venerdì 6 febbraio 2026

La carestia del 1816, l'anno della "grande fame"

Anche il Trentino ha avuto la sua big famine, quasi un anticipo della devastante carestia che 30 anni più tardi colpirà le patate d'Irlanda e che diede il via alle grandi emigrazioni europee verso le Americhe.
Quel “sedici”, in dialetto trentino “sédese”, inaugurò un periodo difficile, punteggiato da carestie, avversità climatiche e crisi agricole che spinse la popolazione in una spirale di impoverimento. Nella foto l'interno di una filanda di Lavis (la malattia del baco da seta scompaginò la coltivazione del baco da seta nel Trentino e nel Lombardo-Veneto, mettendo in crisi anche l'industria serica).



La carestia del 1816 fu uno dei fattori che accelerò l'introduzione della patata nel-
l’alimentazione
 umana anche in Trentino, dove in realtà era arrivata già negli anni
delle guerre napoleoniche.
👉Il 1816 segnò una svolta profonda nella vita degli abitanti del Trentino, che era allora la provincia italiana del Tirolo asburgico. Furono anni "Segnati da condizioni meteorologiche sfavorevoli che culminarono nel cosiddetto “anno senza estate”, conseguente all’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, nel 1815 che provocò una sorta di piccola era glaciale che si protrasse negli anni successivi. L’estate del 1816, preceduta da un inverno lungo e piovoso, fu fredda e umida anche in Europa. Il raccolto 
La patata, una coltivazione già sperimentata qualche anno prima dagli abitanti del
Tesino che tornavano dalle loro emigrazioni stagionali in Europa, contribuì a lenire
gli effetti più a lungo termine della "grande fame" trentina.
 dell’uva e del grano fu pessimo e la mancanza di pane fece esplodere la rabbia della gente, già provata dalle drammatiche condizioni conseguenti alle guerre napoleoniche. Per mancanza di foraggio si macellarono in gran quantità maiali ma, spariti quelli, si cominciò a mangiare di tutto: il muschio, i gatti, i cani. A ciò seguì la carestia del 1817, considerata la peggiore del XIX secolo." (Soffiati e Grandi, "La cucina italiana non esiste. Bugie e falsi miti sui prodotti e i piatti cosiddetti tipici", Ed Mondadori, Edizione del Kindle, pag 122).

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