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giovedì 18 giugno 2020

La cartografia OpenStreetMap (OpenSource e condivisa) può fare a meno del Flash di Adobe

Dopo diverso tempo mi sono permesso di modificare un dato della cartografia OpenStreetMap, che é diventata, detto per inciso, sempre
La modifica riguarda il Monte Picosta, sopra Celado, in zona Castello Tesino. Nel-
la schermata l'area di lavoro "iD" usata al posto di OSM Potlatch, non più attiva.
più precisa e aggiornata in confronto a quelle a pagamento.
👉Ne approfitto per segnalare che la interfaccia OSM Potlatch, basata com'era su Flash di Adobe, non funziona più poiché quella tecnologia é in via di "rottamazione".
👉Per fortuna resta invece perfettamente funzionante l'altra interfaccia, come si vede dalla schermata ripresa qui a sinistra.
La posizione della modesta cima del Monte Picosta era stata confusa, probabilmente a causa dell'andamento pianeggiante della linea di cresta, con la piccola "schiena" in corrispondenza del Maso Muraro. La vera cima di questa boscosa elevazione che si trova sopra Celado (Castello Tesino) è in realtà 700 metri più a NNW, come "certificato" dalla palina della SAT.

mercoledì 21 dicembre 2016

Una mappa Lidar delle Alpi orientali

L'ultima mappa vettoriale OpenAndroMaps per OruxMaps è ora "appoggiata" su un profilo dei rilievi alpini fatto con una scansione al laser.
OruxMaps
Dettaglio attorno a Cima Fornace, vicino a Passo Manghen. In grigio il sentiero che
ho mappato in OpenStreetMap qualche mese fa e che è stato automaticamente "ri-
succhiato" nelle mappe OpenAndroMaps (vengono aggiornate ogni due o tre mesi).
Nota: in OSM la quota di Cima Fornace è attualmente segnata una ottantina di me-
tri a Nord-Est della sua reale posizione sul terreno. Andrà corretta...
Il rilievo del terreno effettuato col Lidar (un radar a fascio di luce) è più preciso, le distanze e le curve di livello sono più attendibili.
Delle tante mappe disponibili a noi interessa la "Alps_Ost", che è ag-giornata al 10 dicembre 2016, pesa circa 640 Mb e copre il tratto di arco alpino dal Lago di Costanza alle Alpi Slovene, comprese le prealpi italiane dal bresciano al Carso triestino.
È stato migliorato anche il set di simboli che ora si chiama "Altitude 4" (a noi interessa il sub-set "Hiking", cioè escursionistico).
Anche il set di simboli si può installare sullo smartphone direttamente dal sito OpenAndroMaps.com che fa parte della benemerita galassia OpenStreetMap, che mi meritevole di un sostegno tangibile (donazione di qualche Euro) anche perchè mappa e simboli sono completamente gratuiti.

lunedì 5 dicembre 2016

Le info pericolose dell'Ente Parco nel Brenta

Occhio ai trappoloni per turisti fiduciosi!
cartelli pericolosi
L'incredibile cartello appeso in bella mostra sul muro di Malga Tassulla e replicato
a Baita Nana. L'imprudente escursione che, seguendo l'indicazione, s'avvia per la
cresta nord del Brenta confidando di arrivare ai rifugio Pedrotti e Tosa in meno di
due ore rischia di mettersi seriamente nei guai, specie se si tratta di un ignaro e fi-
ducioso e inesperto turista che "si fida". Il trappolone è colorato con i colori clas-
sici della SAT, come purtroppo fanno spesso i numerosi millantatori del cartello
Ve la immaginate una tabella SAT che dal Pian dela Nana riporti per i Rifugi Pedrotti e Tosa solamente "ore 1,50" di cammino, quando invece non basterebbero due intere giornate?
No, eh? E certo che no, la SAT è fatta da gente che va in montagna e quando si occupa di sentieri sa bene quello che fa.
Ma i gestori dell'Ente Parco? Fanno come certi burocrati lontani e comodosi, abbarbicati alla scrivania in qualche lontano ufficio e incapaci perfino di controllare i lavori delle infinite ditte e dittarelle cui appaltano lavori che san solo di prebenda.
E a proposito: quando sarà che enti vari, comuni, gruppi e conventicole, gestori privati e soggetti vari la smetteranno di usare i colori della SAT per la loro cartellonistica sempre alla ricerca di una credibilità che non hanno?

lunedì 7 gennaio 2013

L'Atlas Tyrolensis in alta risoluzione

Wikipedia tedesca dedica all'Atlas Tyrolensis una bella pagina che contiene quattro link a file in alta risoluzione.
cartografia alpina
"L’«Atlas Tyrolensis» del 1774, noto anche come «Mappa di Anich»,
è ora esposto nella biblioteca di Castel Juval."
 (Reinhold Messner,
"Breve storia dell'alpinismo in 33 oggetti", Corbaccio, 2023, Edi-
zione del Kindle).
E' la prima carta geografica del Tirolo realizzata con misurazioni geodetiche e fu pubblicata nel 1774. Fu costruita per iniziativa del gesuita Ignaz Weinhart ed è opera di Peter Anich e del suo studente Blasius Hueber, soprannominati "cartografi contadini" per le loro origini ed è considerata uno dei più importanti risultati cartografici internazionali del XVIII secolo per la sua precisione e l'estensione dell'area rappresentata.
👉Metto qui solo il link al quadrante sud-ovest che comprende il Sudtirolo ed il Trentino occidentali, ma sulla pagina Wiki c'è l'intero l'Atlas.
Anche per avere notizie sul suo autore bisogna ricorrere alla versione tedesca.
Mentre l'assessorato all'urbanistica della Provincia Autonoma di Trento se la cava con un misero rimando a quella di Bolzano (che non è poi così ben messa neppure lei).
E pensare che quest'opera settecentesca di Peter Anich è una pietra miliare della cartografia del Tirolo storico, un riferimento noto e unanimemente riconosciuto.

giovedì 9 agosto 2012

Sono impermeabili le nuove cartine della 4Land

La mano setosa (a base di argilla - brevetto francese) le fa sembrare di morbida carta ma in realtà sono di plastica, e quindi water-resistant.
Le nuove cartine in plastica nella classica scala escursionistica 1:25.000.
Non mi lamento del prezzo un po' alto (9,90 euro) perchè so che in caso di necessità potrò usarle per riparare lo zaino dai temporali improvvisi e che la loro resistenza ai piegamenti e al vento vale, almeno per me, la spesa. Per ora il nuovo standard interessa tre new-entry in scala 1:25.000 (che è quella giusta) e cioè  Trento e Monte Bondone, Valle dei Laghi e alto Garda, Pale di San Martino e Vanoi.
Per l'occasione la 4Land di Trento ha introdotto una novità molto attesa dagli escursionisti più attenti: le tonalità del rilievo hanno ora una sfumatura più morbida che migliora la leggibilità generale della mappa, cosa che non guasta.

lunedì 27 febbraio 2012

I monti trentini secondo Cesare Battisti

Gigi mi comunica che, per quanto riguarda il Trentino, la suddivisione ufficiale SOIUSA verrà da lui ignorata in quanto preferisce quella di Cesare Battisti, stagionata ma a suo avviso più aderente alla situazione sul terreno.
monti trentini

Secondo me non ha tutti i torti. La SOIUSA, che vedo positivamente in quanto "transfrontaliera" e anche, perchè no, lontana da ogni sospetto di ascendenze italocentriche, mi ha però messo in difficoltà "classificatorie" soprattutto nella zona attorno a Trento (Paganella, Bondone, Calisio, Vigolana, Altipiani, Ledro, Baldo...) dove correndo dietro allo schema gerarchico di SOIUSA certe cime finiscono extra moenia e quindi inclassificabili. Devo dire che il vecchio Battisti questi problemi non li crea, ed anzi mi guida, ancora oggi, ad una lettura geografica del territorio che va d'accordo con quanto vedo davanti  agli occhi. Più in generale, Gigi aggiunge qualche opportuna nota ad uso dei più giovani:
"Cesare Battisti è senz’altro più noto come uomo politico socialista e per la sua scelta irredentista nella Prima Guerra Mondiale. Una scelta fatale che lo porterà alla morte, dopo essere stato catturato dagli austroungarici sul Monte Corno, portato a Trento, accusato di alto tradimento, giudicato colpevole e impiccato nella Fossa del Buonconsiglio il 12 luglio 1916. 

Ma Battisti fu anche un ottimo geografo (prese la laurea in lettere e in geografia all’Università di Firenze), oltre che buon alpinista (sulla Paganella c’è il Canalone Battisti, salito appunto da lui, insieme a Riccardo Trenti, nel lontano 1903).

Come geografo girò il Trentino in lungo e in largo, ricavandone belle guide turistiche sulle valli, le città e i paesi maggiori. Lavorò anche a guide militari per l’esercito del Regno d’Italia, relative al fronte meridionale della Grande guerra che correva fra Trentino e Veneto.
Tra l’altro si occupò dei gruppi montuosi del Trentino tracciandone una suddivisione che, a mio modesto parere, è quella più logica e geograficamente corretta.
Nelle relazioni delle escursioni ospitate dall’amico Fausto, mi sono quindi attenuto ai Gruppi montuosi indicati dal Battisti".

Nota: la Casa Editrice “La Finestra” di Lavis (Trento) ha pubblicato una ponderosa versione anastatica, a quasi novant’anni dalla prima edizione curata dalla moglie Ernesta Bittanti, che raccoglie appunto il suo lavoro di geografo. La splendida pubblicazione, intitolata “Opere geopolitiche”, consiste di due volumi (1.600 pagine) accompagnati da un CD, al prezzo di 120 euro.

venerdì 24 febbraio 2012

La Via delle Bocchette dei Fratelli Pedrotti

Ripesco nei meandri della libreria di casa un pieghevole edito dai Fratelli Pedrotti di Trento sul finire degli anni del boom.
Negli anni Cinquanta e Sessanta la professione di antifascismo suonava eretica alle orecchie della benpensante borghesia trentina, sempre molto attenta e attiva quando si trattava di espungere qualsiasi forma di testimonianza antifascista dal proprio "cursus honorum".
La famiglia borghese di questi rinomati fotografi trentini, una delle poche che hanno saputo camminare a testa alta durante il ventennio, era perciò guardata con sospetto nel generale grigiore di quegli anni.
via delle bocchette
Conoscitori e amanti della propria terra, diedero sostegno e supporto logistico ai piccoli nuclei partigiani che tenevano i contatti con la missione anglo-americana operante nel Gruppo di Brenta, in quel tristeTrentino provincia del Reich.
Fratelli Pedrotti
Nemmeno per sbaglio dalla numerosa schiera di politicanti democristiani del dopoguerra s'è alzata una voce a ricordarli. Eppure tutti sapevano: Alcide Degasperi & Flaminio Piccoli, Bruno Kessler & Giorgio Grigolli, Mario Malossini & Lorenzo Dellai. Tutti uniti a far finta di niente. Complimenti!

domenica 19 giugno 2011

Novità: cartine plastificate e catasto SAT

Ricevo e pubblico: "...questa mattina sono passato all'Euroedit a salutare i due che si occupano della cartografia. Dopo un po' di chiacchiere sono uscito omaggiato di 6 carte al 25.000 nuove di zecca! Cinque di queste sono antistrappo e impermeabili. Il peso è aumentato da 67 gr. a 106 gr si spera che in compenso siano davvero antistrappo e impermeabili, ovviamente non faccio la prova, infine se proprio uno vuol passare il tempo può pure scriverci su con il pennarello, in allegato ti mando due foto.
Altra novità riguarda il libro del Catasto dei sentieri SAT. Ho visto il progetto che prevede non più un tomo come quelli precedenti, bensi 6 volumi per atrettanti porzioni di Trentino. A far lievitare il numero dei volumi è l'inserimento di foto, e una breve descrizione del percorso. In poche parole stanno preparando un Catasto da poter vendere anche ai turisti e non solo ai soci della SAT ai quali, almeno in teoria, bastava il sobrio volume unico".

giovedì 22 aprile 2010

La partizione delle Alpi

SOIUSA, la nuova suddivisione dell'arco alpino.

La partizione classica dell'arco alpino prevede la suddivisione in tre ampi settori: Alpi Occidentali, Alpi Centrali, Alpi Orientali. E' un'interpretazione tutta italiana dello spazio alpino introdotta nel 1926 e tutt'ora in uso, ma in contrasto con le ripartizioni adottate dai paesi confinanti.



La nuova ripartizione Soiusa prevede invece due soli settori alpini: Alpi Occidentali ed Alpi Orientali ed adotta un criterio di suddivisione territoriale molto nidificato basato sulla geografia anzichè su criteri "nazionali".