martedì 10 aprile 2012

Forcella Valtrigona

Siamo nei Lagorai, precisamente in Val Calamento, dove il WWF ha acquistato una porzione di territorio destinandolo ad oasi naturalisticaescursioni_estive
Con il concorso di diversi enti pubblici e valendosi di artigiani locali è riuscito a ristrutturare gli edifici abbandonati di Malga Valtrigona, ora destinati ad uso naturalistico.
Gigi c'è stato in questa coda invernale ed ha mandato la descrizione del percorso che dal fondovalle (località Malga Valtrighetta, parcheggio) sale dapprima alla malga e poi si spinge a Forcella Valtrigona, bel punto di osservazione sui monti dell'alta Val dei Mocheni, una volta tanto osservati da una direzione inusuale.

Descrizione dell'itinerario: escursioni_invernali escursioni_Lagorai
Da Borgo Valsugana, seguendo le indicazioni stradali per il Passo del Manghen, si raggiunge la Val Calamento che si percorre in buona parte fino a giungere al bivio dove la strada per il Passo prosegue a sinistra, verso la laterale Valsolero, mentre a destra, dopo poche centinaia di metri, si raggiunge il parcheggio nei pressi del bar/ristorante Val Trighetta un tempo la casera della malga omonima.
Oltre all’edificio del bar/ristorante ci sono altre due costruzioni: la Malga Val Trighetta con dietro la strada per il Passo Manghen e una robusta costruzione in pietra dietro cui si vede l’inizio della Val Trigona, meta dell’escursione.
Davanti al bar/ristorante si trovano tre bacheche illustrative sull’Oasi del WWF e il segnavia della SAT. Seguendo tali indicazioni, passiamo davanti al bar/ristorante per poi scendere su di una strada sterrata che, prima raggiunge il torrente Maso, poi termina presso un ponte di legno.
Valicato il ponte, si prosegue con un sentiero che prende a salire, comodo e sinuoso, nel bosco raggiungendo in breve una strada forestale (quota 1.450). Si segue quest’ultima a destra (segnavia) fino al suo termine (q. 1.490 c.) nel classico slargo utilizzato per accatastare le “bore”, ossia i tronchi degli alberi abbattuti.
Si continua su di una larga mulattiera con il fondo costituito da grossi sassi raggiungendo, dopo poche decine di metri, il bivio con il sent. SAT n° 374 proveniente dalla Malga Casabolenghetta. Svoltando a sinistra si segue tale sentiero che prende a inerpicarsi lungo il ripido versante della Val Calamento con curve, traversi e tornanti fino a raggiungere q. 1.570 circa. Qui troviamo uno dei cippi numerati che costellano il nostro percorso e un segnale trigonometrico. Il cippo è uno di quelli usati dal WWF per illustrare un particolare del percorso come si può leggere nelle bacheche illustrative presso Malga Val Trighetta, mentre il segnale trigonometrico è stato piantato dal Catasto.
Il nostro percorso ora segue comodamente e con dei saliscendi l’andamento del versante, mantenendosi grossomodo sempre alla stessa quota, per poi salire a raggiungere il piccolo torrentello che solca la Val Trigona (q. 1.600 circa qui è posto l’invisibile confine dell’Oasi). Da qui si svolta a destra, riprendendo la salita nel bosco che dirada raggiungendo in breve la vicina Malga Val Trigona.
Lasciata la Malga alle spalle, il sentiero prosegue sempre in salita, prima nuovamente nel bosco, poi in ambiente sempre più aperto, tenendo il corso del torrente a sinistra e superando un’edicola sacra per poi arrivare a Malga Agnelezza. Dietro alla Malga un tavolo con panche si presta a una sosta.
Ripreso il cammino, si sale ancora, dirigendo verso la testata della Val Trigona con davanti a noi il crinale del Monte Pastronezze e, alle nostre spalle, il settore di Lagorài che va dal M. Ziolera alla Pala del Becco e il M. Valpiana.
Il sentiero quindi ci porta in un tratto di terreno pianeggiante da dove si scorge la Forcella di Val Trigona; lasciato il sentiero 374, possiamo dirigere a sinistra compiendo una breve digressione che conduce a un piccolo specchio d’acqua a circa 1.937 metri, altro bel posto per una sosta.
Ritornati sul sentiero lo seguiamo, salendo in diagonale lungo il versante nord del M. Pastronezze, per poi portarci sotto la Forcella raggiungendola in breve. Qui troviamo, oltre al segnavia SAT, anche un discreto tondo metallico recante il simpatico Panda, simbolo del WWF.
Dalla Forcella la vista corre alla sottostante Malga d’Ezze, che ha di fronte Cima Mendana, mentre, proprio davanti a noi, ci sono gli articolati crinali del Sasso Rosso, Sasso Rotto, Cima di Sette Selle e Cima d’Ezze.
La Forcella è posta tra il crinale scuro e roccioso del M. Pastronezze m 2.182 e quello erboso di una cima senza nome che culmina a m 2.242; per quest’ultima il WWF ha proposto il toponimo di Cima Agnelezza. Volgendo lo sguardo verso la Val Trigona invece fa da sfondo, iniziando dalla nostra sinistra, il M. Ziolera, il Montalón, la Pala del Becco e il M. Valpiana (tutte cime della Catena vera e propria del Lagorài che inizia al Passo del Manghen e termina a Passo Rolle; catena un tempo chiamata Alpi di Fiemme). A destra invece la possente Cima d’Asta e tra i due gruppi, ecco là in fondo spuntare la mole del Cimón della Pala m 3.184.
Nota: I tempi indicati nella tabella fanno riferimento alla salita su terreno libero da neve. La Malga Val Trighetta, completamente ristrutturata nel 2001, durante la stagione estiva è monticata, indicativamente dal 5 giugno al 30 settembre, e vi si possono acquistare i prodotti caseari.

Quote e dislivelli:
Malga Val Trighetta : m 1.434
Ponte torrente Maso : m 1.414
Ingresso Oasi WWF : m 1.600 c.
Malga Val Trigona : m 1.632
Malga Agnelezza : m 1.854
Laghetto dei Tritoni : m 1.937
Forc. Val Trigona : m 2.112
Dislivelli totali: + 698 m / – 20 m
Tempi di percorrenza: 
Malga Val Trighetta – Malga Val Trigona h 0,45
Malga Val Trigona – Malga Agnellezza h 0,40
Malga Agnelezza – Forcella Val Trigona h 0,45
Totale parziale: h 2,10
Forcella Val Trigona – Malga Val Trighetta h 1,40
Totale h 3,50

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