sabato 23 giugno 2018

La natura felina di Milo, gatto peraltro normale ed anzi affettusosissimo

Il gatto Milo, giovane e giocherellone new-entry di casa, si comporta "da gatto", ma
non lo fa solo sul divano di casa, quando gioca con noi...
Voglio incollare qui, senza altri commenti, qualche scatto preso in un pomeriggio qualsiasi nel cortile di casa,
dove Milo prosegue i suoi giochi felini, stavolta ai danni di un merlo già adulto. E' il dark side della natura felina, anche se vederselo certificato da foto "in diretta" può non piacere.
gatto cattura merlo
gatto cattura merlo
gatto cattura merlo

martedì 19 giugno 2018

I fasoi en bronzon cucinati nel forno olandese

Questo è veramente uno slow-food, un mangiare lento: intanto perchè i fagioli borlotti secchi vanno lasciati in ammollo in acqua per una notte intera, poi perchè la cottura deve procedere a fuoco molto basso, per molto tempo.
fasoi en bronzon
I fagioli secchi vanno lasciati rinvenire in acqua per una notte.
Si tratta di un piatto saldamente radicato nella tradizione contadina, quando le donne passavano in cucina molto tempo, la fornasela era sempre accesa e i fagioli secchi erano uno dei pochi alimenti a lunga conservazione.
E' un classico "comfort food", qualcosa di saziante, adatto alle alle serate fresche e alle giornate d'inverno.
Spolverando con peperoncino rosso a piacere i fasoi en bronzòn prendono quel fondo piccante che riesce a fare la differenza.
fasoi en bronzon
Si prepara direttamente nel bronzòn un soffritto di pancetta e cipolla (150+150 grammi per mezzo chilo di fagioli secchi). Io aggiungo anche un mezzo bicchiere di acqua, un cucchiaio di olio d'oliva, due cucchiai di concentrato di pomodoro, un dado da brodo, e condisco con pepe, due spicchi d'aglio, salvia e rosmarino (o, in alternativa, 4 o 5 foglie di alloro).
fasoi en bronzon
Si aggiungono direttamente nel bronzòn i fagioli scolati, come nella foto, poi si mescola e ci si appresta ad aspettare a lungo... Più che bolliti, i fasoi en bronzon vanno sobbolliti lentamente, così da sottoporli ad una cottura lenta e addensante. Più lenta è meglio riescono. A quel punto sono pronti per planare in tavola. Il loro aspetto "finale" può variare, e anche di molto: c'è chi aggiunge fette di pancetta, chi li fa asciugare, chi aggiunge farina, eccetera.

mercoledì 13 giugno 2018

Anello di Val Rosandra (Carso triestino)

Giro vario, ampio e di gran respiro nei luoghi di elezione del grande sestogradista triestino. Con partenza e arrivo alla Vedetta di San Lorenzo presso Basovizza, proprio a due passi da Trieste.
Val Rosandra
L'intaglio della Val Rosandra visto dalla Vedetta di San Lorenzo, punto di partenza e arrivo dell'escursione. Sulla sinistra il ciglione carsico triestino, segnato dal tracciato della vecchia ferrovia Trst-Hrpelje (Trieste-Erpelle, ora pista ciclabile). A centro-destra il panettone del Monte Carso, che ci impegnerà nella prima parte della gita, compresa la discesa dal Cippo Comici alla chiesetta di Santa Maria in Siaris (la vena di roccia grigia al centro della foto). Il fondovalle col torrente ed il suo magnifico sentiero escursionistico che porta a Bottazzo rimane fuori vista.
cippo comici
Dal Cippo Comici ... (click per ingrandire) si scende alla chiesetta di S.Maria e poi
a Bottazzo. A mezza giornata, dopo la sosta mangereccia a Bottazzo, siamo rien-
trati con percorso elementare, vario e panoramico.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Si parte scendendo dalla Vedetta di San Lorenzo fino al vecchio Rifugio Premuda, da dove si sale al cupolone del Monte Carso.
Si transita poi al panoramico ed evocativo Cippo Comici, da dove ci si cala alla chiesetta di Santa Maria in Siaris.
Da qui si scende con facile percorso al sentiero di fondovalle, che ci porta a Bottazzo, il vecchio posto di confine italo-jugoslavo.
Qui è d'obbligo una sosta alla Trattoria Bottazzo, dove Fabio e consorte propongono ruspanti piatti triestini.
GPS Val Rosandra
Le placconate della Rosandra hanno tenuto a battesimo generazioni di arrampi-
picatori triestini, compresi i duri e puri riuniti nell'associazione dei "Bruti della
Rosandra". Ci giriamo attorno, godendo di scenari e POI (point of interest) fuo-
ri dall'ordinario, tornando infine al ristorante "Al Pozzo", presso il parcheggio.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Le frequenti difficoltà di orientamento e la discesa dell'esposta crestina tra il Cippo Comici e la chiesetta di Santa Maria in Siaris ne fanno un percorso EE (escursionisti esperti), anche se il ricorso alla traccia GPS elude almeno un corno del problema.
Muovendosi con attenzione si riuscirà infatti a scendere alla chiesetta senza troppi patemi d'animo: ma questa considerazione vale solo per chi non soffre di vertigini, poichè
l'esposizione c'è, e non è leggerissima. Epperò questo è tutto. Il resto è puro godimento.
Dopo la sosta alla trattoria Bottazzo l'anello viene completato rimontando il ciglione carsico sull'altro versante della valle e percorrendolo in

sabato 9 giugno 2018

Le Jausenstation sudtirolesi

Sono piccoli bar, mescite, punti di ristoro che si incontrano lungo gli itinerari escursionistici, specialmente in quota. Ed è strano che nel vicino Trentino non ve ne ne sia quasi traccia. Jausen, una parola che...
Jausenstation
Una Jausenstation situata lungo il Marlinger Waalweg, uno fra i tanti percorsi turi-
stici lungo i Waale, i canali d'acqua costruiti per garantire l'irrigazione delle coltiva-
zioni del fondovalle. Il piatto più gettonato nelle Jausenstation è il tagliere di salu-
mi e formaggi, il celebre Brettljause, merendone freddo ma energetico.
...sa di pausa, di sosta inframezzata da spuntini, birra, bevande e piatti freddi.
Il tedesco ha diversi termini per indicare lo Zwischenmahlzeit, cioè lo spuntino o merenda che dir si voglia.
Questi pasti "di secondo livello" posti fra colazione, pranzo e cena per interrompere il lavoro nei campi oggi punteggiano le gite in montagna.
Il termine è diffuso in Baviera, Austria e Sudtirolo e richiama la slovena mala južina, piccolo pranzo, del resto anche la Slovenia faceva parte dell'impero asburgico, anzi fin dal 1282 faceva parte dei possedimenti privati di Casa d'Austria.

Jausenstation
Una pittoresca Jausenstation ricavata da una ex-malga di alta montagna tra la Val Venosta e la Val Senales, appena sotto il Taschenjoechl/ Giogo di Tasca, valico d'altura utilizzato per la transumanza delle pecore.

martedì 22 maggio 2018

Discesa fuori stagione alla spiaggia di Lubenice, sull'isola di Cres (Cherso), nel golfo del Quarnaro

Come ogni borgo d'altura di queste isole, anche la rocciosa Lubenice si divideva in due: la parte alta, col compatto abitato raccolto attorno alla cisterna dell'acqua, posto al centro dei piccoli appezzamenti coltivabili sparsi attorno al borgo, e lo sbocco a mare, talvolta molto più in basso.
lubenice lubenizze
La baia di Lubenice si può raggiungere solo a piedi, o in barca. Sono 370 metri di discesa e soprattutto 370 metri di risalita, magari sotto il sole agostano. Una forma informale di assicurazione contro l'invadenza del turismo cafonal che negli ultimi anni, dalla costa, si sta purtroppo spostando anche alle isole.
lubenice lubenizze
La rocciosa Lubenice, appollaiata su uno sperone battuto dal vento di
bora e calcinato dal sole. I pochi fazzoletti di terreno coltivabile erano
protetti dal vento e dal salmastro da un reticolo di muretti a secco. La
spiaggia in questione è la falce bianca in basso a sinistra.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Quì a Lubenice (Lubenizze in italiano) il salto si fa sentire, perchè è di ben 370 metri.
Per raggiungere la baia e le sue piccole attrezzature da pesca era questo lo scotto da pagare per gli abitanti dell'antico borgo arroccato a difesa, circondato da mura e dedito principalmente alla piccola agricoltura e alla pastorizia semi-selvaggia.
Il sentiero odierno è per fortuna ben tracciato e segnato, ma il dislivello si fa sentire, soprattutto quando si torna - in salita - nelle ore del pomeriggio estivo, sotto il sole battente, una cosa che è bene cercare di evitare.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 373 (piazza prima della chiesa sconsacrata, ora bar)
Quota minima raggiunta: m 0 s.l.m.
Dislivello assoluto: m -373
Dislivello cumulativo in salita: m 376
Dislivello cumulativo in discesa: m 376
Lunghezza con altitudini: km 5,3
Tempo totale netto: ore 2:00 AR
Difficoltà: E
GPS lubenice lubenizze
Le comunicazioni fra i borghi d'altura erano in realtà agevoli e relativamente ra-
pide: da Lubenice, per esempio, era facilissimo arrivare fino a Vidovici, il picco-
lo borgo d'altura sopra Martinscica, possibile meta di un'altra bella camminata su
quest'isola del Golfo del Quarnaro.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua una descrizione dettagliata.

Come arrivare: all'ingresso di Lubenice nel periodo estivo c'è un parcheggio a pagamento (gratuito e non presidiato fuori stagione) che si raggiunge da Valun. La strada, pur asfaltata, è molto stretta. Ogni macchina proveniente in senso contrario costringe a laboriose manovre ma - almeno - disincentiva i turisti del mordi e fuggi abituati a rotonde e svincoli autostradali.
gulasch di agnello coi gnocchi
Al ritorno ci aspetta un bel piatto di gulasch di agnello coi gnocchi. Va detto che sull'isola la carne del "formidabile agnello di Cherso" e quella di pecora sostituiscono quella di bovino. Queste lande aspre, secche e pietrose, infatti, non sono in grado di sostenere l'allevamento dei bovini. Il gulasch coi gnocchi è in pratica la rustica versione isolana della più celebrata  e ricca pastizada dalmata a base di manzo, magistralmente descritta da Enzo Bettiza....

giovedì 17 maggio 2018

Un trancio di pesce spada alla piastra, scottato un po' troppo ma poi accompagnato alla maniera siciliana...

Pesce spada congelato e quattro tradizionali ingredienti di gusto meridionale (capperi, olive, olio d'oliva, pomodori). Qui da noi vuol dire tutto e solo da centro commerciale: eppure, se fatto alla piastra...
pesce spada alla siciliana
Una volta scongelato, si lascia maturare con olio e pepe.
La mitologia vuole che "Ogni anno, da aprile ad ottobre, il pesce spada, il cui nome scientifico è Xiphius gladius L., passa attraverso lo stretto di Messina ed i pescatori messinesi, a bordo delle loro barche chiamate feluche, lo pescano per portarlo sulla tavola".
Tutto molto evocativo, ma qui in Valsugana cercare il pesce spada "fresco" nei banconi dei mercati è assurdo.
Forse è un tantino più fresco il pesce azzurro, che arriva da Chioggia, ma non certo il pesce spada, che arriva da lontano: molto più sicuro affidarsi al surgelato, sempre che la catena del freddo non sia stata rotta per strada...
pesce spada alla siciliana
Ed eccolo messo in tavola con un filo d'olio crudo e spolverato di pepe nero. Si accompagna ad un trito grossolano fatto di pomodori, aglio, olive denocciolate, capperi sotto sale, olio di oliva. Sono ingredienti siciliani (pesce spada, capperi, olive, olio d'olive, pomodori). Se si brucia un po' - o anche tanto, come nella foto - si può spazzolare via la crosticina scura. Mica sempre ci si riesce...

giovedì 10 maggio 2018

L'anello del Col dela Boia da Passo Brocon

Facile, panoramica e varia, questa semplice escursione circolare nei Lagorai meridionali sta a metà fra l'ambientalismo (il "trodo dei fiori") e l'epica resistenziale (la marcia dei partigiani dalle Vette Feltrine alla Val Campelle).
passo brocon
Dalla cima del Col dela Boia verso Est. Sullo sfondo l'ampio panorama comprende Cima di Cece ei Lagorai orientali, l'intero gruppo delle Pale di San Martino, l'intaglio di Passo Cereda e il gruppo Sass de Mura-Cimonega.
col dela boia
Dalla cima del Col dela Boia verso la Valsugana. Pergiungere in cima si percorre
un tratto del suggestivo Trodo dei Fiori.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Sono entrambi dei buoni motivi per andarci.
La gita si svolge sempre su terreno aperto che consente ampie vedute panoramiche sia verso la Valsugana che verso le Vette Feltrine.
Il sentiero è sempre evidente e ben segnato.
Dopo aver raggiunto la cima (m 2.086, ufficialmente, ma la quota reale mi sembra inferiore) il rientro avviene passando da Malga Cavallara,che nel periodo estivo svolge servizio di agritur.

GPS col dela boia
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.620 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 2.045
Dislivello assoluto: m 425
Dislivello cumulativo in salita: m 590 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 590 circa
Lunghezza con altitudini: km 9,5
Tempo totale netto: ore 3:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. Per chiudere l'anello e tornare al parcheggio è necessario percorrere anche un breve tratto su asfalto.

Come arrivare: il Passo Brocon si può raggiungere dalla Valsugana, via Strigno e Castel Tesino, oppure dal Primiero, via Canal San Bovo.

La marcia dei partigiani del Btg.Gherlenda: la cartina qui sotto riporta il percorso seguito dai partigiani del Battaglione Gherlenda durante la terza tappa della marcia di trasferimento dalle Vette Feltrine a Cima d'Asta nell'agosto del 1944. Il percorso è stato desunto dalla mappa inserita nel libro di Giuseppe Sittoni "Uomini e fatti del Gherlenda" ed è stato individuato sul terreno basandosi sulle tavolette dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, che - risalendo agli anni Cinquanta - riportano ancora quella che doveva essere la rete sentieristica all'epoca dei fatti.
Battaglione Gherlenda
Il presumibile percorso seguito dai partigiani del Btg. Gherlenda è riportato in colore viola sulla tavoletta IGM 1:25.000. La tratta è lunga una decina di chilometri e va dal Rif. Croset fino a Malga Telvagola. Costituisce la terza delle quattro tappe in cui venne suddivisa la marcia di trasferimento del neo-costituito Btg. Gherlenda da Malga Pietena (nelle Vette Feltrine) a Malga Val del Lago (in Val Malene, Lagorai). L'anello in colore arancio riporta invece il percorso dell'escursione descritta in questo post.