Visualizzazione post con etichetta Waale&Promenaden. Mostra tutti i post
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mercoledì 17 giugno 2026

Rimontare il Maiser Waal da Maia Alta a Saltusio

Il Maiser Waal prende l'acqua dal torrente Passirio all'altezza di Saltusio per servire il territorio di Maia Alta e scorre poco più in basso dello Schener Waal,  che invece serve le coltivazioni attorno a Scena...
Le acque catturate dal Passirio a Saltusio scorrevano (e scorrono tuttora) fino al cuore di Maia Alta, alimentando i lussureggianti parchi esotici, le fontane e i giardini delle splendide ville e dei castelli (come Castel Planta) della nobiltà mitteleuropea dell'Ottocento.

Da sinistra: la collina di Scena, il paese di Tirolo sovrastato dalla Mutspitze/Cima
Muta
e dallo Tschigat/Cigot, il Maiser Waal nel bosco, le cime attorno a Passo Pen-
nes
sullo sfondo dei meleti di fondovalle.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Questo antico canale irriguo, costruito quasi 600 anni fa, non è servito solo ai contadini per bagnare i campi, perchè a fine '800 è stato la vena d'acqua che ha permesso la nascita di Maia Alta come esclusivo quartiere residenziale della Belle Époque.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
I Waale sono le antiche canalette scavate a mano da generazioni di contadini per portare l'acqua dai ghiacciai e dai torrenti d'alta quota fino ai campi riarsi dal sole del fondovalle; col sentiero che li affianca per la manutenzione sono passeggiate adatte a tutti perché pianeggianti (hanno la pendenza minima necessaria all'acqua) e rilassanti, vi si cammina costantemente accompagnati dal mormorio del flusso d'acqua, lo stesso descritto magistralmente da Gianni Bodini nel suo "Lungo le vene d'acqua".
Sottoposto a pulizia e manutenzione annuale, ciascun Waal è affiancato da un sentiero che lo costeggia chiamato "Waalweg" (sentiero del canale). Il Waaler (il guardiano dell'acqua) era nominato dalla comunità, e doveva badare alla manutenzione ed anche far osservare le rigide leggi che regolavano la distribuzione della risorsa idrica.
Completamente privo di difficoltà tecniche,

mercoledì 6 maggio 2026

Promenaden: una moda figlia della belle époque

Non erano semplici passeggiate, ma veri e propri palcoscenici urbani dove il "vedere ed essere visti" era la prima regola vigente.
Uno schizzo che evidenzia l'atmosfera che si respirava sul Lungopassirio all'altezza della Kurhaus negli anni della belle époque, dove si celebrava il rito del presenzialismo cosmopolita della borghesia europea negli anni immediatamente precedenti la WW1.
Lo schizzo in realtà non inventa nulla perchè l'ho ricavato da una fotografia d'epoca
scattata all'altezza della Kurhaus (erano ben cinque le Promenaden a disposizione).
La moda delle passeggiate urbane esplose negli anni tra la fine dell'Ottocento e il 1914 tra la cosmopolita e gaudente borghesia europea, che si avviava verso l'ammazzatoio della WW1.
Le passeggiate urbane imponevano una rigida etichetta, con tanto di dress code.
P
er le donne: era l'epoca della silhouette a "S", dei cappelli monumentali e degli
ombrellini da sole per mantenere la trama diafana dell'incarnato femminile. Un a-
bito da passeggiata era un investimento patrimoniale.
Per gli uomini: servivano un bastone da passeggio, il cilindro o almeno la bombet-
ta, e il frac o la redingote. Il bastone non serviva per appoggiarsi, ma per dare ritmo
al passo e nobilitare la figura, insomma: era solo per darsi un tono o "tirarsela", co-
me si direbbe oggi.
👉Il centro delle grandi città europee cambiò volto per ospitare il rito della Promenade. I grandi boulevard parigini progettati da Haussmann o la Ringstraße di Vienna ne diventarono i luoghi d'elezione: ampie zone pedonali, caffè con tavolini all'aperto e chioschi della musica.
Per le passeggiate fuori porta la natura veniva addomesticata: parchi come il Bois de Boulogne di Parigi o il Prater di Vienna non erano solo polmoni verdi, ma estensioni del salotto cittadino, proprio come la Tappeiner di Merano o la Sant'Oswaldo di Bolzano.
👉A Merano, che era un centro termale, la passeggiata assumeva un carattere unico: non era solo sfoggio sociale, ma un vero e proprio rituale terapeutico (un rituale minuziosamente codificato). Le Promenaden più frequentate erano tre:
Kurpromenade: la Passeggiata Lungopassirio era il centro della vita mondana, proprio davanti al Kurhaus. Qui si passeggiava tra aiuole fiorite e padiglioni della musica.
Winterpromenade: sulla sponda destra del fiume, esposta al sole e protetta dai venti. La Passeggiata d'Inverno era la preferita nei mesi freddi, con la sua Wandelhalle (il porticato coperto), dove si era al riparo dalla pioggia e dalla neve e si sorseggiavano acque termali.
Sommerpromenade: la Passeggiata d'Estate sta sulla sponda opposta, più ombrosa e fresca grazie a fitti alberi di cedro e sequoie, ideale per le calde mattine estive.

lunedì 29 dicembre 2025

La Waalrunde dei canali d'acqua a Sluderno

Lungo i sentieri delle rogge Berkwaal e Leitenwaal, in una escursione ad anello che si snoda all’imbocco della Matscher Tal/Val di Mazia.
A fine estate i canali d'acqua vengono chiusi per evitare che il ghiaccio invernale li danneggi, ma i colori autunnali conferiscono altre suggestioni ai tanti scorci di  una escursione che inizia e termina dalla stazione della Ferrovia della Val Venosta, transita da un castello medioevale, concatena tra loro due Waale in servizio ed uno tombato, passa da un insediamento preistorico e scende tra le case del paese seguendo un'antica Via Crucis. D'estate i atmosfere e colori dei sentieri delle rogge cambiano.
Sulla via del ritorno si cammina in piano sopra il centro di Sluderno. Sulla sx la mo-
le di Churburg/Castel Coira, dall'altra parte della Val Venosta il gruppo dell'Ortles.
Vedi le altre foto in Google Foto.
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Al ritorno si passa anche dal sito archeologico di Ganglegg (età del bronzo) e per scendere in paese si sfrutta il tracciato del Griggenwaal, ormai intubato: ci si cammina sopra fino al piccolo belvedere della Via Crucis che scende direttamente in paese.
👉Ci avviamo risalendo dal centro paese alle prime pendici del Monte Sole, passando per Castel Coira, uno dei castelli più belli dell'Alto Adige. Proseguiamo in ripida salita fino a raggiungere i prati sopra il maso Vernalhof, sopra Sluderno. Qui si trova l'inizio della roggia.
Mappa schematica dei due Waale oggetto dell'escursione circolare chiamata Waal-
runde
 (tratta dal libro di Gianni Bodini "Lungo le vene d'acqua").
👉Il sentiero della roggia Berkwaal ci porta, attraverso un fitto bosco, nella Val di Mazia. Là dove la roggia viene alimentata dal torrente Saldura. Si passa sull'altro versante della Val di Mazia con una serie di piccoli ponti pedonali in legno fino ad arrivare sul pendio opposto, da dove prendiamo in direzione Sluderno percorrendo il Leitenwaal, che attinge l'acqua dal medesimo torrente. Passiamo poi per il Ganglegg, un insediamento d'altura dell'età del bronzo e del ferro. Si possono anche vedere alcune case, che sono state ricostruite secondo varie epoche. Dal Ganglegg prendiamo il sentiero in discesa che funge da bretella fra il Leitenwaal ed il fondovalle, per poi sboccare sulla roggia Griggwaal (ora intubata) e proseguire come sentiero fino al belvedere sul Monte Calvario, che si affaccia sul centro storico e dal quale si scende in paese attraverso una vecchia Via Crucis.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 835
Quota massima raggiunta: m 1.221
Dislivello assoluto: m 286
Dislivello cumulativo in salita: m 310

domenica 2 febbraio 2025

Sotto Natale: scendere a piedi da Lagundo a Merano seguendo il Waalweg e la Promenade

Un trekking urbano che scavalca la congestione dei Christkindlmarkt. Lungo la roggia di Lagundo e la Passeggiata Tappeiner fino in città.
Il percorso si snoda tra il fondovalle e le pendici meridionali della Mutzpitz/Cima Muta, dapprima seguendo il sentiero dell'Arlunder Waal/Roggia di Lagundo e poi immettendosi sulla Tappeiner, la principale passeggiata urbana meranese.
Lungo il tratto centrale dell'Arlunder Waalweg con vista su Castel Tirolo e sul Picco
Ivigna. Sotto: il ponte sospeso lungo il collegamento fra le due passeggiate e uno
scatto lungo la Tappeiner Promenade. D'estate tutto è ancora più bello.
E' una via di mezzo tra una passeggiata "fuori porta" ed un variegato trekking urbano.
👉Dall'imbocco della Val Venosta si prende l'Arlunder Waalweg/Roggia di Lagundo, che scende piano piano verso la collina di Tirolo; un breve sentiero di collegamento (in parte su asfalto) porta poi all'imbocco della Tappeiner Promenade, la più famosa passeggiata di Merano, che taglia orizzontalmente la collina di Tirolo fino ad arrivare sulla verticale del Duomo di Merano.
Si prosegue brevemente fino alla Torre della Polvere da dove si scende dolcemente nel centro storico utilizzando la Gilf Promenade come bretella; sempre tra giardini e ville urbane si plana sul lungo-Passirio e da qui si scorrazza a piacere tra portici e viuzze.
👉Per tornare all'auto si prende il bus urbano che parte dal piazzale della stazione, dove si arriva dopo una
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passeggiata tra i portici del centro e/o il lungo-Passirio, con i suoi affollati mercatini. Si prende il Bus Nr. 213 per Parcines.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 527
Quota di arrivo: m 300
Quota massima raggiunta: m 549
Quota minima raggiunta: m 299
Dislivello assoluto: m 250
Dislivello cumulativo in salita: m 444
Dislivello cumulativo in discesa: m 672
Lunghezza con altitudini: km 11,3

domenica 5 maggio 2024

La passeggiata di Sant'Osvaldo a primavera

La primavera e l'autunno sono la morte sua, per questione di gradi e di colori. E' molto vicina al centro storico e alla stazione: si arriva a piedi.
Le Promenaden sono le passeggiate urbane, uno dei più bei lasciti della belle époque austroungarica. Una elegante mezza via fra il parco pubblico, la curiosità botanica, l'arredo urbano.

La cornice metallica punta sull'hotel Reichrieglerhof, che è stato una meta della co-
smopolita borghesia austroungarica e che negli anni della belle époque veniva rag-
giunto anche da una funicolare urbana. Era posto lungo la Guntschna Promenade.
Le due Promenaden possono anche essere concatenate fra loro da un percorso più
impegnativo ma comunque fattibile in giornata, come descritto qui.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Merano ne ha molte di più, sia in centro che sui pendii della prima periferia urbana. Bolzano ne esibisce solamente tre: la centrale passeggiata Lungotalvera, la Guntschna Promenade/Passeggiata del Guncina e questa  Skt. Oswald Promenade/Passeggiata di Sant'Osvaldo, ognuna ben caratterizzata e diversa dalle altre due.
Attraversando il centro storico si incontrano tra le altre cose i chioschi dei salumi,
i vecchi "banchi del pesce" in pietra, il Cavallino Bianco, la Ca' de Bezzi e la bir-
Provenendo a piedi dalla stazione ferroviaria, ho scelto di raggiungere la passeggiata salendo dalla bretella mediana, e di percorrere il tratto pianeggiante che guarda verso la Val Sarentino per ridiscendere in città nei pressi del ponte sul torrente Talvera. Il ritorno alla stazione è avvenuto percorrendo la terza Promenade bolzanina: la Wassermauer Promenade cioè  la Passeggiata Lungotalvera.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Il percorso GPS comincia con il tratto più scenografico (ma anche più ripido), quello che inizia dall'imbocco centrale della Sant'Osvaldo e con una bretella  sale in fretta (100 metri di dislivello circa) alla Sant'Osvaldo, prosegue in piano e poi scende in città nei pressi di Castel Sant'Antonio.
👉Si ritorna poi nel bel mezzo del centro storico utilizzando la bella passeggiata lungofiume chiamata Lungotalvera.
👉Se si vuole percorrere la Sant'Osvaldo nella sua interezza bisogna portarsi in auto nei pressi dell'Hotel Eberle e partire da lì. Volendo può anche diventare oggetto di una più impegnativa concatenazione con l'altra Promenade in quota,  la Passeggiata del Guncina.
Come tutte le Promenaden, anche la Passeggiata di Sant'Osvaldo è ben dotata di panchine, che si susseguono con regolarità ogni centinaio mdi metri, il suo tracciato è largo, ben tenuto ed ha un fondo regolare percorribile anche con i passeggini.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 273

venerdì 2 febbraio 2024

Passeggiata a bordo lago nel sole basso invernale

Non è un'escursione ma una passeggiata a bordo lago, da fare nei giorni delle ombre lunghe, quando il sole è basso ma il cielo è limpido.
Il Lago di Levico da una delle panchine distribuite lungo la passeggiata. Posti giusti per sgranocchiare qualcosa, sbucciare un mandarino, e magari scattare una foto. Vicino a casa ma fuori dal casino, aspettando che il tempo decida cosa vuol fare più in quota.

I tramezzini con i crauti e i cetriolini in agrodolce, pronti per la carta di alluminio (e
nello zainetto c'è stato posto anche per quelli con la sconosciuta salsa tapenade).
Sono anche veloci da fare. Basta avere una piccola piastra elettrica, e così si evita-
no le complicazioni dovute all'uso del barbecue all'aperto in questi mesi invernali.
I tramezzini si adattano bene allo zaino perchè basta avvolgerli nella carta di alluminio.
E sembrano fatti apposti per le brevi passeggiatine invernali in fondovalle, dove basta una panchina esposta a Sud nell'ora di pranzo: tepore e silenzio sono assicurati per almeno due ore; dopodiché i clienti dei ristorantini sciamano fuori e affollano la Strada dei Pescatori. Fuori tempo massimo, perché allora noi ci saremo già allontanati. Mentre il sole comincia ormai a perdere forza...
La passeggiata della Strada dei Pescatori, esposta a Sud e lunga 2,4 km (4,8 km AR) sulla sponda settentrionale del Lago di Levico. Volendo è possibile trasformarla in un giro ad anello attorno al lago, come descritto qui. Anche il colle di Tenna, che separa i due laghi, può diventare meta di una escursione invernale senza neve, come descritto qui.


giovedì 10 agosto 2023

A Sankt Jakob in Kastelaz (a Tramin/Termeno)

E' una passeggiata urbano-rurale che dalla piazza di Termeno sulla strada del vino sale alla chiesetta medioevale di Skt. Jakob in Kastelaz.
L'interno affrescato, finalmente riportato alla luce. Risale al dodicesimo secolo.

La chiesetta del Kastelaz con la parrocchiale del paese sullo sfondo, nel paesaggio
saggio vitato della Bassa Atesina. Per una veduta d'insieme della Bassa c'é un po-
sto magico: la Rotwand/Parete Rossa presso il laghetto Göllersee di Aldein/Aldino.
Si tratta di un comodo e breve anello che dalla piazza del paese sale nel bosco aggirando un cocuzzolo coltivato a vigna fino a sbucare sul sagrato della piccola chiesa medioevale. Il ritorno avviene dal sentiero selciato e scalinato chiamato "Kirchenweg" (la via della chiesa), l'accesso diretto dalla piazza del paese.
Le decorazione a motivi geometrici policromi dietro l'altare si affiancano ad altre, a
tema più squisitamente medioevale, con i loro bravi demoni e la paura dell'inferno.
👉La medioevale St. Jakob in Kastelaz risale al XII secolo. Fu costruita su un preesistente luogo di culto pagano. La chiesa rimane chiusa nei giorni feriali, la domenica invece l'abbiamo trovata aperta.
Nel 1441 tutti gli affreschi vennero ricoperti con la calce e solo alla fine del XIX se-
colo gli affreschi furono resi nuovamente visibili.
👉La chiesa romanica di St. Jakob in Kastelaz contiene uno dei cicli di affreschi più antichi del mondo di lingua tedesca. Si dice che i muri di fondazione risalgano a un tempio romano di Iside. L'abside della navata romanica sinistra presenta affreschi di grande interesse, in particolare il ciclo inferiore con i singolari "bestiari" (esseri umani-animali), sopra i 12 apostoli nella volta, il Cristo in trono con i quattro evangelisti, dipinto probabilmente intorno al 1250. La navata destra è gotica con affreschi di Ambrosius, assistente del maestro Johannes von Bruneck.
La tradizionale formula "Christus mansionem benedicat" tracciata col gesso per la
benedizione degli edifici Epifania sugli ingressi alla chiesa e al campanile.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉Vedi anche il Sentiero Kastelaz da Termeno a Cortaccia nel sito turistico del Lago di Caldaro. Nelle vicinanze da vedere la suggestiva gola col sentiero nella gola Rastenbach, è nascosta dalle pieghe del terreno e dai boschi che coprono il terreno sopra il lago di Caldaro.

Quote e dislivelli:
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quota di partenza: m 276 (piazza di Termeno).
Quota massima raggiunta: m 394.
Dislivello assoluto: m 118.
Dislivello cumulativo in salita: m 118.
Dislivello cumulativo in discesa: m 118.
Lunghezza con altitudini: km 1,97.
Tempo totale netto: ore 1:00 AR.
Difficoltà: T.

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: da Bolzano imboccare la strada del vino (SS42 poi SP 14) in direzione sud mentre da Trento dirigersi verso Nord sulla statale o sull’autostrada ed uscire a Termeno (parcheggi in paese).
Particolari degli affreschi. In basso a destra: dettaglio dell'affresco con la leggenda "del pollo" che narra "del figlio di una coppia in pellegrinaggio a Santiago di Compostela fu ingiustamente accusato di furto e condannato a morte. Un'intera settimana dopo, i genitori trovarono vivo l'impiccato, San Giacomo lo trattenne (si vede nella parte superiore dell'affresco). Lo hanno riferito al giudice, il quale ha affermato che il figlio era morto come il pollo nel suo piatto. Ma poi il pollo si è alzato ed è volato via!".


giovedì 13 ottobre 2022

Il "sinter dela lec", un Waal in terra solandra

Il sintér dela lec in Valpiana è appena sopra Ossana e mette curiosità perché è un Waal in terra solandra...
waal
I Waal, canali irrigatori agricoli, sono tipici della Val Venosta, valle siccitosa, ed è difficile pensare che in realtà fossero diffusi anche qui, oltre il confine linguistico, e ancora di più nella adiacente alta Val di Non (grazie dell'imbeccata al blog "4passiinvaldisole").
waal
Un tratto di questo Waal solandro, col canale d'acqua e il sentiero di manutenzione.
L'escursione è descritta nel blog di Umberto Zanella "4passiinvaldisole" e il post è corredato da un buon numero di fotografie.
"Percorro per un centinaio di metri o poco più la ripida strada che partendo dalla parrocchiale di Ossana (ho parcheggiato l'auto nei dintorni) porta alla piccola ma stupenda valle montana. In corrispondenza della prima curva, curva a gomito, abbandono la strada e imbocco il “mio” sentiero che dovrò percorrere per poco più di mezzora fino a raggiungere (sperando di essere ancora ben asciutto) la mia meta.
Un percorso che nel suo primo tratto costeggia una “lec”, (con il termine “lec” si indica, nel dialetto locale, una piccola canaletta di irrigazione) fino alla sua origine, il punto di prelievo dell'acqua dal “Rio Fos” il torrentello della Val Piana. Poi, oltre questo punto, il sentiero inizia ad inerpicarsi seguendo a ritroso il percorso del rio in questo periodo gonfio d'acqua per le piogge continue e per lo scioglimento delle ultime nevi sul monte Giner." 

martedì 14 giugno 2022

Il Riffianer Waal, sparito nel nulla sopra Merano

Il mezzo mistero del Waal che non c'è (e la reticenza dei siti meranesi che lo danno come esistente ma "non visibile" in quanto tombato)...
Era all'imbocco della Val Passiria, poco sopra Merano. Ne è rimasta traccia solo nelle tabelle "Meraner Waalrunde-Sentieri d'Acqua Meranesi". Nella seconda parte (quella più "falsificata") abbiamo visto turisti ansimanti lungo le ripide e impreviste rampe... che dire?
Nel primo tratto (da Kuens/Caines alla strada asfaltata per Vernuer/Vernurio) sia il
tracciato che le vecchie ringhiere fanno intuire che siamo sopra il tratto "tombato".
Vedi le altre foto in Google Foto.
Nell'intera escursione non abbiamo mai visto un solo metro di Waal e inoltre nella sua seconda parte è chiaro, sia per la tracciatura che per l'andamento altimetrico, che di là non poteva proprio passarci nessun Waal.
Per un Waal andare verso valle superando delle salite è contronatura perchè il Waal è mosso solo dalla forza di gravità, e perciò mai e mai sarebbe in grado di superare delle contropendenze. Non dico di qualche spanna, ma anche di metri e metri, come in effetti in questa escursione succede.
Nonostante le rose, per la merenda preferisco mettermi al volante e tornare a casa;
bastano e avanzano i Kaminwurzen col ribes sul tavolo del gazebo in giardino!

👉Nonostante venga pubblicizzato da siti istituzionali come "Meraner Land" oppure "Meranner Waalrunde" questo sentiero tutto è tranne che un Waalweg, ed è bene tenerlo presente, per evitare delusioni. Quindi non fidatevi troppo delle tabelle indicatrici che pomposamente riportano "Meraner Waalrunde": qui non incontrerete proprio nessun Waal. E nella seconda parte, fra Vernurio e Saltusio, ancora meno.
Nota: chi vuole può tranquillamente limitarsi alla prima parte, che finisce quando si
si incrocia la strada asfaltata per Vernuer/Vernurio. Tornando indietro da lì si evita-
no quei noiosi saliscendi del sentiero "pseudo-waal" che scende a Saltusio...
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 630 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 707
Quota minima raggiunta: m 572
Dislivello assoluto: m 77
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350 circa
Lunghezza con altitudini: km 9,95
Tempo totale netto: ore 3:30
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: da Merano si imbocca la strada per la Val Passiria e la si segue fino all'indicazione per Kuens/Kaines, dove si prende a sinistra. Una stradina asfaltata di montagna ci porta fino al parcheggio pubblico gratuito (vedi foto).

sabato 26 marzo 2022

Il trekking urbano che collega le due Promenaden bolzanine: quella del Guncina e la Sant'Osvaldo

Si tratta di una inconsueta concatenazione fra le due Promenaden, le preziose passeggiate lasciateci in eredità dalla belle époque asburgica.
promenaden bozner
Un tratto della passeggiata del Guncina nel suo lato che scende a Gries. Siamo all'inizio di febbraio ma qui si registrano già le prime fioriture: succede perché è esposta a Sud, come del resto è per la sua gemella, l'altrettanto suggestiva passeggiata di Sant'Osvaldo.
Il versante dove corre la passeggiata del Guncina, visto da quello dove si snoda la
passeggiata Sant'Osvaldo. Dietro ai campi sportivi del Talvera il quartiere di Gries.
Vedi le altre foto in Google Foto.
La concatenazione di  due storiche Promenaden è la linea-guida di questa escursione, che si concreta attraversando la vecchia Bolzano dal rione di Gries (ad Ovest) fino al centro storico e residenziale, in una "cucitura" che non trascura di transitare per la storica "Cà de Bezzi", la storica osteria degli antichi cavalieri teutonici, uno dei luoghi più attrattivi del capoluogo sudtirolese.
Entrambe sono state svillaneggiate dagli assalti speculativi del "partito della betoniera" e faticano a resistere alle pulsioni speculative dei cementificatori locali.
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👉La passeggiata di Sant'Osvaldo
Il percorso attraversa anche il centro storico e passa giusto davanti alla an-
tica "Cà de Bezzi" la storica osteria dei Cavalieri Teutonici medioevali, che
merita una sosta.

é stata massacrata nella sua parte conclusiva dalla dissennata speculazione edilizia legata all'Hotel Eberle (recentemente travolto da una frana di porfido, dopo essere stato costruito "in deroga" alle norme edilizie). Ma é ancora viva.
👉La passeggiata del Guncina é stata attraversata, riattraversata e stravolta in un arco temporale che va dalla costruzione della nuova strada per San Genesio alla grande speculazione edilizia del Reichrieglerhof, oggi ridotto a uno squallido condominio gentrificato. Ma
anch'essa rimane ancora viva ed è abitualmente frequentata dagli abitanti di Bolzano..

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 307
Quota massima raggiunta: m 468
Quota minima raggiunta: m 270
Dislivello assoluto: m 161
Dislivello cumulativo in salita: m 310 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 310 circa
Lunghezza con altitudini: km 8,95
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: parcheggiare a Bolzano é quasi impossibile. Mi limiterò a dire che questo articolato anello bolzanino parte e arriva nello stesso punto e cioè dal piazzale della funivia di San Genesio (chiusa ormai da tre anni: un altro segnale dell'involuzione ambientale bolzanina).

domenica 23 gennaio 2022

Schenner Waalweg percorso completo (Merano)

Si snoda in alto sopra la città, all'imbocco della Val Passiria, appena sopra Scena e Verdines, nella immediata periferia di Merano...
schenner waalweg
Lo Schenner Waal (Roggia di Scena) parte dai 1.125 metri di quota della Waaler Hütte (la "baita del guardiano del Waal") dentro una solitaria valletta secondaria che scende dalla rocciosa Hirzer/Punta Cervina. Termina appena sopra la stazione a valle della funivia Merano 2000, nella fredda Val di Nova, a 690 metri di quota, con un salto complessivo di 400 metri (che per un Waal non sono pochi).
Dal Waal verso Schenna/Scena, col gruppo di Tessa sullo sfondo. In bella evidenza
la Mutspitz/Cima Muta, monte iconico meranese che sovrasta Castel Tirolo. In primo
piano al centro spicca la chiesa a pianta circolare di Skt. Georg/San Giorgio.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' lungo quasi nove chilometri ed ha anche un discreto dislivello; alterna paesaggi e quadri ambientali molto diversi. Solitamente se ne percorre solo un tratto. Ma oggi ce lo siamo zuppato tutto.
👉Il suo percorso attraversa paesaggi assai diversi: coltivazioni di mele e impianti a vigna, prati falciabili inframezzati da masi, sentieri da Waaler in boschi scuri ed umidi. A metà strada si transita davanti alla stazione a valle della funivia "Taser", cui segue un tratto su asfalto ma aperto sui panorami della bassa Val Passiria e del Gruppo di Tessa.
👉A questi tratti idilliaci chi (come
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
noi) parte dal parcheggio della Funivia di Merano 2000, deve aggiungere un quarto d'ora 50 metri di salita in una periferia degradata fra capannoni, abbandono e squallore indegni di una città turistica come Merano, 15 minuti che però servono ad evitare ulteriori complicazioni per il parcheggio o le coincidenze con i bus del servizio urbano. In tutto il dislivello cumulativo andata e ritorno in salita risulterà essere di 500 metri circa.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 684 (parcheggio funivia Merano 2000)
Quota massima raggiunta: m 1077
Dislivello assoluto: m 393
Dislivello cumulativo in salita: m 500 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 500 circa
Lunghezza con altitudini: km 18,6
Tempo totale netto: ore 5:00 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: da Sinigo (alla periferia Sud di Merano) si imbocca la strada che porta verso Scena stando attenti a seguire le indicazione per la funivia "Merano 2000", la quale dispone di ampi parcheggi. L'inizio del Waal si raggiunge a piedi dopo una decina di minuti su strada asfaltata in ambiente da periferia urbana. Altre soluzioni di parcheggio sono problematiche.

domenica 28 novembre 2021

Trekking urbano nella città del Passirio

Arrivare con gli scarponi fin sotto i portici di Merano città. Con partenza (e ritorno) dal lato venostano della Tappeiner Promenade.
merano trekking
Si può arrivare fin sotto i portici medioevali e poi disimpegnarsi muovendosi sempre rigorosamente a piedi. Con l'auto abbandonata nella lontana periferia. Merano é famosa per le sue Promenaden cittadine, passeggiate pedonali in mezzo al verde e ai giardini.
Un tratto della Sommerpromenade (Passeggiata d'Estate) che corre tra le ombre
della sinistra Passirio, lato Obermais/Maia Alta.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' una camminata molto varia che si snoda in un paesaggio urbano davvero unico; inizia nella periferia coltivata a vigneti, scende nel centro storico e curiosa a lungo fra le fiorite Promenaden (passeggiate) cittadine.
E poi ritorna al punto di partenza, al terzo tornante della strada che sale a Thurmstein da Quarazze, sull'altura di Tirolo, il cui castello ha dato nome all'intera regione storica.
Per questa lunga ma rilassante scarpinata urbana ci si appoggia alla rete di Promenaden costruita negli anni della belle époque, tutte tenute perfettamente in ordine anche oggi.
Si sfrutta la passeggiata Tappeiner (che é la più famosa della vasta rete cittadina)
per portarsi fin sopra al centro storico, scendervi, esplorarne i Portici e anche il
Lungopassirio. Poi si risale fino alla Tappeiner e lo si fa per disimpegnarsi dal sof-
focante traffico automobilistico meranese (davvero asfissiante).
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Nessuna difficoltà tecnica, dunque. Anzi: a parte la scalinata che dal Duomo si arrampica alla Tappeiner Promenade, tutto il resto si potrebbe tranquillamente percorrere anche spingendo un passeggino.
👉Ma é anche un modo per visitare la città vecchia senza avere l'assillo del "Dove lascio la macchina?". Davvero tranquillizzante.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 418
Quota massima raggiunta: m 452
Quota minima raggiunta: m 307
Dislivello assoluto: m 33
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350 circa

venerdì 26 novembre 2021

Il Ponte de le Maravegie a Dorsoduro (Venezia)

E' uno dei tre luoghi della malinconia di cui parla Hugo Pratt all’inizio della “Corte Sconta detta Arcana e alla fine della “Favola di Venezia“...
Sono gli angoli remoti che più di altri sembrano magici; il primo é il Ponte delle Maravegie lungo i percorsi pedonali che dal Ponte dell’Accademia vanno verso la Toletta, il secondo é la nascosta Calle dei Marrani e il terzo é la Calle dell'Amor degli Amici nel Sestiere di San Polo. Hugo Pratt ne parla all'inizio de "Corte Sconta detta Arcana" e noi siamo qui, sulle sue tracce...


Deve il suo nome alla famiglia Maraviglia che proprio lì risiedeva. Il Lorenzetti riferi-
sce nella sua famosa guida di una Belisandra Maraviglia eroicamente caduta nella
guerra contro i Turchi del 1570. E' a due passi dallo Squero di San Trovaso.
Tradotto dal dialetto veneziano, vuol dire proprio “ponte delle meraviglie” e deriva il nome dalla famiglia Maraviglia.
👉Secondo la leggenda il ponte sarebbe comparso in maniera miracolosa durante la notte: una certa mattina si sarebbe scoperto che i materiali preparati per la sua costruzione si erano miracolosamente trasformati e al loro posto il ponte faceva bella mostra di sè senza che nessuno avesse dovuto metterci mano durante la notte.

domenica 1 agosto 2021

Il sentiero per San Romedio é tutto scavato nella roccia (perchè era il tracciato di un acquedotto...)

Come i Waale venostani, é un ardito percorso scavato direttamente nella roccia per incanalare l'acqua fino agli assetati "pomàri".
Oggi la conduttura non é più visibile, é interrata sotto il piano di calpestio, ormai diventato un largo sentiero protetto da robuste staccionate a prova di distrazione. La logica é quella dei Waale, i canali d'acqua venostani che cercavano l'acqua dove c'era e la portavano a valle con arditi percorsi lunghi chilometri e chilometri.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Si parte dal parcheggio del Museo Retico di Sanzeno, e si arriva allo scenografico santuario di San Romedio, appollaiato su uno sperone roccioso.
Il percorso si sviluppa all'inizio fra i meleti, poi nel bosco e infine scavato nella parete rocciosa di uno stretto canyon, sfruttando l'antica roggia, scavata nella roccia nel corso dell'Ottocento.
👉Il percorso in roccia si snoda lungo il tracciato di una roggia di irrigazione realizzata a metà ‘800 per i meleti nonesi, trasformata successivamente in un più ampio sentiero 
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
pianeggiante, scavato nella roccia viva e a picco sul canyon che presenta viste mozzafiato, rendendolo adatto a tutti i camminatori.
Si sbuca alla strada asfaltata di servizio al santuario e da qui si prende un altro breve sentiero pedonale che conduce al Santuario San Romedio.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 670 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 730 (santuario)
Dislivello assoluto: m 60
Dislivello cumulativo in salita: meno di 50 metri
Dislivello cumulativo in discesa: meno di 100 metri
Lunghezza con altitudini: km 2,9 solo andata
Tempo totale netto: un'ora solo andata
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: si lascia l'autostrada del Brennero a San Michele all'Adige, quindi si segue la statale 43 in direzione Cles. Giunti al bivio di Dermulo si gira a destra, in direzione Mendola, e dopo 4 km si arriva a Sanzeno.
Il santuario di San Romedio è costituito da cinque chiese, costruite su una ripida parete di roccia, stratificate nell’arco di nove secoli. I diversi livelli di questa sorta di torta Dobos devozionale sono collegati tra loro da una scenografica scalinata di ben 130 gradini.