venerdì 17 agosto 2018

Il patto di ferro fra la cipolla e il barbecue

Che sia bianca, gialla o rossa è comunque una protagonista assoluta nell'angolo del barbecue: vale sia per l'estate che nei mesi freddi.
Servelade Würstel
Lo svizzero Servelade (il würstel nazionale elvetico) con la cipolla bianca.
La stagione più propizia resta quella estiva, quando le famose "rosse di Tropea" compaiono anche sui banconi dei supermercati del Nord e, dolci e croccanti come sono, entrano direttamente nelle insalate.
Tuttavia anche d'inverno la cipolla rimane gran protagonista: con le patate nei vari piatti "ognitempo", i molti "zupponi" della cucina contadina che un tempo venivano cucinati nel camino di casa e che oggi vengono confezionati sulle piastre di ghisa e sulle griglie di acciaio inox...
Kajzarska klobasa
La slovena kajzarska klobasa con cipolla rossa e rosmarino. Il grasso abbondante la rende adatta alle grigliate e al barbecue.
cipolla di tropea
La cipolla di Tropea dà il meglio di sè ad inizio estate, quando è ancora in forma di cipollotto e può essere impiegata nella sua intierezza, specialmente nelle diverse insalate e piatti freddi, così adatti alla confortevole ombra pomeridiana del gazebo.
zuppone di patate
La modesta cipolla gialla in uno zuppone di patate con  rosmarino e salvia, stracotto in teglia di ferro tra la piastra e la campana.



venerdì 10 agosto 2018

Il grande anello del Rascesa (Val Gardena)

Ampio giro ad anello sulle pendici meridionali del monte Raschötz (Rascesa in italiano e Rescesa in ladino), con partenza dalla stazione a monte della funicolare di Ortisei, passaggio in quota dalla cresta sommitale fino all'Ausserraschötz (m. 2.281), con poi un lungo ritorno a valle attraverso antichi percorsi e sentieri poco o nulla frequentati.
Rascesa
Cinquanta metri più in basso, sulla sinistra, si snoda la lunga teoria di turisti saliti con la funicolare. Ma l'aerea, facile e superpanoramica cresta del Rascesa è completamente deserta. A sinistra la bastionata dell'altipiano dello Sciliar, a destra le dolci ondulazioni dell'altipiano del Renon.
Rascesa
Dalla cresta del Rascesa verso Nord: l'intaglio della Val d'Isarco con le cime della
cresta di confine austriaca.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Per il ritorno a valle abbiamo scelto un percorso molto ampio e altrettanto vario, che si compie fra mulattiere lastricate usate un tempo per portare le vacche all'alpeggio, boschi silenziosi, stradelle forestali, prati panoramici.
Non mancano gli strappi in contropendenza, quello più impegnativo (il Katzenleiten, passaggio del gatto) aggira uno sperone porfirico ed è attrezzato con cordini metallici, scale in legno e balaustre antivertigine.
Per la discesa a Ortisei ci si avvale infine della lunga e ripida mulattiera
GPS Rascesa
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
lastricata usata un tempo per trasferire le mandrie all'alpeggio.
L'affollamento delle praterie sommitali l'abbiamo by-passato scegliendo di percorrere il Rascesa interamente in cresta, godendo così del doppio affaccio verso Nord e verso Sud, un bel traverso orizzontale nelle praterie stupende e deserte.
Se si eccettua l'incrocio presso la cappella alpina di Heiligkreuz (dove abbiamo intersecato il flusso turistico) in tutta la giornata non abbiamo incontrato anima viva.
Unica eccezione i quattro turisti tedeschi che si rifocillavano al ristoro del maso Ramitzler Schweige, che comunque provenivano da altre zone e che sono rapidamente scomparsi alla vista.
formaggio grigio
A proposito: alla Ramitzler Schweige - frequentata per lo più dai locali a fine settimana - hanno anche il Graukäse (formaggio grigio) e servono pure i canederli di grano saraceno con insalata di cavolo cappuccio (insomma: no makaroni, no spacheti, no proseko...).
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza: m 2.130 (stazione a monte della funicolare)
Quota di arrivo m 1.240 (parcheggio a Ortisei)
Quota massima raggiunta: m 2.258
Dislivello assoluto: m 128
Dislivello cumulativo in salita: m 600 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 1.050 circa
Lunghezza con altitudini: km 17,4
Tempo totale netto: ore 5:30
Difficoltà: EE

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Il ritorno a valle avviene in discesa ma le contropendenze si accumulano e a fine giornata assommano a ben 700 metri. Attenzione: senza traccia GPS l'orientamento dopo la Ramitzler Schweige è problematico.

Come arrivare: si risale la Val Gardena sino al suo capoluogo, St. Ulrich/Ortisei. Si cerca posto in uno dei parcheggi a pagamento all'interno del paese. Bisogna mettere in conto 12 Euro a giornata.

sabato 4 agosto 2018

Grigliata estiva di verdure alla piastra

Quando il sole si trova nella costellazione del Leone, persino le verdure scottate alla griglia riescono a dare una sensazione di frescura...
grigliata di verdure
Insalata mista e verdure da fare alla griglia, accompagnate da bruschette su base
di pane di Altamura.
Se si usa la piastra in ghisa e il fornellone a gas si può saltare la lunga fase di preparazione delle braci,  che d'estate fa un po' girare...
Il passaggio sulla ghisa ben calda deve essere rapido ma attento, per per evitare fastidiose bruciacchiature.
I tempi di cottura delle melanzane, dei peperoni e delle zucchine sono diversi e bisogna controllare "de visu".
Appena pronte, le fettone vanno spostate in un piatto largo e basso e lasciate riposare in una concia "ex-post", molto semplice perchè composta solo da olio, aceto, erba cipollina e basilico (sale a piacere).
grigliata di verdure
La grigliata di verdure alla piastra: melanzane, peperoni e zucchine conditi con erba cipollina, basilico, aglio e olio (le cipolle di Tropea sono state dirottate nell'insalata).
grigliata di verdure
Le ormai classiche "bruschette alla Paolo" appoggiate su un superbo pan-cassetto fatto in casa da Gigi; ma normalmente va più che bene anche il pane pugliese di grano duro (insomma, quello di "semola") che fortunatamente ormai è reperibile quasi dappertutto.


lunedì 30 luglio 2018

I paesaggi son sempre fatti da chi li abita

Il paesaggio racconta molte cose delle genti che lo abitano, descrive un universo mentale, un intero mondo, perchè ne è in pratica il front-end.
Uno qualsiasi dei non-luoghi della Val Padana. Capannoni, cemento, plastica e
asfalto. Sempre e solo per i "schei". E' il lascito ambientale del "modello veneto".
Basta solo farsi qualche domanda e anche senza conoscere popoli e costumi scaviamo dalla nostra enciclopedia mentale ipotesi, collegamenti, informazioni... ma non è solo una questione razionale.
Il rapporto con il paesaggio è fatto anche dalle sensazioni che vengono nel camminarvi dentro, una scenografia fatta di cielo, terra, aria ed acque ma anche di profumi, odori, rumori, sonorità, voci , luci, contrasti, cadenze.
Ma oltre alle implicazioni emotive ci sono quelle sociali. Insomma: che tipo umano ne è l'autore protagonista?
In Val Sarentino, a Nord di Bolzano e verso il Brennero. Anche qui il reddito pro-capite è fra i più alti d'Europa... ma capannoni, plastica, cartelloni pubblicitari e anarchia urbanistica (che pure ci sono, e pure parecchio) non sono fra le priorità.

giovedì 26 luglio 2018

La lunga cresta del Monte Cavallo sopra Vipiteno

Basta spingersi - anche appena appena - oltre le mete standard delle brochure APT ed è facile imbattersi in piacevolissime sorprese... come questa crestina aerea e panoramica alla portata di (quasi) tutti.
Rosskopf Monte Cavallo
Siamo praticamente alla periferia di Vipiteno, ma veleggiamo lungo sentieri di cresta che vanno tra prati in fiore e panorami di confine, e comunque sempre lontani dalla pazza folla.
Rosskopf Monte Cavallo
La croce di vetta del RossKopf/Monte Cavallo. A destra di Cime Bianche di Telves.
Gli impianti sciistici di Monte Cavallo ce l'hanno messa tutta per ridurre questa panoramica cima delle Alpi Breonie Occidentali ad una mera appendice della rete di piloni e funi così amata dagli sciatori, in pratica una semplice estensione del fondovalle sovracementato e strozzato fra capannoni, autostrada e ferrovia.
Rosskopf Monte Cavallo
La lunga cresta Rosskopf-Ochsenscharte vista dalla conca della Vallimingalm.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Perfino la segnaletica ufficiale AVS ci spinge a salire lungo la pista da sci, quando il vicino e tradizionale sentiero di cresta sarebbe molto meno faticoso e più
remunerativo.
Se però riuscite a vincere la repulsione e, dopo aver seguito la segnaletica AVS che vi ha spinti direttamente su per le piste da sci arrivate, forse un po' delusi, sulla cima del Rosskopf.
GPS Rosskopf Monte Cavallo
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Qui ha inizio la parte più interessante del percorso: un aereo sentierino che punta a Nord, sempre in cresta e con una serie di su e giù e anche non privo di qualche passaggio delicato.
Estremamente aperto a panoramico, non va sottovalutato per l'esposizione e qualche passaggio un po' tecnico, ripido e anche scivoloso.
Poca cosa per chi ha piede fermo e non soffre di vertigini ma che potrebbe porre qualche problema agli altri.
Giunti all'Ochsenscharte (forcella dei buoi) si abbandona il percorso di cresta e si gira a destra, calando

domenica 22 luglio 2018

L'origano cubano, una piccola pianta grassa e aromatica chiamata anche "il maiale dei poveri"

Alle nostre latitudini può rimanere all'aperto solo d'estate. Nei mesi freddi va tenuto sempre al chiuso, dove fa anche la sua figura sui davanzali di casa.
origano cubano
L'origano cubano nel giardino di casa. Le sue foglie carnose si mangiano al natu-
rale, su altri cibi per aromatizzarli, come ingrediente nelle ricette caraibiche o co-
me condimento nei piattti di pesce.
E' una pianta perenne, a foglia larga e grassa che nelle nelle caraibiche isole Barbados è conosciuta anche come “poor man’s pork” (il maiale dei poveri) perchè si mangia anche fritto, come usano gli inglesi col loro bacon.
Alle Barbados le foglie si mangiano al naturale, su altri cibi per aromatizzarli, oppure come ingrediente nelle ricette tradizionali, come il tipico Barbadian Bajan, un condimento per il pesce. L’origano cubano è immancabile nella cucina locale, e l’antica usanza era di friggerne le foglie per mangiarle come il bacon: da qui viene il termine confidenziale con cui è conosciuto (poor man’s pork).
poor man's pork
Vive benissimo anche in Valsugana, ma solo d'estate. D'inverno basta la più insignificante gelata per ammazzarla.
origano cubano
Insalata di pomodoro dell'orto, cipolla di Tropea e origano cubano.

giovedì 12 luglio 2018

Il Sentiero degli Scaloni, sulle balze a monte di Dro (Valle dei Laghi)

Con partenza da Ceniga di Dro, ci si arrampica sulle Coste dell'Anglone, in destra Sarca. Ben presto il sentiero si rivela una divertente ferrata, ricca di opere fisse e di vecchi gradini scavati direttamente nel sasso.
Sentiero degli Scaloni
Il percorso inizia nei pressi di Maso Lizzone e ben presto si trasforma in una divertente ferrata servita da diverse attrezzature e ricca di scorci sulla valle del Sarca, coi paesi di Dro e Ceniga in primo piano. Per chiudere l'anello è consigliabile (una volta arrivati alla "cavra" che segna il termine della ferrata) scendere a Dro sfruttando appunto il Sentiero delle Cavre.
Sentiero degli Scaloni
Il punto terminale del percorso è segnato da una "cavra", l'incastellatura che so-
steneva il cavo della teleferica che trasportava a valle il legname da ardere.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Non c'è nulla di difficile, ma  è assolutamente da sconsigliare ai turisti privi di esperienza.
Il ritorno più rapido (ad anello) sfrutta il Sentiero delle Cavre, già documentato in un precedente post, al quale rimando.
Altrimenti ci si può dirigere verso Arco e poi, con lungo giro ad anello da fare in parte su strada asfaltata, tornare al parcheggio di Ceniga di Dro.
E' quello che abbiamo fatto noi (21 chilometri in tutto) ma lo sconsiglio vivamente: molto meglio chiudere ad anello con il Sentiero delle Cavre, e
GPS Sentiero degli Scaloni
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
specialmente d'estate. N.B.: la traccia GPS si limita al tratto del Sentiero degli Scaloni.

Quote e dislivelli (dati del GPS + carta tecnica provinciale):
Quota di partenza/arrivo: m 118 (parcheggio in centro a Ceniga)
Quota massima raggiunta: m 525
Dislivello assoluto: m 407
Dislivello cumulativo in salita: m 420 circa