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lunedì 25 maggio 2026

Crema tris di mascarpone, yogurt greco e ricotta

Questo "tris bianco" multiuso è una piccola genialata: il mascarpone dà la struttura, la ricotta la freschezza rustica e lo yogurt greco l'acidità che pulisce il palato. Accetta sia la compagnia dolce che quella salata.
Sono tre "formaggi" che formano una base perfetta perché assieme sono meno stucchevoli della classica crema al mascarpone e che s'accoppiano anche al dolce: qui il tris è in tazza con noci tritate a fianco di uno strudel di mele, col caffelatte della colazione.
La crema tris cosparsa di noci tritate nel mortaio genovese va benissimo anche in
accompagnamento allo strudel di mele, in alternativa alla solita panna montata.
Ecco come bilanciare i tre "formaggi" per ottenere una consistenza vellutata ma leggera.
In una ciotola, lavorare il mascarpone, lo yogurt e la ricotta mischiandoli con lo zucchero a velo finché non diventa un impasto uniforme e cremoso. Lasciala in frigo per almeno 30 minuti prima di servirla. Si raddenserà leggermente. Ho visto che aggiungendo all'impasto anche un uovo si ottiene una crema dal sapore più pieno, senza però alterarne il carattere.
Le noci tritate nel mortaio genovese con la crema, frutti di bosco (more e lamponi)
e fettine di semplice pane di segale.
👉Per una ciotola media (circa 4-6 persone): 250g di mascarpone, 200g di ricotta (vaccina per un gusto delicato, di pecora per un carattere deciso), 150g di yogurt greco, 80-100g di Zucchero a velo (in base ai tuoi gusti). Servire con una spolverata di noci tritate.
👉Variante aromatizzata al liquore: basta aggiungere un cucchiaio di marsala all'uovo, grand marnier (se ami l'agrumato) o rum scuro. Attenzione: amalgamare il liquore allo zucchero a velo prima di unirlo ai tre formaggi. In questo modo ci si assicura che l'alcol si distribuisca uniformemente senza separare la parte grassa della crema.

lunedì 11 maggio 2026

I cornflakes della Val Venosta, rustici e polentosi

Nella terra del burro&Speck si può anche fare colazione coi salutisti fiocchi di mais: qui  sono più ruspanti e ricordano le groste de polenta.
Risvegliano ricordi d'infanzia, quando si sgranocchiavano "le groste" staccate dalle pareti e dal fondo paiolo dopo  aver rovesciato la polenta sul tabièl, il rotondo tagliere di legno.
I fiocchi di mais sono stati inventati alla fine del XIX secolo
dai fratelli Kellogg.
I corn-flakes che chiamo "venostini" vengono prodotti da una ditta locale, la Fuchs di Castelbello. L'azienda, già conosciuta per i suo  muesli, produce dei cornflakes di mais che sono molto più "polentosi" d'aspetto e consistenza, rispetto a quelli classici tipo Kellogs (così si chiamavano i due fratelli che li inventarono nel 1800).
E' vero che entrambi sono fatti di chicchi di mais, ma quelli venostani somigliano molto di più alle croste di polenta secche: sono più rustici e risvegliano ricordi d'infanzia, quando si sgranocchiavano le "groste de polenta".
👉Il Molino Fuchs debutta come azienda nel 1922 a Castelbello. Cento anni dopo, da piccolo molino di villaggio, il Molino Fuchs è diventato una vera azienda che esporta anche all'estero ma viene gestita sempre dalla stessa famiglia e resta sempre votata ai prodotti a base di cereali. di cui offre un’ampia scelta, tra numerosi diversi tipi di muesli come muesli al cioccolato, muesli croccanti, muesli alla frutta e molti altri. Inoltre, propone cornflakes croccanti, fiocchi d’avena, farro soffiato e fiocchi di cereali diversi per una colazione gustosa e nutriente.
Risvegliano ricordi d'infanzia, quando si sgranocchiavano "le groste" staccate dalle pareti e dal fondo del paiolo dopo  aver rovesciato la polenta sul tabièl, il rotondo tagliere di legno.

sabato 26 ottobre 2024

Un frullato autunnale di uva fraga (bianca e nera)

Siamo già a fine ottobre ma i pochi e magri grappoli che l'uva fraga è riuscita a dare in quest'autunno sfortunato li posso ancora utilizzare.
Si può sgranocchiare assieme alle castagne, ma anche frullare. Uva fraga nera e uva fraga bianca assieme. E senza zucchero.
L'uva fraga chiara e quella scura in una colorata compagnia: i peperoncini piccanti
gialli e rossi coltivati da Carlo, buoni per fare l'olio piccante.
Il mini-pinner di casa è robusto e macina tutto, compresi i coriacei semi nascosti dentro gli acini di uva fraga dell'orto di casa.
👉Quella nera viene da vecchie vigne mezze selvatiche che se ne stanno nell'orto da sempre, invece quella bianca da piantine acquistate in vivaio e interrata vicino alle altre.
Si fa apprezzare fin da quando è ancora sulla vigna, per il forte profumo che la segnala fin da lontano. Nel passato è stata una robusta pianta che il contadino poteva coltivare quasi senza trattamenti, oggi è una profumata uva da tavola.

lunedì 8 gennaio 2024

Polenta, latte e marmellata a colazione la mattina

Colazione mattutina vecchio stile con caffelatte, polenta e marmellata.
Mangiare in montagna
Un bicchierone di caffelatte, una fetta di polenta riscaldata al microonde e spalmata con l'asprigna e scurissima marmellata fatta con le bacche del sambuco (dai cui fiori si può ricavare anche una rinfrescante bevanda estiva).
Polenta e marmellata
Gennaio 2023, non freddo ma umido. E' meglio stare in casa.
Una volta succedeva in tutte le case di montagna, dove era considerata un'abitudine perfettamente normale.
Parlo della polenta nel latte a colazione e della polenta con la marmellata a merenda.
👉La polenta era sempre quella che era avanzata dal giorno prima e che non era stata buttata via. Ormai fredda e dura poteva benissimo essere tagliata a fette ed era un modo per sostituire il pane nella colazione e anche a merenda. Una passata delle fette sui cerchi caldi della fornasèla e il gioco era fatto.

mercoledì 29 maggio 2019

Birchermüesli, che sarebbe il Müesli delle origini

Rispetto a quelli attuali, era decisamente più semplice, quasi spartano.
müesli
L'aspetto essenziale del Birchermüesli delle origini.
A fissarne la formula è stato il medico svizzero Max Bircher Benner (1867-1939), un dietologo che svolgeva la sua attività a Zurigo.
Fu proprio lui a inventare il Müesli destinato a diventare il capostipite di tutti quelli che oggi conosciamo.
Il nome viene dal tedesco “Mues” che significa "purea" e che nel Sudtirolo storico veniva chiamata mosa (nell'attuale Trentino), e Mues o Muas (nell'attuale Sudtirolo).
👉Secondo la regola del dottor Bircher Benner doveva avere come base solamente quattro ingredienti: i fiocchi d’avena, il latte, il succo di limone e la mela grattugiata.
👉Lo scopo era preparare un alimento sano e nutrizionalmente completo da utilizzare nell'ambito della alimentazione degli ospedali e  della vasta galassia dell'industria svizzera legata al benessere: tubercolosari, cronicari, convalescenziari, resort, spa eccetera, come oggi accade con l'industria del welness.
müesli
In Svizzera e in Germania, il Müesli costituisce un piatto serale chiamato “Birchermüesli complet”. Il nome rimanda al dissacrante "The Full Monty" del 1997, ma è solo innocuo muesli con pane imburrato e caffè macchiato col latte. Sa di puritanesimo protestante...


Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/muesli.html

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