venerdì 6 febbraio 2026

Rothaler Weinstube: l'antica osteria sotto i portici cancellata negli anni del green&trendy

Ecco un caso estremo di gentrification (sloggiare quelli che c'erano prima e sostituirli col "nuovo"). Perpetrato negli anni del green-deal.
Si vantano di aver "conservato" l'insegna "Weinstube" ma in realtà hanno falsificato pure quella, come se non non bastasse tutto il resto (oggi seguendola verso sinistra si incontra lo store che vediamo qui sotto). La foto a sinistra è del 2012 e quella a destra del 2024, fatta al ritorno da ritorno da un bel giro lungo il Waalweg di Lagundo, che ha finito per andarmi di traverso.
La storica Rothaler Weinstube è stata sostituita da un anonimo store seriale. Il misfat-
to è stato concepito e portato a compimento da una coppia bipartizan composta da due
sindaci molto diversi: il primo di sinistra in salsa verde (Paul Rösch) e l'altro di destra
in salsa destra (Dario Dal Medico). Viene da dire: questo o quello per me pari son. 
E
succede a Merano negli anni del "sindaco verde" Rösch e del suo slavato erede di cen-
tro-destra Dal Medico. Succede a Merano.

Alla sostituzione sociale della gentrification si è aggiunta al cafonal dell'affarismo stile Durnwaldner-Benko. Piena zona "intersezionale" (rubo la parola a Elly Schlein): dove la gentrificazione e il cafonal si incrociano moltiplicando l'effetto.
👉E come ciliegina si falsifica la storica freccia indicatrice del portico "Rothaler Stube". I due sindaci coinvolti: Dario Dal Medico (liste "Alleanza per Merano dal Medico Sindaco", "La Civica per Merano dal Medico Sindaco", "Think Lady Merano") e il suo predecessore, Paul Rösch (liste "Verdi, Grüne, Vërc", "Paul Rösch. Die Liste", "Team K", "Sinistra Ecosociale-Ökosoziale Linke".
La saletta interna in una foto del 2012. Lo scatto a destra lascia intravedere il bancone del bar che si affacciava direttamente sui portici, da dove prendeva luce. Chissà che fine avranno fatto gli arredi e il lampadario con le corna ricurve di uno Ziege (caprone).

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