domenica 10 luglio 2011

Rifugio Mantova al Vioz

Il nome ufficiale è Rifugio Vioz "Mantova" e appartiene alla S.A.T. trentina. Si trova a 3.535 metri a soli 100 metri dalla vetta del Monte Vioz (m 3.644), alla testata della Val di Pejo. E' il più alto rifugio del Trentino. escursioni_estive
L'aspetto attuale del rifugio. Sullo sfondo a destra è visibile
la vetta del Monte Vioz, posta a soli cento metri più in alto.
La salita al Monte Vioz, pur se assistita dalla cabinovia Tarlenta (m 1.974) nonchè dalla seggiovia Doss dei Gembri (m 2.315) che spostano la partenza molto più a monte rispetto ai 1.400 metri di Pejo Fonti, è impresa lunga e faticosa, giustamente considerata alpinistica anche se si svolge lungo un sentiero ripido ma ottimamente tracciato che guida fino ai 3.545 del Rif. Mantova. Da quì il salto alla vetta è poca cosa. Si tratta pur sempre di un 3.000 vero (anzi, un 3.644). In più è possibile farlo senza trascinarsi dietro l'attrezzatura da ghiacciaio perchè in genere a  partire da luglio il percorso è libero da neve.
Oggi la nuova funivia "Pejo 3000" che arriva ai Crozi de Taviela apre una seconda possibilità per salire al Vioz. Anzichè seguire il lungo e collaudato percorso è possibile sbarcare alla stazione a monte e di qui ricongiungersi al sentiero tradizionale. Mi sono detto: prova ad andarci per vedere cos'è cambiato e me ne sono pentito. Il sentiero è in realtà una traccia malamente segnata che segue un percorso ozioso con una marcata perdita di quota, ripetute presenze di neve e numerose rampe cedevoli e spaccagambe tipo "due passi avanti e uno indietro". Si ricongiunge al sentiero tradizionale ad una selletta posta a quota 3.200. Lo sconsiglio vivamente. Rimaniamo in attesa che qualcuno (SAT? Ente Parco? Comune? Comprensorio? Provincia?) tracci e sagnali un sentiero di collegamento più diretto e più in quota, in assenza del quale questa nuova funivia foraggiata con soldi pubblici, d'estate, tanto vale chiuderla.

La lunga storia di questo rifugio:
Le due foto più in basso sono tratte
dal sito della Sezione SAT di Pejo.
 Il suo antenato venne costruito nel 1908  dalla S.A.T.  in una posizione molto più bassa rispetto all’attuale, dove oggi è situata la stazione a monte della funivia Pejo 3000 e cioè ai Crozi de Taviela,  uno sperone roccioso tra la Val del Vioz e la Val Taviela. Questo primo rifugio, dalla classica forma a cubo era dedicato alla città di Mantova, fu distrutto da un incendio nel corso della prima guerra mondiale e non fu più ricostruito.
 Intanto però gli alpinisti tedeschi  della Sezione di Halle del D.u.Oe.A.V. (il club alpino tedesco-austriaco) avvalendosi della guida Matteo Groaz che ne fu a lungo il gestore, avevano costruito anche loro, poco sotto la cima del Vioz, un loro rifugio inaugurato nel 1911. Nell'agosto di quest'anno ricorre dunque il suo centenario.
 Durante la prima guerra mondiale  1914-1918 la capanna Vioz venne adibita a base militare austroungarica. Dopo il termine della guerra questo rifugio fu affidato alla S.A.T. come tutti gli altri rifugi austro-tedeschi in Trentino.Venne poi assegnato definitivamente dallo Stato italiano alla S.A.T. nel 1947. Nello stesso anno fu costruita presso il rifugio la piccola chiesetta dedicata a S. Bernardo di Mentone e ai caduti di tutte le guerre.
 Nel 1971 la S.A.T.  effettuò una prima ristrutturazione ma il suo aspetto attuale risale al 1992 quando venne sottoposto ad un ulteriore e più radicale intervento. Praticamente un rifacimento completo, visto che lo dotò di una  nuova struttura portante in travi di legno lamellare e di un tetto rivestito da spesse lastre di rame.

Diapostoria del nuovo percorso "Pejo 3000":

Vedi e scarica la traccia GPS del percorso di salita.

8 commenti:

  1. Ciao a tutti,
    il sentiero diretto dall'arrivo della funivia Peio 3000 al Rifugio Mantova al Vioz è poi stato sistemato?

    Alternativamente, qual'è il tempo di percorrenza per un escursionista medio dall'arrivo della seggiovia Doss dei Cembri al rifugio Mantova?

    Grazie mille!

    Ciao

    Guido

    RispondiElimina
  2. "nel 1947. Nello stesso anno fu costruita presso il rifugio la piccola chiesetta dedicata a S. Bernardo di Mentone e ai caduti di tutte le guerre."

    costruita anche dai miei zii, portandosi in groppa un bel po' di materiale.

    accanto all'ingresso c'e' una lapide a memoria di Guido ravelli, morto ad el alamein. Fratello di mia madre.

    (com'e' che me l'ero perso questo post?)

    RispondiElimina
  3. Ooops! Scusami tanto, ma solo oggi mi sono accorto del tuo commento; un grazie tardivo per le informazioni, dunque. Ravelli: c'entra forse con quello che costruiva zaini a Gardolo?

    RispondiElimina
  4. certo, il prosaccaro è fratello del suddetto Guido. Coatruisce ancora qualcosa, pur patendo molto la concorrenza delle grandi aziende che delocalizzano. Già faticava prima, figurati adesso!

    RispondiElimina
  5. Oh madoska! Ma allora è vero che il mondo diventa sempre più piccolo. Ma com'è questa storia?!

    RispondiElimina
  6. Il Trentino/Sudtirolo grande non è... e i montanari quelli, sono. Ancora un po' e scopriamo di esser parenti? :D

    RispondiElimina
  7. Chissà, faremo qualche indagine parallela.

    RispondiElimina
  8. secondo me davanti a una bozza di buon rosso e a una fetta de formai le indagini parallele vengon meglio. Secondo me eh...

    RispondiElimina