lunedì 2 marzo 2026

Chi inventò il Meraner Würstel? Ma soprattutto: cosa c'entrano le marmitte delle automobili?

Forse è stato il nonno dell'industriale Karl Abarth, il nipote che s'è fatto un nome con le marmitte sportive e lo scudetto con lo scorpione.
Il croccante wurstel “Meraner” ha a che fare con un effervescente imprenditore meranese negli anni Settanta dell'Ottocento che si chiamava Karl Abart. Era il nonno del mago dei motori e delle marmitte Carlo Abarth. Ancora oggi il “Meraner” rimane l'unico Würstel altoatesino doc mentre gli altri provengono da città  tedesche: il Frankfurter da Francoforte e il Wiener da Vienna.

Il Meraner si distingue a colpi d'occhio per la sua lunghezza: qui è assieme ad un
classico Frankfurter. Ma ciò che lo contraddistingue davvero è la sua croccantezza,
dovuta all'impasto a grana più grossa con pezzetti di lardo in evidenza ed all'impa-
sto misto di bovino e di suino, che lo rende più delicato.
Il  nipote "marmittaro", a differenza del nonno "wurstelaro", aveva il cognome con una “h” in più (pare si tratti di un errore di trascrizione dell'anagrafe, avvenuto dopo l'annessione del Sudtirolo all'Italia).
Un Meraner spezzato a metà e passato in padella con crauti caserecci.
Il nonno, nel corso di un viaggio in altre regioni dell'Impero austro-ungarico era venuto a conoscenza delle nuove tecniche di produzione che stavano nascendo in Germania (Frankfurter) e Austria (Wiener) e grazie all'apertura della ferrovia del Brennero, nel 1867, Abarth iniziò ad importare vari tipi di würstel sia dall'Austria che dalla Germania. Nacque una vera passione per i salsicciotti cotti e affumicati, al punto di sperimentare quasi tutti i giorni nuovi tipi e formati.
Un pezzo di radice di rafano, che i tedeschi chiamano Cren ed apprezzano per la
sua aspra piccantezza. la radice di Cren entrava a far parte del Krenwurst di Karl
Abart, che fu il precursore del Meraner.
"La “nascita” del Meraner è probabilmente legata ad un würstel che inizialmente chiamò “Meraner Krenwürstel”, che si stima risalire al 1871 o giù di lì. Questo tipo di salsiccia, ovvero la Krenwurst, era già conosciuta nell'area tedesca. Era chiamata così perché veniva gustata con il cren, ovvero con la radice di rafano, ed era composta di carne di manzo e di pezzetti di lardo. Naturalmente veniva gustata anche con la senape. In particolare questo salsicciotto era una specialità della città di Kulmbach, situata a pochi chilometri dalla più nota Bayreuth, in Baviera.
A differenza del Wiener (e del Frankfurter ), il Krenwurst era composto da un impasto di manzo e maiale a grana grossa, proprio come oggi si presenta il “Meraner”. A proposito di questo würstel meranese, nella scheda depositata al Ministero dell'agricoltura, elenco dei prodotti tipici, si parla di prodotto tradizionale tramandato di generazione in generazione. Attenzione: in realtà non è così. Prodotto contadino tradizionale è la Hauswurst cruda, tipica del mondo contadino, che presenta la stessa grana grossa e la stessa dimensione, pur essendo composta di sola carne di maiale.
Sull'esempio della macelleria di Kulmbach, con l'impasto reso più leggero grazie alla carne di manzo, e con la le altre operazioni (bollitura e leggera affumicatura), Karl Abart avrebbe così creato l'attuale “Meraner Hauswurst”, che possiamo trovare ormai in quasi tutti i supermercati." (dal post di Andrea Imondi su FB)

Nonno Karl Abart, un imprenditore eclettico: era un tipo sveglio, possedeva un magazzino-deposito di due birre, la "Spatenbrau" di Monaco e la "Vilpianer Bier" ed era disponibile anche come “tassista” con calesse e cavalli. Storica è una sua foto in cui scorrazza per le vie di Merano nientemeno che con l'imperatore Francesco Giuseppe. Vicino alla confluenza tra il torrente Passirio e il fiume Adige. Karl Abart, inoltre, era titolare di una macelleria-laboratorio in via Portici dove produceva würstel ed insaccati utilizzando macchinari d'avanguardia. Nonno Abart possedeva un maso agricolo con allevamento di bestiame che macellava in proprio. Era proprietario a Merano dell’albergo “Zur Sonne”, all’incrocio tra via Portici e via delle Corse, curava anche una Poststation, una stazione di posta, ovvero una fermata della linea di diligenze Merano-Landeck, percorsa con carrozze a cavallo e omnibus. Ed era anche concessionario del servizio postale della città e dei suoi dintorni.

Nessun commento:

Posta un commento