venerdì 11 giugno 2010

La genziana maggiore

Finalmente sono riuscito a fotografarla in fiore.
genziana maggiore gentiana lutea
Giugno 2010, 1600 metri di quota. E' la Genziana Maggiore (nome botanico
Gentiana Lutea L.) che tutti abbiamo usato per aromatizzare la grappa e che
qui è fotografata alla piane delle Viote, sul Bondone di Trento.
Il suo nome deriva da Gentius, re dell´Illiria dal 180 al 167 a.C. Secondo Dioscoride, fu colui che introdusse la pianta nella medicina, apprezzata ed utilizzata nella preparazione di sostanze curative e soprattutto di tonici. In passato, in tutta Europa, era molto utilizzata come febbrifugo prima della introduzione del chinino.
Le sue radici contengono l'amarogentina, presente nella misura dello 0,05%, che è considerata la sostanza più amara al mondo (il potere amaricante è calcolabile e nella amarogentina arriva a 580.000). E' controindicata nei casi di ulcere gastriche o duodenali.
genziana maggiore gentiana lutea
La radice della Genziana è gialla, a differenza di quella del Veratro (velenoso), con il
quale può essere facilmente confusa, e che invece è nerastra. Qui in qualche scatto
preso nelle Maddalene, catena confinaria fra Trentino e Sudtirolo.
Cresce nelle praterie delle Alpi e degli Appennini, dall´alta collina fino ai 2500 metri di altezza.
Non va assolutamente raccolta. Intanto perchè è specie protetta. E poi perchè (riporto) facilmente confondibile con la sorella Veratrum album L. velenosa mortale (esistono documenti storici che descrivono l'uso di questa pianta come veleno per l'esecuzione di condannati a morte). Le foglie del veratro sono alterne e tomentose nella pagina inferiore, quelle di genziana diversamente opposte e lisce. Le nervature della foglia del veratro sono nettamente e perfettamente parallele, quelle della genziana lo sono solo parzialmente e per brevi tratti, in modo del tutto vago e disordinato".

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