giovedì 6 dicembre 2018

Che c'azzecca il "Progetto Translagorai" con la grande traversata dei Lagorai?

Sono due cose molto diverse. Una si chiama montagna e l'altra industria turistica. Meglio non confonderle. La via battuta dagli escursionisti non ha un nome preciso e richiede impegno e capacità anche quando segue il percorso più "facile", perchè le numerose varianti sono ancora più impegnative...
traversata dei Lagorai
L'alta via dei Lagorai: sono 74 chilometri di montagna vera con continui su e giù, e le creste del grafico (con minimo sui 1800 e massimo sui 2600 metri) sono lì a dircelo. Quattro soli posti dove dormire: il bivacco "Ai Mangheneti", il bivacco "Forcella di Coldosé" il bivacco "Paolo e Nicola" e il bivacco "Aldo Moro". Una sola intersezione col mondo abitato: la strada del Passo Manghen. Tutto intorno, più in basso, una infinità di altri percorsi per tutti i gusti, dal turista della domenica all'escursionista evoluto, senza farsi mancare le vie di roccia, anzi "di granito". Il tutto in un ambiente quasi vergine, dove l'economia di malga e il pascolo vagante sono ancora una realtà.
translagorai
Il progetto "Translagorai": i sette interventi di ristrutturazione edilizia del progetto "Translagorai", si concentrano su situazioni vicine a strade asfaltate o comunque già aperte al traffico. Tutti posti situati molto più in basso dei sentieri di cresta e di bocchetta che costituiscono l'anima della alta via. Insomma: quando sei alla Forcella di Valmaggiore o a quella di Cece o a Passo Sadole, non ti vien certo voglia di perdere quota e risalire. Meglio piantare la tendina e sgranocchiare qualcosa, per essere pronti al sorgere del sole, cosa che in stagione succede molto ma molto presto. Il "progetto Translagorai" c'entra poco con la traversata dei Lagorai (qui in linea rossa) ma è proprio un'altra cosa, che riguarda assessori, soldi pubblici, impiantisti e collusioni.

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