giovedì 18 agosto 2011

Sul Corno di Lagoscuro, nell'Adamello

La ricostruzione delle passerelle aeree della prima guerra mondiale ha aggiunto un'attrattiva allo storico percorso che da Passo Paradiso sale fino al Bivacco Amici della Montagna (m 3.160)
Sul più lungo dei due ponti sospesi.
seguendo un percorso attrezzato chiamato "sentiero dei fiori" che si snoda da Passo del Castellaccio (m 2.960) fino al Passo di Lago Pisgana (m 2.933), sopra al rifugio "Città di Trento" al Mandrone.
Noi ci siamo limitati al primo tratto, che porta sino al bivacco.Itinerario per escursionisti esperti dotati di attrezzatura adeguata e da farsi da inizio agosto ad inizio settembre. E' molto esposto e sconsigliato a chi soffre di vertigini. Il sentiero è assistito da cavi e catene metallici, passerelle in legno addossate alla parete e da due lunghi ponti aerei.

La costruzione in legno, intitolata a Giovanni Faustinelli e nota anche come Capanna Lagoscuro, si trova praticamente in vetta al Corno di Lagoscuro (m 3.166). Qui giunti, è possibile proseguire per la vicina Cima Payer e poi da lì ridiscendere a Capanna Presena dal Passo di Lagoscuro (m 2.970) attraverso il ghiacciaio. In questo caso, oltre al kit da ferrata, ci si deve portare dietro anche piccozza e ramponi (descrizione nel file PDF del sito www.capannalagoscuro.it). Oppure si può percorrere nella sua intierezza il "sentiero dei fiori" fino al Passo di Lago Pisgana (m 2.933), calando lungo il versante trentino sino al Rif. Città di Trento. Altrimenti, come abbiamo fatto noi, si torna dalla via dell'andata. Ho trovato il percorso faticoso anche se il dislivello è di soli 700 metri. Il tempo netto di andata-ritorno è stato di 4 ore ma i rallentamenti per le code l'hanno dilatato fino a 7 e mezza (quasi si perdeva l'ovovia!).


Informazioni utili sul percorso: escursioni_estive
► Come arrivare: con l'ovovia del “Paradiso”, che dai 1.870 metri del Passo del Tonale porta ai 2.573 metri di Passo Paradiso. Si parte sottopassando la seggiovia che sale a Capanna Presena che sale tra massi, detriti di falda e sfasciumi.
Si giunge così al passo del “Castellaccio” (m 2.963) dove inizia il percorso attrezzato. Dopo circa mezz’ora si attraversa la galleria “del Gendarme” (munirsi di torcia elettrica). Dopo circa un’ora si giunge finalmente al bivacco. Qualche metro più sopra si trova la cima di Punta Lago Scuro (m 3.166). Lo stesso sentiero è percorribile per il ritorno.
► L'ovovia ha orari strettissimi, adatti ai turisti ma incompatibili con l'attività alpinistica. Controllare spesso l'orologio per non rischiare di rimanere a piedi. Nei fine settimana il percorso è affollatissimo e i tempi di percorrenza si allungano sensibilmente.
► Il bivacco si chiama bivacco ma in realtà è una capanna sociale e in quanto tale è normalmente chiusa. Ad aggiungere confusione contribuisce il "presidio" che le domeniche estive l'associazione attua, tenendolo aperto. Non consideratelo un possibile punto d'appoggio. Inoltre: "Bivacco Amici della Montagna", "Capanna Lagoscuro" e "Capanna Giovanni Faustinelli" sono la stessa cosa.
► Si chiama "sentiero dei fiori" ma di fiori non ce ne sono perchè è in realtà un percorso alpinistico attrezzato che si svolge tra sassi e sfasciumi, con tratti esposti in parete. Richiede attrezzatura da ferrata e - se percorso interamente - anche piccozza e ramponi. Il nome non aiuta a capirlo e per certi turisti può costituire in una trappola.
► Il passaggio sui due aerei "ponti tibetani" può essere evitato utilizzando una galleria di guerra lunga 70 metri (occorre la pila).

2 commenti:

  1. wooow che per percorso spero di poterlo fare presto grazie del post

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  2. Volendo si può farlo fino a Cima Payer e, se si è in ritardo, scendere sul ghiacciaio (ramponi) fino alla Capanna Presena e dormire lì.

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