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venerdì 29 aprile 2022

Il Sentiero delle Marocche a Dro (Valle del Sarca)

Bisogna stare attenti a dove si poggia il piede perché da queste parti inciampare è vietato: l'impatto col terreno farebbe davvero male.
marocche di dro
Affilate come rasoi, pericolose come punte di ferro. Proprio come le bianche pietraie del Carso triestino o delle isole quarnerine. Ma da quelle parti ci sono, oltre all'olivo e totalmente mediterranei,  il profumo della macchia mediterranea e la salsedine nell'aria.
Un breve tratto su sterrato, col monte Brento sullo sfondo.
Assolate pietre calcaree dagli spigoli taglienti come rasoi: è la cifra di un paesaggio beneficiato dal sole, fatto di olivi, vigne, lecci, roverelle, ginepri, eriche e allori selvatici. Il clima non è ancora alpino e le influenze sono  prepotentemente  Mediterraneo.
👉La pietraia è quel che resta di una colossale frana venuta giù dal monte Brento quando i ghiacciai presero a ritirarsi, non in epoca storica ma diciamo sui 20 mila anni fa.
Al ritorno, il paesaggio mediterraneo ispira una merenda marinara di pesce e olive,
in cui la montagna fa capolino solo per le patate e per l'erica della foto.
Vedi le altre foto in Google Foto.
👉Dal parcheggio seguiamo i segnavia con il pittogramma del dinosauro che però alla fine dell'anello di ritorno all'auto ci hanno portati fuori strada. Per questo raccomando di portarsi dietro un GPS con la traccia precaricata.
Meglio farla d'inverno o nelle mezze stagioni perchè d'estate si suda!

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 208
Quota massima raggiunta: m 301
Quota minima raggiunta: m 170
Dislivello assoluto: m 93
Dislivello cumulativo in salita: m 200 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 200 circa
Lunghezza con altitudini: km 5,7
Tempo totale netto: ore 2:45
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: si percorre la strada statale Trento-Riva del Garda fino al paese di Dro. Alla rotonda prendere per la direzione Drena e proseguire per un chilometro. Dopo una marcata curva a destra con controcurva sinistra parcheggiare nell'ampio ed evidente parcheggio sulla sinistra.

venerdì 11 febbraio 2022

Il villaggio operaio di Campione del Garda (Alpi Ledrensi)

O meglio, ciò che ne resta, dopo la disgraziata speculazione edilizia. Un goffo tentativo di gentrification malamente abortito...
campione del garda
Prima della disgraziata speculazione immobiliare. Le scritte in giallo sono quelle immaginate dai promotori... Da Campione parte un ardito sentiero in roccia che si dirama verso il Santuario di Montecastello, i soprastanti borghi del Tignale ed anche fino a Tremosine.
campione del garda
Rendering del progetto speculativo. I vecchi edifici sono stati abbattuti senza moti-
vo ed oggi restano solo i rottami.
A fine ‘800, quando Campione era raggiungibile quasi solo via lago (non c’era ancora la strada statale Gardesana Occidentale) l'industriale milanese Giacomo Feltrinelli nel 1896 creò qui quasi dal nulla un grosso cotonificio, rilevato in seguito da un industriale del tessile, Vittorio Olcese.
👉Si trattava di un insediamento integrato dove gli stabilimenti industriale, alimentati da una propria centrale idroelettrica, erano affiancati da un villaggio operaio destinato ai dipendenti completo di tutto, dalla scuola alla chiesa, come si usava allora negli ambienti più illuminati dell'imprenditoria capitalistica.
I capannoni del cotonificio sono stati interamente rasi al suolo. Il sindaco di Tremosi-
ne é stato condannato per abuso edilizio. Il degrado avanza.
👉Il paese nacque quindi un moderno villaggio operaio abitato dalle famiglie delle maestranze del nuovo stabilimento ed era completo di piazza, negozio, bar, chiesa, trattoria, eccetera.
I resti dei capannoni industriali del cotonificio. L'insediamento avrebbe meritato di es-
sere tutelato come patrimonio storico di archeologia industriale, come Crespi d'Adda.
👉Il cotonificio venne chiuso definitivamente nel 1981 e da allora il paese è rimasto così com’era, in attesa che la nuova proprietà desse il via al faraonico e fallimentare progetto immobiliare: "(85.000 metri cubi destinati a residenziale, a commerciale 21.000, direzionale 3.500, beauty farm 15.000, produttivo 3.000, turistico ricettivo 27.000, oltre ad attrezzature per 5.000 metri e alberghiero in appartamenti, per 5.500 metri cubi. Il porto sorgerà nella zona sud - per 150 posti barca - e il centro velico a nord. Nel complesso, l’operazione porterà a 166.000 metri cubi, corrispondenti a 55.000 metri quadri. A Campione sorgeranno 340 nuove unità abitative, divise in tre comparti, che andranno ad aggiungersi alle 70 esistenti. I parcheggi saranno 1.450 quasi tutti interrati)".
👉Ora restano i rottami edilizi della disgraziata speculazione, e un senso generale di squallore e di perdita.

martedì 8 febbraio 2022

Da Campione del Garda ai borghi alti fra Tignale e Tremosine (Alpi Ledrensi)

Tra strette forre e pareti scoscese, lungo gli antichi percorsi gradinati che portano agli ariosi pianori dei borghi alti.
campione del garda
La zona fra Tignale e Tremosine é un articolato altipiano che domina il Garda sopra Campione e che si estende tra balze e forre  fino alla Cima di Mughera (m 1.344) mentre verso Sud la vista del lago é preclusa dal lungo sperone del monte Cas, sul quale sorge il santuario di Montecastello. Per chi invece é interessato a raggiungere Tremosine, vedi qui.
campione del garda
La prima parte dell'itinerario sfrutta i passaggi di servizio usati dai manutentori
dell'impianto idroelettrico che serviva l'insediamento del cotonificio Olcese e il
suo villaggio operaio
, compresa una breve galleria (torcia!).
L'escursione parte da Campione del Garda Campione, che sarebbe stato un bell'esempio di archeologia industriale se una speculazione edilizia finita male non l'avesse lasciato devastato e ricoperto di rottami.
Da Campione si risale fino a questo microsistema atipico, punto di incontro tra paesaggio alpino e lacustre, boschi di faggio, castagni, carpini, roveri nella parte più settentrionale, vite, ulivi e macchia mediterranea nelle conche e altipiani meridionali rivolti verso il Garda.
La stretta forra superata dal "Pontesel" che si incontra nel tratto di collegamento
fra i borghi di Prabione e Pregasio.
👉Sentieri che portano ai borghi alti dell'alto Garda occidentale, ariosi e soleggiati, in contrapposizioni agli insediamenti d'acqua, all'ombra per metà giornata in tutti i mesi dell'anno.
Sù e giù fra sentieri alti, fra forre e borghi con partenza da Campione del Garda: un lungo giro che si chiude ad anello e che tocca due borghi: Prabione e Pregasio dove é possibile trovare qualche trattoria aperta.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 90
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quota massima raggiunta: m 559
Dislivello assoluto: m 469
Dislivello cumulativo in salita: m 750 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 750 circa
Lunghezza con altitudini: km 12,6
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: Campione si raggiunge solo tramite la SS Gardesana Occidentale: non ci si può sbagliare.

giovedì 12 luglio 2018

Il Sentiero degli Scaloni, sulle balze a monte di Dro (Valle dei Laghi)

Con partenza da Ceniga di Dro, ci si arrampica sulle Coste dell'Anglone, in destra Sarca. Ben presto il sentiero si rivela una divertente ferrata, ricca di opere fisse e di vecchi gradini scavati direttamente nel sasso.
Sentiero degli Scaloni
Il percorso inizia nei pressi di Maso Lizzone e ben presto si trasforma in una divertente ferrata servita da diverse attrezzature e ricca di scorci sulla valle del Sarca, coi paesi di Dro e Ceniga in primo piano. Per chiudere l'anello è consigliabile (una volta arrivati alla "cavra" che segna il termine della ferrata) scendere a Dro sfruttando appunto il Sentiero delle Cavre.
Sentiero degli Scaloni
Il punto terminale del percorso è segnato da una "cavra", l'incastellatura che so-
steneva il cavo della teleferica che trasportava a valle il legname da ardere.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Non c'è nulla di difficile, ma  è assolutamente da sconsigliare ai turisti privi di esperienza.
👉Il ritorno più rapido (ad anello) sfrutta il Sentiero delle Cavre, già documentato in un precedente post, al quale rimando.
Altrimenti ci si può dirigere verso Arco e poi, con lungo giro ad anello da fare in parte su strada asfaltata, tornare al parcheggio di Ceniga di Dro.
E' quello che abbiamo fatto noi (21 chilometri in tutto) ma lo sconsiglio vivamente: molto meglio chiudere ad anello con il Sentiero delle Cavre, e
GPS Sentiero degli Scaloni
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
specialmente d'estate. N.B.: la traccia GPS si limita al tratto del Sentiero degli Scaloni.

Quote e dislivelli (dati del GPS + carta tecnica provinciale):
Quota di partenza/arrivo: m 118 (parcheggio in centro a Ceniga)
Quota massima raggiunta: m 525
Dislivello assoluto: m 407
Dislivello cumulativo in salita: m 420 circa

giovedì 5 aprile 2018

Cima Rocca da Biacesa di Ledro.

Cima Rocca (1.090 metri) faceva parte dello sbarramento “Alto Garda” della linea difensiva austriaca. Si affaccia sull'alto Garda con bel colpo d'occhio sulla "busa" di Arco, Riva e Torbole.
cima rocca di riva
La "busa" di Arco, Riva e Torbole con alle spalle il Monte Stivo. Sulla destra la spalla dell'Altissimo di Nago.
cima rocca di riva
La catena del Baldo in contro-sole. Sulla destra lo spuntone di Montecastello.
La sua salita è interessante perchè in mezza giornata si può visitare anche il sistema di gallerie austriaco sullo Sperone (la Cima Rocca) completamente ripristinato ed ammirare lo stupendo panorama sul Garda.
Ma noi, furbi, abbiamo lasciato a casa le frontali e perciò ci siamo dovuti limitare al breve passaggio nella galleria d'ingresso, quella che inizia in una paretina cementata poco sopra la chiesetta di San Giovanni (grazie pila del telefonino).
GPS cima rocca di riva
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
In ogni caso, la salita alla Rocca, i lunghi passaggi nelle trincee scavate nella roccia, il traverso a Bocca Pasumer e il ritorno nella faggeta della Val Vasotina rendono il percorso vario e mai banale, specialmente dalla Chiesetta di San Giovanni in poi.
Il passaggio dalla Rocca a Bocca Pasumer, molto aereo, avviene tra due lame di roccia (la vecchia trincea scavata a mano) ed è sempre assistita da cordino, come del resto quasi tutto il percorso fuori dal bosco, sia in salita che in discesa.

domenica 18 marzo 2018

A Tremosine da Campione del Garda

Anello Campione-Pregasio-Pieve-Campione, con vertiginosa discesa dal terrazzo del bar all'acqua del lago.
gola di Lò a Campione
Dislivelli modesti, ma di grande impatto visivo e in un ambiente vario. Da evitare l'estate, per il caldo.
pieve di tremosine
La discesa da Pieve di Tremosine alle acque del Garda, recentemente sistemata.
Vedi le altre foto in Google Photo.
E' una camminata molto varia, con partenza dall'ex-villaggio operaio di Campione, sentierino attrezzato in roccia, caffè sulla terrazza del bar di Pieve, discesa verticale sul Garda e ritorno a Campione lungo le gallerie dismesse della vecchia gardesana.
👉Campione sarebbe stato un bell'esempio di archeologia industriale se una speculazione edilizia finita male non l'avesse lasciato devastato e ricoperto di rottami.
Comunque: dalla centralina elettrica a servizio dell'ex-cotonificio Olcese parte una mulattiera selciata che sale
GPS gola di Lò
La traccia registrata dal GPS nella stretta gola di Lò e lungo il tratto attrezzato
è molto approssimativa a causa dei rimbalzi del segnale.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
verso le opere idrauliche incastonate nella Gola di Lò.
In effetti la prima parte dell'itinerario sfrutta i passaggi di servizio usati dai manutentori, compresa una breve galleria (normalmente illuminata, per cui non servirebbe la torcia). L'itinerario procede con un tratto di sentiero attrezzato con cavo metallico che porta al ripiano di Lò, appena prima di Pregasio, piccolo centro che si attraversa per arrivare in breve (su asfalto) a Pieve, con la sua terrazza a picco sul lago. Lago che si raggiunge con un ripido sentiero che finisce con

mercoledì 16 novembre 2016

Cima Mughera (Alpi Ledrensi)

Facile e panoramica escursione con breve e panoramico anello in quota sopra la sponda bresciana del Lago di Garda.
Cima Mughera
Da Cima Mughera il Lago di Garda sembra quasi un fiordo norvegese, ma clima e atmosfere sono mediterranee. Sulla sinistra la lunga catena del Baldo, a destra le Alpi di Ledro, che nascondono mete e cime fuori mano ma molto remunerative: tra le altre il Monte Misone, il Corno di Pichea, Cima Parì, Cima Nara e le altre cime sopra Pregasina, Cima Rocca sopra Riva.
Cima Mughera
Dal Passo di Guil inizia un simpatico e rilassante anello panoramico che si
muove in quota, sempre in falso piano sul filo dei 1.200 metri.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Abbiamo preferito farcela a piedi, pestando sul cemento della forestale che sale da Prè di Ledro fino all'antico insediamento di Sant'Antonio, uno slargo prativo molto appartato e poco conosciuto, un tempo certamente più abitato e vivo di oggi.
Ma questo pezzo si può anche saltare - come fanno i locali - salire in macchina e affidarci agli scarponi solo da Sant'Antonio in sù.Si risparmiano 400 metri di disli-vello ma ci si perde un bosco
GPS Cima Mughera
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
di faggio veramente suggestivo.
Comunque, una volta conquistato(si fa per dire) il Passo di Guil, l'atmosfera cambia e dal Trentino minore, paesano, marginale e dimenticato, si scollina sui panorami del "Gardasee" che fanno impazzire i teutonici.
Siamo a mille metri sulle acque, con temperature e sensazioni mediterranee.
D'autunno e d'inverno qui ci sono solo loro, non i cugini sudtirolesi, ma gli hochdeutsch che sembrano cercare qui, nel terso millennio del biker, surfer e climber, lo stesso

martedì 5 gennaio 2016

Cima Pari, coi laghi da una parte e i ghiacci dall'altra (Alpi di Ledro)

Gran bella escursione fatta di lunghe creste erbose sospese sulle nebbie autunnali e di ariosi traversi orizzontali che bucano i boschi di faggio e tagliano le steppe autunnali.
Cima Parì
Si procede fra le onnipresenti testimonianze della WW1: alloggiamenti, trincee, fortificazioni, depositi, perchè qui passava il confine fra il Regno d'Italia e l'Impero Austroungarico e proprio qui correva la prima linea dei due schieramenti. Le creste erbose lunghe e affilate fanno corona alla Val Concei dal Monte Cadria al Corno di Pichea; sullo sfondo il bianco dei ghiacci dell'Adamello-Presanella, a destra la nebbia della Valle dei Laghi con le gobbe marroni del Paganella-Gazza.
Cima Parì
Lo scatto precedente è rivolto a Nord, questo guarda a meridione. Dalla striscia
bianca centrale, che nasconde l'acqua del Lago di Garda, spunta la lunga dorsale
del Baldo, che inizia l'Altissimo di Nago e prosegue verso Sud fino a perdersi nel-
le nebbie padane.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Camminare alti sui laghi e la pianura nel silenzio che precede l'inverno: è il fascino stagionale delle Alpi di Ledro, l'articolato gruppo prealpino che fa da cuscinetto fra le limonaie del Garda e le alte creste dell'Adamello, il paesaggi dell'ulivo da un lato e quello delle nevi perenni dall'altro.
Sono gli sfondi ideali per nostre uscite autunnali, nelle settimane che alternano le comode nottate davanti al fuoco dei bivacchi alle tranquille camminate lontane dai centri più famosi e frequentati (quei posti sempre congestionati d'estate e così tristi fuori stagione).
GPS Cima Parì
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Quote e dislivelli:
Quota di partenza/arrivo: m 1.460 circa (parcheggio sotto Malga Trat)
Quota massima raggiunta: m 1.988 (Cima Parì)
Dislivello assoluto: m 528
Dislivello cumulativo in salita: m 972
Dislivello cumulativo in discesa: m 1.015
Lunghezza con altitudini: km 10,4
Tempo totale netto: ore 3:45
Difficoltà: E

mercoledì 4 febbraio 2015

A Pregasina per le antiche strade (Lago di Garda)

Lunga passeggiata su fondo misto: vecchi asfalti, mulattiere selciate e sentieri di montagna.
Pregasina
Da Pregasina verso nord. Il piccolo borgo di Pregasina è adagiato su un ripiano erboso, un terrazzo campestre a 536 metri di quota, in un silenzio idilliaco. Pochi ettari coltivabili in equilibrio sulle acque del Garda. Un tempo vi si esercitava anche la lavorazione della pietra e il contrabbando, oggi vive di turismo. Il paese è anche punto di parteza per belle escursioni sulle tranquille e  isolate cime retrostanti di Monte Guil (m 1.322), Cima della Nara (m 1.376) e Cima Bal (m 1.260), in un settore delle Alpi Ledrensi decisamente poco affollato.

Pregasina
Salendo a piedi dal lago di Garda si percorre la storica strada del Ponale che da
Riva portava in Val di Ledro e che dal 2004 è diventata il sentiero Giacomo Cis.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album. 
Da qualche anno un lunga galleria rettilinea ha bypassato la vecchia strada che, assieme agli antichi percorsi pedonali, è diventata regno di escursionisti e biciclettari, che si muovono liberi sui tornanti ancora asfaltati.
Fino al 1953 il paesino era collegato alla vecchia strada del Ponale per mezzo di una antica mulattiera selciata che venne abbandonata in seguito alla co-
struzione di una nuova strada ampia e asfaltata che però dopo
GPS Pregasina
Scarica la traccia GPS da Every Trail.
appena una generazione venne sostituita dalla lunga galleria rettilinea.
Ci siamo addentrati in questa ragnatela di percorsi dismessi direttamente dal lungolago di Riva, imboccando il percorso ciclolopedonale ricavato dal tracciato della vecchia strada del Ponale. Arrivati al vecchio bivio per Pregasina, abbiamo imboccato il vecchio asfalto, per abbandonarlo quasi subito per una bella (e ripida) mulattiera perfettamente selciata. Dopo poco si cambia di nuovo

domenica 10 novembre 2013

Sul Corno di Pichea (nelle Alpi di Ledro)

Un triangolo di montagne incastrate fra il Garda e le Giudicarie, periferico e dimenticato da (quasi) tutti.
Il Corno di Pichea, lungo la cresta che unisce la Bocca di Trat alla Bocca
dell'Ussol, tra il Lago di Garda e le Giudicarie, con l'Adamello e la Presa-
nella sullo sfondo. Siamo nell'alta Val di Concei, vicino a Bezzecca, tra
il Trentino e la Lombardia.
Non più terre dolomitiche ma non ancora prealpi lombarde.
Qui correva il vecchio confine fra il sabaudo Regno d'Italia e l'imperialregio Impero asburgico  dopo il 1866, quando gli imperiali persero i  territori del lombardo-veneto e tra queste cime minori passava un tratto di fronte della "guerra delle trincee".
I colori dell'autunno ci accompagnano lungo i vecchi percorsi militari della WW1.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
L'attuale rifugio "Nino Pernici", che raggiungiamo con breve deviazione dalla Bocca di Trat, è ricavato dalle vecchie costruzioni militari austriache. L'intera escursione, del resto, si svolge su percorsi ex-militari.
I segni della WW1 sono ovunque: trincee, scalette, caverne, postazioni.
Scarica la traccia GPS da Every Trail.
Il nostro percorso utilizza appunto sentieri militari e si snoda lungo la aerea cresta che nell'alta Val di Concei collega la Bocca di Trat alla Bocca dell'Ussol, tra il Lago di Garda e le Giudicarie con al centro il Corno di Pichea (m 2.147) e il monte Tofino (m 2.151).
Queste due cime sono vicine ma separate da una marcata insellatura e, visto il tempo nuvoloso, ci siamo limitati alla prima.
Sarebbe stata una camminata molto remunerativa, peccato per le nuvole che coprivano il Lago di Garda.
Per fortuna il cielo a nord era più libero, e così una fugace occhiata ad Adamello e Presanella abbiamo potuto darla.
Sulla via del ritorno abbiamo fatto una breve digressione per salire alla Mazza di Pichea (m 1.879), che guarda dall'alto la Bocca di Trat e il rifugio Pernici.

sabato 29 giugno 2013

Cima Sera (proprio sopra Tione)

Cima appartata e poco conosciuta, frequentata per lo più dai locali e che non delude in quanto a panorami.
Le Malghe Stabio, che si incontrano a quota 1.450 appena usciti da bosco.
L'altopiano del Bleggio che diventa visibile una volta raggiunta la selletta
Spiazzola a quota 1.570 circa.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
Si parte dal Passo Durone, un va-lico secondario che mette in comu-nicazione la conca di Tione con l'altopiano del Bleggio.
Già dai pascoli delle Malghe Stabio c'è un'ottima visuale sulle nevi dell'Adamello-Carè Alto e della Presanella e si sale con ampia vista sulle coltivazioni dell'altopiano del Bleggio cui fanno da sfondo le elevazioni della catena Bondone-Stivo. Dalla cima la vista si apre sulle Alpi di Ledro, sul Gruppo di Brenta e la conca di Tione.
Il percorso è privo di difficoltà e quindi adatto a tutti, ma occorre ricordare che dal passo alla cima (m 1.909) ci sono 900 metri abbondanti di dislivello.
Sia il testo che le foto sono di Gigi.
escursioni_estive
Scarica traccia GPS da Every Trail.
Dal Bleggio si sale al Passo Durón e, poco prima di raggiungere il valico, a sinistra troviamo il Bar/Ristorante Durón e un piccolo parcheggio siamo a quota 985. Passiamo a fianco del locale pubblico, subito dopo proseguiamo su sterrato, e appena giunti nel bosco troviamo un bivio. A destra la strada sterrata prosegue e la ritroveremo poco prima delle Malghe Stàbio. Noi saliamo a sinistra e, fatti pochi metri, arriviamo a un tornante sinistrorso: da qui diparte una forestale che imbocchiamo, siamo a circa 1.000 metri di quota. Saliti di non molto, troviamo la prima di una serie di tabelle che informano su vari argomenti, in questo caso il tema

giovedì 27 giugno 2013

Sui monti di Pregasina (Lago di Garda)

Pregàsina è un paesino dell'Alto Garda vicino a Riva, appollaiato a 525 metri sul fianco dei monti che dominano la sponda Ovest del lago.
Il lago e Limone del Garda visti dal Passo Rocchetta.
Andando a Cima Nara: vista sull'alto Garda e la Valle dei Laghi.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Questo giro ad anello tocca il Monte Guil (m 1.322), la Cima della Nara (m 1.376) e la Cima Bal (m 1.260). Partenza ed arrivo da Pregàsina.
E' una proposta inconsueta, un giro forse troppo lungo per una sgambata di primavera, ma quando sui monti "veri" c'è ancora un sacco di neve a fine maggio, allora l'unica soluzione è spostarsi più a sud. Le propaggini delle Alpi di Ledro possono andare bene, insomma fanno alla bisogna, come dice Gigi, autore sia del testo che delle foto.
escursioni_estive
Il tracciato in Google Earth.
Da Riva del Garda si seguono le indicazioni per la Val di Ledro che, con un giro ozioso, ci portano all’imbocco della Valle mediante una lunga galleria. Al primo bivio, poco dopo la fine del tunnel, svoltiamo a sinistra e saliamo a Pregàsine, con una strada che diventa stretta e tortuosa. Appena entrati in paese, dopo una secca curva a sinistra troviamo l’indicazione per svoltare ancora a sinistra, raggiungendo così un comodo e vicino parcheggio, proprio sotto la chiesa del paese dedicata a S. Giorgio.
Lasciata l’auto, saliamo alla chiesa per lasciarla alle spalle e proseguire verso le ultime case di Pregàsine. Dopo una curva troviamo un bivio: a destra il sent. 422 sale, ripidissimo, verso la Bocca di Lè da dove scen-deremo al ritorno, mentre noi con-tinuiamo dritti seguendo il sentiero 422b.
La strada, ora sterrata, prende

domenica 19 maggio 2013

Primavera nevosa sul Monte Misone (Alpi di Ledro)

Il Monte Misone guarda il Lago di Garda da quota 1.802 ed è una bella meta per l'estate. Si sale dal Lago di Tenno, sopra Riva del Garda. escursioni_invernali
Dalla cima verso nord: in primo piano la cresta boscosa del Monte Biaina,
che separa la piccola Val San Pietro (a sinistra) dalla Valle dei Laghi.
Ma non si vede solo il Garda: i panorami verso nord spaziano dalle Alpi di Ledro all'Adamello, alle cime dei monti di Trento e sono dunque altrettanto belli e raccomandabili. In effetti questa cima è libera da ostacoli e il giro d'orizzonte è proprio a 360 gradi.
Dalla cima verso il gruppo dell'Adamello. In primo piano la dorsale erbosa
Dos d'Enziana-Monte Cogorna, giusto sopra il Passo del Ballino.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
Questa escursione si svolge sempre su sentiero, mai esposto e mai difficile, e si conclude sull'erbosa vetta tondeggiante dopo 900 metri (scarsi) di salita graduale e continua. Piuttosto appartato rispetto alla parte centrale delle Alpi di Ledro.
Meta molto interessante per via dello splendido panorama a 360 gradi che si gode dalla vetta e che comprende il Gruppo di Brenta (a nord) e il Lago di Garda (a sud). Testo e foto sono di Gigi, che c'è andato in questo lungo finale d'inverno ed ha scoperto che c'era (c'è) ancora (troppa) neve. Io c'ero stato in piena estate, scoprendo che il posto è pieno di peonie selvatiche, di solito piuttosto difficili da trovare.
Scarica la traccia GPS da Every Trail.
xxxxxxxxx
Da Riva del Garda occorre seguire le indicazioni per il Lago di Tenno e il Passo del Ballino. Giunti in località Ville di Monte si svolta a destra, seguendo le tabelle per il borgo medioevale di Canale e il Rif. San Pietro. La stradina che sale al rifugio e stretta è tortuosa finché arrivata nei pressi del rifugio (bivio a destra) continua ancora per alcune decine di metri divenendo sterrata e sbucando infine in un

lunedì 23 maggio 2011

Cima Rocca di Riva 2011

A perpendicolo sull'alto Garda, nel corso della prima guerra mondiale Cima Rocca (1.090 metri) faceva parte dello sbarramento “Alto Garda” della linea difensiva austriaca, che correva dalla Tagliata del Ponale fino allo spartiacque Rocchetta-Cima D’Oro.
L'alto Garda visto da Cima Rocca.
La sua salita è interessante perchè in mezza giornata si può visitare il sistema di gallerie austriaco sullo Sperone (la Cima Rocca) completamente ripristinato ed ammirare lo stupendo panorama sul Garda. Solo qualche foto, ma una completa relazione da parte di Gigi. escursioni_estive

● Da Riva del Garda ci rechiamo in Val di Ledro arrivando a Biacésa, m 418. Al primo semaforo, l’unico, svoltiamo a destra, un breve tratto una curva a destra e troviamo un parcheggio presso dei giardini pubblici. Lasciata l’auto e percorsi pochi metri a ritroso giriamo a destra al primo incrocio, arriviamo a una bella fontana e proseguiamo seguendo le indicazioni SAT (Società Alpinisti Trentini, sezione del CAI).
Proseguiamo lasciando il paese alle nostre spalle e giungendo in breve a un bivio. Qui troviamo il segnavia Sat del sent. 417 che seguiamo prendendo a sinistra. Questione di pochi minuti ed eccoci a un secondo bivio (quota 470 - loc. Caregna): a sinistra sale il nostro sentiero 417, a destra si allontana il Sentér del Bèch (segnavia 470) per la Val del Gac e Cima Capi.
In vista della Chiesetta di San Giovanni.
● Continuiamo a salire mentre, in alto a destra, s’intravede la Chiesetta di S. Giovanni in Mòntibus, sembra molto più vicina di quanto non sia in realtà, e la soprastante Cima Rocca. Lasciate anche le ultime abitazioni alle nostre spalle abbandoniamo la zona prativa entrando nel bosco e, dopo breve, ecco un altro bivio (segnavia Sat 417 - 460). Ignorando la biforcazione di sinistra proseguiamo a destra, percorrendo una larga mulattiera che sale ripida fino a circa m 600; qui pochi metri di terreno più favorevole ci permettono di prendere fiato. La salita quindi riprende impietosa, attraversando un bel bosco misto dove primeggiano i faggi, accompagnandoci al bivio dei sent. 417/460 (loc. Dos de le Fratte m 675; Segnaletica Sat).

mercoledì 12 gennaio 2011

La vecchia strada del Ponale

D'inverno si può percorrerla in tutta calma (niente ciclisti assatanati).
Il Monte Stivo innevato visto dalla vecchia strada del Ponale. L'ideatore, costrut-
tore, e in parte anche finanziatore della strada, fu l'agiato commerciante Giacomo
Cis da Bezzecca, nato nel 1782 e morto nel 1851, poco prima dell'inaugurazione.
La storia della vecchia strada del Ponale, che venne aperta per collegare Riva del Garda alla Valle di Ledro, è ottimamente descritta nel sito ponale.eu al quale rimando, mentre la descrizione del percorso è ben documentata nel post di Montagneluminose.
Qui voglio solo ricordare che un'inverno freddo come l'attuale ci permette una comoda passeggiata turistica fuori stagione che evita l'affollamento estivo e la pericolosa invadenza dei bikers, più attenti alle loro "prestazioni" che all'ambiente che attraversano. Sì, d'inverno (complice il microclima del Garda) si può ripercorrere questo storico itinerario che dai pressi della centrale idroelettrica di Riva si snoda fra lecci ed ulivi fino al borgo di Pregasina (balcone sul Garda).