mercoledì 12 novembre 2014

L'antica locanda "Alte Post" a Campodazzo

Una stella, una sola (ma non nella mia personale classifica) per questo formidabile albergo antico, un tempo importante stazione di posta sulla via per il Brennero.
Albergo Alte Post Atzwang Campodazzo
Con l'avvento della fotografia l'"Alte Post" è stato immortalato con le vetture
delle varie epoche: agli inizi del Novecento, negli anni Cinquanta, negli anni
Sessanta e nell'estate 2014, con una Ford "T Model" in primo piano!
Il terrapieno della strada statale l'ha confinato in un avvallamento nascosto e la sua eclissi visiva si è poi completata con l'apertura dell'autostrada, un millepiedi di cemento che incombe dall'alto dei piloni. Mentre molte delle taverne storiche non sono sopravvissute al trasferimento del traffico in autostrada, l'Alte Post sembra però dire "hic manebimus optime".
Albergo Alte Post Atzwang Campodazzo
Vi sostò un trentasettenne Wolfang Goethe nel settembre del 1786, all'inizio del
suo celebre viaggio in Italia e un tredicenne Wolfang Amadeus Mozart vi pranzò
in questa Stube nel dicembre del 1769 scendendo verso Bolzano e Rovereto per
il primo dei suoi tre viaggi di lavoro in Italia.
Questo antico albergo vive in un tempo sospeso che lo separa e difende dalla doppia corrente di traffico e alla fine questo "isolamento" che l'ha incapsulato a pochi metri dai TIR e dai camper ha finito col preservarlo da insulti maggiori.
Se qui tutto è così curato è certo merito della dinastia dei Kelder, la famiglia che lo gestisce da oltre quattro secoli e che sembra immune dalle sirene del turismo new-age e modaiolo.
Peter Kelder è un vero Oste, come non se ne trovano quasi più. Con la sorella Marlene e il fratello Ulrich, entrambi all’opera in cucina, Peter continua una tradizione di famiglia iniziata nel 1576. L'Alte Post è
insieme albergo e ristorante.
Albergo Alte Post Atzwang CampodazzoIl fatto che abbia una sola stella è la miglior prova di come le tante stelle esibite dai vari resort, spa e posti di moda vengano attribuiti con criteri poco realistici.
Certo, qui non c'è il TV-SAT in camera e nemmeno il wi-fi dappertutto, men che meno la piscina, ma le camere hanno tutte il bagno, non si dorme su pagliericci e dalla cucina, del tutto immune da stordimenti nouvelle-cousine, non arrivano piatti triangolari.
Qui le portate non sono da anoressici, non sono firmate con uno schizzo d'aceto di Modena e non arrivano in piatti triangolari. Cosa c'è nei piatti? Lo vedremo in un prossimo post...



Un po'di storia: L'edificio è stato costruito nel 1186 da un nobile locale ed è appartenuto a privati cittadini per oltre duecento anni. Intorno al 1400, con il riassetto della strada del Brennero e il rifiorire dei traffici lungo questa direttrice, nasce la locanda, che offre servizio di ricovero per gli animali e ospitalità e ristorazione per conducenti e viaggiatori.
Nel 1576, Kaspar Mitterstieler, giudice di Renon, rileva la locanda dell’Aquila Nera (si chiamerà Posta Vecchia solo più tardi quando diventerà punto tappa per il servizio postale) che da allora rimarrà sempre nelle mani dei suoi discendenti, maschili o femminili.

5 commenti:

  1. perché non pubblica il mio commento precedente? :O

    cmq dicevo che ha una bella e negletta meridiana sulla facciata sud, che si vede solo se la si cerca. (e io cerco meridiane!):
    http://tinyurl.com/ll6e2ce

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  2. Sì, l'avevo vista ma non l'ho fotografata, c'era anche una luce così così, avrei dovuto cambiare obiettivo, c'era la Ford T. OK, ti metto questa di Sarentino (in G+).

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  3. peccato quella tettoia che la nasconde... comunque c'è, ha lo gnomone, e la conservano. E' già qualcosa

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  4. ne ho 331 di fotografate da me (altrimenti non vale), la maggior parte sudtirolesi o trentine. e altre 321 da cercare e fotografare.
    (me la tiro un po' :D)

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    1. Allora devi proprio andare a Ferrera (vicino al Passo del Moncenisio), conosciuto come "il paese delle meridiane". Ne ho messa qualcuna in G+.
      http://cipputiblog.blogspot.it/2011/10/ferrera-di-cenisio-sulla-via-regia.html#.VGU5pfmG8xA

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