domenica 28 agosto 2011

La plastica nelle Dolomiti

Me ne ero quasi dimenticato e avevo escluso lo scatto dal post su Cima Sassopiatto.
Aurelio è ottimista per natura e si era prestato di buon
grado a mettersi in posa per questa foto lungo il sentiero
Federico Augusto al Sassopiatto, la scorsa estate.
Ma foto simili richiederebbero un commento ed un'attenzione particolari, come giustamente fa TerreAlte.
Che dire? L'assedio alla montagna non è fatto solo di cemento, impianti, asfalto e seconde case. C'è anche un diffuso cattivo gusto che fa da apripista preparando occhi e menti a cose peggiori.
Sarà perchè in montagna lo sguardo tende a puntare sugli orizzonti lontani e sfuoca le cose più  vicine, ma a me sembra che chi viene quassù arrivando dai panorami edilizi delle periferie urbane sia vaccinato contro il brutto e tenda a non vederlo. Anestesia.
Forse è questo che fa accettare cose francamente fuori posto come la mucca di Gardaland. Eppure una cosa brutta che vive solo grazie al riflesso del bello che ha intorno dovrebbe risultare ancora più sgradevole. O no? Ma sono soltanto opinioni...

3 commenti:

  1. Pare sia uno yak e non una mucca. Ma che c'entrano gli yak nelle dolomiti, come ho già detto a Terre Alte e ti rifaccio la domanda, pure quelli veri che ho visto pascolare da quelle parti ?

    Ciao e a presto sui ns Blog

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  2. Già gli Yak nelle Dolomiti. Bella domanda.

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  3. Mistero risolto. Ken e Shirley (autraliani in giro per l'Italia) hanno riconosciuto nel plasticone una Highlanders cow, detta anche Scottish cow cioè una mucca rustica allevata in Scozia.

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