lunedì 22 febbraio 2010

Hic manebimus optime!

Ci eravamo dati appuntamento a Passo Giau per una escursione nella zona Averau-Nuvolau. Gigi era lì già da qualche giorno, io arrivavo da una riunione di lavoro a Trento. Avevamo dunque due macchine. Arrivai la sera, puntuale ma sotto una pioggia battente che seminava pozzanghere dappertutto. Lo trovai seduto davanti a una birra al rifugio del passo. Restammo incerti sul da farsi: nell'ampezzano i rifugi, gli alberghetti, le locande di montagna sono sempre affollati, e noi eravamo abituati ad andare in montagna "tranquilli". Il viaggio di ritorno sarebbe stato lungo... per meglio decidere il da farsi ci concedemmo comunque una abbondante colazione serale al ristorante del passo. In fin dei conti non c'era poi troppo casino, quasi tutti erano scappati e le nuvole basse e la pioggia insistente moltiplicavano i chilometri che ci separavano da Trento.
E poi, non era forse vero che entrambi - per "sicurezza" - avevamo infilato nel bagagliaio anche il sacco a pelo? Gigi, per sovrappiù, aveva anche la grossa trapunta di mamma. Insomma, decidemmo che, se non si poteva montare la tenda, potevamo però spostare zaini e bagagli nella sua piccola Peugeot e attrezzare a bivacco la mia Opel famigliare. Finita la cena e cercato un tratto in piano, avvicinammo le due auto, aprimmo i cofani posteriori e le unimmo con il telo-tenda, che ci fornì anche una comoda veranda dove depositare gli scarponi. Era una specie di camper volante, o di tenda su ruote, in ogni caso molto più asciutta di una tenda, ed anche più facile da smontare.
La mattina dopo, sembrava impossibile, il sole splendeva. E noi che avevamo pensato di andarcene!

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