E' il secondo libro della trilogia dedicata alla lunga traversata a piedi della Mitteleuropa negli anni Trenta. Copre la parte compresa fra il medio Danubio e le Porte di Ferro.
Il primo libro della trilogia di Fermor si chiama "Tempo di regali" e riguarda la tratta iniziale, che attraverso Olanda, Renania, Baviera, Austria e Ungheria si spingeva fino al medio Danubio.
"Tra i boschi e l'acqua" la narrazione prosegue attraverso l'Ungheria fino alla Transilvania e alle Porte di Ferro del Danubio. Per Costantinopoli mancavano ancora ottocento chilometri, che diverranno oggetto del terzo volume, "Viaggio interrotto", uscito postumo.
(Patrick Fermor, "La grande pianura ungherese", in "Fra i boschi e l'acqua")
"È sconcertante, e quasi incredibile, che si sappia così poco degli eventi coevi in Transilvania. C’è chi attribuisce la colpa di questo inspiegabile vuoto all’invasione dei mongoli di un secolo prima. I mongoli distrussero ogni cosa; non soltanto castelli, chiese e abbazie, ma anche, pare, ogni singolo documento vi potesse essere custodito."
(Patrick Fermor, "La marche della Transilvania", in "Fra i boschi e l'acqua")
"Gli alberi più numerosi dopo le querce erano i cerri: ottima legna da ardere se ben secca, comoda anche per pavimentare le stalle e per le doghe delle botti. Poi veniva il faggio – «Non lascia quasi braci» –, quindi il carpino bianco e l’olmo montano, «utili per mobili e casse da morto». Abbondavano anche i frassini: buoni per utensili, manici di scuri, martelli, falci, roncole, vanghe e rastrelli. Pioppi ce n’erano pochi, solo qualcuno lungo i ruscelli, mentre abbondavano sulle rive del Maros: ma il loro legno era inservibile, e andava bene tutt’al più per farne truogoli, cucchiai e simili. Erano gli zingari a fabbricare tutto questo."
(Patrick Fermor, "Attraverso la foresta", in "Fra i boschi e l'acqua")
"...i pastori rumeni si chiamavano l’un l’altro e radunavano il loro gregge grazie a corni di tiglio con telaio di metallo lunghi diversi metri, simili a quelli che risuonano per i prati alpini e i pascoli del Tibet."
(Patrick Fermor, "Tripla fuga", in "Fra i boschi e l'acqua")
"(E il bambino nato fuori dal matrimonio era detto «figlio dei fiori», copil din flori – una bella espressione, più gentile delle nostre).
(Patrick Fermor, "Le montagne dei Carpazi", in "Fra i boschi e l'acqua")


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