sabato 26 luglio 2014

La triste storia di Maso Corto in Val Senales

Sci estivo: una storia fatta di cortezza di vedute, contiguità politiche, saccheggio ambientale e, in fondo, poca dignità.
Maso Corto Kurzras
L'ideatore e protagonista dello sfascio dell'alta valle viene ancora oggi incensato
nei siti ufficiali,  dove con spudoratezza si insiste che «Maso Corto è comunque
rimasto il paese piccolo di una volta». Un rigo più in basso, però, ci si vanta dei
«negozi, ristoranti, pizzerie, discoteca e pub, divertimenti serali, scuola di sci,
noleggio sci, ecc.». E' poi inquietante, cos'altro dire, che all'incredibile Gurschler
sia stato addirittura eretto un monumento.
Qui più che altrove etica ed estetica sono legate a filo doppio: a una pessima estetica corrisponde un'etica discutibile, e viceversa.
Un a brutta vicenda che s'è conclusa con il suicidio del geniale autore dello sfascio (dopo ripetuti fallimenti).
E' questo il triste caso di Kurzras (Maso Corto), ex-amena località alla testata della Val Senales, a quota  metri 2.011, oggi irrimediabilmente compromessa dalle prodezze edilizie dello sci (estivo).
Una vicenda che non sembra aver insegnato nulla, visto che il partito degli affari continua a considerarlo un santo.
Il sito turistico ufficiale della Val Senales lascia di sasso: «Gran merito va all’intraprendente proprietario del maso Kurz, Leo Gurschler che iniziò la costruzione della Funivia Ghiacciai della Val Senales che venne inaugurata il 12 luglio 1975».
Le immagini a corredo sono al limite del raggiro e non possono essere passate sotto silenzio.
Dopo lo tsunami di lire, euro e metri cubi, l'intera zona avrebbe bisogno di un risanamento radicale e sor-prende che gli amministratori locali sperino di cavarsela con Photoshop. Dal 2013 lo sci estivo in Val Senales ha chiuso i battenti.
Maso Corto Kurzras
Era il più grande maso della Val Senales, 1.326 ettari, un'enormità. Le speculazioni del giovane Leo Gurschler, tra l'altro, portarono alla perdita del maso di famiglia, una grande e prestigiosa costruzione oggi soffocata dall'anarchia urbanistica del posto, una vera babilonia di stili e metri cubi. L'uomo ha lasciato dietro di se' una scia di rovine difficilmente sanabile. A fare da contraltare alla brutta storia di Maso Corto, ci sono fortunatamente le storie riuscite dei tanti masi alti che in Sudtirolo sono sopravvissuti (e bene) anche senza lo sci alpino.

26 commenti:

  1. Sono stato a Kurzras e posso dire che quella che viene definita "speculazione edilizia" in questo articolo non è minimamente paragonabile a quello che è successo nella mia terra, l'isola d'Ischia, nel golfo di Napoli. Sulla mia isola, una delle più belle del mondo (nota come l'"Isola Verde", prima colonia della Magna Grecia da sempre scelta come teatro delle riprese di innumerevoli cineasti hoolywoodiani) a dispetto di quello che qualcuno poco informato possa immaginare, non c'è malavita organizzata. Ma una casta di avventurieri -gli albergatori -, con la complicità o l'inerzia di politici, forze dell'ordine e Magistratura, ha distrutto il territorio con milioni di metri cubi di cemento. Un disastro veramente irrimediabile, non come il vostro fortunato paese, dove un solo piccolo insediamento edilizio, potrebbe essere eliminato nel giro di una settimana senza lasciare traccia e comunque permette ad un numero ragionevole di turisti come noi di godere della bellezza del posto con comodità che un Maso non potrebbe offrire in un contesto che appare di sufficiente compatibilità ambientale. Vi auguro di non cadere come dalle nostre parti nell'errore della discordia e dell'invidia, che fin dall'antichità - esse sì - hanno portato irrimediabilmente alla rovina. Dirò infine che, a dispetto di tutto, pare poco delicato e un pessimo biglietto da visita (voluto?), un così sprezzante giudizio nei confronti di un giovane, come doveva essere questo Gurshler, che ha fortemente creduto in progetto, sicuramente suo ma alla fine a vantaggio di tutta la comunità e che per esso affrontato una così tragica fine.

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    1. Sai, capisco che tut non hai la minima idea di cos'abbia combinato quel "giovane", a partire dallo sfascio del patrimonio famigliare fino all'arrivo della corruzione politica in valle. Senza parlare, ovviamente, "della discordia e dell'invidia" seminata fra i vicini che non hanno avuto accesso al banchetto affaristico. Lo sapeva bene anche lui, tanto che si è impiccato.

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    2. Secondo me avete bisogno di uno bravo che Vi controlli... Andate in Africa, Ciao.

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  2. Forse non te ne sei accorto, caro Anonimo, ma qui non sei su Facebook. E controllati...

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  3. Con rammarico leggo certi commenti,probabilmente la vera storia di Leo non la sapete e non la sa nessuno,una cosa è certa se non fosse stato per lui non ci sarebbe turismo in valle ma 4 vacche al pascolo.
    Quindi finiamola qui e lasciamo stare chi non c'e'piu',e sopratutto lasciamo in pace i suoi familiari.

    Leo R.i.P.

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    1. La vera storia di Leo è più che conosciuta, e non c'è altro da aggiungere.

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    2. Non conosco la storia di Leo.
      Non frequento la montagna ma mi ha incuriosito un documentario appena visto su Geo.

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    3. Accidenti, me lo sono perso. Cosa dicevano? Parlavano solo delle piste da sci?

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    4. Anche io non sapevo nulla di questa storia, ma Leo mi e’ apparso in questo servizio come una sorta di eroico sognatore.

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    5. Un sognatore dannoso, direi. Anche nelle più sperdute valli laterali sudtirolesi, dalla Vallelunga a Passo Resia a quella di Anterselva in Val Aurina il reddito pro-capite è fra i più alti d'Italia e la disoccupazione sconosciuta. Altro che "4 vacche al pascolo". E nessuna di loro ha avuto (per fortuna) un altro Leo Gurschler.

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    6. Si può sapere qualcosa sulla vita di questo leo ? Ho letto che si e impiccato ?

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    7. Ho conosciuto Leo Gurschler, ha sicuramente fatto degli errori come li possono fare tutti quelli che portano avanti i loro sogni, ma giudicarlo con le parole che trovo qui mi rattristano, è facile giudicare chi a quel tempo ha operato con le visioni di oggi. A quel tempo lo sci estivo sembrava avere un grande futuro e dopo la realizzazione della centrale di Naturno poco rimaneva da fare in una valle così chiusa tra le montagne come la Val Senales. Gli orrori edilizie che vediamo oggi sono dovuti a chi è subentrato a Leo, non a lui

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    8. Del senno di poi ne son piene le fosse. Per anni la valle ha guadagnato grazie allo sci estivo. Nessuno poteva prevedere che il clima cambiasse. Leo ha pagato di suo, lasciamolo in pace.

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  4. Caro Cipputti anch'io come lei essendo nato in un paese di montagna tengo molto alle tradizioni , purtroppo il Dio soldo la farà sempre da padrone... Non conoscendo bene la vicenda della Val Senales mi astengo da ogni commento. Vorrei porle una domanda il Trentino essendo a statuto speciale ha goduto di privilegi non crede che altre realtà in Italia avrebbero avuto tutti i requisiti per esserlo e non parlo solo di paesi di Montagna in generale...grazie per l'attenzione

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    1. Ho conosciuto bene gli anni delle vacche grasse dell'autonomia amministrativa. Dopo la cura dimagrante degli ultimi vent'anni sprechi e scialo sono molto diminuiti. Il bilancio provinciale è calato di un 30% abbondante e contemporaneamente la Provincia Autonoma ha visto crescere le proprie competenze amministrative (deve provvedere lei con mezzi propri perchè lo Stato non provvede più). Se negli anni delle vacche grasse le stesse prerogative fossero state estese ad altre regioni ci sarebbe stata la famosa "crisi fiscale dello stato" di cui parlava Janmes O'Connor già bnegli anni settanta: la coperta era troppo corta.

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  5. Ho pubblicato un commento mi scuso ma è stato inviato con il nome Unknovn

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  6. LEO ERA UN EROE .L' PPOSTO DI LEI: MA QUESTO NON E' UN PROBLEMA PER LE NON E' VERO CIPPUTI ? LEI DOVREBBE BACIARE IL SUOLO CHE HA LASCIATO DIETRO SE LEO . MISE IN GIOCO TUTTO SE STESSO . IL CORAGGIO DI ESTRARRE DALLA CABINA IL MANOVRATORE DEL BULDOZER E POSARE LA PIETRA SUPERIORE ECC. UOMINI COSI NON ESISTONO ORA: CI SONO QUELLI COME LEI CHE NON SAPENDO RISCHIARE SPECULANO COMODAMENTE SEDUTI SU UNA POLTRONA SULLA POVERA VITA DI LEO, CHE FU VITTIMA DI QUELLI A CUI LEI SCODINZOLA. DAL CANAL IN GIU' ;) E CHE PER DERUBARLO DI TUTTO, NEL PIU BELLO GLI BLOCCARONO I LAVORI. VERGOGNA !

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    1. La rtingrazio per il contributo di opinione, davvero libera...

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  7. Buonasera, dove posso trovare informazioni dettagliate e oggettive sulla storia di Leo Gurschler? Devo svolgere un'esercitazione e non saprei dove cercare. Grazie in anticipo.

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    1. La migliore fonte specifica sarebbe probabilmente una tesi di laurea dell'epoca, ma credo rintracciare la tesi di laurea di Maike Keim, che risale agli inizi degli anni Settanta sia arduo. Comunque il titolo era "Schnals - Kulturgeographie einer Südtiroler Bergbauerngemeinde" (Senales - Geografia culturale di in comune contadino dell'Alto Adige).
      In qualunque bliblioteca pubblica dovrebbe invece essere disponibile il volumetto "Val Senales" della casa editrice Tappeiner Editrice, Lana, 1991: nelle prime 50 pagine di questa monografia escursionistica c'è un estratto sintetico della identità storica, economica e culturale di questa piccola Heimat alpina, compresi alcuni pertinenti riferimenti alla vicenda di Leo Gurschler.
      Naturalmente chi dispone di tempo e voglia potrebbe anche scandagliare gli archivi dei quotidiani "Alto Adige" (in lingua italiana) e "Dolomiten" (in lingua tedesca) per individuare i singoli responsabili dello sfascio di Maso Corto e precisarne le singole responsabilità. Ma non tutti sono dei Carlo Lucarelli interessati a scrivere il brogliaccio del disastro neuroedilizio dell'alta valle. Il risultato rimane lì, sotto gli occhi di tutti, complici e tifosi compresi. Guardando indietro, colpisce il silenzio (davvero reticente e colpevole) dell'intero mondo politico e imprenditoriale sudtirolese...

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    2. tesi di laure reperibile in pdf a pagamento o stampata qui: https://www.maremagnum.com/libri-antichi/schnals-kulturgeographie-einer-sudtiroler-bergbauerngemeinde/148731572 Sono stato una estate in valsenales ospite di parenti nel residence zirm...design innovativo ma il posto è stato massacrato...una cosa interessnate la trasumanza degli ovini da nostra signora sino in austria..ma per il resto....meglio sorvolare.

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    3. Grazie, ti ringrazio molto per la segnalazione. Quella tesi non è mai stata molto amata dai maggiorenti della valle ed è un peccato che sia in partica l'unico contributo non agiografico sull'avvio del turismo in Val Senalse.

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  8. io andavo a Maso Corto alla fine degli anni sessanta in agosto con i miei genitori e mio fratello.
    Ero piccolo ma me lo ricordo bene come un luogo bellissimo ed incontaminato, non c'era neppure la televisione.
    Con i pochi ospiti del Maso si era quasi una famiglia.
    Mi ricordo una ragazza di Milano che veniva con i suoi tutti gli anni a passare le vacanze
    Ho rivisto di recente Maso Corto ma è diventato irriconoscibile, per fortuna almeno è rimasta la suggestiva chiesetta.
    Lo stesso vale anche per le possenti e stupende montagne che circondano la località perchè, grazie a Dio, la natura è più potente degli uomini.

    Andrea di Verona

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    1. Nessuno pretende (credo) che la montagna venga ingessata in un impossibile "idillio alpino" da romanticismo dell'Ottocento. Ma a Maso Corto si è superato ogni limite, e i colpevoli non vanno cercati fra "i banchieri" o gli speculatori finanziari", ma puramente e semplicemente fra gli intelligentoni del posto. Così è andata...

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