mercoledì 15 febbraio 2012

Sotto la divisa niente. Il Corpo di Sicurezza Trentino (CST)

Era di lana grigioverde in tinta molto scura, taglio tipo  sahariana, tasche piatte secondo lo stile corrente, al collo le mostrine di specialità e al braccio sinistro il grande scudetto con l'aquila tirolese.
collaborazionismo trentino
Era la divisa del CST (Corpo di Sicurezza Trentino), milizia nazista composta da trentini collaborazionisti che vennero impiegati nella lotta antipartigiana. Nella confinante Repubblica di Salò questi compiti erano svolti dalle Brigate Nere, gente che non nascondeva certo le proprie idee.

Il CST fu fortemente voluto da Adolfo de Bertolini (Commissario Prefetto nazista dopo l'8 settembre del 1943) in accordo con il Gauleiter nazista Hofer, che ne apprezzava la concezione interclassista. Scriveva de Berttolini::
“Tale guardia va composta esclusivamente da soldati della provincia di Trento, come trentini dovranno essere, almeno dopo un primo tempo, gli ufficiali e sottufficiali che li comandano. Si tenderanno qui la mano i figli dei patrizi e quelli del popolo, i giovani avviati agli studi con quelli che devono guadagnarsi la vita con la forza delle loro braccia; tutti però animati da un medesimo slancio; quello di trovare in un lavoro disciplinato il fermento di una più utile esistenza, a vantaggio della collettività sociale... Essa impedirà che la collettività provinciale possa essere sommersa da elementi estranei, conserverà al Paese la sua impronta locale tramandata dai padri; eviterà lo sfregio di quell'onesto costume che ha fatto in passato della gente trentina, più che un popolo, una famiglia [...] Dal canto mio attendo che la popolazione collabori onestamente, in modo, che sia raggiunta la finale vittoria delle armi germaniche; solo così potrà un giorno nelle migliorate condizioni di vita raccogliere il compenso per i sacrifici ora sopportati".

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