Visualizzazione post con etichetta Venoste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Venoste. Mostra tutti i post

lunedì 29 dicembre 2025

La Waalrunde dei canali d'acqua a Sluderno

Lungo i sentieri delle rogge Berkwaal e Leitenwaal, in una escursione ad anello che si snoda all’imbocco della Matscher Tal/Val di Mazia.
A fine estate i canali d'acqua vengono chiusi per evitare che il ghiaccio invernale li danneggi, ma i colori autunnali conferiscono altre suggestioni ai tanti scorci di  una escursione che inizia e termina dalla stazione della Ferrovia della Val Venosta, transita da un castello medioevale, concatena tra loro due Waale in servizio ed uno tombato, passa da un insediamento preistorico e scende tra le case del paese seguendo un'antica Via Crucis. D'estate i atmosfere e colori dei sentieri delle rogge cambiano.
Sulla via del ritorno si cammina in piano sopra il centro di Sluderno. Sulla sx la mo-
le di Churburg/Castel Coira, dall'altra parte della Val Venosta il gruppo dell'Ortles.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Al ritorno si passa anche dal sito archeologico di Ganglegg (età del bronzo) e per scendere in paese si sfrutta il tracciato del Griggenwaal, ormai intubato: ci si cammina sopra fino al piccolo belvedere della Via Crucis che scende direttamente in paese.
👉Ci avviamo risalendo dal centro paese alle prime pendici del Monte Sole, passando per Castel Coira, uno dei castelli più belli dell'Alto Adige. Proseguiamo in ripida salita fino a raggiungere i prati sopra il maso Vernalhof, sopra Sluderno. Qui si trova l'inizio della roggia.
Mappa schematica dei due Waale oggetto dell'escursione circolare chiamata Waal-
runde
 (tratta dal libro di Gianni Bodini "Lungo le vene d'acqua").
👉Il sentiero della roggia Berkwaal ci porta, attraverso un fitto bosco, nella Val di Mazia. Là dove la roggia viene alimentata dal torrente Saldura. Si passa sull'altro versante della Val di Mazia con una serie di piccoli ponti pedonali in legno fino ad arrivare sul pendio opposto, da dove prendiamo in direzione Sluderno percorrendo il Leitenwaal, che attinge l'acqua dal medesimo torrente. Passiamo poi per il Ganglegg, un insediamento d'altura dell'età del bronzo e del ferro. Si possono anche vedere alcune case, che sono state ricostruite secondo varie epoche. Dal Ganglegg prendiamo il sentiero in discesa che funge da bretella fra il Leitenwaal ed il fondovalle, per poi sboccare sulla roggia Griggwaal (ora intubata) e proseguire come sentiero fino al belvedere sul Monte Calvario, che si affaccia sul centro storico e dal quale si scende in paese attraverso una vecchia Via Crucis.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 835
Quota massima raggiunta: m 1.221
Dislivello assoluto: m 286
Dislivello cumulativo in salita: m 310

mercoledì 19 novembre 2025

A Malga Resia dal lariceto della Val di Roia

Dal ponte Kopferbrücke alla Reschner Alm lungo la ex-strada militare che risale il versante italiano del Piz Lat/Dreiherrenspitze.
Il Piz Lat si trova al confine fra Italia, Svizzera e Austria. Guarda da nord il lago del campanile che esce dalle acque che calamita frotte di turisti in cerca del selfie (protagonista anche del premio letterario Strega). Al centro della foto spicca il Piz Clopaj, suo dirimpettaio. Tra le due montagne passa la statale di Passo Resia.


Vedi le altre foto in Google Foto.
Malga Resia si trova sulle pendici italiane del Piz Lat. La via meno faticosa per raggiungerla a piedi prevede la risalita in macchina della Val Roia fino al ponte Kopferbrücke, dove si trova un ampio parcheggio gratuito.
Dal parcheggio parte una strada forestale (chiusa al traffico motorizzato dalla 10:00 alle 16:00 di ogni giorno - dato dell'estate 2025) in leggera salita, passando idilliaci prati da sfalcio alpini, prende quota attraverso i bosco inizialmente di abeti e più in alto di larici, si raggiunge dopo circa 1 ora di passeggiata la Malga di Resia, che è oggi una frequentata locanda con
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
servizio di trattoria e pernottamento.
👉La pendenza costante, l'invidiabile tenuta delle opera di sostegno ed il fondo perfetto tradiscono la natura militare costruita per presidiare i confini. Il fondo sterrato è così perfetto che pare un tavolo da biliardo, i prati da fieno sembrano ripassati con il rasoio, l'intero paesaggio sembra il dipinto di un paesaggista amante della montagna.

Nota sul Piz Lat: il punto trigonometrico della triplice frontiera non è collocato sulla vetta della montagna, ma sul suo fianco nord, a circa 800 metri dalla cima e a 2.180 metri di altezza perchè la vetta fisica è confine solamente tra l'Italia e la Svizzera. La cresta di vetta fa da spartiacque tra la Val Venosta (percorsa dall'Adige) e l'Engadina (percorsa dall'Inn, tributario del Danubio). Dal monte si dominano tutta l'alta Engadina e la Val Venosta. Dal 1919 (fine della WW1) è confine fra i tre stati. Nelle Alpi Giulie c'è attualmente un'altra situazione "triconfinaria" che riguarda il Monte Mangart, la cui cima si trova fra Italia, Slovenia e Austria. Altri esempi di triplice frontiera non mancano, sia a livello geografico che storico.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.852
Quota massima raggiunta: m 2.033
Quota minima raggiunta: m 1.796
Dislivello assoluto: m 181
Dislivello cumulativo in salita: m 240 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 240 circa
Lunghezza con altitudini: km 6:00 AR
Tempo totale netto: ore 2 AR
Difficoltà: T

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: dal centro del paese di Resia si seguono le indicazioni per l'impianto di risalita di Schoeneben. Raggiuntolo, si prosegue lungo la stradina asfaltata che sale verso la Val di Roia e dopo qualche chilometro di salita costante si individua il parcheggio Kopferbrücke, ben segnalato sul bivio verso destra. Dal parcheggio si imbocca la forestale per la malga Resia. Vedi anche l'apposito pulsante "Ottieni indicazioni" in Wikiloc.

domenica 2 febbraio 2025

Sotto Natale: scendere a piedi da Lagundo a Merano seguendo il Waalweg e la Promenade

Un trekking urbano che scavalca la congestione dei Christkindlmarkt. Lungo la roggia di Lagundo e la Passeggiata Tappeiner fino in città.
Il percorso si snoda tra il fondovalle e le pendici meridionali della Mutzpitz/Cima Muta, dapprima seguendo il sentiero dell'Arlunder Waal/Roggia di Lagundo e poi immettendosi sulla Tappeiner, la principale passeggiata urbana meranese.
Lungo il tratto centrale dell'Arlunder Waalweg con vista su Castel Tirolo e sul Picco
Ivigna. Sotto: il ponte sospeso lungo il collegamento fra le due passeggiate e uno
scatto lungo la Tappeiner Promenade. D'estate tutto è ancora più bello.
E' una via di mezzo tra una passeggiata "fuori porta" ed un variegato trekking urbano.
👉Dall'imbocco della Val Venosta si prende l'Arlunder Waalweg/Roggia di Lagundo, che scende piano piano verso la collina di Tirolo; un breve sentiero di collegamento (in parte su asfalto) porta poi all'imbocco della Tappeiner Promenade, la più famosa passeggiata di Merano, che taglia orizzontalmente la collina di Tirolo fino ad arrivare sulla verticale del Duomo di Merano.
Si prosegue brevemente fino alla Torre della Polvere da dove si scende dolcemente nel centro storico utilizzando la Gilf Promenade come bretella; sempre tra giardini e ville urbane si plana sul lungo-Passirio e da qui si scorrazza a piacere tra portici e viuzze.
👉Per tornare all'auto si prende il bus urbano che parte dal piazzale della stazione, dove si arriva dopo una
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
passeggiata tra i portici del centro e/o il lungo-Passirio, con i suoi affollati mercatini. Si prende il Bus Nr. 213 per Parcines.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 527
Quota di arrivo: m 300
Quota massima raggiunta: m 549
Quota minima raggiunta: m 299
Dislivello assoluto: m 250
Dislivello cumulativo in salita: m 444
Dislivello cumulativo in discesa: m 672
Lunghezza con altitudini: km 11,3

domenica 9 luglio 2023

Le albicocche di montagna dell'alta Val Venosta

Le Marillen (è il loro nome tedesco) crescono bene sui pendii morenici dell'alta valle, dove si sono bene ambientate, ancora meglio delle mele.
mangiare in montagna
Una vecchia pianta di albicocche di montagna nella ampia conca di Malles. Oggi si coltivano su scala commerciale. Nella conca di Malles (m 1.000), le piantagioni sono esposte a Sud, il clima è secco e le piogge scarseggiano. Il clima è asciutto, freddo, secco e soleggiato: l'ideale per l'albicocco venostano, una varietà robusta, oggi riprodotta tramite innesto sul rustico mirabolano.
albicocche
Si integrano nella alimentazione tradizionale non solo sotto forma di marmellate dol-
ci ma anche come ingredienti: dalle classiche crostate all'albicocca fino ai meno fa-
mosi gnocchi dolci (che purtroppo oggi sono stati praticamente dimenticati).

La pianta delle albicocche in sé non patisce il freddo e sopporta temperature piuttosto rigide, benchè sia insofferente all'umidità eccessiva e vulnerabile alle gelate primaverili.
L’albicocca "Bella Venosta" è una varietà autofertile, in grado di fruttificare da sola, in altre parole per l'impollinazione non serve che ci siano altri albicocchi nelle vicinanze.
👉Questa varietà di prunus conferma la sua attitudine a fruttificare anche a quote piuttosto alte, basti dire che ai mille metri s.l.m. di Malles riesce a reggere alle gelate, anche in virtù anche della sua fioritura tardiva. Ci dà un frutto più grosso che piccolo, con una buccia giallo-arancione con qualche sfumatura rossastra.
Gli albicocchi proliferano nello slargo dove la Val Venosta si sdoppia e punta verso la svizzera Val Monastero a sx e verso il Lago di Curon e il Passo Resia a dx. Al centro dello slargo c'é la suggestiva città murata di Glurns/Glorenza, sovrastata dalla collina boscata di Tarces e in vista della bianca abbazia benedettina di Marienberg/Monte Maria. Tra frutteti e antichi Waale ancora in funzione.

mercoledì 28 dicembre 2022

L'antico villaggio minerario di Monteneve, che rimase in attività fino agli anni '70 del Novecento

Alla proibitiva quota di 2.335 metri sul livello del mare, dal sito di Monteneve si estraevano minerali d'argento, piombo e zinco.
Schneeberg Monteneve
Val Passiria a sx e Val Ridanna a dx. I minatori lavoravano in cunicoli di 170x45 centimetri e ogni giorno, a causa della durezza della pietra, riusciva ad avanzare soltanto di mezzo centimetro. Lassù era sorto un intero villaggio: il villaggio minerario di San Martino.
rifugio monteneve
Al centro del villaggio minerario c'erano la chiesetta e i due principali edifici a ser-
vizio dei minatori: a sinistra il dormitorio (l'attuale rifugio alpino) e a destra l'edificio
gemello, che ospitava anche una grande mensa-osteria.
Era un lavoro duro ed estenuante. La galleria Carl (ad esempio) venne iniziata nel XVII secolo, fu portata a compimento dai minatori, che lo si creda o meno, 90 anni dopo.
👉Il bacino di estrazione del Monteneve in Alto Adige si trova a una altezza di 2000 fino a 2500 m nella montagna che divide la Val Ridanna dalla Val Passiria. L’epoca esatta dell’inizio delle attività estrattorie si perde negli albori della storia, certa è la prima menzione scritta (“Argentum Bonum De Sneberch”) risalente all’anno 1237.
mangiare in montagna
I locali dello Schneeberg Hütte/Rifugio Monteneve, nella Passeiertal/Val Passiria,
sono ricavati dai dormitori dei 
Knappen (minatori) delle antiche miniere di stagno,
rame e zinco. Il rifugio offre 
anche lo Ziegenbockbraten, l'arrosto di capra.
Il centro dell'impianto di estrazione di Monteneve si trovava a 2.354 metri sul livello del mare. L’insediamento minerario di San Martino, oggi fulcro dell’area del museo di Monteneve, per quasi 500 anni ha ospitato i minatori che per tutto l’anno, in condizioni meteorologiche estreme e a temperature fino a -30°C, scavavano alla ricerca di piombo, argento e soprattutto blenda.
👉L’argento estratto probabilmente fu usato dai Conti del Tirolo per la coniatura delle monete. Il momento di maggior splendore venne raggiunto intorno al 1500 con l’impiego di 1000 minatori in circa 70 gallerie

martedì 14 giugno 2022

Il Riffianer Waal, sparito nel nulla sopra Merano

Il mezzo mistero del Waal che non c'è (e la reticenza dei siti meranesi che lo danno come esistente ma "non visibile" in quanto tombato)...
Era all'imbocco della Val Passiria, poco sopra Merano. Ne è rimasta traccia solo nelle tabelle "Meraner Waalrunde-Sentieri d'Acqua Meranesi". Nella seconda parte (quella più "falsificata") abbiamo visto turisti ansimanti lungo le ripide e impreviste rampe... che dire?
Nel primo tratto (da Kuens/Caines alla strada asfaltata per Vernuer/Vernurio) sia il
tracciato che le vecchie ringhiere fanno intuire che siamo sopra il tratto "tombato".
Vedi le altre foto in Google Foto.
Nell'intera escursione non abbiamo mai visto un solo metro di Waal e inoltre nella sua seconda parte è chiaro, sia per la tracciatura che per l'andamento altimetrico, che di là non poteva proprio passarci nessun Waal.
Per un Waal andare verso valle superando delle salite è contronatura perchè il Waal è mosso solo dalla forza di gravità, e perciò mai e mai sarebbe in grado di superare delle contropendenze. Non dico di qualche spanna, ma anche di metri e metri, come in effetti in questa escursione succede.
Nonostante le rose, per la merenda preferisco mettermi al volante e tornare a casa;
bastano e avanzano i Kaminwurzen col ribes sul tavolo del gazebo in giardino!

👉Nonostante venga pubblicizzato da siti istituzionali come "Meraner Land" oppure "Meranner Waalrunde" questo sentiero tutto è tranne che un Waalweg, ed è bene tenerlo presente, per evitare delusioni. Quindi non fidatevi troppo delle tabelle indicatrici che pomposamente riportano "Meraner Waalrunde": qui non incontrerete proprio nessun Waal. E nella seconda parte, fra Vernurio e Saltusio, ancora meno.
Nota: chi vuole può tranquillamente limitarsi alla prima parte, che finisce quando si
si incrocia la strada asfaltata per Vernuer/Vernurio. Tornando indietro da lì si evita-
no quei noiosi saliscendi del sentiero "pseudo-waal" che scende a Saltusio...
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 630 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 707
Quota minima raggiunta: m 572
Dislivello assoluto: m 77
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350 circa
Lunghezza con altitudini: km 9,95
Tempo totale netto: ore 3:30
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: da Merano si imbocca la strada per la Val Passiria e la si segue fino all'indicazione per Kuens/Kaines, dove si prende a sinistra. Una stradina asfaltata di montagna ci porta fino al parcheggio pubblico gratuito (vedi foto).

sabato 15 gennaio 2022

La Wandelhalle di Merano: la belle èpoque in riva al Passirio

La si incontra lungo la Winterpromenade, la Passeggiata d'Inverno, che rimane esposta al sole anche nei mesi delle ombre lunghe.
E' un lungo gazebo pensato per catturare i deboli raggi del sole d'inverno, impreziosito dai dipinti a fresco di Franz Lenhart e di altri artisti a lui contemporanei (Peter Demetz e Rudolf Maria Complojer). Ci sono molte vedute di montagna e tra queste la mia personale preferenza va al Belvedere del Monte Penegal, dello stesso Lenhart.

La Winterpromenade é una delle cinque passeggiate urbane meranesi che posso-
no essere variamente combinate fra loro per trasformarle in veri trekking urbani.
La Wandelhalle (portico o foyer) venne realizzata, tra il 1890 e il 1892, dalla ditta Griedel di Vienna lungo la Passeggiata d’Inverno. Le strutture prefabbricate in ferro laminato e in legno sono state adottate successivamente da Otto Wagner nella Stadttahn di Vienna (1894-1898) e da Hector Guinord nel metro di Parigi (1898-1901).
👉Negli anni successivi vi furono collocati busti e targhe commemorative di meranesi illustri e i rinomati artisti Franz Lenhart, Rudolf Complojer e Peter Demetz
Sole d'inverno e tavolini all'aperto lungo la Winterpromenade.

immortalarono sulle pareti la bellezza del paesaggio altoatesino attraverso le vedute dei più bei paesi del paese.
👉La costruzione della Wandelhalle incontrò l'aperta resistenza della popolazione perché che questa parte dell'argine del Passirio era usata per lavare i panni. Per la determinazione del sindaco dell'epoca, Valentin Haller, fu comunque realizzata e oggi é diventata meta privilegiata degli abitanti così come dei turisti.

Il vecchio regolamento delle passeggiate urbane di Merano:
1. Le Passeggiate sono aperte in

domenica 19 dicembre 2021

Quando la dolce vita sbarcò al Bristol di Merano

Mentre a Roma la "dolce vita" impazzava, il nuovo Grand Hotel Bristol calamitava i vipparoli del dopoguerra verso le rive del Passirio.
Con l'abbattimento del vecchio edificio e la costruzione del nuovo Bristol cambiò anche la clientela: non più teste coronate della Mitteleuropa come negli anni della belle-époque, ma attori dello star system in salsa hollywoodiana.
Manifesto pubblicitario. Merano era anche tappa di tutti i raduni au-
tomobilistici targati Lancia, Fiat e Alfa Romeo. La Dolce Vita
meranese non aveva nulla da invidiare a quella romana.
Per l'epoca si trattava di un edificio veramente "fuori di testa", anche se oggi ora è stato sostituito da un grande magazzino. Dalle stelle alle stalle.
Il nuovo Bristol era strettamente legato alle vicende dell'ippodromo. Tra i clienti, tutte le famiglie dell'industria italiana, ma anche molti nobili e altrettanti sportivi.
👉Venne aperto dall'armatore genovese Arnaldo Bennati nel 1954, e fu inaugurato dal futuro Papa Roncalli e da Sofia Loren. Era il 10 agosto del 1954. Arnaldo Bennati era arrivato a Merano dopo la guerra, per curare il figlio malato. Prese in gestione il Casinò e, infine, chiese a un suo architetto navale di costruire un nuovo Bristol sul sito del vecchio Bristol.
👉L'edificio del precedente Hotel Bristol venne abbattuto e quello nuovo fu costruito utilizzando concetti propri della architettura navale. Nel 1954 nessun albergo al mondo aveva una piscina fonda 4 metri sul tetto; nessun altro era dotato di telefono in ogni camera. Il Bristol è stato tra i primi hotel ad avere l'aria condizionata. Fu arredato con 1500 tappeti portati con una nave speciale direttamente dalla Siria. Ogni centimetro delle vetrate e il celebre lampadario con più di mille lampadine erano stati realizzati per il Bristol, su misura, dai vetrai di Murano. 
Tra gli habitué c'erano l'imprenditore Ettore Tagliabue. Passava al Bristol tutta la stagione ippica. Immensa la sua generosità. Fece la fortuna di diversi ristoranti. E Fritz Singer: dentista e pioniere dell'odontostomatologia. Grazie a lui, Merano si riempiva di personaggi del jet set romano. Oggi il nuovo Bristol é stato a sua volta abbattuto e sostituito da un centro commerciale.
Il precedente Hotel Bristol (qui in una cartolina risalente agli anni Dieci del Novecento) venne abbattuto per far posto a quello nuovo. Da notare sulla destra la vettura della linea tramviaria entrata in servizio nel 1906.



domenica 28 novembre 2021

Trekking urbano nella città del Passirio

Arrivare con gli scarponi fin sotto i portici di Merano città. Con partenza (e ritorno) dal lato venostano della Tappeiner Promenade.
merano trekking
Si può arrivare fin sotto i portici medioevali e poi disimpegnarsi muovendosi sempre rigorosamente a piedi. Con l'auto abbandonata nella lontana periferia. Merano é famosa per le sue Promenaden cittadine, passeggiate pedonali in mezzo al verde e ai giardini.
Un tratto della Sommerpromenade (Passeggiata d'Estate) che corre tra le ombre
della sinistra Passirio, lato Obermais/Maia Alta.
Vedi le altre foto in Google Foto.
E' una camminata molto varia che si snoda in un paesaggio urbano davvero unico; inizia nella periferia coltivata a vigneti, scende nel centro storico e curiosa a lungo fra le fiorite Promenaden (passeggiate) cittadine.
E poi ritorna al punto di partenza, al terzo tornante della strada che sale a Thurmstein da Quarazze, sull'altura di Tirolo, il cui castello ha dato nome all'intera regione storica.
Per questa lunga ma rilassante scarpinata urbana ci si appoggia alla rete di Promenaden costruita negli anni della belle époque, tutte tenute perfettamente in ordine anche oggi.
Si sfrutta la passeggiata Tappeiner (che é la più famosa della vasta rete cittadina)
per portarsi fin sopra al centro storico, scendervi, esplorarne i Portici e anche il
Lungopassirio. Poi si risale fino alla Tappeiner e lo si fa per disimpegnarsi dal sof-
focante traffico automobilistico meranese (davvero asfissiante).
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Nessuna difficoltà tecnica, dunque. Anzi: a parte la scalinata che dal Duomo si arrampica alla Tappeiner Promenade, tutto il resto si potrebbe tranquillamente percorrere anche spingendo un passeggino.
👉Ma é anche un modo per visitare la città vecchia senza avere l'assillo del "Dove lascio la macchina?". Davvero tranquillizzante.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 418
Quota massima raggiunta: m 452
Quota minima raggiunta: m 307
Dislivello assoluto: m 33
Dislivello cumulativo in salita: m 350 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 350 circa

domenica 31 ottobre 2021

Giro del Lago di San Valentino alla Muta (Val Venosta)

Meno noto del più grande Lago di Curon, é uno dei tre laghetti di Resia: i primi due vennero sommersi insieme alle case di Curon nel 1950, quando venne costruita il grande sbarramento idroelettrico.
La riva meridionale, con il paese di San Valentino in lontananza. Il Lago di Resia e il paese di Curon sono nascosti dalla diga, e non si vede. Si vede invece la cresta confinaria della Klopaierberg con la punta Plamorders (m 2.982) con a destra i due monti Endkopf (m 2.652) e Plaieskopfl (m 2.442). La sera, al rientro a casa, involtini croccanti di ricotta e spinaci.
Il Lago di San Valentino (chiamato anche Lago della Muta) con l'Ortles sullo sfondo.
Il suo emissario é il fiume Adige, che nasce al Reschen Pass/ Passo Resia.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Dei tre laghi originari é l'unico sopravvissuto, gli altri due sono scomparsi con la costruzione della diga idroelettrica e inglobati nel bacino artificiale che alimenta la centra elettrica di Sluderno. Alla fino ho smesso di andarci, pur avendo trascorso qui i primi nove anni della mia vita.
👉Preferisco fermarmi prima, a San Valentino alla Muta, adagiato sulle rive del terzo lago, sopravvissuto all'industria idroelettrica e al delirio spolpante del turismo mordi e fuggi.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

👉Il vecchio campanile di Curon svettante dalle acque non si trova qui qui, ma nel vicino lago artificiale Reschensee/Lago di Resia ed é ormai diventato una affollatissima meta turistica, una potente calamita mediatica che ha richiamato betoniere, cemento, costruzioni, affarismi e baracchini vari: un'opera di snaturamento ancora in atto... 
👉Il piccolo Heidersee/Lago della Muta rappresenta una via di fuga da tutto ciò: é molto più tranquillo ed é anche dotato di una comoda passeggiata circumlacuale. E' sostanzialmente passato indenne attraverso gli anni tossici della "Milano da bere" che invece hanno completamente snaturato

martedì 24 agosto 2021

Alla pittoresca Obere Mairalm dal maso Dickhof (Val Senales)

E' una fra le più antiche malghe della Val Senales ed un tempo era anche abitata stabilmente per tutto l'anno. Da vedere finché resiste.
Più che una malga era un minuscolo nucleo abitato autosufficiente, cosa  che spiega il suo aspetto così inconsueto: allo stallone per gli animali si accompagna infatti un nucleo abitato posto qualche metro più in basso, composto da diversi piccoli edifici addossati gli uni agli altri per meglio difendersi dai rigiri del clima: non dobbiamo dimenticare che ci troviamo a 2000 metri di altezza.

A destra più in alto lo stallone per gli animali, più in basso a sinistra l'insediamento
umano. Edifici bassi e raccolti, tutti di  legno. Con dietro l'indispensabile acqua.
Vedi le altre foto in Google Foto.
In alta Val Senales gli antichi insediamenti umani più in quota si spingevano fino ai 2.000 metri ma vennero abbandonati, e trasformati in malghe estive, durante l'Ottocento. Nel XIX secolo, infatti, era giunta a compimento la cosiddetta "piccola glaciazione" che aveva raffreddato le valli alpine e ampliato i ghiacciai.
👉Un insediamento raccolto e basso sembra fatto apposta per difendersi dalla neve e dal freddo. Sono tanti piccoli edifici in legno,  ostruiti con la tecnica del block-bau, grossi tronchi squadrati incastrati l'uno nell'altro e con i tetti in scandole di larice. Il legno é un buon isolante termico e la
Talvolta presente in cartografia come Moaralm, la Obere Mairalm si può raggiun-
gere  
anche dal maso Schrofl Hof, posto sul lato di Katharinaberg/Monte Santa
Caterina
, opposto a quello dove sta il maso Dickhof, che é punto di partenza del
tracciato odierno, qui in colore arancione.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
vicinanza dei piccoli corpi di fabbrica "fa massa" e aiuta a difendersi dai rigori dell'inverno alpino.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.688 (parcheggio al Dickhof)
Quota massima raggiunta: m 2.105 
Dislivello assoluto: m 417
Dislivello cumulativo in salita: m 500 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 500 circa
Lunghezza con altitudini: km 6,84
Tempo totale netto: ore 2:30 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di

martedì 20 ottobre 2020

Alla Obere Mairalm da Katahrinaberg in Val Senales: è quasi un museo a cielo aperto

Una facile escursione sulle pendici del Fuchsberg, sopra il borgo di Katharinaberg. Con una inaspettate sorpresa finale.
mairalm
A quota 2.100, venne dapprima abitata stabilmente e poi usata solo come malga, destino che condivide con gli insediamenti della collaterale Pfossental (Val di Fosse). La Val Senales fu valle di masi alti, vedi quelli dell'alta valle subito prima di Kurzras o quelli sopra il Lago di Vernago. Tutti luoghi altamenti suggestivi, che hanno anche ispiratoun film in salsa western.

Fino a qualche anno fa era nota come "Moar Alm". Nome che venne anche italia-
nizzato da Ettore Tolomei che lo trasformò in "Malga di Mara".
Vedi le altre foto in Google Foto.
Giunti alla Obere Mairalm ci si trova in un minuscolo insediamento in quota rimasto congelato nel tempo, del tutto indifferente al passare dei secoli e degli anni. Piccoli bassi edifici di tronchi anneriti dalle tempo, dal sole estivo e dai ghiacci invernali, ma sempre in piedi.
La scoscesa dorsale alpina attraversata dall'itinerario viene detta Fuchsberg (monte della volpe) e vi sono sparsi masi di montagna in posizioni esposte ed estreme, rivolte ad Ovest ed affacciate su ripidi pendii erbosi .
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Ai tempi della colonizzazione medioevale questo era uno degli insediamenti permanenti più alti della Val Senales, ma non resistette a lungo.
In quei tempi più antichi sarebbe stato abitato tutto l'anno, come è documentato per lo scomparso maso Gamplhof, che fu abbandonato già prima del 1495 e che è situato 30 metri più in alto, a 2130 metri di altezza. Si trattava di due fra i più elevati insediamenti stabile dell'arco alpino.
👉La rinuncia all'insediamento permanente e l'abbandono durante i mesi freddi vennero forse provocati dalla fine del cosiddetto "Optimum

giovedì 24 settembre 2020

Sulla Kopflplatte di Tanas (Val Venosta)

La "testapiatta" sopra Tanas, nella media Val Venosta: un buon punto panoramico sicuramente  fuori dai giri (anche troppo).
La valle di Trafoi, che porta al Passo Stelvio, vista dal punto panoramico di quota 2.300, poco sotto la Kopflplatte, che però la nebbia ci ha impedito di documentare (peccato).


Gli edifici dello Unterfrinighof, un migliao di metri sopra i paesi del fondovalle
venostano, sono oggi in stato di semi-abbandono E' da qui che si parte per salire
alla Koflplatte, nostra meta odierna.
Vedi le altre foto in Google Foto.

Stando alla segnaletica, dal maso Unterfrinig Hof si dovrebbe raggiungere in 1 ora e 50 minuti, ma mi sembra una valutazione ottimistica.
Comunque, il sentiero si snoda nel bosco alternando ripidi strappi a brevi traversi che danno tregua e alla fine sbocca alla quota pelata di 2.300 da dove si può ammirare il panorama della catena montuosa dei 3000 lungo versante meridionale della Val Venosta.
GPS Kopflplatte
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉Più il sentiero si dirige verso ovest, più  risalta la suggestiva vetta del possente Ortles, che sfiora i 4.000 metri. Ma anche la vista sulla sottostante Val Venosta vale la pena: si possono vedere gli innumerevoli campi di mele, i villaggi di Prad, Tschengls, Eyrs e, più a est, il villaggio di marmo di Lasa. 
👉Consiglio una breve/lunga sosta nella ampia radura soleggiata prima di proseguire sul sentiero n° 24 in direzione “Köpflplatte”.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.754 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 2.410
Dislivello assoluto: m 655
Dislivello cumulativo in salita: m 800 circa

martedì 9 luglio 2019

Da Maso Corto al lago di Vernago, scendendo tra i masi dell'alta Val Senales

Le abitazioni permanenti a quota duemila non sono cosa comune. Non lo erano soprattutto in una valle alpina stretta, fredda e ostica come la Val Senales.

maso corto vernago
Nell'ostica Val Senales, che fino al termine dell'Ottocento non disponeva di un collegamento stradale con la Val Venosta, troviamo alcuni fra gli insediamenti umani più alti del Sudtirolo. In foto il Finailhof, oggi lanciatissimo come agritur in quota, nel tratto di percorso che sovrasta il lago artificiale di Vernagt/Vernago.

Köfelhöfe (Masi del Covolo)
L'insediamento dei Köfelhöfe è il primo che si incontra (a quota 1.926). Come tipo-
logia si tratta di un Haufenhof, un grosso maso articolato in un insieme di edifici
con funzioni differenziate, granaio, rimessa, magazzino, forno, lavatoio, mulino, etc.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Si trovano immediatamente a valle dell'area brutalizzata dalla funivia per l'ex-sci estivo di Croda delle Cornacchie: la testata di valle purtroppo è stata definitivamente compromessa dalle iniziative speculative degli anni Settanta della famiglia del maso Kurzras, insieme artefice e vittima dei propri appetiti e della propria miopia imprenditoriale: il giovane "imprenditore" si suicidò nel 1984 dopo l'ennesimo fallimento.
👉Tra la testata di valle e il lago artificiale di Vernago sono ancora in piedi diversi masi storici.
GPS Maso Corto-Vernago
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Noi percorreremo in discesa un piacevole sentiero di collegamento che si snoda in sinistra orografica, panoramico ed elementare. E' uno dei vecchi sentieri di vicinato, i collegamenti pedonali in quota che mettevano in comunicazione i masi prima dell'avvento della stra di fondovalle e dell'asfalto.
Scesi dalla corriera al capolinea, percorriamo brevemente la statale fino all'ingresso sul sentiero che lambisce il Köfelhöfe (m 1.948), prosegue restando in quota appena sopra il Marchegg Hof (m 1.884)

venerdì 30 novembre 2018

Il lago, la diga e il campanile di Curon

Il campanile che emerge dal lago di Resia, in alta Val Venosta, in una foto del 13 agosto del 1953, prima del turismo dello sci.
lago di Curon Venosta
Anni Cinquanta: sul nuovo lago artificiale vennero organizzate nei primi anni Cin-
quanta diverse competizioni veliche. Erano finalizzate a sostenere l'immagine del
nuovo specchio lacustre e poterono contare anche sulla presenza del campione
olimpionico Agostino Straulino (Keystone/Getty Images).
Nel 1950 due dei tre laghetti della zona (quello di Resia e quello di Curon) furono "unificati" con la costruzione di una grande diga.
Le 163 case del paese di Graun im Vinschgau/Curon Venosta vennero fatte saltare e sommerse dall’acqua, ma il campanile venne risparmiato.
Il paese fu ricostruito qualche metro più a monte, e il nuovo bacino prese ad alimentare la grande centrale idroelettrica di Sluderno.
👉L'operato della premiata ditta Montecatini venne molto contestato dai sempliciotti abitanti del luogo, che nella loro beata ingenuità andarono perfino a Roma per chiedere, inutilmente, l’intercessione del papa.
Graun in Vinschgau Curon Venosta
Prima del lago artificiale: questo era il paese prima della costruzione dell'invaso artificiale. L'attuale strada statale corre alle spalle del grosso edificio sulla destra, che era sede di una caserma e si infila in galleria sotto la chiesetta sulla collinetta di St. Anna. A parte il campanile, tutti gli edifici visibili sono stati fatti saltare con la dinamite, tranne quello della caserma. Il nuovo paese sorge sul pendio fuori campo a destra della caserma.
Graun in Vinschgau Curon Venosta
Gli ultimi giorni: mentre il livello delle acque sale giorno dopo giorno, vengono evacuate anche le ultime case. Oggi il vecchio campanile emerge dalle acque ed é diventato preda degli appetiti turistici stile mordi e fuggi.
Graun in Vinschgau Curon Venosta
Il nuovo paese: questo era l'aspetto del paese appena ricostruito, con la nuova chiesa, e il lago artificiale che lambiva la statale. Rimase così fino agli anni Ottanta del Novecento, quando l'ENEL consentì il reinterramento di una "fascia lago" che ha modificato ancora una volta il paesaggio, dandogli l'aspetto attuale. La vicenda del paese di Graun im Vinschgau/Curon Venosta è diventata oggetto del romanzo storico "Resto qui", di Marco Balzano.

domenica 28 ottobre 2018

L'anello del Rifugio Pio XI alla Palla Bianca, nella Langtauferertal/Vallelunga (alta Val Venosta)

Facile escursione nel paradiso mediatico sudtirolese e, al contempo. una puntatina storica negli antichi fasti dell'alpinismo esplorativo.
Weisskugel
I primi salitori della Weisskugel (oggi "Palla Bianca") passavano proprio da questa valle secondaria, perchè la nuova strada della Val Senales non era ancora stata aperta e perchè, essendo soprattutto austriaci, svizzeri e germanici, era gente che veniva da Nord.

Langtauferertal
Il sentiero rimonta la grande morena dell'alta Langtauferertal (Vallelunga). Ecco
una vista retrospettiva su Melag/Melago, l'ultimo centro abitato, a 1.930 metri.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Le cose sono continuate così piuttosto a lungo, sia prima del fascismo che dopo la sua caduta, diciamo almeno fino agli anni Sessanta del Novecento, quando la più facile via che partiva dall'alta Val Senales divenne accessibile e soprattutto conosciuta.
Insomma: prima si passava da questa valletta sconosciuta.
GPS Weisskugelhütte Rifugio Pio XI
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Il sentiero scelto transita dalla Melager Alm, una malga con punto di ristoro situata nel pianeggiante fondovalle e poi prende rapidamente quota appoggiandosi al tagliente bordo occidentale della morena rimodellata nel 1830 dal Karlin Bach/Rio Carlino, l'irruento torrente che scende dai ghiacci della Weisskugel/Palla Bianca.
Al ritorno l'anello viene chiuso con un ampio traverso in quota che taglia le pietraie eche un tempo era il percorso-standard estivo, evitando il recente ramo che scende a Melago direttamente dal rifugio, con un percorso più breve, semplice e diretto, ma meno interessante.