sabato 14 settembre 2019

Rifugio Bedole "Adamello Collini" in Val Genova (Adamello)

"Adamello" è il nome di battesimo di una guida alpina che non si limitò a scalare le montagne ma fu anche attivo nella Resistenza antifascista, un uomo che merita d'essere ricordato fra i Giusti.
rifugio bedole
La storia di Adamello ripete quella di Celestino Donini a Molveno. Uomini liberi che
abitavano in un territorio intimamente collaborazionista, ma che non rinunciavano a
lottare. Il rifugio è stato ampliato ma la cartolina sotto mostra il suo aspetto originario.
Adamello Collini era figlio e nipote di guide, che furono con i primi salitori dell’Adamello e della Presanella.
Assieme ai famigliari gestiva il Rifugio Bedole, alla testata della Val Genova.
👉Venne catturato dai nazisti proprio nel suo Rifugio e fu deportato nel lager di Mauthasen dove trovò la morte il 12 febbraio 1945 all'età di 55 anni.
La sua colpa fu quella di aver aiutato tanti sbandati, renitenti alla leva, ebrei, soldati alleati a raggiungere la Svizzera, che allora voleva dire la salvezza. E' stato insignito della medaglia d'oro al valor civile.
rifugio Bedole 1950
Il rifugio nei primi anni Cinquanta, quando manteneva ancora l'aspetto che aveva al tempo di Adamello Collini. "Adamello trasformò il rifugio in un nascondiglio per profughi, aviatori inglesi o americani abbattuti, partigiani. Accompagnava quei disperati in fuga dai tedeschi attraverso il gruppo della Presanella fino al Passo del Tonale, così che da lì potessero raggiungere facilmente la salvezza in Svizzera. Riuscì a farne passare tanti, anche a gruppi di venti alla volta. Non fece gesti eclatanti, il suo era un eroismo silenzioso. La sua conoscenza della montagna gli permetteva di aiutare delle persone in pericolo di vita e lui si limitò a fare quello che sapeva fare bene, la guida." (by Alessandro Cristofoletti)
La SAT nel 1886 aveva eretto il rifugio Bolognini, che venne poi distrutto durante la prima guerra mondiale nel 1917. Adamello aveva iniziato la costruzione del rifugio nel 1931, ma nell’inverno dello stesso anno una valanga l’aveva distrutto. L’anno successivo, scelta un’area meno esposta alle slavine, gettò le basi per la nuova costruzione, che ultimò in un paio di stagioni.

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