giovedì 19 aprile 2018

I "bravi ragazzi" sudtirolesi e la strage di Lipa (la Marzabotto istriana, tanto per capirsi)

In Sudtirolo la falsa coscienza non si è ancora arresa all'evidenza della storia. In troppe vallate alpine l'attrazione hitleriana si è ingoiata la memoria di tanti sudtirolesi, che continuano tranquillamente a negare. Più o meno com'erano abituati a fare i nostri collaborazionisti trentini del CST....
SS Polizei Regiment Bozen
Dopo il recente libro "Lipa ricorda" di Ivana Kovacic, Vincent Sepic Čiškina e Dani-
ca Maljava, va ricordata la mostra apertasi il 18 maggio 2017 presso il "memorial
center" del paese di Lipa, basata sul materiale fotografico scattato dal soldato del
primo battaglione Urban Rienzer, materiale giacente presso l'archivio della Provin-
cia Autonoma di Bolzano e appena rimosso dal sito ufficiale della stessa (!!!).
I nazisti amavano scattare fotografie durante le loro azioni antipartigiane, cosa che avvenne anche in Istria.
Queste foto della stragi della primavera 1944 costituiscono l'unica documentazione fotografica a carico dei "bravi ragazzi" sustirolesi inquadrati nel primo battaglione del SS Polizeiregiment "Bozen".
Furono sviluppate a Ilirska Bistrica nel laboratorio locale di un tale Silvestar Marož e sono pervenute a noi solo grazie alla circostanza che l'esercito tedesco amava riprendere le sue azioni e solo per questo l'archivio di stato tedesco, il Bundesarchiv, al nr.
SS Polizei Regiment Bozen
I soldati del I Battaglione del "Bozen" si allontanano dal villaggio di Gornji Turki (è
nei pressi di Kastav - Castua, alla periferia di Rijeka/Fiume) dopo averlo incendiato
il giorno 5 aprile 1944). Cos'ha da dire il negazionista trentino Lorenzo Baratter?
Bundesarchiv al n.1011-005-0046 02-08 ha conservato sino ai nostri giorni gli scatti che mostrano i soldati mentre lasciano la scena del crimine.
Sono l'unica documentazione visiva delle tante stragi a cui i coccolati "bravi ragazzi" sudtirolesi parteciparono.
A proposito della fascinazione nazista di cui furono vittime i sudtirolesi, anche quelli antifascisti, fa testo una fonte "al di sopra di ogni sospetto": la giornalista RAI Lilli Gruber che, essendo di madre lingua sudtirolese, conosce bene le pieghe della storia locale.
Al contrario, invece, uno storico trentino, Lorenzo Baratter (un politico identitario locale), preferisce tacere e censurare ogni cosa.

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