mercoledì 2 novembre 2011

Bar Magenta

Il Bar Magenta occupa un posto tutto suo nella geopolitica milanese.
Nel 2007 ha compiuto 100 anni.
Dalla sinistra extraparlamentare stile Rattazzo, ai punk alla fine dei '70 per poi giungere alla Milano da bere e da sniffare degli anni '80.
Ora è diventato invivibile e non solo per gli orridi televisori alle pareti.
Ne ha viste di tutti i colori e potrebbe essere un narratore disincantato della storia di Milano. Purtroppo, a differenza della Trattoria Toscana e di Rattazzo, ha cambiato troppe gestioni, perdendo progressivamente memoria e anima. L'inesorabile declino si è trasformato in caduta libera nel corso degli anni '90.
Gli interni in una fotografia di Mario Lattuada.
Il bancone circolare e gli storici arredi in legno sono sempre rimasti lì, mentre i muri prendevano colori stonati, le vecchie locandine teatrali sparivano.
Ora la fama del Bar Magenta è dovuta solo all'orario (praticamente 24 su 24), alla posizione centralissima, al WiFi gratis.
Resta comunque meglio di altri bar. Negli anni Settanta il Magenta era il refugium peccatorum di studenti della Cattolica e non solo.
In cantina si tenevano spettacoli di cabaret, per un certo periodo le leggende metropolitane parlarono di un barista informatore della polizia.
Resta il fatto che anche i membri del Collettivo Politico Metropolitano frequentavano l'interrato del bar.

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