegue in piano e poi scende in città nei pressi di Castel Sant'Antonio.
👉Si ritorna poi nel bel mezzo del centro storico utilizzando la bella passeggiata lungofiume chiamata Lungotalvera.
👉Se si vuole percorrere la Sant'Osvaldo nella sua interezza bisogna portarsi in auto nei pressi dell'Hotel Eberle e partire da lì. Volendo può anche diventare oggetto di una più impegnativa concatenazione con l'altra Promenade in quota,  la Passeggiata del Guncina.
Come tutte le Promenaden, anche la Passeggiata di Sant'Osvaldo è ben dotata di panchine, che si susseguono con regolarità ogni centinaio mdi metri, il suo tracciato è largo, ben tenuto ed ha un fondo regolare percorribile anche con i passeggini.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 273

giovedì 10 agosto 2023

A Sankt Jakob in Kastelaz (a Tramin/Termeno)

E' una passeggiata urbano-rurale che dalla piazza di Termeno sulla strada del vino sale alla chiesetta medioevale di Skt. Jakob in Kastelaz.
L'interno affrescato, finalmente riportato alla luce. Risale al dodicesimo secolo.

La chiesetta del Kastelaz con la parrocchiale del paese sullo sfondo, nel paesaggio
saggio vitato della Bassa Atesina. Per una veduta d'insieme della Bassa c'é un po-
sto magico: la Rotwand/Parete Rossa presso il laghetto Göllersee di Aldein/Aldino.
Si tratta di un comodo e breve anello che dalla piazza del paese sale nel bosco aggirando un cocuzzolo coltivato a vigna fino a sbucare sul sagrato della piccola chiesa medioevale. Il ritorno avviene dal sentiero selciato e scalinato chiamato "Kirchenweg" (la via della chiesa), l'accesso diretto dalla piazza del paese.
Le decorazione a motivi geometrici policromi dietro l'altare si affiancano ad altre, a
tema più squisitamente medioevale, con i loro bravi demoni e la paura dell'inferno.
👉La medioevale St. Jakob in Kastelaz risale al XII secolo. Fu costruita su un preesistente luogo di culto pagano. La chiesa rimane chiusa nei giorni feriali, la domenica invece l'abbiamo trovata aperta.
Nel 1441 tutti gli affreschi vennero ricoperti con la calce e solo alla fine del XIX se-
colo gli affreschi furono resi nuovamente visibili.
👉La chiesa romanica di St. Jakob in Kastelaz contiene uno dei cicli di affreschi più antichi del mondo di lingua tedesca. Si dice che i muri di fondazione risalgano a un tempio romano di Iside. L'abside della navata romanica sinistra presenta affreschi di grande interesse, in particolare il ciclo inferiore con i singolari "bestiari" (esseri umani-animali), sopra i 12 apostoli nella volta, il Cristo in trono con i quattro evangelisti, dipinto probabilmente intorno al 1250. La navata destra è gotica con affreschi di Ambrosius, assistente del maestro Johannes von Bruneck.
La tradizionale formula "Christus mansionem benedicat" tracciata col gesso per la
benedizione degli edifici Epifania sugli ingressi alla chiesa e al campanile.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉Vedi anche il Sentiero Kastelaz da Termeno a Cortaccia nel sito turistico del Lago di Caldaro. Nelle vicinanze da vedere la suggestiva gola col sentiero nella gola Rastenbach, è nascosta dalle pieghe del terreno e dai boschi che coprono il terreno sopra il lago di Caldaro.

Quote e dislivelli:
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quota di partenza: m 276 (piazza di Termeno).
Quota massima raggiunta: m 394.
Dislivello assoluto: m 118.
Dislivello cumulativo in salita: m 118.
Dislivello cumulativo in discesa: m 118.
Lunghezza con altitudini: km 1,97.
Tempo totale netto: ore 1:00 AR.
Difficoltà: T.

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: da Bolzano imboccare la strada del vino (SS42 poi SP 14) in direzione sud mentre da Trento dirigersi verso Nord sulla statale o sull’autostrada ed uscire a Termeno (parcheggi in paese).
Particolari degli affreschi. In basso a destra: dettaglio dell'affresco con la leggenda "del pollo" che narra "del figlio di una coppia in pellegrinaggio a Santiago di Compostela fu ingiustamente accusato di furto e condannato a morte. Un'intera settimana dopo, i genitori trovarono vivo l'impiccato, San Giacomo lo trattenne (si vede nella parte superiore dell'affresco). Lo hanno riferito al giudice, il quale ha affermato che il figlio era morto come il pollo nel suo piatto. Ma poi il pollo si è alzato ed è volato via!".


sabato 26 marzo 2022

Il trekking urbano che collega le due Promenaden bolzanine: quella del Guncina e la Sant'Osvaldo

Si tratta di una inconsueta concatenazione fra le due Promenaden, le preziose passeggiate lasciateci in eredità dalla belle époque asburgica.
promenaden bozner
Un tratto della passeggiata del Guncina nel suo lato che scende a Gries. Siamo all'inizio di febbraio ma qui si registrano già le prime fioriture: succede perché è esposta a Sud, come del resto è per la sua gemella, l'altrettanto suggestiva passeggiata di Sant'Osvaldo.
Il versante dove corre la passeggiata del Guncina, visto da quello dove si snoda la
passeggiata Sant'Osvaldo. Dietro ai campi sportivi del Talvera il quartiere di Gries.
Vedi le altre foto in Google Foto.
La concatenazione di  due storiche Promenaden è la linea-guida di questa escursione, che si concreta attraversando la vecchia Bolzano dal rione di Gries (ad Ovest) fino al centro storico e residenziale, in una "cucitura" che non trascura di transitare per la storica "Cà de Bezzi", la storica osteria degli antichi cavalieri teutonici, uno dei luoghi più attrattivi del capoluogo sudtirolese.
Entrambe sono state svillaneggiate dagli assalti speculativi del "partito della betoniera" e faticano a resistere alle pulsioni speculative dei cementificatori locali.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉La passeggiata di Sant'Osvaldo
Il percorso attraversa anche il centro storico e passa giusto davanti alla an-
tica "Cà de Bezzi" la storica osteria dei Cavalieri Teutonici medioevali, che
merita una sosta.

é stata massacrata nella sua parte conclusiva dalla dissennata speculazione edilizia legata all'Hotel Eberle (recentemente travolto da una frana di porfido, dopo essere stato costruito "in deroga" alle norme edilizie). Ma é ancora viva.
👉La passeggiata del Guncina é stata attraversata, riattraversata e stravolta in un arco temporale che va dalla costruzione della nuova strada per San Genesio alla grande speculazione edilizia del Reichrieglerhof, oggi ridotto a uno squallido condominio gentrificato. Ma
anch'essa rimane ancora viva ed è abitualmente frequentata dagli abitanti di Bolzano..

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 307
Quota massima raggiunta: m 468
Quota minima raggiunta: m 270
Dislivello assoluto: m 161
Dislivello cumulativo in salita: m 310 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 310 circa
Lunghezza con altitudini: km 8,95
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: parcheggiare a Bolzano é quasi impossibile. Mi limiterò a dire che questo articolato anello bolzanino parte e arriva nello stesso punto e cioè dal piazzale della funivia di San Genesio (chiusa ormai da tre anni: un altro segnale dell'involuzione ambientale bolzanina).

domenica 28 novembre 2021

Trekking urbano nella città del Passirio

Arrivare con gli scarponi fin sotto i portici di Merano città. Con partenza (e ritorno) dal lato venostano della Tappeiner Promenade.
merano trekking
Si può arrivare fin sotto i portici medioevali e poi disimpegnarsi muovendosi sempre rigorosamente a piedi. Con l'auto abbandonata nella lontana periferia. Merano é famosa per le sue Promenaden cittadine, passeggiate pedonali in mezzo al verde e ai giardini.
Un tratto della Sommerpromenade (Passeggiata d'Estate) che corre tra le ombre
della sinistra Passirio, lato Obermais/Maia Alta.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' una camminata molto varia che si snoda in un paesaggio urbano davvero unico; inizia nella periferia coltivata a vigneti, scende nel centro storico e curiosa a lungo fra le fiorite Promenaden (passeggiate) cittadine.
E poi ritorna al punto di partenza, al terzo tornante della strada che sale a Thurmstein da Quarazze, sull'altura di Tirolo, il cui castello ha dato nome all'intera regione storica.
Per questa lunga ma rilassante scarpinata urbana ci si appoggia alla rete di Promenaden costruita negli anni della belle époque, tutte tenute perfettamente in ordine anche oggi.
Si sfrutta la passeggiata Tappeiner (che é la più famosa della vasta rete cittadina)
per portarsi fin sopra al centro storico, scendervi, esplorarne i Portici e anche il
Lungopassirio. Poi si risale fino alla Tappeiner e lo si fa per disimpegnarsi dal sof-
focante traffico automobilistico meranese (davvero asfissiante).
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Nessuna difficoltà tecnica, dunque. Anzi: a parte la scalinata che dal Duomo si arrampica alla Tappeiner Promenade, tutto il resto si potrebbe tranquillamente percorrere anche spingendo un passeggino.
👉Ma é anche un modo per visitare la città vecchia senza avere l'assillo del "Dove lascio la macchina?". Davvero tranquillizzante.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 418
Quota massima raggiunta: m 452
Quota minima raggiunta: m 307
Dislivello assoluto: m 33
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350 circa

mercoledì 31 marzo 2021

Sul Doss Trento (il primo dei 3 "denti" della città)

La via di accesso più classica é la "Strada degli Alpini", il percorso monumentale che si snoda su strada asfaltata partendo dal celebrativo "Piazzale degli Alpini" (che dispone di qualche posto auto)...
La conca di Trento vista dalla sommità del Doss Trento: guardando verso la Valsugana.
Il Doss Trento visto dalla funivia di Sardagna. Sullo sfondo il Monte Calisio.
Ma in questa occasione il vecchio Gigi (confinato a Trento per il DPCM da Coronavirus) descrive due percorsi più "defilati", diciamo così meno istituzionali. Sia le foto che i testi sono di Gigi (arrivati per E-mail, visto che non possiamo uscire dai confini comunali).

Quote e dislivelli (dati IGM):
Quota di partenza/arrivo: m 200
Quota massima raggiunta: m 308
Dislivello assoluto: m 108
Tempo totale netto: ore 0:40 AR
Difficoltà: T
Dal Doss Trento verso la Valsugana, con il Dosso di Sant'Agata in bella evidenza.
Vedi le altre foto in Google Foto.

Come arrivare: se, come probabile, non si trova parcheggio nelle immediate vicinanze, ci sono due comodi e ampi parcheggio a dieci minuti a piedi dai punti di partenza: il Parcheggio Zuffo e il parcheggio nuovo di Piedicastello. 

Descrizione dei percorsi: "l’ingresso Ovest è da privilegiare, a parere di Gigi per i seguenti motivi: é il meno frequentato (il che basta e avanza in tempi di virus), si può usufruire del parcheggio ex Zuffo, nonostante l’asfalto e il tratto iniziale in forte pendenza, rimane il più comodo.
Dalla mappa Kompass: i dintorni del Doss Trento.
"Ho descritto anche l’ingresso da Sud che reputo più faticoso anche se più diretto. Ho menzionato l’ingresso del Piazzale degli Alpini senza farne descrizione dettagliata perché confluisce nella salita dell’ingresso da Sud e diventa un tutt’uno con quest’ultimo.
Volendo, si può salire anche con la “Strada degli Alpini”. La pendenza è minore ma il percorso é più lungo, l’illuminazione della galleria che si percorre non è gran che, occorre fare attenzione a eventuali ciclisti che scendono. Insomma meglio i percorsi pedonali.

Il Doss Trento, in basso, con il Dosso di Sant'Agata a sinistra e il Dosso di San Rocco a destra..
Visita dall'ingresso Ovest:
Superato il Piazzale degli Alpini, si arriva a un successivo bivio (semaforo) e si scende a destra percorrendo via Doss Trento fino a raggiungere l’ingresso Ovest, a destra nei pressi del grande viadotto che sale al Bus di Vela. Pochi metri e si arriva a un cancello oltre il quale si prende a salire con buona pendenza tenendo il

venerdì 12 marzo 2021

Sul Dosso di Sant'Agata a Trento (1 dei 3 "denti")

Il Dosso si trova a est della città, sul piccolo altopiano morenico che ospita gli abitati di Povo e Villazzano. E' raggiungibile dal versante orientale da Oltrecastello o dal versante meridionale da Sprè di Povo.
Dal Dosso di Sant'Agata verso Sud. (testi e foto di Gigi).
I "tre denti" da cui deriverebbe il toponimo romano "Tridentum": a sinistra il Dosso di San Rocco, a destra il Doss Trento e in basso il Dosso di Sant'Agata.

Dal Dosso di Sant'Agata (m 576) verso sud: l'abitato di Povo e la Val d'Adige con
al centro in basso, il Dosso di San Rocco, uno dei tre denti della Tridentum romana.
Zoom verso il Doss Trento dal Dosso di Sant'Agata.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Appena partiti, passiamo tra le case per compiere una curva a sinistra, mentre la pendenza aumenta. Giunti all’ultima casa troviamo, a destra il sentiero che sale al Dosso di Sant’Agata da dove scenderemo al ritorno segnalato come, mentre noi continuiamo dritti con un sentiero che corre comodo. In questo tratto, volendo, c’è un altro sentiero poco sopra, con un paio di panchine, che offre un panorama migliore.
👉Poco dopo i due sentieri tornano a unirsi e si arriva a un bivio a q. 489 dove troviamo una panchina con vista sulla Val d’Adige e il M. Bondone. C’è un sentiero, che scende rapidamente, segnato sia come “Passeggiata Povo” sia come “Passeggiata Oltrecastello”, la cosa suona un po’ strana ma, dato che non devo scendere ma salire, ignoro la cosa.
Il tracciato del mini trekking urbano.
👉Di fianco alla panchina c’è un muretto che scopro essere alquanto incongruo, infatti, oltre quel muretto dispettoso continua il sentiero che sale al Dosso! Subito di fianco al muretto tracce di passaggio ci permettono di superare l’ostacolo e continuare con il sentiero che, dopo pochi metri, entra nel fitto bosco.
👉Il sentiero sale per poi dirige verso sinistra, quindi arriva di fronte al Monte Calisio (lo si intravede appena), sotto di noi c’è la forra del Fersina con la trafficata statale della Valsugana, siamo a circa 510 m. Il sentiero ora prende di petto il ripido versante del Dosso, ma lo fa con una serie di tornanti che rendono il procedere abbastanza comodo. Giunti all’ottavo tornante abbiamo due possibilità: possiamo salire a destra, con un tracciato più ripido, che in breve ci porta a sbucare poco sotto la chiesetta di Sant’Agata o procediamo con il sentiero seguito finora che continua dritto davanti a noi per poi salire anch’esso al Dosso. Dando seguito alla prima ipotesi, si giunge su di un pianoro, da dove si vede la vicina chiesetta, spostandosi verso

mercoledì 3 giugno 2020

Il Sentiero dei Bersaglieri a Borgo Valsugana

Un po' più di una passeggiata urbana e un po' meno di una escursione. Insomma, un breve anello da fare nei ritagli di tempo.
Il centro abitato di Borgo e l'imbocco della piccola Valle di Sella, con la sua boscosa dorsale dell'Armentera che la separa dall'ampio solco principale della Valsugana e che comprende l'eremo di San Lorenzo e la Cima Armentera vera e propria.
Il convento delle Clarisse, situato lungo la vecchia via cittadina che dal Borgo si ar-
rampicava a Castel Telvana.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' un breve trekking urbano con partenza e arrivo nel centro di Borgo e che si snoda ad anello tra il centro storico e Castel Telvana.
👉Il tracciato è stato risistemato di recente e sale fino a Castel Telvana, appollaiato duecento metri più in alto, tagliando nel bosco e con panorama aperto sulla Valsugana, con qualche strappo e qualche gradino.
👉Il nome richiama la “Battaglia di Borgo Valsugana” combattuta nel luglio del 1866 durante la III Guerra d’Indipendenza.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Attorno a Castel Telvana si distinsero i bersaglieri del XXIII Battaglione (da cui il nome “Castel di Borgo”), reparto che aveva già partecipato alla campagna del 1860-1861 e alla campagna del Veneto del 1866, ricevendo una Medaglia d'argento al valor militare.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 414 (cancelletto in Corso Vicenza)
Quota massima raggiunta: m 599
Dislivello assoluto: m 185

martedì 31 gennaio 2017

Le cinque passeggiate di Merano città

Le Promenaden sono passeggiate quattrostagioni buone per tutte le età, eleganti camminate che avvolgono l'abitato in un abbraccio di insuperata bellezza. Questi percorsi pedonali che si muovono fra palazzi e giardini che sono stati ideati,
Meraner Promenaden
Le Promenaden sono percorsi urbani, cittadini, che nascono e finiscono dentro la
città, il suo fiume e i suoi scorci: Passeggiata Lungopassirio, Passeggiata  d'estate,
Passeggiata d'Inverno, Passeggiata Gilf, Passeggiata Tappeiner. Lo stesso stile mit-
teleuropeo che ritroviamo nella Küstenland istriana, dal Sentiero Rilke alla straordi-
naria passeggiata a mare che da Laurana porta fino a Volosca. Le passeggiate mera-
nesi possono essere variamente concatenate fra loro.
finanziati e creati "motu proprio" dalla borghesia fien de secle, quella della belle époque mitteleuropea, che parlava francese e viaggiava a tutta velocità verso il disastro epo-cale della Grande Guerra (dopo essersi spartita il globo negli anni del Colonialismo).
Una borghesia trionfante che a casa propria era però ancora capace di esprimere il meglio, anche in termini di valori e comportamenti personali.
Delle cinque passeggiate solamente la Tappeiner si avventura negli immediati dintorni cittadini, altrimenti riservati agli escursionisti: lo fa costeggiando la collina collina di Tirolo, muovendosi in cornice appena sopra il centro storico medioevale, ad altezza di campanile, nulla di più.

venerdì 14 marzo 2014

La Promenade Laurana-Abbazia-Volosca

Questa è una meta che da sola merita un viaggio.
Questo bellissimo percorso si snoda per dieci chilometri (dato GPS, i siti web parlano di 12) a pelo d'acqua fra giardini, ville e hotel d'altri tempi, sfiorata ma non travolta dal cafonal adriatico dell'ultimo ventennio. Il pezzo più bello rimane a mio avviso il tratto fra Laurana e Abbazia ma in fondo è solo questione di simpatie perchè in ogni suo tratto è in realtà da raccomandare.
Il percorso si svolge forse due metri più in alto della battigia e pochi metri più
in basso della strada litoranea che corre parallela, a pochi passi di distanza,
ma sembra lontana anni luce. Il tratto iniziale, vicino all'antica Laurana, è
tutt'ora il più integro, insomma quello meglio conservato.
Ci troviamo in presenza di una una Promenade sul tipo della Tappeiner di Merano o della Sant'Osvaldo di Bolzano, con la differenza che corre interamente in riva al mare perchè ci troviamo nel Golfo del Quarnaro.
La passeggiata può essere interrotta in qualsiasi momento per prendere il trolej
(l'autobus urbano) che collega Rijeka con Lovran; da qualsiasi punto in quattro
passi si può raggiungere la più vicina fermata.
L'unico paragone che mi viene in mente è con la Via dell'Amore alle Cinqueterre,
in Liguria. Ma qui l'atmosfera non è agreste ma decisamente asburgica, nè può
essere altrimenti visto che siamo sulla vecchia Küstenland, il litorale adriatico
frequentato dalle teste coronate della Mitteleuropa ottocentesca.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
Fu magistralmente reaizzato quando qui c'era ancora l'impero asburgico ed è riuscita a sopravvivere alle più difficili stagioni: dalla belle epoque cosmo-polita e colonialista al fascismo italiano di Mussolini, dal comunismo auto-gestionario e anti-sovietico di Tito, al nazionalismo balcanico di Tudjman (che si fa riconoscere per l'invadenza cementizia).
Il tracciato in Google Earth.
I segni della storia ci accompagnano per tutto il percorso.
Io l'ho percorsa partendo da Laurana dove la passeggiata ha un inizio davvero spettacolare nel parco che fronteggia il vecchio Hotel Park.
Per chi parte da qui il punto di arrivo è al mandracchio di Volosko/Volosca il centro costiero che non era affatto, a dispetto dei depliant turistici attuali, un caratteristico villaggio di pescatori, ma il centro amministrativo distrettuale da cui dipendeva anche Abbazia.
Opatja/Abbazia venne infatti creata dal nulla, in funzione turistica, e prima del 1844 era del tutto priva di qualsiasi importanza.
Infatti quando nel 1822 Fiume venne assegnata all'Ungheria, Volosca formò uno dei tredici distretti ed entrò a far parte del circolo di Pisino e subordinata al governatore di Trieste.
Volosca era sede di un Capitanato distrettuale che abbracciava quasi tutta la regione liburnica e la carsica orientale.
Per i professionisti della promozione turistica (si dice così, ma in realtà si tratta di vieta propaganda) dire "caratteristico paesino di pescatori" suona decisamente meglio.

mercoledì 30 gennaio 2013

A Bolzano fra novembre e gennaio: la passeggiata del Guncina, la bélle-epoque e la betoniera

L'esposizione a sud favorisce la presenza di molte specie arboree mediterranee e asiatiche messe a dimora a fine Ottocento, secondo la moda dell'epoca.
Salendo si incontrano lecci, sequoie, palme, aranci, limoni, sugheri, agavi, fichi d'India, mirti, corbezzoli, olivi, lentischi, bagolari, carrubi, canfora, nespoli, giuggioli.
Grazie al suo affaccio a mezzogiorno, questa Promenade può essere piacevolmente percorsa anche nei mesi più freddi, ed in effetti era stata originariamente concepita proprio per questo motivo, un po' come la Winter Promenade di Merano.
👉Rimane a testimonianza di un'epoca, la belle époque, in cui le classi dominanti sapevano apprezzare il bello, oltre alla vita comoda, e non disdegnavano gli atti di liberalità. Fu ideata ideata e progettata da un rampollo imperiale, l'Arciduca Enrico d'Asburgo, che era grande appassionato di botanica.
Un proprietario della zona, il Dr. Karl von Hepperger, entusiasta dell'idea, cedette alla comunità di Gries il suo terreno sulla montagna e diversi sponsor privati misero a disposizione i finanziamenti per la realizzazione dell'opera.
Nel 1889 il sindaco di Gries, Lintner, nominò il comitato che doveva realizzarla. I lavori iniziarono nell'ottobre 1891 e furono coordinati dall'imperialregio giardiniere di Vienna, conte Vikary.
xxx
La Promenade a gennaio, con il Catinaccio sullo sfondo.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Il 30 ottobre 1892 fu inaugurato, con una fastosa cerimonia, il primo tratto della passeggiata fino all'ex Hotel Reichrieglerhof.
In quella occasione venne anche eretto il busto, poi scomparso sotto il fascismo, dell'arciduca Enrico d'Asburgo, che allora viveva a Bolzano.
Ma l'arciduca non ebbe l'occasione di vederla mai realizzata, perchè morì in circostanze misteriose in una suite dell'Hotel Sacher a Vienna, pochi mesi prima dell'inaugurazione.
Il tracciato in Google Earth.
👉La prima guerra mondiale prosciugò il turismo del bel mondo mitteleuro-peo, il fascismo accorpò il comune di Gries a quello di Bolzano e tutta la zona subì un'intensa urbanizzazione e perdette il suo carattere originario da "Bella Epoque".
👉In tempi più recenti la parte che scende verso il Rio Fago e sbocca presso la Torre d'Augusto è stata sconciata dalla costruzione della nuova strada provinciale che da Bolzano sale sull'altipiano.
L'ingresso alla passeggiata nel quartiere di Gries (già comune autonomo) com'è oggi a novembre e a gennaio. Si presta bene a variazioni che scendono nel centro della città antica.

mercoledì 14 marzo 2012

La passeggiata di Sant'Osvaldo a Bolzano

Noi trentini non sappiamo cosa siano le Promenade austroungariche, le tranquille passeggiate poste a corona delle città: forse la Controriforma e otto secoli di governo vescovile hanno fatto velo al nostro piacere di vivere.
Resta il fatto che questi comodi e curati percorsi pubblici voluti (e spesso pagati) dalla borghesia ottocentesca della Mitteleuropa li troviamo solo a Merano e a Bolzano.
Non che la passeggiata del Guncina o quella di Sant'Osvaldo possano reggere il confronto con la Tappeiner Promenade meranese, così favorita dalla location, ma é sicuro che anche qui vale senz'altro la pena... insomma, non c'è dubbio!
In questo inverno noioso e secco sono tornato sulla Sant'Osvaldo anche se la stagione giusta sarebbe la piena primavera, a piante già risvegliate, o l'autunno, quando sul colle di Sankta Magdalena le vigne virano al giallo.

giovedì 17 novembre 2011

Da Plars al duomo di Merano lungo il Waal di Lagundo e la storica passeggiata Tappeiner

Siamo andati a prendere il Waalweg di Lagundo con l'autobus che parte dalla stazione ferroviaria di Merano, e poi ci siano concessi questa comodissima e panoramicissima doppia passeggiata che si snoda
prima lungo il Waalweg di Lagundo e poi lungo la storica passeggiata Tappeiner (che da sola merita un viaggio).
La cucitura fra i due percorsi avviene con un breve tratto in discesa su stradina asfaltata pochissimo trafficata. I sette chilometri sono tutti in piano o addirittura in discesa e terminano proprio sul retro del duomo gotico di Merano, in pieno centro storico.
Da qui abbiamo percorso per intero la via dei portici, anch'essa in leggera discesa, ed infine riguadagnato in poco tempo il piazzale della stazione (con ampio parcheggio nei pressi).

lunedì 18 aprile 2011

La passeggiata a mare da Laurana ad Abbazia

L'inizio della passeggiata di fronte al Park Hotel di Laurana.
A due passi dalla più nota Opatija-Abbazia con cui forma ormai un unico centro abitato, Lovran-Laurana è una delle (numerose) perle del Golfo del Quarnaro (Istria).
L'intero percorso si snoda in orizzontale in riva al mare.
Il borgo di Ika, tra Laurana e Abbazia.

L'aspetto attuale del litorale di Abbazia si delinea a metà Ottocento quando diventa una località alla moda per la nobiltà e la borghesia austro-ungarica. La lunga tradizione turistica è ancora fortemente sentita nella regione e costituisce la spina dorsale dell'economia. Fortunatamente le innumerevoli costruzioni (alberghi e ville) dall'inconfondibile sapore fin de siècle sono pervenute pressochè intatte fino ai nostri giorni, assieme ai loro parchi e giardini.
La strada litoranea è molto trafficata ma qui è possibile muoversi agevolmente a piedi percorrendo la lunga passeggiata a mare che parte da Laurana-Lovran, tocca Icici-Ičići, Ika, Abbazia-Opatija, raggiunge Volosca-Volosco oltrepassa la baietta di Preluca-Preluk e prosegue poi ancora per un tratto in direzione di Fiume-Rijeka interompendosi poco prima del sobborgo di Kantrida. E' possibile ritornare con gli autobus del servizio urbano, sempre numerosi (si paga a bordo con moneta locale).
D'estate l'intera zona è molto frequentata ma il clima mite permette di percorrerla tutto l'anno (le mezze stagioni sono le migliori).
Per stavolta (visto anche il tempo così così) ci siamo limitati al tratto fino ad Abbazia, circa 12 chilometri fra andata e ritorno.