martedì 4 maggio 2010

Dopo la canapa ma prima del pile

Un giovane Gigi in jeans sulla vetta
del Cevedale nel 1982.
La corda in canapa era già stata abbandonato in favore di quella sintetica con trefoli interni e calza esterna, un bel progresso. Ma per noi, che abbiamo iniziato ad andar per monti negli anni settanta, tutto il resto restava uguale. I pantaloni alla zuava in velluto a coste larghe, la canottiera di lana, gli scarponi in cuoio con la suola rigida, la camicia di lana a scacchi, il maglione lavorato a ferro grosso dalla mamma, il berretto e i guanti di lana grezza, la giacca a vento in tela olona magari col cappuccio, gli occhiali da saldatore per andare sui ghiacciai, le ghette di cotone con le fibbie in cuoio, i ramponi in ferro fucinato, la borraccia militare di alluminio, e soprattutto la piccozza con il manico di legno. Il mio primo maglione in avveniristico pile l'ho comprato addirittura negli anni ottanta...

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