domenica 24 aprile 2022

Pastìs, liquore all'anice dei partigiani piemontesi

Nelle valli del cuneese, quelle da dove partì il "vento del Nord" della resistenza antifascista, si brindava con questo liquore occitano.
pastis
Il pastìs che si beveva a Marsiglia rimbalzò in Italia con i lavoratori stagionali e si insediò nelle valli di montagna del Piemonte, quelle della rivolta armata contro il fascismo e il nazismo, nelle valli che iniziano dalle Langhe del "Partigiano Johnny" ed di comandanti partigiani come Nuto Revelli, Giorgio Bocca, Italo Pietra. Erano anche valli delle saghe letterarie come "Il partigiano Johnny".
Quando le autorità francesi vietarono l'assenzio, fu il momento del pastìs,
la bevanda dal grado alcolico ridotto (prima 16°, poi i 30° ma infine i 45°)
che deve la sua fortuna a Jules-Félix Pernod, che depose il marchio Anis
Pernod nel 1918, e a Paul Ricard, che nel 1932 usò per la prima volta l’a-
nice stellato oltre a quello verde e anche alla liquirizia.
La lingua occitana che ancora oggi si parla in certe zone del Piemonte deriva dalla langue d’oc, ovvero dal francese provenzale antico: é la parlata “sconfitta” dalla langue d’oïl (da cui la parola oui del francese standard). 
👉Il pastis è un liquore all’anice, come ce ne sono tanti in Italia e in tutto il Mediterraneo. La particolarità è dovuta alla miscela di due tipi di anice, quello verde e quello stellato, e all’aggiunta di altre erbe aromatiche, tra cui liquirizia, salvia, rosmarino e timo. Ha una gradazione alcolica intorno ai 45%, e lo si beve allungato con acqua fredda in piccoli bicchierini: in proporzione una parte di liquore e cinque o sette di acqua.
👉La fortuna del pastis é legata al declino dell’assenzio,  la "fata verde" che fino al 1915 aveva ispirato poeti e pittori, ma che aveva anche creato grandi allarmi sociali per il suo tasso alcolico (sui 70°) e per la presenza del tujone,
In ogni caso anche l'artemisia-assenzio rimane ben radicata tra le genti alpine, soprattutto quelle occidentali: basti citare il popolare liquore Genepì della Val d'Aosta (qui sopra).
 tanto da essere messo fuori legge sia in Francia che in Italia.




Nessun commento:

Posta un commento