martedì 3 ottobre 2017

E chi si ricorda più di Luigi Fantoma?

Luigi Fantoma, noto anche come Martanell o Re di Genova, era un ruspante boscaiolo e segantino, oltre che gran cacciatore. Come lui ce n'erano tanti, nelle valli alpine di fine Ottocento.
rifugio larcher
Le prime guide alpine provenivano dalle file dei cacciatori di orsi e di camosci, co-
me i tre della foto qui sopra che sono (da sx) i rendenesi Giovanni Botteri, Luigi
Fantoma (detto il re di Genova) e Giovanni Catturani. Accompagnarono Julius Pa-
yer nelle sue esplorazioni cartografiche dei gruppi Adamello e Presanella. Julius
Payer dedicò al Botteri una cima della Presanella. Il rifugio "Cevedale" (nella foto)
fu costruito nel 1882 a 2607 metri di quota. E stato ampliato nel 1908 e nel 1954.
orso trentino
Orme d'orso a Malga Termoncello, nel Gruppo di Brenta. "La Cassa provinciale
pagava un premio di 15 bavare per un maschio e 20 bavare per una femmina."

(in Bignami, "Luigi Fantoma detto il Re di Genova", in "L'eco dello Sport", 30
settembre 1882, pag. 314)
"Luigi Fantoma è stato uno dei personaggi di rilievo della Valle, conosciuto per la sua abilità di cacciatore, in particolare di camosci e orsi, di cui pare ne abbia abbattuti circa 50, ricevendo lauti compensi dallo stato austriaco. Dopo il ritorno dalla leva militare, non trovando più nel paese i vecchi amici e parenti, si ritirò a vivere in Val Genova insieme alla moglie, la bionda Giovanna, e costruì una casetta in legno in località Ragàda. La valle, in inverno, era completamente isolata, ricoperta da molti metri di neve. D’estate era meta di nobili austriaci che lì organizzavano escursioni e battute di caccia sull’Adamello. Fantoma divenne quindi una delle loro guide preferite, ed è in questo modo che conobbe, tra gli altri Julius Payer, Albrecht Wachtler, addirittura la regina Vittoria di Germania, che lo vuole incontrare personalmente. Fu inoltre d’aiuto proprio a Julius Payer, sia durante la prima esplorazione del massiccio Adamello-Presanella, come guida, sia durante la creazione della prima carta topografica della zona." (dal sito http://www.campigliodolomiti.it)
Gli abitanti delle terre alte contesero palmo a palmo le praterie delle malghe all'orso e al lupo: innanzitutto nelle terre tedesche (che avevano i masi in alta quota) ma anche in quelle trentine (che fino al 1918 facevano parte dell'Austria) e che in alta quota avevano le malghe, indispensabili all'economia di montagna.
malga tassulla
Nei mesi estivi pecore e capre, oltre alle manze, ai vitelli e alle vacche da latte, popolavano le praterie delle malghe. Liberate dalla presenza predatoria dell'orso, anche le terre alte potevano ospitare l'uomo. In Sudtirolo l'avevano capito da un pezzo che "orso" e "maso" non potevano coesistere, e continuano a capirlo anche adesso. Nella foto lo stallone di Malga Tassulla, ora esposto ai raid predatori dell'orso reintrodotto dal progetto "Life Ursus".



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