sabato 7 aprile 2012

Lo zafferano selvatico di montagna

Quando si fa strada fra le ultime chiazze di neve vuol dire che l'inverno è finito mentre in autunno la sua comparsa nei pascoli alti ci dice che sta tornando l'inverno.
Lo chiamiamo croco e da noi si presenta in due livree: quella bianca e quella violetta.
E' così familiare che ci siamo dimenticati di indagare sul suo nome: potrebbe appartenere alla specie crocus vernus, ma anche alla tribù del  crocus albiflorus, chissà.
I pistilli sono giallo-arancione e, avendo voglia e pazienza, si potrebbe ricavarne una variante alpina dello zafferano, quello del risotto alla milanese. Ma siccome è protetto, non si fa, e in fondo è meglio così, sarebbe proprio una bella fatica.
Di notte "tira le tende" e si richiude su sè stesso usando i petali per difendersi dal freddo.

2 commenti:

  1. L'altro giorno ero ai Fiorentini [Folgaria/Lastebasse] e ho scoperto che la zona è molto "battuta" dai cercatori [con tanto di sacchetti della spesa!!]

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  2. Mi è capitato di vedere formicai saccheggiati: cosa se ne fanno delle formiche?

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