domenica 9 agosto 2020

Il bivacco Bait de Spinel: è un posto accogliente, spartano e fuori mano (Lagorai)

E' nascosto nel bosco, quasi facile da raggiungere ma defilato alla vista. Roba da cacciatori. La proprietà è dell'Asuc di Baselga di Pinè.
Bivacco Spinel
Oh sì: la vista non è apertissima e quel che si vede sono montagne di seconda classe: le alture boscose della Val di Cembra e il modesto profilo della lontana catena della Mendola. Ma questo è un posto particolare, che sa fare della lontananza una virtù.
Bivacco Spinel
L'ingresso con la fornasela e i due tavolati a castello. Il locale è molto spazioso. Nel-
l'angolo destro si intravvede il tavolo, anch'esso piuttosto grande.
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Quando si dice Asuc (Amministrazione Separata degli Usi Civici comunali) i sindaci furbetti eletti per fare da apripista degli impiantisti la mettono così: roba de tuti, roba de nisùn, un atteggiamento e uno stile che conosciamo bene. Ma fortunatamente non è sempre così.
GPS Bivacco Spinel
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉C'è però qualche positiva eccezione, che mantiene vivi senso e valore dei beni collettivi (perchè la ASUC così erano nate: libertà popolari di pascolo, di legnatico e di caccia sottratte allo strapotere del signorotto medioevale).
Arrivando qui, in questa ruga annidata nel bosco, direi piuttosto: ma magari fossero tutti così i bivacchi!.
👉Ha tutto quello che serve davvero: legna, acqua, sedie e tavolo per mangiare, tavolati per dormire. Legna e acqua soprattutto. Mancano, e secondo me è una fortuna che sia così, i materassi, i cuscini, le coperte, la doccia, il lavandino interno, eccetera eccetera. Il messaggio è chiaro: questo non è un albergo.
👉Si trova a 1.620 metri di quota, su un ripido pendio di una valletta dimenticata da tutti che viene percorsa dalla preziosa acqua del Rio Spinèl, altrettanto ignoto ai più.

mercoledì 5 agosto 2020

Grappe arcobaleno: quella fatta con il bianco e il giallo dell'achillea millefoglie diventa dorata

Semplice infuso su una base di grappa bianca: un digestivo aromatico.
In bottiglia al sole per 40 giorni. Basta un ciuffetto come quello a destra per 1/2 litro di grappa. Il purista consiglierebbe niente zucchero e secondo me ha ragione. L'aromatica messa in infusione crea il colore dell'infuso, e questo è quello dell'achillea millefoglie.

sabato 1 agosto 2020

Il lungo e basso Rifugio Conseria che osserva dall'alto la Val Campelle (Lagorai)

Ricavato nel lungo stallone di Malga Conseria, ha aperto i battenti nell'agosto 2009, dopo un attento lavoro di ristrutturazione.
Ha un davanti e un di dietro, come succedeva negli stalloni delle malghe monticate.
E' una meta molto battuta, un po' per la sua posizione, strategica per i camminatori e panoramica per i semplici turisti, e un po' perchè è raggiungibile senza troppa fatica dopo aver lasciato l'auto al Ponte Conseria, dove finisce la strada della Val Campelle.
Nelle limpide notti di luna piena il silenzio dei Lagorai si riverbera in un paesaggio che sembra passato agli infrarossi.
👉Ci si può arrivare da due parti: un percorso più diretto ma ripido e l’altro (quello dell’ippovia) un po’ più lungo, ma più semplice, meno ripido e veramente adatto a tutti. Così si può chiudere ad anello una gita, con andata e ritorno differenziati.
Si trova a 1.848 metri di quota ed ha 22 posti letto (dati pre-Coronavirus). Qui ripreso dal
sentiero che sale a Cima Soicede: è l'edificio più lungo, in basso a dx la Malga Conseria
e il bivacco invernale.
👉Una parte del lungo e basso fabbricato dello stallone è stata trasformata in rifugio con sala da pranzo, bar, cucina, sei stanze per complessivi 22 posti letto e due bagni (oltre ai locali usati dai gestori).
👉In cucina sono giustamente concentrati su piatti locali: canederli tradizionali, ma anche quelli alle ortiche, alle rape rosse ed al formaggio, un ottimo “orzetto” alla trentina, i crauti con polenta, la zuppa di cipolle e di verdure, i ”fasoi en bronzon”, il formaggio fuso (rigorosamente di malga) con polenta, contorni di “capussi” e altre verdure locali, lo spezzatino con polenta. Oltre al tagliere di affettati e formaggi e ai dolci tradizionali: strudel di mele, crostate alla frutta, torta “de fregoloti”, ecc.
Una parte del fabbricato è attrezzata a stalla per il ricovero dei cavalli, essendo il rifugio inserito nel giro della "Ippovia del Trentino Orientale" e rappresenta una tappa importante del medesimo circuito. I cavalli ottengono ricovero e e vengono rifocillati come Dio comanda (dicono).
Il bivacco Malga Conseria si trova nel piccolo edificio a fianco della vecchia casèra, appena più a valle dell'ex stallone. Le dotazioni comprendono tavoli e panche. Dispone anche di stufa, legna, tavolato per dormire al piano superiore. Il bivacco è chiuso quando il rifugio è aperto, e viceversa (la diapositiva slavata con Fausto e Gigi risale però al 1995, molto prima della risistemazione).

sabato 25 luglio 2020

Una visita agli ormai famosi Stoanerne Mandln, sul panoramico monte Schöneck (Sarentini)

Gli ometti di pietra che popolano la tondeggiante cima del monte Schöneck sono diventati la principale attrazione turistica della valle.
Stoanerne Mandln
La cima dello Schöneck è colonizzata da decine e decine di stoaerne (di pietra) Mandln (ometti). Sullo sfondo vediamo le alte cime del Texel Gruppe/Gruppo di Tessa e, a dx del grosso ometto, cima Ifinger/Picco Ivigna, che con  Mutspitz/Cima Muta si identificano con la città del Passirio.
Stoanerne Mandln
Guardando verso le Dolomiti. Agli Stoaenrne Mandln si può arrivare agevolmente
anche durante la stagione invernale, seguendo lo stesso percorso.
Vedi le altre foto in Google Foto.
Parlo della Val Sarentino, perchè è da questo lato che solitamente vi si sale, anche se in realtà ci si potrebbe arrivare anche da Voran/Verano, il centro abitato dell'ampio altipiano sopra Merano.
Questo perchè i monti Sarentini sono bifronti e sembrano messi lì a separare e insieme a congiungere, Merano da Bolzano e dalla Val Sarentino.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.583 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.984
Dislivello assoluto: m 378
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Dislivello cumulativo in salita: m 630 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 630 circa
Lunghezza con altitudini: km 13, 2
Tempo totale netto: ore 4:30 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata. 

Come arrivare: si risale la Val Sarentino fino a Sarentino, si entra nel paese e si seguono le indicazioni per

martedì 21 luglio 2020

Frittata di uova e di cipolle, soprattutto di cipolle

frittata
Frittata d'uova e cipolle, mangiare basico che non tradisce mai, neanche da freddo.
Quattro belle uova e due grosse cipolle bianche, scelte fra quelle più dolci che forti.
Preparare le cipolle senza paura di esagerare, cioé abbondando.
Tagliarle ad anelli non troppo sottili, è una forma di rispetto, e poi smazzarle rapidamente con le mani.
👉Sbattere brevemente le uova in una scodella usando una forchetta mentre vi si aggiunge, spolverando dall'alto, del pepe nero macinato.
Unire le cipolle e le uova sbattute in una padella appena unta d'olio e mescolarle piano piano. Girare a metà cottura. Io non metto sale.
👉Ottime in questi mesi di distanziamento fisico e timore degli assembramenti.
Basta un contenitore tipo Tupperware e possiamo portarci le frittate in montagna. Oltre a quella di cipolle, a destra e a scendere in senso orario abbiamo: zuppone di verdure e frittata di zucchine e pomodori, frittata di ortiche, frittata di zucchine, frittata di tonno e piselli, e a salire ancora zucchine e pomodori.

giovedì 16 luglio 2020

Gestore per caso: storia vera di un naufrago approdato per caso a Capanna Penia

Il naufrago che diventa "Sentinella delle Dolomiti": non è un romanzo ambientato in montagna, ma una storia di vita. Poteva essere una debacle definitiva quella di Carlo, lavapiatti mezzo bevuto e sempre in fuga dalla vita, giunto ormai al giro di boa degli anni...
La Sentinella delle Dolomiti | Ediciclo Editore
Carlo Budel, "La Sentinella delle Dolomiti", Ediciclo Editore, 2019, anche E-book.
...ma la montagna a volte può salvare le persone anzichè ucciderle, una verità che Carlo, divenuto quasi per caso gestore dell'estrema "Capanna Penia" sulla Marmolada, ha assimilato nel profondo.
👉Da tre anni gestore per caso di un impegnativo rifugio che sembra la capanna di Scott (l'esploratore polare che perse la corsa al Polo Sud) Carlo apprende il mestiere in questa baracca rivestita in lamiera in cima alla Marmolada, appollaiata ai 3.343 metri della Regina delle Dolomiti, su Punta Penia.
👉Carlo Budel, approdato qui ormai quarantacinquenne, è un tipo sui generis: uno che non è stato guida alpina e neppure fa parte delle famiglie storiche degli albergatori del posto: un profilo del tutto eccentrico rispetto a quello del rifugista-standard.
👉La sua, infatti, non è stata una vita standard, piuttosto un sentiero sdruccioloso che ha portato un uomo qualunque, già stritolato delle periferie, a costruirsi una sua propria identità personale, meta consapevolmente perseguita e finalmente raggiunta, positiva, ottimista e aperta alla vita.
Qui la bassa "Capanna Penia" in un mio scatto del 1996. Il rivestimento in lamiera, l'isolamento e il freddo intenso me l'hanno sempre fatta associare alla "Capanna Scott" in Antartide (nel box), al cui interno le condizioni di vita forse non erano state troppo diverse.



sabato 11 luglio 2020

Il giro del modesto Monte Picosta (Lagorai)

Breve comodo anello in una zona secondaria e dimenticata dentro i più marginali fra i Lagorai, ma adattissimo per chi rifugge l'affollamento.
Sulla sommità di questo basso monte posto fra Tesino e Feltrino ancora oggi sopravvivono gli antichi prati falciabili.


Sulla lunga sommità del Picosta le grandi praterie ospitano anche
alcuni edifici agricoli. Non mancano i posti per sedersi a fare uno
spuntino. Stavolta panino tonno e giardiniera di pomodori verdi.
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Il Monte Picosta è una modesta elevazione boscosa (1.427 metri) che sovrasta la località Celado, un'ampia ondulazione prativa oggi punteggiata da baite in gran parte ristrutturate ed adibite ad abitazioni estive, ma che un tempo fungevano da edifici di supporto alle attività estive in questa importante area di prati falciabili.
👉La dorsale sommitale è ancora in parte occupata da ampie praterie e proprio in cima ci sono alcuni masi immersi nelle praterie, tra cui un grosso maso, il maso Muraro.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
👉La salita si svolge nel bosco, dove sono ancora evidenti le tracce lasciate dalla tempesta Vaia ed il ritorno, da Maso Picosta in giù, avviene un largo sentiero che avrebbe bisogno di un po' di manutenzione.
Partenza e arrivo sono a Celado, dove si può lasciare l'auto nell'ampio parcheggio gratuito lungo la strada provinciale.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.158
Quota massima raggiunta: m 1.413
Dislivello assoluto: m 255