domenica 23 aprile 2017

Fatti di Resistenza nei Lagorai

Il nuovo libro sulla Resistenza trentina debutta in libreria per il 25 aprile.
la ballata del Gherlenda
22 aprile 2017: durante la presentazione alla libreria "Al Ponte" di Borgo Valsugana, in
occasione del recitativo musicale "La ballata del Gherlenda". (Testi e musiche di Ser-
gio Balestra e Gianfranco Tomio, voce di Morena Roat).
Puntuale come un orologio e documentato come nessun altro, Giuseppe Sittoni consegna alle stampe il suo più recente lavoro sul movimento resistenziale trentino.
Dopo "Uomini e fatti del Gherlenda" e "Sudditi fedeli e contro" esce ora "Fatti di Resistenza", miscellanea di testimonianze, diari partigiani e approfondimenti sulle vicende
della Resistenza nei Lagorai.
A far da collante e filo conduttore è ancora una volta il "Battaglione Gherlenda" che operò tra la Valsugana e la Val di Fiemme in quella che era, e è ancora, la più vasta area wilderness del Trentino.
In anni di certosino lavoro di indagine e di scavo storiografico, l'autore ha messo insieme un'invidiabile mole di informazioni sui fatti storici e sulle microstorie anche personali dei protagonisti d'allora.
I suoi lavori hanno perforato la cortina di nebbie e reticenze che l'ininterrotto cinquantennio democristiano aveva calato sulla Resistenza in Valsugana. 
Giuseppe Sittoni, "Fatti di resistenza -Battaglione Gherlenda e altre storie", PubliStampa Edizioni, Pergine Valsugana, 2017, pp. 222

venerdì 21 aprile 2017

Sul Monte Mezza, ostica cimetta delle quote basse in Valsugana.

Il confine fra la Valsugana e il Tesino appare semplice solo se visto sulla carta. Sul posto è nascosto da una vegetazione illusionista che occulta, tra le altre, anche questa affilatissima cresta rocciosa verticale e repulsiva, che separa due mondi.
Monte Mezza
L'altopiano di Asiago nel settore dell'Ortigara e il basso cornetto dell'Armentera dalla cima del Monte Mezza.
Monte Mezza
Il nodo di Cima d'Asta-Cimon Rava come appare dal Monte Mezza.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Arrivando da Cinte Tesino, con i suoi boschi bonaccioni, si rimane stupiti quando improvvisamente si incappa in uno strappo ripido e intricato, duecento metri di bosco fitto e di contorti arbusti alpini che fino all'ultimo nascondono alla vista un'affilata e precipite cresta calcarea.
GPS Monte Mezza
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Di là ci sono 1400 di strapiombo roccioso, un salto che finirebbe nei piatti campi attorno alla Barricata, fra Ospedaletto e Grigno.
Di fronte l'Ortigara e le altre cime tormentate dalle battaglie della WW1, alle spalle i Lagorai con il nodo di Cima d'Asta che si staglia in primo piano.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.196 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.622
Dislivello assoluto: m 426
Dislivello cumulativo in salita: m 440
Dislivello cumulativo in discesa: m 440
Lunghezza con altitudini: km 8,5

martedì 18 aprile 2017

Le radici del tarassaco

Il Dente di Leone è commestibile dai fiori alla radice nei prati è la prima a segnalare l'arrivo della primavera, indipendentemente dal suo nome locale: che sia Dente di Cane o Tarassaco o Dente di Leone, poco conta.
Amarognole e pungenti, le radici del tarassaco vengono spesso trascurate e sono
una specie di "effetto collaterale" della deliziosa insalata primaverile di campo.
Quando si sveglia vuol dire che la primavera è finalmente arrivata.
Il suo giallo squillante spicca nel mare anonimo delle erbe prataiole ancora mezze addormentate.
Girando nel prato col coltello la si coglie recidendola alla base e perciò trascurando la radice, che è invece anch'essa commestibile ed anzi da non trascurare, sebbene poco conosciuta.
Una volta estratte dal terreno assieme alle foglie da insalata, le radici vanno pulite, lessate e condite con olio di oliva, le radici del tarassaco si offrono originali e appetitose, almeno per chi ama le tonalità amarognole. Basta un poco di olio.

venerdì 14 aprile 2017

La violetta di bosco che annuncia la primavera...

I colori del “Anemone triloba” segnalano l'inizio della primavera nei boschi di mezza montagna, mentre nei prati e nei giardini furoreggia il giallo del tarassaco.
Anemone triloba
Anemone triloba oppure Anemone hepatica (dal colore delle foglie), questa pianta
primaverile dei boschi bassi è anche conosciuta come “erba trinità”. I frutti sono
palline villose che le formiche raccolgono e diffondono nei dintorni.
Questi fiori colorati sono completi di stelo e corolla ma senza foglie... che compariranno dopo, coriacee e trilobate.
Ed è appunto da questa forma delle foglie che la piantina fiorita prende il nome.
La fioritura è breve, dura una settimana o poco più.
Di sera e al mattino di buonora o anche quando piove i fiori sono chiusi.
Gli insetti che li visitano pescano solo il polline perché questi fiori sono del tutto privi di nettare.

mercoledì 12 aprile 2017

Sul Monte Brento da San Giovanni al Monte (Basso Sarca)

Roccioso e proibitivo se visto dalla Valle dei Laghi, boscoso e facile se affrontato dal Lomaso. 
Monte Brento
Ecco la vista verso le Giudicarie. In primo piano le coltivazioni del Lomaso e del Bleggio, chiuse da Cima Sera e dal Passo Duron. Tra le nevi dell'Adamello-Presanella spiccano le due piramidi del Carè Alto (al centro) e della Presanella (più a destra). A destra il gruppo delle Dolomiti di Brenta.
Monte Brento
Il sentiero che dal Brento porta fino al punto d'involo. Dietro il Monte Casale e
la Paganella.
Vedi le altre foto in Google Photo.
La sua parete orientale è un impressionante muro verticale di roccia, famosa fra i climbers e i base-jumpers.
Noi, però, ci arriviamo molto più modestamente da dietro, con una semplice passeggiata tra i boschi del versante occidentale.
Dallo spiazzo di vetta la vista è circolare.
Si trova nella Catena del Casale o Dain Grande, tra le Giudicarie e il Basso Sarca e la ripartizione SOIUSA lo considera appartenente ad una propaggine delle Dolomiti di Brenta.
GPS Monte Brento
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Nota: ad oggi (marzo 2017) certe cartografie basate su dati OpenStreetMap confondono il Monte Brento (m 1.545) con la quota 1.508 posta 800 metri più a N-NE.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.125 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 1.589
Dislivello assoluto: m 467
Dislivello cumulativo in salita: m 537

venerdì 7 aprile 2017

Il giallo, colore che annuncia la primavera...

In città le forsizie e nei prati di monte il tarassaco. Sono loro, con quel giallo squillante, gli alfieri della primavera. Certificano che anche qui l'inverno è finito.
tarassaco dandelion
In diagonale: fioritura primaverile sulla vetta del Monte Fregasoga, nei Lagorai e
ai margini della mulattiera che sale al Col del Gallo, sopra Cismon del Grappa.
Dente di Leone, Dente di Cane, in latino Taraxacum officinale, come vuole la classica tassonomia degli illuministi settecenteschi.
E' conosciuto anche con il nome di "piscialetto", attribuitigli per le sue indubbie proprietà diuretiche, e anche come "soffione", per via della palla lanosa che ne contiene i semi.
Pare che il nome derivi da dal greco tarakè (scompiglio) e àkos (rimedio), poichè sarebbe capace di rimettere in ordine l'organismo e superare le digestioni difficili.

martedì 4 aprile 2017

Anello del Monte Cimon da Slaghenaufi (altopiano di Lavarone)

E' un ampio giro nei boschi dell'altopiano che punta alla modesta elevazione del Cimon, ma che soprattutto transita da ben tre diversi punti panoramici, due dei quali sono dei veri e propri belvedere, con tanto di staccionata aperta sul vuoto.
Monte Cimon
Dal belvedere di Monterovere verso Levico e Caldonazzo, il cui lago divide la Marzola dai Lagorai. Le pendici valsuganotte del Cimon sono ancora segnate dalla cicatrice dell'antica Strada della Stanga (oggi in parte percorribile a piedi e in parte franata) e la sua cima può essere raggiunta direttamente da Caldonazzo tramite il Sentiero del Tamazol.
Monte Cimon
L'abitato di Luserna dal belvedere Oghenlait, a cinque minuti dalla cima del Cimon.
La Strfexpedition austriaca dell'estate 1916 si era spinta fino all'estremo limite me-
ridionale degli altipiani: sulla destra il Monte Cengio, col suo Sentiero dei Granatieri.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Il Monte Cimon è quella tozza cima boscosa che si trova alle spalle di Caldonazzo e che segna l'inizio (o la fine, a seconda dei punti di vista) dell'altopiano di Lavarone.
Il fianco rivolto verso la Vigolana era segnato dall'ardita Strada della Stanga, l'antica e importante via di transito commerciale fra la l'alta Valsugana e gli altipiani, oggi sostituita dalla strada statale della Fricca.
GPS Monte Cimon
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
I suoi fianchi boscosi sono attraversati da una poco nota rete di sentieri escursionistici frequentati per lo più dai locali. Per la vicinanza al fondovalle e per l'originalità degli scorci meritano senz'altro d'esser presi in considerazione, specialmente come mete per le mezze stagioni.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.239 (parcheggio a Slaghenaufi)
Quota massima raggiunta: m 1.518
Dislivello assoluto: m 279
Dislivello cumulativo in salita: m 517
Dislivello cumulativo in discesa: m 528
Lunghezza con altitudini: km 7,2
Tempo totale netto: ore 2:40
Difficoltà: F

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende superflua la descrizione dettagliata.

Come arrivare: partendo da Pergine, si segue la Statale 349 in direzione di Bosentino e Lavarone. Sorpassate le frazioni di Carbonare e Virti, la si lascia seguendo l'indicazione per Bertoldi e, qui giunti, si procede brevemente fino al parcheggio del piccolo nucleo abitato di Slaghenaufi.