venerdì 11 ottobre 2019

Al bivacco Malga Cima sotto le nuvole (Lagorai)

Il bivacco Malga Cima rimane una bellissima meta di mezza montagna anche quando il cielo non è al massimo. Anzi, sotto le nuvole, il suo gran fascino da "porto sicuro" risulta ancora più marcato.
bivacco Malga Cima
Il Monte Cima è un belvedere affacciato sulla bassa Valsugana e sull'altipiano del Tesino, con il Monte La Presa, il Monte Mezza e il Monte Lefre in primo piano e la seghettata catena di Cima Dodici-Ortigara-Cima Caldiera sullo sfondo. Alla spalle il panorama che s'apre sui Lagorai interni sarebbe anche più suggestivo, ma la nuvolaglia temporalesca ce lo ha nascosto.
monte cima
Stiamo scendendo dal Monte Cima all'omonimo bivacco, mentre su Borgo e sulla
intera Valsugana occidentale già sta piovendo...
Vedi le altre foto in Google Foto.
Una giornata inizialmente serena può rapidamente virare al coperto, ma c'è da dire che quando si cammina sotto la coltre grigia cala un'atmosfera misteriosa che in fondo non mi dispiace.
L'approccio avviene dal Ponte delle Rudole, in Val Campelle, perchè la tempesta Vaia dell'ottobre scorso ha probabilmente danneggiato il sentiero diretto che sale dal Cristo d'Oro presso Samone.
GPS Bivacco Malga Cima
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Dobbiamo zupparci l'avvicinamento sulla lunga strada forestale chiusa sì al traffico (ormai quasi interamente asfaltata e cementata) e quando finalmente arriviamo alla radura di Primaluna, con le baite e le colonie estive ricavata dai locali delle vecchie malghe, il tempo inizia già a cambiare.
👉Da lì trascino i miei ospiti in un giro ad anello attorno al rialzo di Monte Cima, un percorso facile ma vario, panoramico e remunerativo, che sale alla Forcella del Dogo e raggiunge il bivacco da monte, per poi chiudersi nuovamente a Primaluna. Saltiamo la tappa al più alpinistico

sabato 28 settembre 2019

I pomodorini sottaceto messi via per l'inverno

Che non piacciano a tutti ci può stare: è infatti un sotto-aceto puro e semplice, con acqua e aceto metà e metà e perciò dal sapore piuttosto forte. Niente sale nè zucchero, solo foglie di alloro e grani di pene nero.
pomodorini sottaceto
Acqua e aceto bianco %0/50%: poi invasare a freddo inserendo fra i pomodorini
qualche foglia di alloro e qualche grano di pepe nero (un cucchiaino da the).
Devono essere forti, senza danni e ammaccature. Bollire in un pentolino aceto bianco e acqua in parte uguali. Lasciar raffreddare e nel frattempo bucare con un ago (sterilizzarlo prima alla fiamma del gas) i pomodorini, che devono essere lavati e asciutti: serve per aiutare la penetrazione della soluzione acetica.
👉Curare che non si siano formate bolle d'aria e invasare a freddo interponendo un distanziatore di plastica alimentare fra la superficie dei pomodorini e il coperchio: in tal modo il liquido coprirà completamente i pomodorini. Aspettare almeno un mesetto prima di consumarli.
zimnica
Pomodorini sottaceto, pomodori verdi in barattolo, sottaceti misti e cipolline in agrodolce: una piccola scorta per l'inverno.

venerdì 20 settembre 2019

I pomodorini in salamoia, messi via per l'inverno

pomodorini in salamoia
I pomodorini in salamoia pronti per essere trasferiti in dispensa.
Per conservare le verdure sotto salamoia si deve usare una soluzione composta di acqua e sale da cucina, ma circa la quantità di sale da metterci le opinioni possono essere anche molto diverse: c'è chi dice 50 e chi 150 grammi di sale per ogni litro di acqua.
Personalmente mi fido di Fiore, marinaio adriatico di lungo corso: secondo lui l'acqua dolce va corretta con il 18% di sale da cucina... questo almeno è quello che lui fa (con ottimi risultati) con le olive del suo brolo sull'isola di Cherso, ottenendo così anche l'effetto di "de-amarizzarle" (togliere quel fastidioso retrogusto amaro che ha l'oliva colta dall'albero).
👉Tornando ai pomodorini dell'orto, ecco la formula usata per quelli della foto di lato:
1 chilo di pomodorini ciliegina rossi e gialli
180 grammi di sale
1 litro d’acqua
10 foglie di alloro
10 foglie di basilico
5 spicchi di aglio

C'è poi una avvertenza importante: i pomodorini vanno bucati con un ago sterilizzato (basta passarlo sulla fiamma del gas). In questo modo si favorisce la penetrazione della soluzione salina al loro interno.
Appena invasati, già bucati e in attesa dell liquido di salamoia. Tra qualche giorno sarà il tempo dei pomodori verdi in barattolo.

sabato 14 settembre 2019

Rifugio Bedole "Adamello Collini" in Val Genova (Adamello)

"Adamello" è il nome di battesimo di una guida alpina che non si limitò a scalare le montagne ma fu anche attivo nella Resistenza antifascista, un uomo che merita d'essere ricordato fra i Giusti.
rifugio bedole
La storia di Adamello ripete quella di Celestino Donini a Molveno. Uomini liberi che
abitavano in un territorio intimamente collaborazionista, ma che non rinunciavano a
lottare. Il rifugio è stato ampliato ma la cartolina sotto mostra il suo aspetto originario.
Adamello Collini era figlio e nipote di guide, che furono con i primi salitori dell’Adamello e della Presanella.
Assieme ai famigliari gestiva il Rifugio Bedole, alla testata della Val Genova.
👉Venne catturato dai nazisti proprio nel suo Rifugio e fu deportato nel lager di Mauthasen dove trovò la morte il 12 febbraio 1945 all'età di 55 anni.
La sua colpa fu quella di aver aiutato tanti sbandati, renitenti alla leva, ebrei, soldati alleati a raggiungere la Svizzera, che allora voleva dire la salvezza. E' stato insignito della medaglia d'oro al valor civile.
rifugio Bedole 1950
Il rifugio nei primi anni Cinquanta, quando manteneva ancora l'aspetto che aveva al tempo di Adamello Collini. "Adamello trasformò il rifugio in un nascondiglio per profughi, aviatori inglesi o americani abbattuti, partigiani. Accompagnava quei disperati in fuga dai tedeschi attraverso il gruppo della Presanella fino al Passo del Tonale, così che da lì potessero raggiungere facilmente la salvezza in Svizzera. Riuscì a farne passare tanti, anche a gruppi di venti alla volta. Non fece gesti eclatanti, il suo era un eroismo silenzioso. La sua conoscenza della montagna gli permetteva di aiutare delle persone in pericolo di vita e lui si limitò a fare quello che sapeva fare bene, la guida." (by Alessandro Cristofoletti)
La SAT nel 1886 aveva eretto il rifugio Bolognini, che venne poi distrutto durante la prima guerra mondiale nel 1917. Adamello aveva iniziato la costruzione del rifugio nel 1931, ma nell’inverno dello stesso anno una valanga l’aveva distrutto. L’anno successivo, scelta un’area meno esposta alle slavine, gettò le basi per la nuova costruzione, che ultimò in un paio di stagioni.

lunedì 9 settembre 2019

Gli hamburger leggeri e le foglie di vite

Quando gli hamburger sono di poca scorza, cioè leggeri sia di carne che di spessore, tendono spesso a sbriciolarsi. Cosa che...
hamburger foglia di vite
Invece di mettere della carta da forno tra la carne e la piastra, possiamo ricorrere
alle foglie di vite (che sono anche un tantino meno artificiali).
...succede specialmente quando, dopo aver cotto un lato e averli girati sull'altro, dovrebbero venire mossi o anche nuovamente rovesciati.
👉E' un problema che diventa più evidente sulle piastre scanalate, ghisa o acciaio che sia.
E allora bisogna ricorrere ad un un trucchetto facile facile: basta poggiarli su una bella e ampia foglia di vite, che permette la cottura ma funziona anche da paracadute verso "manovre incaute".
Meglio le foglie delle retine "bio" dei ristorantini trendy, roba che spesso va in urto col lavoro del dentista...
hamburger
Gli hamburger leggeri rischiano sempre di rompersi al momento di girarli. Con gli hamburger più spessi e di impasto più adatto alle rudezze della piastra in ghisa questo rischio non c'è, e possiamo farceli anche "fuori stagione", quando le foglie non ci sono proprio.

venerdì 6 settembre 2019

Bella camminata da rifugio a rifugio fra i Laghi di Cornisello (nell'alta Val Nambrone)

D'accordo, chiamare "rifugio" un posto dove si arriva in auto è un po' un controsenso. Ma poi, da lì in avanti, la passeggiata d'alta montagna fino al Rifugio (vero) Segantini si riscatta, e merita davvero.
L'attuale "Rifugio G. Segantini Val d'Amola" è stato edificato nel 1977 con materiali e tecniche costruttive tradizionali; sulla destra si vede il vecchio edificio "a cubo" costruito nel 1901 che oggi funge da locale invernale.
laghi di cornisello
Il percorso è circolare e si svolge in ambiente alpino aperto e panoramico. Parten-
za e arrivo al Rifugio Cornisello e sosta intermedia al Rifugio Segantini.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Anche perchè il Segantini vanta i suoi quarti di nobiltà. Non solo è una delle due basi di partenza per raggiungere la cima della Presanella (che con i suoi 3.558 metri è la più alta montagna del Trentino) ma mantiene - accanto all'edificio attuale - anche lo storico rifugio "a cubo", sei metri per sei, come ve n'erano molti in quest'area alpina, e stiamo parlando di fine Ottocento.
GPS laghi di cornisello
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Il percorso è tecnicamente elementare e si svolge in ambiente aperto e panoramico, rimanendo sempre sopra il limite del bosco. Al ritorno è previsto anche un tratto su asfalto, per tornare a prendere l'auto che si era lasciata al Rifugio Cornisello. Avendo due auto si può evitare.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 2.019 (Rif. Cornisello)

Quota massima raggiunta: m 2.455
Dislivello assoluto: m 346
Dislivello cumulativo in salita: m 700 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 700 circa

lunedì 2 settembre 2019

Cartoline dai Rifugi

"Se poi l’itinerario prevedeva l’arrivo od una tappa in un rifugio per me era il massimo: poter aggiungere un’altra cartolina alla mia collezione era una gioia immensa."
cartolinedarifugi
La schermata iniziale del sito cartolinedairifugi.it. E' un prezioso scrigno di vecchie cartoline in bianco e nero che ritraggono i rifugi alpini italiani. Lo dobbiamo alla perseveranza di Alberto Zanellato, un semplice escursionista veneto. Insomma, diciamocelo: un privato è riuscito a fare ciò che il il CAI ufficiale forse non ha mai neppure saputo immaginare.