sabato 25 febbraio 2017

"Le Dolomiti del Terzo Reich" di Lorenzo Baratter (Mursia, Milano, 2005)

Lo storico con le stelle alpine scrive un resoconto sul Trentino-Alto Adige negli anni dell'Alpenvorland che presenta le SS del Polizeire-giment "Bozen" come dei bravi ragazzi. Ma sorvola sulla loro parteci-pazione alle stragi nazifasciste in Istria e cita appena quelle della Valle del Biois, nel bellunese.
"Le Dolomiti del Terzo Reich" di Lorenzo Baratter
Lipa, la Marzabotto istriana che Baratter tace. 263 persone bruciate vive nelle loro
case. In Istria se li ricordano bene quei "bravi ragazzi" delle SS imbeccate dai fasci-
italiani e aiutate dai Cetnici serbi: alle vittime del 30 aprile 1944 hanno dedicato un
monumento e un museo.
Siede in Consiglio Provinciale come rappresentante del PAT e gode fa-ma di storico puntiglioso e obiettivo.
Ed ha anche firmato la prefazione al meritevole libro sulla Resistenza trentina "Uomini e fatti del Gherlen-da", ma questo non significa nulla.
E infatti: ho letto il suo "Le Dolomiti del Terzo Reich" dove fa l'apologo dei bravi ragazzi del Polizeiregiment "Bozen", quel reparto antipartigiano reclutato nel Sudtirolo collabora-zionista  del '43-45.
"Le Dolomiti del Terzo Reich" di Lorenzo Baratter
Soldati del I° Battaglione del "Bozen" si allontanano dal villaggio di Gornji Turki (un
paese istriano nei pressi  di Kastav/Castua) dopo averlo incendiato (5 aprile 1944).
Ma che vergogna: non una sola riga sulla loro maggiore prodezza, la Marzabotto istriana, dove i bravi ra-gazzi parteciparono al "lavoro spor-co", come del resto sempre facevano nel corso delle altre stragi cui il "Bozen" partecipò in Istria.
Una partecipazione nota agli storici e addirittura riportata da Wikipedia alla voce Polizeiregiment Bozen.
Qui come altrove l'autore tace, non dice, glissa, minimizza, sorvola.
"Le Dolomiti del Terzo Reich" di Lorenzo Baratter
Marzo '44: il "Bozen" impegnato a rastrellare i fucilandi delle Fosse Ardeatine a
Roma. Il giorno prima il "Bozen" aveva subito l'attentato di Via Rasella, la discus-
sa azione dai partigiani dei gruppi di azione patriottica (GAP) di Roma.
Ma non basta: quasi sorvola sulla partecipazione del "Bozen" alla strage della Valle del Biois, nel bel-lunese (20/21 agosto 1944: 44 civili e 245 abitazioni distrutte).
Forse perchè a quest'ultima strage parteciparono anche i "bravi ragaz-zi" del CST trentino?
Il resoconto di Barater sull'Alvorland è sì ampio, ma non è completo, specie se si tiene conto che alla sua uscita il libro fu accolto con curiosità proprio perchè presentava i membri del "Bozen" sotto una luce "diversa", sostanzialmente as-solutoria.
Chi davvero vuol penetrare la natu-ra del complesso rapporto dei sud-tirolesi col nazismo farebbe meglio a leggere "Tempesta" di Lilli Gruber: la giornalista spiega più e meglio dello storico. E soprattutto non indulge a reticenze assolutorie, non si nasconde dietro a un dito.

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