sabato 10 ottobre 2026

Il buffet asburgico della stazione di Levico

Il "Kaffee Buffet" della stazione ferroviaria di Levico Terme, costruito in stile liberty tra il 1898 e il 1900, era un piccolo gioiello in legno e vetro destinato ai viaggiatori della neonata ferrovia della Valsugana.
La costruzione in legno e vetro (qui in un'immagine di fantasia creata con l'AI) riproponeva in Valsugana i criteri del gusto estetico delle élite negli anni della belle époque: e il pensiero corre inevitabilmente alla piccola stazione in legno e vetro "Miramare" della ferrovia Südbahn Vienna-Trieste, che venne realizzata a servizio esclusivo del castello arciducale austroungarico.

A differenza del fabbricato viaggiatori che era in in muratura, il pavillon del buffet fu
concepito e realizzato interamente in legno con le tecniche  Blockbau (travi  ad in-
castro) e Fachwerk (struttura a graticcio) finemente poste in opera, con ampio uso
di vetrate per diffondere l'illuminazione naturale al suo interno.
Con l'apertura della linea ferroviaria della Valsugana (Valsuganabahn), Levico diventò una celebre meta termale (Kurort) dell'Impero Austro-Ungarico, frequentata dalla nobiltà e dalla borghesia mitteleuropea.
L'auspicabile aspetto al termine dei lavori di un restauro conservativo del buffet, per
adesso ancora ostaggio del rimpallo burocratico fra i tanti soggetti pubblici che van-
tano "competenze" mentre campano di continui rinvii e dichiarazioni di intenti...
👉Il buffet fu realizzato tra il 1898 e il 1900 totalmente in legno: un piccolo gioiello liberty. Nasceva come punto di ristoro per i viaggiatori della recente linea ferroviaria della Valsugana, inaugurata nel 1896, e si rivolgeva ai turisti che scendevano alla stazione di Levico, che vedeva allora il suo sviluppo come località termale internazionale. Si trova sui binari a fianco della piccola stazione ferroviaria della città.
👉Fu progettato dall'architetto trentino Emilio Paor con una struttura portante interamente in legno.  Presenta motivi traforati in legno lungo le falde del tetto, le gronde e i sostegni della veranda, tipici delle architetture termali/balneari austro-ungariche dell'epoca (il cosiddetto Kurarchitektur). Aveva un'ampia struttura intelaiata e grandi superfici vetrate per garantire luminosità interna e fungeva da veranda di accoglienza verso l'imbocco del viale alberato che portava al soprastante grand hotel delle terme ed al suo vasto parco.
👉Costituiva il fondale scenografico, il punto d'origine del monumentale asse alberato progettato per guidare i villeggianti d'alto rango dal buffet della stazione fino al Parco Asburgico e al "Grand Hotel Imperial" che li avrebbe ospitati.
Questo era la vista che accoglieva i viaggiatori che scendevano dal trenno della Valsugana alla stazione di Levico. La fotografia è stato scattata dal secondo piano dell'edificio della stazione ferroviaria, che all'epoca ospitava l'alloggio del capostazione.


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