mercoledì 27 novembre 2019

La gloriosa storia del rifugio "Giovanni Segantini" in Val d'Amola (Presanella)

Fu lui il primo rifugio a forma di cubo realizzato dalla SAT. Era il 1901 e ne sarebbero poi seguiti diversi altri.
rifugio giovanni segantini
Il vecchio cubo sopravvive anche oggi come dependance del rifugio, mentre nella
stagione invernale svolge la funzione di locale invernale dedicato agli sci-alpinisti.
Era una progettazione semplice e razionale, realizzabile in pietra e legno, cioè materiali del posto, in un'epoca in cui non esistevano elicotteri e tutto doveva essere trasportato a spalla o a dorso di mulo.
👉Le soluzioni semplici e pure del vecchio "cubo" hanno fortunatamente ispirato anche il nuovo progetto del 1977 per il quale furono adottati materiali e tecniche costruttive locali: struttura in pietra di tonalite e legno per le dotazioni e gli arredi interni.
Si sono poi susseguiti ulteriori ampliamenti, anche importanti, fino a conferirgli l'aspetto attuale.
In ogni caso le numerose aggiunte, compresi gli adeguamenti nelle dotazioni interne e di cucina, non hanno stravolto nulla di sostanziale, cosa che nell'epoca del Bio & Bau non è affatto così scontata, anzi.
rifugio giovanni segantini
Il primo rifugio a forma di cubo, di proprietà della SAT, fu inaugurato nel 1901 e dedicato al pittore Giovanni Segantini. Quella del cubo con spigolo di circa 6 metri fu una tipologia costruttiva fortunata, che ispirò poi il Dorigoni in Val di Rabbi, i rifugi Dante Ongari e Guido Larcher in Cevedale, il vecchio Mantova in Val di Peio, il Dodici Apostoli nel Brenta, il Taramelli nei Monzoni, il Brentari nei Lagorai.




rifugio giovanni segantini
Nel 1977 fu edificato un nuovo e più accogliente rifugio a fianco del vecchio cubo.
rifugio giovanni segantini
L'edificio costruito nel 1977 venne poi sottoposto ad ampliamenti e modifiche a partire dai primi anni Novanta. Questo è il suo aspetto attuale, con il vecchio edificio a cubo sulla destra. Fra i due edifici è visibile la baracca della teleferica di servizio.
rifugio giovanni segantini
Estate 2019. All'interno la sua la memoria è affidata ad alcune fotografie in bianco e nero che ripercorrono la storia di questa fondamentale base di appoggio per i primi alpinisti che puntavano a Cima Presanella venendo dalla zona dei laghi di Cornisello.

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