sabato 20 gennaio 2018

Come raggiungere la Casera Spasema, la malga della Resistenza bellunese che ha figliato quella dei Lagorai trentini

La malga Spàsema si trova nella frazione Boschi di Lentiai e, a dispetto della quota (solo 790 metri), non è un posto così facile da raggiungere.
casera spasema
In blu il tracciato da percorrere in auto su stradine di montagna, asfaltate e no, per un totale di una decina di chilometri. In arancione il breve tratto terminale da fare a piedi (600 metri di lunghezza con un dislivello di 100 metri).
casera spasema
La tavoletta IGM 1:25.000 la riporta (assieme ad un altro edificio) in località Tacca
di Mezzo, 100 metri più in basso del piccolo nucleo di edifici chiamato Tacca.
Prima di tutto bisogna sapere dove sono i Boschi di Lentai: stanno nelle prealpi bellunesi, fra Belluno, Valdobbiadene e Conegliano, circondati dal Piave che in quella zona si lascia andare a un ampio giro ozioso verso occidente che lo porta fino a Feltre, da dove imbocca finalmente la via  diretta che lo porterà a scaricarsi nel mare a Cortellazzo..
casera spasema
Il piccolo edificio della Casera Spàsema è quasi interamente coperto dall'edera.
Qui un primo gruppo di 22 partigiani dell'area bellunese iniziò l'opposizione ar-
mata al nazi-fascismo che nei mesi successivi si articolò nelle principali forma-
zioni partigiane del Veneto. Quella operante sulle Vette Feltrine (Brigata Gari-
baldi "Antonio Gramsci") diede vita al Battaglione Gherlenda, che si spostò tra
i monti dei Lagorai trentini.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Ma soprattutto bisogna anche sapere dove si trova di preciso, perchè la zona dei Boschi è molto vasta e l'orientamento difficile, più o meno come tra le balze appenniniche.
La gente del posto fornisce indicazioni vaghe e contraddittorie e, infine, è inutile cercarlo sulle cartine, dove non compare.
Al terzo tentativo, questa volta accompagnato dal cassiere della sezione ANPI "La Spàsema", finalmente ci arrivo.
Devo ringraziare Roberto e tutti gli altri suoi compagni, ma devo anche rammaricarmi con le
casera spasema
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
direzioni regionali e nazionali dell'ANPI, che non lasciano indicazione nel Web, come se i luoghi della Resistenza stessero fuori dalla geografia...
Ed è strano, perchè portare fin lassù una pesante targa commemorativa in marmo è stato sicuramente più faticoso.

Quote e dislivelli del tratto da fare a piedi (dati del GPS):
Quota di partenza (parcheggio auto): m 680
Quota della casera: m 790
casera spasema
Quel che resta oggi del fogolàr della Spàsema. Attorno a questo focolare fu messa a punto l'organizzazione che nei mesi successivi si articolò nelle principali divisioni partigiane del Veneto. Da una di queste, la Brigata Gramsci, nacque il primo nucleo del Battaglione Gherlenda, che fu l'unica formazione combattente della resistenza trentina (vedi qui per altre info).
Dislivello assoluto: m 110
Lunghezza con altitudini: km 1,4 AR
Tempo totale netto: ore 0:30 AR
Difficoltà: E


Come arrivare: si abbandona la strada della sponda sinistra della Valbelluna al paese di Lentiai. Dalla larga piazza del paese si prendono le indicazioni per la frazione di Colderù. Da Colderù in poi è bene affidarsi alla traccia GPS che ci guiderà fino al mini spazio-parcheggio situato appena prima il piccolissimo nucleo abitativo in località "Il Portico", dove si lascerà l'auto e si proseguirà a piedi seguendo sempre la traccia GPS per Casera Spasema. In alternativa si può lasciare l'auto al primo tornante (destrorso) della strada forestale che sale subito dopo il porticato. Il sentiero per la Spàsema comincia al tornante.
👉Il Distaccamento Garibaldi “Tino Ferdiani” (già “Luigi Boscarin”) fu il primo nucleo partigiano nato nel bellunese e fu intitolato inizialmente a Luigi Boscarin e successivamente a Tino Ferdiani, uno dei primi caduti in azione.
Venne creato il 7 novembre 1943 presso la casera “Spàsema” di Lentiai per iniziativa del Comando Veneto delle Brigate Garibaldi ed alla presenza di uno dei suoi responsabili, Amerigo Clocchiatti “Ugo”. A partire da questo nucleo si sviluppò gran parte dell’organizzazione partigiana che nei mesi successivi si articolò nelle principali divisioni partigiane del Veneto: la “Divisione Belluno“, che operò nel territorio dell’omonima provincia, e la Divisione Nino Nannetti, che operò nella Sinistra Piave, nell’altipiano del Cansiglio, nell’area di Vittorio Veneto e nelle valli del Vajont.
👉«Dopo la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943, in provincia c’erano diversi focolai antifascisti, caratterizzati da un atteggiamento che potremmo definire di attendismo. Alla Spasema, un po’ alla volta, si formò un nucleo di persone che voleva prendere iniziative concrete e decise di ricordare nel proprio nome il feltrino Luigi Boscarin, volontario nella guerra in Spagna, dove è morto. Il gruppo (denominato "distaccamento garibaldino") venne istituito ufficialmente il 7 novembre, alla presenza di Amerigo Clocchiatti, dal comando veneto della Brigata Garibaldi. A disposizione avevano qualche archibugio e una somma di 500 lire da autotassazione»(Luciano Padovani, segretario della sezione che riunisce gli iscritti dei comuni di Limana, Trichiana, Mel e Lentiai)
👉Nel gruppo del "Ferdiani", assieme a bellunesi, veneziani, trevisani e padovani, c’erano anche tre volontari della guerra in Spagna, due ufficiali inglesi, quattro iugoslavi e tre sovietici fuggiti dai campi di concentramento italiani.

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