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martedì 7 luglio 2026

Il nuovo Bivacco Reali nelle Pale di San Martino

Il nuovo Bivacco Reali installato in Val Canali nel 2025.  Ha sostituito quello rosso che era lì dal 1970 (lo si distingue in fondo a destra).
Sullo sfondo a destra si intravvede la sagoma del vecchio bivacco a semi-botte, uno dei tanti "tipo Apollonio" isolati col criterio "di legno dentro di lamiera fuori", una generazione di bivacchi messa a punto e introdotta dall'ingegnere Giulio Apollonio, che fu anche presidente della SAT dal 1942 al 1944 e dal 1949 al 1950. Nel luglio 2025 la storica struttura metallica originale è stata sollevata in volo e poggiata 65 metri verso sud per fare spazio al cantiere del nuovo manufatto giallo (foto presa dal web).



Il vecchio bivacco a sei posti letto nella sua posizione originaria. Per oltre cinquan-
ta anni è stato una fondamentale base d'appoggio alpinistica per le ascensioni nel
settore meridionale delle Pale di San Martino. Servito dalla ferrata Fiamme Gialle.
Situato alla Forcella Màrmor, fu costruito dalla Fond. Berti e dalla Sez. Fiamme Gialle di Predazzo del CAI. Inaugurato il 19 luglio 1970, venne intitolato alla memoria dell'alpinista Renato Reali, finanziere e istruttore di alpinismo, morto nel 1968 durante un'ascensione in solitaria sul Grand Capucin.
👉Nel 1995 era stato spostato di circa 65 metri più in alto e più a sud rispetto alla sua posizione originale
Il vecchio bivacco Reali ripreso il 27 agosto 1995, l'ultima estate prima del suo spo-
stamento, che venne deciso a seguito di una malaugurata slavina.
dopo i danni provocati da una slavina. 👉Restò in funzione fino al novembre del 2025 quando fu sostituito dalla nuova struttura di colore giallo, un intervento che fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione dei bivacchi del CAI Fiamme Gialle che ha coinvolto anche il Bivacco Fiamme Gialle (Cimon della Pala) e il Bivacco Aldo Moro (Lagorai).
👉Veniva (e viene tuttora) normalmente raggiunto partendo dal sottostante Rifugio Treviso in Val Canali tramite la Ferrata Fiamme Gialle, che a sua volta fa parte di un percorso di avvicinamento più lungo e impegnativo; il bivacco, poi, costituisce un punto d'appoggio indispensabile a chi si appresta a salire la Croda Granda. 

lunedì 25 febbraio 2019

Alle due Malghe di Fierollo, nel gruppo di Cimon Rava (Lagorai)

Facile e breve escursione di mezza stagione tra le malghe del Tesino.
malghe fierollo
Malga Fierollo di Sotto. Un filo di fumo esce dal camino mentre si sta preparando qualcosa alla griglia. Sullo sfondo i monti della Valsugana con Cima Caldiera e l'Ortigara sulla sinistra, Cima Dodici al centro e il pizzuto Pizzo di Levico sulla destra. Poi la Vigolana.
malghe fierollo
Lo stallone di Malga Fierollo di Sotto con la casera sullo sfondo.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Verso Sud la lunghissima catena dei Lagorai si articola nel grande nodo montuoso di Cima d'Asta, che poi scende in Valsugana attraverso il "sotto-nodo" di Cimon Rava, fatto  di monti periferici e cattivi, ricchi di dislivelli e speroni di porfido senz'altro ostici, ormai frequentati solo dai valligiani.
GPS malghe fierollo
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
La breve uscita di oggi rappresenta un'eccezione, non solo perchè è breve, ma soprattutto perchè le due malghe sono servite da una comoda forestale (la prima) e da un altrettanto comodo e facile sentiero.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.369 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.776
Dislivello assoluto: m 407
Dislivello cumulativo in salita: m 540 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 540 circa
Lunghezza con altitudini: km 9,6
Tempo totale netto: ore 2:45 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: si abbandona la statale SS 47 della Valsugana all'altezza di Strigno prendendo in direzione Castel Tesino. Superati Bieno e Pradellano si prende sulla sinistra in direzione Driosilana proseguendo su stretta strada asfaltata sino al Km 5,3 dove si svolta a sinistra per Spiado e Fierollo (tabelle) e, sempre su asfalto, si giunge al bivio di quota 1.305 (località Spiado, cartello). Si prende ancora una volta a sinistra. In breve l'asfalto finisce e si dovrà cercare parcheggio a bordo strada nei primi metri della forestale chiusa al traffico veicolare.
Bivacco Malga Fierollo di Sotto.
Bivacco Malga Fierollo di Sotto. All'esterno c'è un fontana che assicura l'acqua corrente tutto l'anno.
Bivacco Malga Fierollo di Sopra.
Bivacco Malga Fierollo di Sopra. La dotazione è completa ma mancano i cuscini e le coperte. L'Ente proprietario delle due malghe (Comune di Bieno) ci tiene a ricordare che l'uso delle due strutture, in forza di un'ordinanza del sindaco, sono "riservate ai censiti".

mercoledì 25 ottobre 2017

Breve storia del bivacco alpinistico

I rifugi alpini esistevano già da un pezzo, ma per veder comparire i bivacchi alpinistici bisogna aspettare la fine della WW1 e gli anni Venti del Novecento: l'età del Jazz, del Futurismo diventato regime, della Rivoluzione d'Ottobre e del Fascismo...
bivacco alpinistico
1925: l'idea di Lorenzo Borrelli prende forma.
👉1925: l'accademico del CAI Lorenzo Borelli presenta ai soci la sua idea di allestire in zone lontane dai rifugi certe piccolissime strutture di sopravvivenza in grado di offrire riparo agli alpinisti impegnati in difficili ascensioni. Suo fratello Mario Borelli, assieme a Francesco Ravelli e Adolfo Hess realizzano la scatola in legno e lamiera, a semibotte.
I primi due bivacchi entrano in servizio nel gruppo del Monte Bianco, al Col d'Estelette e al Frebouze.
Due fiancate in legno semicircolari tamponano una struttura a semi-botte con telaio e copertura in lamiera.
Oltre alla porticina d'accesso e finestrella c'era anche un tubo per mano: la stufa ad alcool, un bidone per l'acqua, cinque pesanti coperte, pentola, accetta, pala, mastello.
bivacco alpinistico
192x: si afferma il modello "Apollonio" (qui il bivacco Lampugnani-Grassi del 1939,
sostituito nel 2011 con uno assolutamente identico). E' tutt'ora presente in numerose
varianti in tutto l'arco alpino.
Tutto in 2,25 metri di larghezza, 2 di profondità e 1,25 di altezza.
Per la cifra di "6.000 lire tutto compreso" i Ravelli, diventati costruttori di bivacchi, forniscono il pacchetto completo, chiavi in mano.
Nel prezzo era compreso anche il trasporto dei 20 colli da 25 chilogrammi l'uno, e la messa in opera.
bivacco alpinistico
1936: l'architetto Charlotte Perriand realizza il suo "Refuge Bivouac" sul Mount
Joly, nell'Alta Savoia francese. D'aspetto grezzo e quasi cantieristico, si basava
però su idee e concetti molto innovativi e al passo col progresso tecnico.
👉192x: l'ingegner Giulio Apollonio rielabora il progetto dei fratelli Ravelli e ne aumenta le dimensioni: su una pianta di 2,16 di larghezza per 2,63 di profondità Apollonio eleva una struttura alta 2,29 metri, con il tetto rastremato a semicerchio. Telaio in ferro, rivestimento interno in legno e (all'esterno) in lamiera.
Vi si poteva stare in piedi nella zona centrale e le cuccette a castello erano ricavate
su reti ribaltabili, così da poter pranzare seduti sfruttando l'esiguo spazio centrale.
Era così nato il "bivacco Apollonio" tutt'ora assai diffuso sui nostri monti.
👉1936: l'architetto Charlotte Perriand in collaborazione con un amico ingegnere sviluppa il "Refouge Bivouac": un telaio in tubi metallici appoggiato su trampoli: un concetto avveniristico poi ripreso nei decenni seguiti alla seconda guerra mondiale, quando (in coincidenza con la "gara spaziale" USA-URSS) comparvero sui monti bivacchi metallici dall'aspetto sempre più simile a quello di una navicella spaziale.
bivacco alpinistico
1938: Charlotte Perriand e Pierre Janneret presentano il "Refuge Tonneau" desti-
nato ad ispirare gli anni della Guerra Fredda e della Corsa allo Spazio. Era una ri-
elaborazione dell'idea del 1936, molto più curata e attenta agli aspetti formali.
👉1938: a soli due anni di distanza, la Perriand elabora (con Pierre Janneret) l'estremistico "Refuge Tonneau" dove l'opzione tecnologica e aperta al futuro prevale su tutto, a
partire dalla forma e dal definitivo divorzio dai materiali tradizionali.
La Perriand (bisogna dirlo) non era una sprovveduta visionaria. Faceva parte dell'intellettualità d'inzio secolo: alla sua penna vanno ascritti alcuni dei più bei mobili partoriti dall'incubatoio della Bauhaus, quelli che siamo abituati a chiamare "mobili Le Corbusier", dal nome del celebre urbanista e architetto.
👉In definitiva, a dominare nel Novecento fu comunque il classico "Apollonio" rivestito in lamiera, quasi sempre verniciato in rosso per renderlo più visibile a distanza.
bivacco alpinistico
In alto a sinistra: il Bivacco "Bruno Ferrario" sulla Grignetta realizzato Mario Cereghini nel 1966-67 è forse il più fotografato tra i bivacchi "spaziali" degli anni Sessanta, che comunque non furono pochi. In alto a destra una suggestiva notturna dal bivacco sul Monte Due Mani, nel Resegone e - in basso - ancora il bivacco sul Due Mani, poi il bivacco "Cesare Mario Felino" sulla Majella ed infine il bivacco "Joseph Pixner" nel gruppo di Tessa, in Val Passiria.








lunedì 24 luglio 2017

Il nuovo bivacco "Alla Madonnina" sulla Vigolana (monti di Trento)

Questo è il nuovo bivacco "Alla Madonnina". Ero curioso di vederlo.
bivacco alla madonnina in vigolana
Soprattutto con i 33° che abbiamo trovato sabato 24 giugno l'ultima parte del sentiero SAT 444 che sale dai Frisanchi, con quelle rampe sempre esposte al sole... Ma una volta arrivati ci siamo riconciliati col mondo (succede lo stesso per la vicina Marzola, con le sue tre cime). A sinistra la vecchia struttura ricavata da una baracca ANAS, che era in servizio dal 1966. La foto a destra è di AlpStudio. Il bivacco è affidato in gestione alla sezione SAT di Caldonazzo.
bivacco alla madonnina in vigolana
L'aspetto del nuovo edificio, che dal settembre del 2016 sostituisce la precedente
struttura in lamiera rossa, molto simile ai classici bivacchi alpinistici "Apollonio".
Vedi le altre foto in Google Photo.
La SAT ha sostituito il vecchio (e ancora efficiente) bivacco con una costruzione più "adeguata ai tempi". Non intendo discutere delle priorità d'intervento dello storico sodalizio trentino, soprattutto perchè i volontari che hanno prestato la loro forza-lavoro gratuitamente meritano rispetto incondizionato anche perchè meno "visibile" di quello dei vertici, spesso impegnati in lunghe discussioni con mamma Provincia sui "contributi" e sulle "competenze".
bivacco alla madonnina in vigolana
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Il nuovo bivacco ha un disegno sconcertante ed un interno luminoso, ampio e comodo, che si apre sull'esterno con ben cinque superfici vetrate.
Impegna in pianta un'area più piccola del precedente, ma vanta un'abitabilità di gran lunga superiore. Com'è possibile?
Probabilmente proprio grazie al suo disegno sconcertante, che si apre verso l'alto, come un tronco di piramide rovesciato e poi poggiato a terra.
Ecco allora che i suoi "piedi" poggiati sul terreno sono meno