lunedì 20 ottobre 2014

Lo strudel fatto con "le mele del lago"

Qui in Trentino erano la varietà più diffusa fino agli anni Cinquanta, quando iniziò la coltivazione intensiva.
mele del lago
Fu individuata nella zona del Lago di Caldaro nel 1749 e descritta nel 1889, era
la mela rustica più presente e apprezzata in Trentino fino agli anni '50. Matura a
fine ottobre e fino a Natale resta molto croccante e succosa, poi la pasta perde di
consistenza. Quelle fotografate con l'uva Fraga, altra varietà caduta in disuso,
provengono da un piccolo coltivatore di Caldonazzo. La pianta è in catalogo
presso un vivaio di Riva del Garda col nome di Rosa di Caldaro.
Negli anni vennero soppiantate da nuove cultivar, più adatte alla coltivazione industriale. Piano piano ha ceduto il passoma la ritirata è stata totale.
Tuttavia rimane una buona mela e in alcuni posti si è ritornati a coltivarla.
Mi è arrivata a casa in un cesto assieme a Golden, Renettee e Stark, regalo di amici. Poi l'ho anche trovata in un negozio della Valsugana che la vende col nome di "mela del lago".
Ho provato ad usarla per lo strudel, il nostro dolce più tipico che ha radici turche e che ci è arrivato tra-
strudel trentino
Furono gli ungheresi, durante la dominazione ottomana del XVII secolo,
ad imparare dai turchi la ricetta di un dolce di mele simile, che si chiamava
baklava. Variata e trasformata dagli ungheresi in quella dello strudel, prese
piede in Austria e nell'intero Impero Austroungarico. Non è l'unico caso di
tipicità trentina di derivazione balcanica: basti pensare ai Parampampoli.
mite gli Ungheresi.
Grazie alle numerose coltivazioni di mele presenti sia in Trentino che in Alto Adige e al boom turistico del dopoguerra, lo strudel è diventato noto anche nel resto della penisola, ed è visto come un piatto tipico locale.
In realtà il suo "areale di diffusione" copre tutti i paesi dell'ex-Impero Austro-ungarico, con diverse specificità e varianti regionali.
Gli strudel più vicini alla tradizione dovrebbero essere quelli ungherese, austriaco e ceco, che non vengono arrotolati nella pasta-sfoglia, ma in una pasta ricavata da farina con un alto contenuto di glutine, acqua, olio e sale, ma senza zucchero aggiunto.

2 commenti:

  1. spero che un po di varietà di mele vengano di nuovo prodotte, grazie delle info

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  2. Figurati! Ci sono altre cose già riscopertee ri-prodotte: il vino Groppello per esempio,che era un tempo diffuso in Val di Non. Quello rifatto non è neanche male...

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