sabato 21 aprile 2012

Artemisia maggiore, l'erba che dà l'assenzio

L’assenzio, bevanda cara ai poeti maledetti, per i quali era la “fata verde”, fu la bibita simbolo della Belle Epoque.
Una piantina di Artemisia maggiore negli orti
dell'Erbecedario di Sprea (Monti Lessini).
L’assenzio, il distillato all’aroma d'anice di elevata gradazione alcolica (fino al 75%), fu prodotto per la prima volta nel 1799 nella Val de Travers (cantone svizzero di Neuchâtel) dalla distilleria di Henri-Louis Pernot che poi si trasferì nella città francese di Pontarlier.
A Parigi l'assenzio si diffuse rapidamente in tutte le classi sociali e negli ambienti artistici. Suoi estimatori, fra gli altri, furono  Baudelaire, Verlaine, Wilde, Picasso, Hemingway, Rimbaud, Van Gogh.
La Francia nel 1915 vietò la produzione dell’as- senzio, considerato responsabile di allucinazioni, convulsioni e danni al sistema nervoso. I produt- tori modificarono la bevanda sostituendo l'arte- misia con l'anice e la chiamarono pastis.
In Italia nel 1931 il fascismo vietò la distribuzione e il consumo (il divieto fu revocato solo nel 1992). Nel web c'è anche un museo dell'assenzio.
L'assenzio godeva di buona stampa nei manifesti dell'epoca. Da sinistra: il Vermouth della torinese Carpano, un'affiche che allude alla "fata verde" dei poeti maledetti e infine due manifesti originali dell'industriale franco-svizzero che inventò l'assenzio Pernod di Pernot.

Nessun commento:

Posta un commento