Ci si potrebbe anche ricavare una mini-serie televisiva, su questi due imbarazzanti cloni democristiani. Di sicuro non su qualche yes-tv del
L'ultima fase del Gilmozzi-major alle elezioni del 2016, quando cavalcava Dolomiti Unesco, la fresca invenzione della propaganda politically correct, assieme ad una altra incredibile bufala: "Entro il 2018 Internet a 30 Mega per tutti!". |
Resta il fatto che dopo settant'anni l'inossidabile sistema trentino fatto di Provincia-Cooperative-Curia-Casse Rurali è stato mazzolato dall'ondata emotiva del qualunquismo in casacca gialloverde.
Ma il navigato Gilmozzi maggiore, dopo anni di onorato servizio in quota democristiana aveva sviluppato delle belle antenne e una sua personale strategia di sopravvivenza.
Dopo trent'anni di "chi se ne ciàva, tanto i me vota istess" aveva sgamato che era meglio puntare su qualche uomo di paglia, pronto a fare il salto della quaglia in zona Cesarini.
Il passaggio del testimone fra la giunta di Ugo Rossi e quella di Maurizio Fugatti è avvenuto col cosiddetto "progetto Tranlagorai", l'ideona che si lascerà alle spalle molto cemento, qualche misero affare e un unico cadavere: quello della SAT, che sin dall'inizio è stata talmente bamba da "mettersi a disposizione" (parole loro) del signor Gilmozzi. E infatti ora sono sdraiati davanti alla new-entry Tonina. |
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