Venne condannato dall'Inquisizione per la sua critica al malcostume italico, che lui vedeva come provocato dalla Controriforma tridentina. Lasciò Tassullo e venne costretto a vagare ramingo per l'Europa...
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| Scrisse "Di una riforma d'Italia ossia dei mezzi di riformare i più cattivi costumi e le perniciose leggi d'Italia". Sulla sua figura si veda anche "Un illuminista trentino nel secolo XVIII" di Maria Rigatti, liberamente disponibile nel web. |
Personaggio complesso e trentino anomalo. In lui coesistevano aperture illuministiche, influenze asburgiche e rigidità ecclesiastiche. Ebbe come punti di riferimento la cultura tedesca e la religiosità protestante, oltre all'Illuminismo italiano e francese.
👉Era quasi un non-trentino, e con le premesse appena viste, come meravigliarsene? Fu infatti di orientamento eretico-giansenista (la corrente cattolica fondata sull'idea che l'essere umano nasca essenzialmente corrotto, dottrina che fu messa all'indice dalla Chiesa) e fece anche parte della massoneria.
👉Curiosità storica: nella Via Pilati di Trento hanno avuto casualmente sede, per lungo tempo, le carceri cittadine alle quali i condannati accedevano direttamente dall'aula del tribunale, per vie interne, senza clamori inutili...
Tra le fauci di monti aspri e scoscesi
in una valle tetra e paludosa
giace Trento maligna ed invidiosa
feccia di longobardi e calabresi,
ove van sempre i malfattori illesi
e la virtù farsi veder non osa
se non mesta, tremante e paurosa
e i vizi sono al sommo grado accesi.
Zotica è la favella, il pensier contorto,
trionfa sol malizia con l’inganno,
l’usura trova di sicuro porto.
L’ozio, l’ipocrisia recan gran danno,
e chi ha ragion riporta sempre torto,
vi regna insomma ogni più rio malanno.


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