sabato 4 gennaio 2014

Pernottare al Becherhaus/Rif. Biasi al Bicchiere (Val Ridanna)

Eh sì, questo è ancora un rifugio vero, dove il gestore è in piedi alle sei del mattino e prepara la colazione, non si limita a lasciare un thermos caldo sul tavolo la sera prima.
becherhaus
L'alba proietta l'ombra del rifugio sul ghiacciaio di Malavalle, un quadro che da
solo vale la fatica dell'ascensione. Sullo sfondo sbuca il cono dello Zuckerhüttl/
Pan di Zucchero, ormai in territorio austriaco, tra la e Sonklarspitze/Cima di
Malavalle a sinistra  e la WilderPfaff/Cima del Prete a destra.
Con i suoi 3.190 metri è il rifugio più alto delle Stubaier Alpen/Alpi Breonie. Si trova in incredibile posizione di fronte al ghiacciaio più grande delle Alpi orientali (la Übeltalferner/Vedretta di Mala-valle), appollaiato su un grande cono roccioso, il Bicchiere appunto (Becher in tedesco sta per "tazza").
Il cono roccioso del Becher/Bicchiere (in alto a dx) dai pressi del lago Übeltal.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
E' stato ristrutturato da poco, anche i cameroni sono lindi e puliti, completamente rivestiti in legno.
I nuovi metri cubi hanno inglobato la vecchia struttura, l'edificio è grande, alla fine i piani sono cinque, ma dalle foto si vede che l'impatto non è dei peggiori, forse è anche il legno ad aiutare.
Scarica la traccia GPS da Every Trail.
Il menù è fisso, c'è un solo tipo di vino (merlot) e di birra (Forst). Capricci al minimo, puntualità ed efficienza teutonica.
Settanta persone nella sala da pranzo, niente code, niente attese, niente schiamazzi, per lo più la gente parla e scherza senza disturbare.
Sono l'unico italiano questa sera e il gestore si rivolge esplicitamente a me quando annuncia e traduce "per gli italiani" il menù: minestra in brodo, riso con peperonata e carne al sugo, pane, dessert.
Ci sono tedeschi d'ogni latitudine e nazionalità: da Lubecca a Monaco, da Innsbruck a Bolzano. Di alcune parlate colgo a stento qualche parola.
La salita dal parcheggio è lunga e faticosa.
Ai 1.776 metri di dislivello bisogna infatti aggiungere le sostanziose perdite di quota dopo il rifugio Vedretta Pendente, che portano il totale a ben 2.200 metri, tutti in una giornata.
Le guide parlano di "almeno sei ore".
Al netto delle soste, il GPS ha
totalizzato 6 ore di movimento effettivo (8 con le soste): è andata bene!
Il percorso è scandito da due rifugi: il Grohmannhütte/Vedretta Piana e il Teplitzerütte/Vedretta Pendente al quale ultimo si arriva dopo 4 ore di sentiero che è sempre ben tracciato compresi gli spunti più ripidi.
Il tratto da qui al Becherhaus/Gino Biasi al Bicchiere è sicuramente il più impegnativo. Oltre alle perdite di quota c'è da mettere in conto l'attraversamento dei resti di una vedretta priva di crepacci e non ripida, però scivolosa. Infine il pezzo finale, che sostituisce il percorso nel canalino franoso che c'era anni fa e si inerpica con una autentica ferrata sul costone roccioso. E' ben attrezzato, ma giunge al termine di una giornata faticosa.
Mi sono arrampicato fin quassù per guardarmi attorno con calma (qui le foto circolari di suedtirol-360, di Alpen-Panoramen e di mountainpanoramas) e soprattutto per godermi il tramonto e l'alba.
Anni fa, con Aurelio, eravamo stati accolti da un nebbione. Invece oggi il cielo terso che mi ha accompagnato per tutto il giorno rimane da cartolina fino al tramonto. Lo stesso il mattino dopo, sole e azzurro dalla cima del Bicchiere fino all'auto.

Tempi e dislivelli: 
Quota partenza: m 1.420 (Maiern/Masseria)
Quota massima: m 3.196 (Becherhaus/Rif. Biasi)
Quota arrivo: m 3.196 (Becherhaus/Rif. Biasi)
Dislivello assoluto: m 1.776
Dislivello cumulativo: m 2.200
Tempo totale netto (andata): ore 6:00 ( 5:30 al ritorno)
Difficoltà: EEA (lungo il percorso si alternano tratti su sentiero elementare e tratti esposti, faticosi, che richiedono assenza di vertigini e fermezza di piede anche se sono in buona parte attrezzati con corda metallica. Tenere presente che l'attraversamento della piccola vedretta prima della ferrata finale può riservare scivolate e ruzzoloni: al ritorno ho preferito scendere di 30-40 metri e aggirarla sul ghiaione). Non dimenticare che su questo tipo di percorsi la stanchezza è sempre in agguato. 

Descrizione del percorso:
Da Vipiteno percorrere la Val Ridanna sino al termine, dove si trovano i grandi parcheggi di Maiern/Masseria (m 1.250 circa). L'orientamento è assai semplice dall'inizio alla fine. Basta seguire le indicazioni (tabelle) sempre chiare e disposte nei punti giusti. Per una descrizione essenziale ma al contempo puntuale rimando al sito Rifugi-bivacchi.com. Tenere presente che il tratto dal rifugio Teplitzer-Becherhaus è il più impegnativo. Non sottovalutarlo. Io ci ho impiegato 3 ore mentre le guide lo danno a 2 ore o addirittura di meno, tempi che mi sembrano troppo ottimistici.
Al ritorno si rifà esattamente la stessa strada, sempre senza problemi di orientamento. Arrivato sopra il ripiano della Aglsbodenalm ho optato per una sosta alla malga-ristoro, cosa che ha comportato una piccola deviazione e un piacevole passaggio su mini-ponte sospeso. 

2 commenti:

  1. cappello, Fausto. Sia per il giro che per i tempi.

    Quest'anno deve essersela vista brutta il gestore, con il tempo schifido di qs.estate.

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  2. Aveva l'aria indaffarata e non si piangeva addosso, forse i turisti tedeschi si mettono la mantellina e camminano anche col cielo coperto. In ogni caso la magra non gli ha impedito di rilasciare ricevuta fiscale.

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