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martedì 1 settembre 2026

Pasta estiva con olive, feta, pomodori e basilico

Le penne arrangiate alla mediterranea con olive, pomodori e basilico. E come formaggio la friabile e salata feta delle pecore greche.
Le penne condite con i resti dello "zuppone greco" preparato per lo zaino.
La feta greca, le olive verdi in concia, pomodori e basilico: la leggerezza mediterranea che
si adatta anche al nostro zaino da montagna. Provare per credere.
Una pasta condita coi resti di uno "zuppone greco" di quelli da portarsi nello zaino nella bella stagione.
La Grecia è abitata da popolazioni di pastori, dalla Tessaglia al Peloponneso, dal Pindo ai Rodopi ed anche il Mediterraneo è un unico grande bacino, dove nelle terre emerse le pecore non mancano mai, che siano quelle del Vello d'Oro degli Argonauti o le modeste pecore chersoline dei contadini isolani del Quarnaro, così rustiche da vivere allo stato brado per tutto l'anno.

mercoledì 10 dicembre 2025

Gnocchi di patate, canederli e strucolo alle biete: un tris di riferimenti adriatici e danubiani

Gnocchi di patate che sanno di terra e di mare, canederli allo Speck che trasudano Impero Asburgico e strucolo salato che sa di alto Adriatico.
Lo strucolo alle biete è il preparato più curioso di questo terzetto dove è a fianco di un bel canederlo al burro e salvia e degli gnocchi di patate al pesto (a sinistra appena uscito dal forno e a destra una volta aperto - il ripieno è fatto semplicemente con le biete lesse saltate in padella al modo dalmata). Assomiglia molto ad uno Strudel, però salato anzichè dolce.
Gli štruklji salati più classici sono farciti con ricotta o formaggio fresco, ma le varietà
sono infinite e possono essere riempiti anche con carni preparate in diversi modi.
Poi ci sono gli strucoli dolci, dove il  ripieno il ripieno è in genere a base di noci, u-
vetta, pangrattato e zucchero, marmellate varie. In quest'ultimo caso finiscono col
confondersi con le famose 
palacinche.

E come secondo ancora atmosfere mitteleuropee e balcaniche: cevapcici di manzo
e maiale scottati in padella (era troppo freddo fuori per pensare al barbecue e  alla
griglia) accompagnati dalla salsa ajvar della croata "Podravka" e dalla cipolla.
Gnocchi di patate: un classico piatto della cucina veneziana diffusosi lugo entrambe le sponde dell'Adriatico nel corso XIX secolo. Grazie alla lunga e profonda influenza della Repubblica di Venezia si sono diffusi attorno agli approdi della costa orientale radicandosi fra le popolazioni rivierasche fino a diventare il contorno della pašticada dalmata.
Canederli (Knödel): queste palle di pane raffermo sono tipici dell'area alpina/danubiana (Trentino-Alto Adige, Austria, Baviera), inventati per non gettare ai maiali il pane raffermo e simbolo del riuso nella cucina povera che non getta via niente. Quelli preparati da Franco per questo tris sono conditi al burro e salvia.
Strucoli (Štruklji) salati: sono delle crepes salate diffuse in diverse varianti tra Friuli Venezia Giulia, Istria, Slovenia e Croazia settentrionale costituendo un ponte tra la cucina contadina locale e la più generale e ampia influenza danubiana. Possiamo pensarli come una sorta di "strudel salati".
👉La forma che assumono dopo essere stati farciti, cioè chiusi attorno al ripieno, li fa assomigliare ad una crespella (come è appunto per lo strucolo delle foto) ma la forma cambia quando vengono avvolti su sè stessi in forma di rotolo come si fa con le palacinke. In questo caso si mangiano dopo averli tagliati a grosse fette con il coltello.

venerdì 11 luglio 2025

Le mezze penne condite con fagioli lunghi, zucca fresca e pomodorini in salsa (in stile "siciliano")

Un'usanza siciliana che mi ha passato Mario, cresciuto a San Vito Lo Capo. Con una salsa di pomodorini alla menta, aglio e olio d'oliva.
Penne con i fagiolini lunghi "serpentini". Semplici mezze penne, però condite alla grande, e l'olio se lo mette ciascuno a proprio gusto.

I fagiolini lunghi, la zucca a quadrotti e le foglie di zucca sbollentati.
I fagiolini lunghi sembrano delle delle tegoline extra-lunghe (anche mezzo metro) ma hanno un sapore diverso, molto più forte, corposo e penetrante.
👉Sono sapori mediterranei, estranei alla nostra cultura alpina, ma piuttosto facili da riprodurre qui, nelle valli trentine, e questo anche se i sapori dell'orto siciliano non sono esportabili: diciamo quindi che volentieri ci adattiamo...
Pomodorini, menta, aglio, olio di oliva e sale. Dopo una notte di riposo si trasforma-
no in una odorosa salsa aromatica mediterranea. Provare per credere.  Meglio se i
pomodorini vengono fatti  a pezzi più piccoli di quelli nella foto.
Come fare per: intanto sbollentare i fagioli e quando sono a metà cottura aggiungere la zucca fatta a pezzettini e anche le foglie di zucca, lavate in acqua corrente e tagliate grossolanamente. Infine completare la cottura, scolare, salvando l'acqua di cottura, da usare per cuocervi la penne.
Intanto preparare in una ciotola la salsa con olio d'oliva e foglie di menta sminuzzate, aglio tritato, pomodorini fatti a pezzetti e sale. Nota: l'aglio fresco tritato e la menta in foglie anch'essa fresca sono indispensabili.
Nel riquadro gli ingredienti necessari per la salsa di pomodorini: solo aglio e menta, che vanno tritati. Più l'olio d'oliva, naturalmente.


mercoledì 11 giugno 2025

Penne al pesto + insalata di peperoni, porri e noci

E' un  piatto unico che può fare a meno del secondo. La pasta come primo, l'insalata di verdure come contorno, zero secondo e zero carne.
Le penne al pesto impiattate con una fresca insalata composta da peperoni gialli e porri affettati. Al pesto formula classica (basilico, pinoli, aglio e olio d'oliva) ho aggiunto delle noci tritate a mano nel mortaio genovese, ch è quello di marmo.
Il mortaio genovese é in marmo ed è l'attrezzo giusto per fare il pesto (basilico, pi-
noli, aglio e olio d'oliva). Nella foto lo vediamo pieno di noci, che é uno scostamen-
to dalla formula classica, ma anche un modo per conferire al pesto un sapore più
deciso. Io mi sono limitato ad aggiungere le noci pestate al pesto già pronto... 
Inventato in fretta e direi per caso, semplicemente perché:
👉il pesto é arrivato come gradito dono dall'orto del vicino (che ha le mani d'oro) e quindi le penne della Coop hanno avuto solo da guadagnarci;
👉l'insalata cruda di peperoni gialli e porri ripescati al volo dal frigo sembrava essere lì per compensare bene il caldo di questi giorni di fine estate.
Penne e insalata sono state poi messe assieme in un unico piatto, con una spolverata di pepe nero macinato dall'alto e concentrato più sulle verdure che sulle penne.

giovedì 6 marzo 2025

Minestra di crauti rossi, patate, cipolle, pomodori

E' rossa come il borsch, la zuppa standard di tutto l'est-europa. Ma qui c'è il Rotkraut (il cavolo cappuccio rosso) al posto della barbabietola.
A dispetto del colore rosso la parentela più prossima è però quella con la jota carnica e slovena piuttosto che quella con la zuppa delle pianure danubiane e russe: come la jota, infatti, è una minestra a base di crauti e non di barbabietola.


Prima si fanno bollire in acqua le verdure e solo a cottura quasi ultimata si aggiun-
gono i Rotkraut, i crauti rossi. Anzichè salare io metto nell'acqua un cucchiaino di
salsa Maggi e tre di Brodo Bauer. Abbassare il fuoco e sobbollire per amalgamare
maglio i sapori.
E' una minestra di verdure con i crauti rossi, che sono le barbabietole o rape rosse, che compaiono nel boršč.

Nota sul boršč: le diverse versioni del boršč dell'est-europa variano principalmente per il modo in cui vengono cucinate le barbabietole. Barbabietole che possono essere preparate in diversi modi: cotte al vapore, al forno o bollite, prima di aggiungerle alla zuppa.
Oltre alle barbabietole rosse, che ne costituiscono la base, nella preparazione del boršč possono entrare numerosi ingredienti supplementari, diversi a seconda delle molteplici tradizioni locali. Tra questi, piuttosto comuni sono i fagioli, il cavolo, le carote, i cetrioli, le patate, le cipolle, i pomodori, i funghi. Tradizionalmente il boršč viene servito ben caldo ed è generalmente guarnito con la panna acida.
Qui un classico boršč  ucraino o russo con l'aggiunta di panna acida, ingrediente che qui da noi è quasi sconosciuto.

giovedì 11 aprile 2024

Zuppa rossa di legumi in tazza, col pane di segale

Mix di legumi secchi ammollati nell'acqua e stufati in tegame su un soffritto di olio, cipolla e passata di pomodoro. Da inzupparci il pane...
Ciotola di legumi stufati nella passata di pomodoro. Il mix dei secchi comprende lenticchie, ceci e fagioli (borlotti, cannellini e rossi).
Lo stufato di legumi vicino ad un'insalata cruda di peperoni, cetrioli e cipolla crudi.
Nei giorni delle ombre lunghe le ore scorrono più lente e l'atmosfera e i ritmi sono quelli giusti per i comfort food da mangiare ben caldi nel freddo dei mesi invernali.
👉Su un soffritto di cipolle, carote e sedano, aggiungere le lenticchie, i ceci, i fagioli borlotti, cannellini e rossi (già ammollati per una notte in acqua e già lessati), un bicchiere di passata di pomodoro, qualche foglia di alloro e un cucchiaino di brodo vegetale Bauer. Portare a bollore, mescolare bene, abbassare la fiamma e lasciar cuocere a fuoco basso. E' tutto.

giovedì 2 novembre 2023

Canederli in brodo con i crostini di pane di segale

E' una via di mezzo fra una Brotsuppe (zuppa di pane) e i canederli in brodo, o un escamotage per rimpolpare una porzione troppo scarsetta.
mangiare in montagna
Il pane nero di segale tagliato a fette e poi a dadini lasciato all'aria aperta per uno o due giorni si trasforma in crostini secchi pronti per essere inzuppati in un brodo caldo assieme all'erba cipollina, quasi come se fossero dei mini-canederli  di solo pane.
mangiare in montagna
La necessità aguzza l'ingegno: i canederli in brodo "rimpolpati" con il pane nero sec-
co. Non è altro che una versione un po' raffazzonata della Brotsuppe (la minestra di
pane della tradizione contadina) incrociata coi canederli.
Con i canederli pronti della Coop, che per i miei gusti vanno più che bene: mica siamo chef, abbiamo semplicemente fame!
👉Causa scorte scarse, ho rimpolpato il brodo (basta quello granulare, non facciamo i difficili) con i dadini di pane di segale secco che, se mantenuti in ambiente secco e arieggiato, si conservano per intere settimane senza ammuffire.
👉A fine cottura in brodo aggiungo un po' di erba cipollina tritata (fresca d'estate, surgelata d'inverno).

sabato 23 settembre 2023

Risotto alla luganega con zucchine in padella

Corposo piatto unico preparato in una sola padella: prima le zucchine, poi la luganega fresca smazzata con la forchetta e alla fine il riso.
Le zucchine saltate in padella messe nel piatto assieme al risotto condito con la luganega fresca. Tutto fatto usando una sola padella.
Le zucchine vanno passate in padella in un soffritto di cipolle, sedano e carote su
su un fondo di poco olio di oliva. Alla fine messe nel piatto.
Serve una sola padella, bassa e larga, diciamo da frittate. Basta lei per preparare sia per le zucchine che per sminuzzare la luganega con la forchetta e poi ancora per aggiungerci il riso e l'acqua, e cuocere a fuoco lento. Insomma, tutto si fa sempre nella stessa padella, senza pulire, lavare eccetera, perché se gli aromi si ricordano l'un l'altro é ancora meglio. Anzi: senza nemmeno toglierla dal fuoco.
Senza cambiare padella smazzare la (o le) luganega aiutandosi con una forchetta.
Non servono aggiunte o condimenti e il fuoco é sempre al minimo. Aggiungere un
mezzo bicchiere d'acqua prima di versare il riso, e rimescolare per bene. Continua-
a fiamma bassa per una mezz'ora.
👉Prima le zucchine: preparare un soffritto di carote, cipolla e sedano, senza esagerare con l'olio di oliva e metterci dentro i dischetti di zucchine. Aggiungere un mezzo bicchiere di acqua e rimescolare alla bisogna. Dopo la cottura "a vista" spostarle in un piatto fondo. Per il sale, é questione di gusti.
👉Poi il riso con la luganega: togliere la pelle a due luganeghe fresche, metterle in padella fra i resti del soffritto zucchinoso di prima e ridurle a pezzetti da sminuzzare aiutandosi con una forchetta, sul fuoco acceso a fiamma bassa. Aggiungere il riso (diciamo un tre etti di riso Carnaroli), mezzo bicchiere d'acqua, rimescolare e poi cuocere a fiamma bassa per una mezz'ora.
Alla fine, dopo la lenta cottura, mettere il risotto luganegato nel piatto e poi sistemarci accanto le zucchine in padella  (come nel titolo).

lunedì 23 maggio 2022

Il pane di segale in brodo, con l'erba cipollina

Se vengono lasciate all'aria, le fette di pane di segale si fanno in fretta secche e dure. Non come il rotondo Schüttelbrot contadino, ma quasi.
mangiare in montagna
E' una Brotsuppe vecchio stile e niente di più. Anzi, è un "pane in brodo" visto che, a differenza delle Brotsuppen vere e proprie, qui non ho aggiunto niente; nè strutto, nè pancetta, nè tantomeno farina. E per il sale basta quello del pane e del brodo. Se poi il Kümmel già contenuto nel pane di segale non bastasse, basta aggiungerlo al brodo, come anche un poco di pepe nero.
mangiare in montagna
Prima tagliato a fette e poi ridotto a dadini, il pane nero della tradizione montana si
lascia velocemente asciugare dal sole e dall'aria di primavera (o estate).
Come prepararlo:
👉ridurre le fette di pane nero a dadini e lasciarle all'aria aperta per uno o due giorni; i cubetti secchi saranno pronti per essere inzuppati in un brodo caldo in compagnia dell'erba cipollina, quasi come se fossero dei mini-canederli di solo pane.
👉Per il brodo: va bene anche il brodo granulare. Io ho usato quello di carne della Bauer, un marchio trentino che non mi hai giocato brutti scherzi.
👉Per l'erba cipollina: deve essere fresca di orto o almeno congelata nel freezer la stagione scorsa.
mangiare in montagna
I fiori violacei dell'erba cipollina accanto alla menta in vaso, al timo e al rosmarino perenni. La cipollina è la prima a sentire la primavera e quando si risveglia lo fa in compagnia dei giallissimi "denti di leone".

mercoledì 19 gennaio 2022

La jota di crauti, fagioli e patate: è uno zuppone della tradizione, sostanzioso e tutto vegetariano

E' un rustico minestrone di crauti, fagioli e patate che ci arriva dalle antiche cucine caserecce della Carnia, del Friuli e dell'Istria.
jota di crauti
Ho copiato da Maria Stelvio la ricetta più classica per fare la jota, la minestra di crauti della tradizione popolare istriana, carsolina, triestina e carnica.  La jota é la più nota fra le tante zuppe di verdure della cultura contadina che nella Adriatische Künstenland erano chiamate maneštre: quando la carne era un lusso si puntava sulle verdure. Io però non ho aggiunto la farina gialla. Vedrò più avanti...

jota di crauti
La jota di Maria Stelvio risulta piuttosto densa. Ma la si può diluire con del brodo e
qui é stata anche "seminata" con Kümmel (che però andava aggiunto prima...).
Sebbene la jota rimanga sempre a base di crauti (in dialetto triestino capuzi garbi, cappucci acidi), fagioli e patate, oggi viene arricchita con costine, pancetta o altra carne di maiale, affumicata e non, e con semi di kümmel, una spezia simile al cumino orientale: da minestrone a base di erbe si é trasformata in un piatto unico dove la carne non manca...
👉Ma la jota viene dalle cucina delle ristrettezze quando tutti la praticavano, ma di sicuro nei giorni di festa ciascuno avrebbero preferito qualcosa di meglio. Oggi invece é diventata un "piatto tipico".
jota di crauti
Ed ecco come fare:
👉I fagioli borlotti secchi vanno messi a bagno in acqua fredda. Al mattino dopo vanno bolliti in pentola a pressione per 20 minuti.
👉I crauti del mastello vanno messi a sobbollire in una pentola con acqua e con qualche foglia di alloro per un paio d'ore.
👉Si fanno lessare in acqua le patate spellate e ridotte a pezzettoni.
👉Nel frattempo si prepara l'ainpren o disfrito, il soffritto a base di farina impiegato per dare corpo al miscuglio brodoso composto da crauti, fagioli e patate. Si usa una padella o teglia abbastanza grande da contenere tutti gli ingredienti assieme. Si copre il fondo con dell'olio di oliva per un paio di millimetri di spessore, aggiungendo alla fiamma farina bianca continuamente rimescolata. Aggiungere infine uno spicchio di aglio (indispensabile) e continuare finché il composto avrà preso una tonalità marroncina.
jota di crauti
La jota densa fatta di crauti, fagioli, patate. Il colore é dovuto al disfrito.
👉Aggiungere i crauti, le patate e i fagioli nella padella del soffritto, rimescolare e far bollire lentamente, a fuoco basso, per una ventina di minuti.
👉La jota così ottenuta avrà la consistenza di un minestrone denso, dal quale si potrà successivamente ricavare una minestra più liquida. Per farlo basterà aggiungere del brodo caldo: é solo una questione di preferenze personali.

giovedì 16 dicembre 2021

La pasta mediterranea, che isterizzava i futuristi

Per i futuristi la pasta é stata un alimento del diavolo, edonista, passivo e passatista, adatto a popoli debosciati, sovrappeso e poco virili.
pasta mediterranea
Sulla tavola di casa: penne al pomodoro e penne con i piselli. I Futuristi le avrebbero bollate così: "La pastasciutta, per quanto gradita al palato, è una vivanda passatista perchè appesantisce, abbruttisce, illude sulla sua capacità nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti. È d’altra parte patriottico favorire in sostituzione il riso.” (Marinetti, 1930). Nel riquadro sulla destra, una curiosità: lo sperimentale remake casalingo dell'Antipasto Intuitivo, una delle ricetta-simbolo della creatività futurista applicata alla cucina.

pasta mediterranea
Un modesto piatto di tagliatelle al ragù: forse capace di far schiattare Marinetti?
Le avanguardie del Futurismo diressero la loro frenetica attenzione anche al mangiare.
👉Il "Manifesto della cucina futurista" risale al 1932 ma era stato preceduto da una sorprendente "lotta alla pastasciutta", da rifiutare in quanto poco virile, poco nazionale e anche poco autarchica e quindi poco guerrafondaia.
👉Erano i deliri di quel tempo malato, i deliri novecenteschi che dapprima accompagnarono D'Annunzio nella sua "Impresa di Fiume" e che subito dopo sostennero Mussolini nella "marcia su Roma".

lunedì 10 maggio 2021

Lasagne classiche light: pasta, ragù e besciamella

Per chiudere (dopo tanti mesi) il capitolo dei Fornelli&Coronavirus: una besciamella che é sì leggera, ma fatta con il burro anziché con l'olio, ed é una cosa che salva sapore e spessore...
mangiare in montagna
Le lasagne classiche con la besciamella leggera sul tavolo di casa.
mangiare in montagna
Niente sughi o sughetti per questa versione "salutista".
Le lasagne più classiche sono quelle della cucina padana o meglio emiliana, che si allarga attorno all'asse Bologna-Modena-Parma, con ampie incursioni nei territori limitrofi.
👉Nel mio caso la pasta sfoglia é quella già  pronta della Coop (senza uova) che va accettabilmente bene sia per torte dolci che salate, o crostate, strudel, biscotti, brioche: é fatta con farina di grano, lievito di birra, sale, succo di limone e alcol.
👉In forno deve cuocere a 180° per una ventina di minuti.
mangiare in montagna
Il ragù di manzo preparato per tempo e messo da parte nel freezer torna utile in tante occasioni perché è già pronto. A destra alternato agli strati di pasta e di besciamella nella pirofila. Poi in forno e poi nel piatto.


venerdì 26 febbraio 2021

Risi e bisi coi ovi smàlzadi (=riso, piselli e uova)

Riso, piselli e uova conditi, cioé smalzàdi. Ma niente "schmalz" (strutto) e nemmeno burro e formaggio fuso. Solo un più leggero soffritto in olio d'oliva con una spruzzata di salsa Maggi...
risi e bisi
Riso Carnaroli, piselli in scatola, uova smalzade, salsa Maggi, olio. Nel piatto con cetriolini in agrodolce e "noce di Speck", una novità che piace molto, certo diversissimo da quello tradizionale e anche da quello industriale odierno: un culatello nostrano, diciamo...
uova al tegame
Le uova in padella "seminate" con la salsa Maggi e mescolate con l'olio d'oliva.
I venetissimi risi e bisi sono un piatto della tradizione veneziana, messa a punto negli anni della Dominante, quando la Serenissima commerciava con l'oriente, terra d'origine del riso.
1) Bollire il riso e spadellare i piselli in un soffritto di carote, cipolle e sedano. Intanto sbattere le uova in una tazza, aggiungere la salsa Maggi e versarle in una padella unta d'olio, fino a cuocerle tipo uova strapazzate.
2) Scolare il riso e aggiungere nella pentola i piselli spadellati e le uova strapazzate, mescolare per bene e impiattare.
👉Nota: la salsa Maggi aggiunta alle uova sbattute conferisce quel marcato gusto d'erbe amarognolo e salato che, tra l'altro, permette di fare a meno del sale.

domenica 17 gennaio 2021

Lasagne di ricotta, spinaci e besciamella leggera...

Fornelli&Coronavirus: lasagne di pasta sfoglia con ricotta, spinaci e besciamella leggera, ma in una versione davvero leggera...
lasagne con ricotta e spinaci
Molto più leggere dell'idea di lasagna che avevo in testo ma nello stesso tempo anche molto saporita.
lasagne con ricotta e spinaci
Milo é sempre molto interessato a quando accade in cucina.
1) Per la besciamella leggera: burro, farina e latte fuoco basso. Un etto di burro, 4 cucchiai di farina e latte aggiunto via via che si mescola.
2) Per il misto ricotta-spinaci: gli spinaci precotti vanno messi in padella e asciugati anch'essi a fuoco basso, avendo cura di mescolare per amalgamare.
Alla fine vanno mescolati a freddo con la ricotta (3 confezioni coop per un mezzo chilo di spinaci, direi).
3) Si inforna in una pirofila uno strato di ricotta e spinaci, un foglio di pasta sfoglia ed uno strato di besciamella, fino a raggiungere il bordo superiore.

lasagne con ricotta e spinaci
Si cuoce in forno a 180° per 20-25 minuti o comunque finchè la superficie diventa dorata e croccante.

lunedì 16 novembre 2020

Canederli asciutti con erba cipollina "prima e dopo"

Fornelli&Coronavirus: qui il solo ingrediente in grado di passare l'esame degli chef radical-chic è l'erba cipollina: ce l'ho nell'orto da molti inverni, una ghiacciata via l'altra. Il resto viene dalla Coop.
mangiare in montagna
Canederli asciutti con l'erba cipollina fresca aggiunta dopo la cottura.
L'erba cipollina viene tritata sottile e aggiunta al brodo di cottura, e quindi  "prima", ma viene anche aggiunta da cruda nel dopo cottura.
👉Certo, il brodo granulare della "Bauer" (tra parentesi: è senza glutammato) è di sicuro industriale.
👉Industriale come i canederli pre-confezionati che preleviamo dai banconi della Coop.
Ma io sono un tipo che mira basso, e so accontentarmi.
mangiare in montagna
I canederli della Coop sono stati bolliti in acqua assieme al brodo granulare della Bauer. Il brodo è stato poi messo da parte per altri usi e i canederli spezzettati e conditi con erba cipollina fresca dell'orto di casa.


martedì 5 dicembre 2017

I canederli trentini (ricetta dialettale)

A onor del vero andrebbe detto che un "canederlo trentino" distinto e diverso da quello austriaco non è mai esistito. Il Trentino è sempre stato l'estrema propaggine meridionale del mondo tirolese e allora, nato "todèsk", il canederlo si manteneva tale anche in terra trentina...
canederli
In quanto a diffusione nelle "terre alte", i canederli se la battono con la polenta e
con le patate. In questa foto i canederli accompagnano uno stufato di montone in
alta Val Senales.
Il canederlo è sempre stato austriaco e in quanto tale mitteleuropeo e sovranazionale proprio come l'impero asburgico. Nelle diverse regioni a cambiare sono solo i nomi: Knödel o canederli sono in sostanza la stessa cosa:
Per fare dei canéderli col brodo e col ragù
se ciapa del preźemolo e se lo taia su,
farina, óvo e źigole, luganeghe col spéck,
pan vecio senza migole e 'n toc de formai sgnèc.
Se fa balòtole col pan gratà
tre', quatro fregole de ai pestà
'na meʒa chichera de lat e vin
èco i canederli del nos Trentìn.
Ensèma coi canederli noi altri ghe magnàn
'na tesa de luganeghe e 'n toc de smacafàm
ne pias polenta e fìnferli, la mòsa con él lat
capuśi con le scódeghe che vanźa fór dal piat.
Par la maiolica inoltre gh'è
capuśi e crauti su per Piné;
g'aven le trote gió lì a Toblìn
col vino santo e 'l Marźemìn (*).

(*) Inspiegabile l'assenza di riferimento al re dei vini trentini, il Teroldego rotaliano.