venerdì 11 febbraio 2011

Il belvedere del Monte Penegal

Immortalato dal pittore e cartellonista Franz Lenhart.

Nonostante il tempo velato prendo l'auto e risalgo la Val di Non in direzione del Passo della Mendola finchè i boschi terminano bruscamente al piazzale della funicolare che risale da Caldaro. Il panorama che si apre da questo balcone naturale strapiombante sulla valle dell'Adige lascia presagire quello che ci sarà 400 metri più in alto, dal Monte Penegal.

Dal passo prendo il sentiero escursionistico che sale per tra bosco e il ciglio dello strapiombo fino ad arrivare al "belvedere", un traliccio in ferro che ospita una piattaforma panoramica. La neve dura e a tratti ghiacciata rende un po' infido il percorso che d'estate è invece alla portata di qualsiasi famigliola. Comunque in un'ora e mezza arrivo all'albergo e al traliccio in ferro che funge da belvedere. Peccato che il tempo non sia limpido, specie verso sud il cielo è coperto da un lenzuolo grigio che oscura il sole ma permette comunque una certa visibilità.Anche in queste condizioni il panorama circolare di cui si gode dal traliccio lascia senza fiato: sulla conca di Bolzano verso NORD, sulle lontane dolomiti e la Val d'Adige verso EST, dai monti della Valsugana al monte Roen e il Gruppo di Brenta verso SUD, sui boschi dell'alta Val di Non, la Val di Sole e il Gruppo Ortles-Cevedale verso OVEST. escursioni_invernali

Dal belvedere verso la Val di Non; al centro il solco della Val di Sole che separa il Gruppo di Brenta e quello della Presanella dal vasto Gruppo Ortles-Cevedale.
La tavola "Dolomiti" dipinta da Franz Lenhart negli anni '60 fa parte di un ciclo a fresco dedicato alle più celebri vedute sudtirolesi e collocato nel lungo gazebo liberty che costeggia la passeggiata d'inverno a Merano.

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